Il Torino in questa stagione ha deciso di modificare il proprio progetto tattico. Fin dal periodo della risalita in Serie A, avvenuta nel 2012, infatti i granata hanno sempre cercato di orientare il gioco sulle fasce. All’epoca della promozione in massima serie in panchina sedeva Giampiero Ventura, che ha alternato il 4-2-4 e il 3-5-2. Nell’estate del 2016 l’arrivo di Sinisa Mihajlovic, che per una stagione e mezza ha disposto i suoi con un 4-3-3. Poi Walter Mazzarri, successore del serbo, ha rispolverato il 3-5-2 facendo le fortune del Toro nella stagione 2018/19, la migliore dal ritorno in A. Il declino nell’ultima annata è storia nota e il traghettatore Longo ha soltanto attutito le conseguenze ottenendo una faticosa salvezza.

Dopo anni in cui il Torino ha giocato con sistemi di gioco che prevedono esterni, Cairo si è fatto allettare da un progetto tecnico-tattico completamente diverso. La scelta di Marco Giampaolo, infatti, significa rombo e di conseguenza trequartista. Proprio l’uomo deputato a giocare dietro le due punte è stato uno dei chiodi fissi della sessione di mercato condotta dal direttore Vagnati. L’ex tecnico del Milan ha chiesto Gaston Ramirez, da lui già allenato ai tempi della Samp, che però ha esplicitato richieste di ingaggio elevate per il Toro. Ciò ha portato il club piemontese a puntare su Amer Gojak.

Fonte: profilo Instagram Gojak

Pur non avendo esperienza in Italia, diversamente da quanto avrebbe garantito il doriano, il 23enne bosniaco è un profilo che ben si abbina alle richieste di Giampaolo.

DA SARAJEVO A ZAGABRIA

Amer Gojak nasce a Sarajevo il 13 febbraio 1997. Proprio nella capitale bosniaca si forma calcisticamente, prima nel Novi Grad Sarajevo e poi nel Zeljeznicar Sarajevo. Il 10 gennaio 2014 firma il primo contratto da professionista con l’Olimpik Sarajevo, club con il quale esordisce nella massima serie bosniaca. Alla seconda partita con i “Vukovi” conquista il posto da titolare, che non lascia più nel corso della stagione.

Inizia bene anche l’annata successiva prima di trasferirsi, il 13 febbraio 2015, alla Dinamo Zagabria. Inizialmente viene aggregato alla squadra B del club croato, ma dopo neanche un mese esordisce con la prima squadra. Le presenze a fine stagione sono comunque soltanto 2.

Nella stagione 15/16 fa 4 gol in 6 partite di Youth League e mette a referto anche 1 gol e 1 assist in 5 partite nel campionato croato. La svolta avviene l’anno dopo, quando entra a far parte della prima squadra in pianta stabile. Colleziona 22 presenze nella massima serie croata trovando per 4 volte la via del gol e realizzando anche 5 assist. Sempre nella stessa stagione il bosniaco gioca le sue prime 3 partite in Champions League, tra cui una allo Juventus Stadium. Il rendimento di Gojak si conferma costante nel 2017/18 con una rete e 4 assist in 22 match di campionato.

Ormai è un calciatore importante per la Dinamo Zagabria e viene schierato quasi sempre dall’inizio. Nella seconda parte del 2018 festeggia i primi 2 gol in campo europeo, nella “vecchia” Coppa Uefa, e l’esordio in nazionale maggiore. Nell’annata scorsa il suo score è stato di 2 marcature e 5 assist in 39 partite totali, tra cui 5 in Champions League.

Fonte: profilo Instagram Gojak

Partito da Sarajevo, a Zagabria è cresciuto tecnicamente e ha saggiato l’atmosfera delle partite internazionali. Ora con una discreta esperienza è chiamato a fare il salto di qualità in uno dei cinque principali campionati europei. Il Torino e la Serie A lo aspettano.

CARATTERISTICHE DA DIEZ

Amer Gojak è un trequartista, anche se può ricoprire più ruoli, che unisce a ottime qualità tecniche un’importante struttura fisica. Questa è già una caratteristica che soddisfa Marco Giampaolo, che sulla trequarti preferisce schierare un giocatore longilineo piuttosto che un brevilineo. Nel corso della sua ancora breve carriera il bosniaco ha fatto la mezz’ala, il playmaker, l’ala offensiva, anche se predilige agire dietro le punte.

