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Dani Alves & Co: il Barcellona non vuole cambiare

Dani Alves & Co: il Barcellona non vuole cambiare

Il ritorno di Dani Alves e Xavi al Barcellona è l’estremo tentativo del club catalano di rivitalizzare un gruppo depresso e svuotato, lontano parente della squadra che sei anni fa superava la Juventus a Berlino e concludeva un fantastico triplete.

Da quel lontano 2015, tanti giocatori sono arrivati e tanti giocatori se ne sono andati. La MSN, il trio tutto sudamericano composto da Neymar, Suarez e Messi non esiste più. Uno dei reparti di centrocampo più tecnici di sempre con Rakitic, Xavi e Iniesta ha raggiunto col tempo la sua naturale dissoluzione . Quello che però è rimasto è uno zoccolo duro di 6 giocatori che fanno da fil rouge dall’ Olympiastadion di Berlino fino ad oggi.
E se il problema del Barcellona fosse proprio la difficoltà a lasciare andare e rivoluzionarsi?

 

UNO ZOCCOLO TROPPO DURO

Jordi Alba, Dani Alves, Sergio Busquets, Piqué, Sergi Roberto, ter Stegen.
Il tratto comune a questi sei nomi? Sono al Barcellona da almeno sei anni, un tempo calcisticamente lunghissimo.
Se poi alla lista aggiungiamo anche Xavi, il nuovo allenatore appena arrivato, ci rendiamo conto che i blaugrana non riescano proprio a staccarsi dal loro passato.

Esclusi ter Stegen e Sergi Roberto, entrambi ventinovenni, tutti i giocatori di questa lista hanno più di trent’anni.
Se nel 2015 la loro centralità nel progetto Barça era più che giustificata, lo stesso non si può dire nel 2021.

Per fare qualche esempio, Jordi Alba è afflitto da tempo da infortuni ricorrenti che gli hanno impedito di mantenere l’altissimo livello di qualche stagione fa.

 

Dani Alves viene sì da un oro olimpico con il Brasile, ma è stato richiamato dal Barcellona alla soglia dei quarant’anni dal campionato brasiliano, inferiore di qualche spanna alla media del calcio europeo.

L’emblema del tempo che passa per il Barcellona è incarnato però da Piqué.
Il centrale catalano era considerato qualche anno fa uno dei più forti difensori in circolazione e un leader nella sua squadra. Adesso tra infortuni, apparizioni su Twitch e impegni extracalcistici vari, Gerard sembra essere un senatore del Barcellona solo sulla carta.

Le strategie di mercato dei Culés sembrano non aver dato i propri frutti dato che i migliori giocatori sono stati mandati via mentre sono stati tenuti in squadra elementi al crepuscolo della loro carriera, poco funzionali alla squadra e senza molto da dare alla causa.

 

I SOLITI NOTI

In ogni squadra c’è comunque bisogno di giocatori sempre affidabili nonostante il passare degli anni.

Tra i nomi di quella lista a giustificare pienamente la propria presenza al Barcellona, oggi come allora, ci sono solamente ter Stegen e Sergio Busquets.
Il portiere tedesco rientra di diritto tra i migliori estremi difensori del continente mentre le sue abilità da equilibratore rendono Busquets irrinunciabile per qualunque allenatore passi dalle parti del Camp Nou.

Xavi, altra vecchia gloria richiamata alla nave madre, avrà il compito di guidare il suo club in questa delicata fase di transizione. Paradossalmente proprio lui, un emblema del passato che il Barcellona non riesce ad abbandonare, deve prendersi la responsabilità di tagliare il cordone ombelicale che tiene ancorata la società ai ricordi di un tempo che non c’è più e guidarla verso una nuova pagina della sua storia.

Immagine in evidenza da: Licenze Google Creative Commons

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