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Amburgo e quell’orologio che non si deve fermare

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Bundesliga

A due giornate dalla fine della Bundesliga, ben cinque squadre tedesche sono ancora in gioco e tutte e cinque vorrebbero evitare di chiudere al sedicesimo posto, poiché questo significherebbe dover fare i play-out per non retrocedere. Peggio ancora se la più probabile a doverli disputare è una gloriosa squadra come l’Amburgo.

SAREBBE CLAMOROSO

Clamoroso perché mentre in Italia l’unica squadra mai retrocessa è l’Inter e poco meno di dieci anni fa anche per la Juventus valeva lo stesso, in Germania l’unica squadra ad aver disputato tutte l’edizioni della Bundesliga è proprio l’Amburgo che attualmente è tutt’altro che una big.

Da ormai diversi anni, questo è diventato il segno caratteristico della squadra della seconda città più popolosa dell’intera Germania: nelle partite casalinghe, l’Amburgo gioca nel Volksparkstadion, dove è situato un enorme orologio digitale che conta i minuti esatti che scorrono dal primo incontro ufficiale dei padroni di casa nel massimo campionato tedesco fino ad oggi.

Sono ben 53 le stagioni consecutive, così come gli anni di fila, che l’Amburgo è presente ai nastri di partenza nella griglia delle squadre della Bundesliga.

Addirittura è stato aggiunto sul sito ufficiale della squadra il tempo in continuo scorrimento dal primo incontro e ad oggi lo troviamo a 53 anni e 259 giorni. Non male.

IL CROLLO

In realtà, a differenza di quanto detto prima, è vero che l’Amburgo non è più una big del calcio tedesco, ma per molti anni è stata una delle migliori, dominatrice sia in territorio nazionale che in quello europeo: hanno in bacheca sei campionati, tre coppe tedesche e altre due coppe di lega, ma soprattutto una Coppa delle Coppe, due Coppe Intertoto e una Champions League, vinta nel 1983 in finale contro la Juventus di Trapattoni.

Il declino, a differenza di come accade molto spesso, fu graduale e tutt’altro che inaspettato: da regina d’europa, piano piano si accontentò di essere una delle migliori squadre in campionato, fino a posizionarsi sempre a metà classifica negli anni ’90.

Nel nuovo millennio l’Amburgo è diventato una squadra totalmente imprevedibile e alterna stagioni di altissimo livello ad altre disastrose.

IL PESO DELL’OROLOGIO

In questi ultimi anni il club bianco-blu-nero ha rischiato già due volte di finire in seconda categoria chiudendo proprio alla sedicesima posizione, giocando quindi gli spareggi play-out: entrambe le volte sono però usciti vincitori, prima contro il Greuther Furth e poi contro il Karlsruher SC.

In questa stagione l’Amburgo potrebbe esser nuovamente costretto a giocarsi il tutto per tutto nello scontro finale trovandosi ancora a difendere l’orologio.

L’attaccante Bobby Wood ha dimostrato di sentire moltissimo il peso dell’orologio sull’andamento del campionato e ha detto:

“Nessun vuole essere parte di quei giocatori dell’Amburgo nell’anno della storica retrocessione, dopo tutti questi anni”.

E se in un certo senso questo fardello potrebbe schiacciare irrimediabilmente i giocatori, dall’altra parte l’onore potrebbe aiutarli a lottare fino alla fine proprio per difendere l’orologio stesso.

Con la seconda ipotesi è d’accordo un tifoso dell’Amburgo che afferma in un’intervista:

“Non so se faccia bene o male, ma questa storia potrebbe mettere pressione alla squadra: sentono di dover far continuare ad andare l’orologio”

IL MERCATO NON HA AIUTATO

Si dice che dagli errori si impara, ma lo stesso non vale per il presidente dell’Amburgo che ancora una volta stravolge la squadra: aveva già rischiato molto nell’estate del 2014, quando partirono tutti insieme giocatori come Calhanoglu, Badelj, Aogo e Rincon, riformando quindi tutta la squadra con giocatori come Lasogga, Behrami, Cleber Reis e Ivica Olic fra gli altri. La squadra non decollò immediatamente, anzi, e rimase ultima in classifica per tutto l’anno, cambiando ben quattro allenatori e chiudendo sedicesima solo nel finale.

Anche quest’anno il presidente ha impartito una rivoluzione non indifferente nonostante l’anno precedente la squadra avesse centrato un tranquillissimo decimo posto: sono partiti ben sedici giocatori  e ne sono arrivati undici.

Non ha badato a spese Jens Meier, sborsando un totale di 45 milioni di euro, ma non sempre basta spendere per costruire un progetto serio e duraturo.

OPERAZIONE SALVEZZA

Non è però ancora detta l’ultima parola: il campionato tedesco riserva la più bella lotta salvezza fra tutti i maggiori campionati europei e se l’Amburgo con 34 punti in questo momento andrebbe a giocarsi i play-out, il Mainz Magonza ha gli stessi punti, il Wolfsburg  e l’Augsburg con 36 lunghezze e il Bayer Leverkusen con 37 punti all’attivo, tremano non poco.

E l’ultima di campionato ci riserva un Amburgo-Wolfsburg dal sapore di salvezza.