È un giocatore molto abile palla al piede e intelligente tatticamente. Va spesso a occupare gli half spaces per ricevere palla, anche se ama pure allagarsi per poi accentrarsi una volta ottenuto il possesso della sfera di gioco. È dotato quindi di grande dinamismo perché svaria su tutto il fronte e delle volte scende fino al cerchio di centrocampo. Nonostante spesso riceva spalle alla porta, riesce a girarsi puntando la porta sfruttando la sua abilità nell’uso di entrambi i piedi.

 

Come accennato precedentemente, quando ha la palla tra i piedi è potenzialmente molto pericoloso. Sa infatti condurre molto bene la sfera di gioco, passando anche in spazi stretti con un frequente ricorso a dribbling e numeri tecnici per eludere l’avversario. Non solo perché ha nelle corde interessanti verticalizzazioni, che chiamano l’offendente ad attaccare la profondità, e cambi gioco.

Questa sua qualità di passaggio spiega le buone statistiche per quanto riguarda gli assist. Il nativo di Sarajevo sa rendersi protagonista anche nella fase di finalizzazione grazie alla sua capacità d’inserimento in area e ai suoi 184 cm d’altezza che lo portano a punire gli avversari con colpi di testa. È inoltre dotato di un potente e preciso tiro da fuori. Proprio con questo ha messo a segno il suo primo gol in Champions League, lo scorso anno, ai preliminari contro il Rosenborg – d’altronde calciando con il sinistro, piede debole.

L’UOMO CHE PUO’ CAMBIARE LA STORIA

Il Torino con Amer Gojak ha fatto sicuramente un affare, innanzitutto per le condizioni economiche. La società granata ha infatti strappato il giocatore alla Dinamo Zagabria in prestito per un milione con obbligo di riscatto di 5 – condizionato al raggiungimento delle 8 presenze. Ciò significa che l’allenatore, insieme al club, potrà valutare passo passo il rendimento del bosniaco prima di far scattare l’obbligo di riscatto.

Il classe ’97 ha comunque il potenziale per meritarsi il riscatto. Non si è mai approcciato al calcio italiano, ma ha un bagaglio tecnico elevato e a 23 anni ha già una discreta esperienza internazionale. Nel suo percorso di conoscenza del nuovo tipo di calcio e del nuovo Paese ha anche un supporto non da poco rappresentato da Miralem Pjanic. È stato proprio l’ex juventino, idolo di Gojak, a consigliare a Vagnati il suo acquisto, su esplicita domanda del direttore dell’area tecnica del Toro.

L’ex Dinamo Zagabria, pur non essendosi ancora presentato a Torino per via degli impegni in nazionale, ha già dimostrato personalità. Non ha avuto paura di prendersi la maglia numero diez, che richiede sempre un ingente carico di responsabilità, la quale per caratteristiche gli si addice alla perfezione.

Fonte: profilo Instagram Gojak

Nello scacchiere tattico di Giampaolo dovrebbe fare proprio il 10, che sotto la guida dell’abruzzese riveste un ruolo cruciale per la squadra. Facili sono le possibilità che Gojak batta la concorrenza di Simone Verdi per quel ruolo. L’ex allenatore di Milan e Samp, come da lui stesso ammesso, reputa l’italiano un’ala offensiva.

Non è da escludere, però, un loro contemporaneo impegno. Nel centrocampo torinista, vista anche l’assenza di Baselli, manca un giocatore di classe che sappia garantire fluidità di gioco. Per questo la duttilità di Gojak potrebbe venire in soccorso del tecnico, che lo sposterebbe qualche metro più indietro per dare spazio sulla trequarti a Verdi. In ogni caso, restano i dubbi sull’adattabilità nel ruolo di “10” dell’ex Napoli e Bologna.

Comunque, qualunque soluzione tattica può prevedere in campo Gojak, che apporta un upgrade di qualità. Proprio per questo bisogna fare attenzione al bosniaco, anche in ottica fantacalcio. I “diez” sono quel tipo di calciatori che spesso e volentieri stravolgono in positivo la storia delle partite o dei club. Il Torino, dopo due pesanti sconfitte, potrebbe aver trovato l’uomo che indichi la via della vittoria.

Forse, il presidente Urbano Cairo optando per la rivoluzione tattica con la scelta di Giampaolo allenatore voleva proprio questo. Ovvero sia, trovare un uomo di qualità, un 10 che permettesse al Gallo Belotti di non fare più il lavoro sporco, ma di dedicarsi soltanto a puntare la porta.

Foto: profilo ufficiale @gallobelotti

Pjanic garantisce. Ai posteri l’ardua sentenza.