Tre squadre in quattro punti.

In questo momento del campionato non è di certo la prima volta che capita. Forse non capitava da tanti, troppi, anni di vedere le due squadre di Milano in cima alla graduatoria. A tre lunghezze, la Juventus osserva tutto, un punticino davanti al Napoli, in virtù della penalizzazione inflitta che ancora brucia, per un duplice motivo. Vedendo il modo in cui la squadra di Gattuso affronta ogni singolo match, se la partita si fosse disputata, forse, staremmo parlando di una situazione in classifica diversa.

Con i se e con i ma la storia non si fa, ed è giusto comprendere come arrivano le squadre a ricoprire queste posizioni in classifica e cosa potrà fare la differenza nei prossimi turni di campionato.

DUE PUNTI ROSICCHIATI

Partiamo dagli aspetti positivi di Milan e Inter.

Per i rossoneri, in caso di sconfitta a Marassi, non si sarebbe trattato di un dramma totale. Bisogna ammettere, però, che subire una doppietta da Mattia Destro, prelevato anni fa da Adriano Galliani, non sarebbe stato il modo migliore per affrontare la prima sconfitta in campionato dopo diversi mesi. Un punto importante, contro una formazione che di punti ne ha bisogno come l’ossigeno, e non per stare in vetta, ma per non sprofondare sul fondo scivoloso di una classifica che è ancora difficile da valutare. Se poi si considerano i marcatori dei rossoneri, Calabria e Kalulu, ecco che è necessario fermarsi un attimo e delineare l’anima dei ragazzi di Pioli. Il Milan non è la squadra più forte della Serie A, questo è chiaro, ma è fin troppo palese che tutti stiano remando nella stessa direzione, oltre il talento e oltre i minuti concessi in campo. Le assenze hanno avuto un peso specifico notevole, Rebic non sempre riceve i palloni con i giri giusti, eppure se avesse calciato meglio in porta dopo lo slalom centrale avrebbe cambiato l’andamento della gara.

L’esultanza di Kalulu, dopo la rete del pareggio (fonte: Getty Images)

A San Siro, la banda di Antonio Conte ha conquistato tre punti d’oro.

Il risultato più giusto sarebbe stato un pareggio, perché ciò che ha fatto vedere il Napoli nel corso dei 90 minuti è stato degno di una grande squadra, ma quello che ha concretizzato nella fase finale del match, al netto dell’assenza di Mertens, per distorsione alla caviglia, e di Insigne, espulso per aver esagerato con le parole, è stato davvero notevole. Positiva la rete di Lukaku, su rigore conquistato abilmente da Darmian, che dona molto morale al numero 9 nerazzurro, dopo una prova francamente opaca. Eccellente prestazione, invece, di Samir Handanovic. Uomo partita, sempre pronto a richiamare l’attenzione e a fornire le giuste indicazioni, non solo alla sua retroguardia.

Big Rom, ancora decisivo, nonostante una partita non entusiasmante (fonte: La Presse)

Fanno benissimo questi tre punti all’ambiente nerazzurro e fanno bene soprattutto a Conte, più disteso in conferenza stampa e indubbiamente bravo a preparare tatticamente un match complesso. Stessa valutazione per Rino Gattuso, con la sua squadra schierata molto bene in campo e sempre più sicuro alla guida di un organico di valore.

UNA MERAVIGLIA DI PAREGGIO

Non saranno al settimo cielo i tifosi bianconeri, soprattutto se faranno fatica a dormire per qualche giorno ripensando al tacco pieno di sufficienza di Alvaro Morata. Una possibile giustificazione può essere la convinzione del 9 bianconero nella volontà del direttore di gara di fermare l’azione, ma in realtà era tutto regolare. Occasione sprecata, ma perlomeno non si è trattato della legge crudele, vecchia come il mondo, del gol sbagliato-gol subito.

Prima rete, con la maglia bianconera, per Federico Chiesa (fonte: Getty Images)

Perché a segnare è Federico Chiesa, che si ricorda di essere Federico Chiesa e con un destro di rara bellezza porta avanti i suoi. Il pareggio di Freuler è di altrettanto fascino. Una delle partite più belle della stagione, forse la più bella in assoluto, in cui ci sono capovolgimenti di fronte continui e un mix di velocità e tecnica che è veramente roba per pochi. Non è mancato niente. Un Papu Gomez al centro di ogni discorso in casa Atalanta e non, con tanto di inno della Juventus cantato nel prepartita e l’impiego a partita in corso. E non manca nulla anche dall’altra parte, perché Ronaldo si fa neutralizzare il rigore da Gollini, donando all’estremo difensore avversario una grinta pazzesca che gli consente, negli ultimi minuti, di bloccare tutto ciò che si dirige verso la sua porta.

ALTRO CHE INFRASETTIMANALE

Nel mezzo della settimana, di solito, si gioca Europa e Champions League. In questo caso, le squadre che ci giocano e che aspirano a strappare un pass anche per il prossimo anno sono state in grado di far vedere qualcosa di estremamente interessante.  Non c’è tempo di riposare e di allontanare ogni tipo di pensiero in vista del prossimo turno, perché è già tempo di proiettarsi agli incontri del weekend. La situazione, in cima, potrebbe subire ulteriori scossoni, con tanto di posizioni da rivedere dopo i prossimi 90 minuti.

L’infortunio di Mertens, brutta tegola per Gattuso (fonrte: La Presse)

Ma saranno giorni fondamentali. Per sistemare le idee, per recuperare alcuni degli indisponibili e per non ripetere gli errori dettati da cali di concentrazioni e stanchezza che, forse, comincia a farsi sentire.

Gli allenatori mostrano tutti espressioni serie dopo i match. Conte è soddisfatto ma fa prevalere un velo di forzato equilibrio, Gattuso è contento della squadra ma amareggiato per l’espulsione di Insigne, Pirlo è dispiaciuto per più motivi, Gasperini ci credeva ma è consapevole che l’ambiente in casa Dea è da tenere sotto controllo. Pioli sembra sollevato, perché ha mantenuto l’imbattibilità, anche se ha rischiato di perdere.

Poi sorride, in chiusura. Contro il Sassuolo torna Ibra.