Inoltre nonostante, forse, fra le squadre che rischiano lo spareggio l’Amburgo è quella con la rosa qualitativamente inferiore, i ragazzi di mister Gisdol sono ormai abbonati alla lotta per non retrocedere da ormai diversi anni e sanno tirar fuori il meglio nei momenti opportuni a differenza di squadre come Leverkusen e Wolfsburg, abituate a tutt’altri scenari: questo potrebbe essere un punto a favore del club-veterano.

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Spal-Modena, le formazioni ufficiali: torna Diaw e sfida La Mantia

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Brescia

La Spal ospita il Modena, reduce dalla vittoria in un altro derby contro il Parma. La squadra di De Rossi nell’ultimo turno ha perso con il Brescia e vuole ripartire vincendo in casa. Il Modena invece è tornato alla vittoria che mancava dal 15 ottobre. Nei canarini torna Diaw a guidare l’attacco e viene confermato Renzetti dopo la grandissima prestazione di Parma. Per la Spal La Mantia e Moncini guideranno l’attacco con Meccariello, obiettivo di mercato del Modena, in difesa.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

SPAL (3-5-2): Alfonso; Peda, Meccariello, Dalle Mura; Dickmann, Valzania, Esposito, Proia, Celia; La Mantia, Moncini. All. De Rossi

MODENA (4-3-1-2): Gagno; Oukhadda, Silvestri, Pergreffi, Renzetti; Armellino, Gerli, Poli; Tremolada; Diaw, Falcinelli. All. Tesser

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Calcio Internazionale

La probabile formazione dell’Inghilterra: un ballottaggio in attacco

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Inghilterra

Dopo la brillante vittoria contro il Galles, Southgate sembra orientato a confermare contro il Senegal il 4-3-3 che ha soddisfatto i tifosi inglesi e a riproporre alcuni giocatori che hanno riposato nella partita di martedì sera. Il ballottaggio principale riguarda le ali che assisteranno Kane, con Saka, che era rimasto in panchina contro il Galles dopo le buone prestazioni con Iran e Stati Uniti, Rashford e Foden, autori dei gol nell’ultima partita, che si spartiranno i due posti rimanenti: uno di loro rimarrà in panchina e secondo Sky Sports il giocatore dell’Arsenal è in vantaggio.

Pochi dubbi per quanto riguarda difesa e centrocampo: Southgate presenterà la retroguardia di fiducia composta da Shaw, Maguire, Stones e Trippier davanti a Pickford e il centrocampo dinamico con Rice, Henderson e la stellina Bellingham, protagonista di un eccellente mondiale finora.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3): Pickford; Trippier, Stones, Maguire, Shaw; Henderson, Rice, Bellingham, Saka, Rashford, Kane.

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Zielinski carica la Polonia: “Possiamo battere la Francia”

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Napoli

Oggi alle ore 16 andrà in scena FranciaPolonia, il terzo ottavo di finale dei Mondiali. In conferenza stampa, per la Nazionale biancorossa è intervenuto Piotr Zieliński, centrocampista di proprietà del Napoli. Queste le sue dichiarazioni sul match odierno:

“L’atmosfera è giusta, possiamo giocarcela. Ci crediamo, possiamo batterli e andare ai quarti. Daremo tutto. Loro sono i campioni in carica ma anche noi siamo una buona squadra.  Dove giocherò? Beh, io sono un centrocampista.  Posso giocare  in tante posizioni. Il mister deciderà quale sarà la posizione migliore per aiutare la squadra ed io sono pronto a dare il mio contributo”.

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Juventus, nuove intercettazioni di Cherubini: “Paratici è pericoloso”

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Sono momenti concitati in casa Juventus. Nuove intercettazioni, riportate dalla Gazzetta dello Sport, avrebbero reso noti i movimenti di mercato dei bianconeri. Pare che la gestione di Paratici fosse caratterizzata anche per alcune spese folli. A rivelarlo è Federico Cherubini, ex ds della Vecchia Signora, in un’intercettazione: “Fabio ha drogato il mercato. Anche Kulusevski o Chiesa che sono ottimi giocatori, ma quando li abbiamo comprati noi li abbiamo pagati troppo. Kulusevski aveva fatto cinque mesi in Serie A e l’abbiamo pagato 35 più 9 di bonus: sono 44”.

Inoltre, l’acquisto dello svedese viene nominato tra quelli “senza senso” dall’attuale d.s., insieme alle operazioni di Muratore, Romero e Demiral, mai dichiarate a bilancio. Dal 2018 al 2021,inoltre, Paratici poteva firmare su operazioni di massimo 50 milioni: “Se Fabio si svegliava la mattina e aveva mal di testa o beveva un bicchiere poteva firmare 20 milioni senza dirlo a nessuno. Era pericoloso. Il cappello sopra Fabio io l’avrei messo a sua tutela – Prosegue Cherubini – perché è campione del mondo, trequartista, numero 10… però viene valorizzato da chi gli dà equilibrio da sopra, che ogni tanto gliene stoppa uno di affare. Lui a un certo punto non aveva più questo filtro. Non agiva per la Paratici srl, ma per la Juve eh. Ha fatto un fuori giri! E ti ha portato a fare delle operazioni che in un contesto di normalità non puoi fare… Spinazzola-Pellegrini non puoi farlo”.

Inoltre, come dichiarato da lui stesso, Cherubini sarebbe andato in crisi: “Ho avuto delle sere che tornavo a casa e mi veniva da vomitare solo a pensarci. Mi sentivo che mi stavo vendendo l’anima perché ero complice di alcune cose”.

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