“Il Lione cresce i giocatori che poi esplodono a Nizza”. Questo tormentone transalpino  è una delle tante frasi ironiche che nascondono una velata, ma chiara, critica ai dirigenti rossoblu relativamente alla gestione dei propri talenti, cresciuti in uno dei settori giovanili più importanti d’Europa, ma poi persi senza opporre resistenza. Non si tratta di una situazione paragonabile a quella del Paris Saint Germain, club dotato di una delle accademie più produttive nel panorama internazionale, ma che si è dimostrato incapace di blindare le proprie pepite.

Infatti, a Lione possiamo osservare una maggior continuità tra settore giovanile e prima squadra, come dimostrano, negli ultimi anni,  i casi di Anthony Lopes, vero e proprio tifoso dei Gones di cui è diventato estremo difensore; ma anche di Samuel Umtiti, del talentuoso Houssem Aouar e dell’elegante regista Maxence Caqueret. Tuttavia, sulle rive del Rodano sono stati commessi molteplici errori nell’individuare le potenzialità dei prodotti di un così florido vivaio.

ASSE LIONE -NIZZA

A beneficiare di questa situazione, addirittura in tre occasioni, il Nizza. Il club della Costa Azzurra, sotto la ormai decennale, salvo una parentesi, gestione tecnica di Julien Fournier, ha intrapreso una politica orientata verso due direttrici.

La prima è quella della valorizzazione dei talenti del proprio settore giovanile. Questo saggiamente guidato da Manu Pires si è rivelato in grado di plasmare una generazione di alto livello, capace di alzare la prestigiosa Coupe Gambardella. La seconda stella polare è proprio quella della ricerca di giovani opportunità sul mercato, implementata da una fitta rete di osservatori. La lungimiranza e le competenze  di tecnici come Claude Puel e Lucien Favre hanno reso questo progetto realtà. Le plusvalenze conseguenti a questo capillare lavoro, come Amavi, Koziello, Maupay, o Ospina, hanno aiutato a rendere solida la struttura del club, con la costruzione di un centro sportivo all’avanguardia. Proprio il Rodano è stato uno dei fiumi più pescosi per le reti rossonere.

L’acquisto indubbiamente più redditizio è stato quello di Alassane Plea. L’attaccante classe 1993 è passato al Nizza all’età di ventuno anni, non considerato dalla dirigenza del Lione come un profilo da prima squadra. Alassane, costato meno di un milione, è stato poi rivenduto al Borussia Moenchengladbach ad un prezzo di  ventitre volte superiore, dopo quattro stagioni a Nizza. Nonostante  un inizio difficile sono emersi i valori del franco-maliano, che ha contribuito a portare i rossoneri ai preliminari di Champions League.

Ceduto nel 2018, la dirigenza nizzarda ha puntato nella stessa estate su un altro talento made in Lyon: Myziane Maolida. Trasferitosi per una cifra intorno ai dieci milioni, la seconda punta classe 1999 non ha ancora reso concreto l’elevato potenziale mostrato nei suoi anni rossoblu. Penalizzato dagli infortuni e non particolarmente apprezzato dal precedente tecnico Vieira; sotto la gestione di Adrian Ursea il giovane parigino sta tornando ad essere quel giocatore sul quale si erano sbilanciati molti addetti ai lavori.

ALLA SCOPERTA DI AMINE GOUIRI

Tuttavia, un terzo prodotto del centre de formation lionese sta mettendosi in mostra in rossonero, risultando una delle sorprese di questa Ligue 1 e apparendo sulla lista della spesa di molti fra i più prestigiosi club europei: stiamo parlando di Amine Gouiri.

Già giustiziere della Atalanta nella scorsa edizione di Youth League, il classe 2000 è stato fra i primi acquisti della nuova proprietà nizzarda, costituita dal gruppo Ineos, presieduto da Jim Ratcliff, tra gli uomini più ricchi di Inghilterra, fuggito dall’isola a causa della Brexit. Il cospicuo investimento, di circa sette milioni di euro, è, ad ora, il meglio ripagato di tutti, in una stagione piuttosto difficile per il Nizza. Si parla già di valore più che triplicato e non sarà agevole, anche per club blasonati, assicurarsi il giovane prospetto. Il franco-algerino, che ha scelto di giocare nella nazionale transalpina, è un giocatore che può ricoprire tutti i ruoli offensivi, pur preferendo partire da sinistra per convergere sul proprio piede preferito, il destro.

Si può descrivere Gouiri come un attaccante moderno. Fisicamente brevilineo, non supera il metro e ottanta centimetri; rapido di gambe, in grado di spostare velocemente il pallone, la forza del giovane lionese risiede proprio nel saper incidere fuori dall’area, liberandosi sistematicamente per il tiro. Il francesa sa poi essere implacabile nei sedici metri, arrivando sempre con i tempi giusti sui palloni vaganti. Freddo e cinico davanti al portiere, i numeri di Amine parlano chiaro: dodici gol in ventinove presenze e sei assist.

NUMERI E TALENTO

Tuttavia, il reale valore del numero undici nizzardo si evince quando si analizza come sono arrivati gol e assist. Infatti, si può facilmente osservare come si tratti di un giocatore maturo nelle letture, istintivo, ma dotato di un vasto bagaglio tecnico, brevilineo, ma di gamba nello stretto, a suo agio come prima punta, come partner di una boa e mai monocorde pur rientrando sempre nel dribbling.

Chi ha avuto l’opportunità di osservare Gouiri dal vivo è rimasto impressionato anche dalla personalità con la quale rischia la giocata, senza sfociare nella arroganza, e con la quale trascina il gruppo anche in palcoscenici di alto livello. Non ci resta che dire che, visti  gli esiti delle ultime tre operazioni, i dirigenti del Lione vivranno come un vero e proprio campanello d’allarme l’eventuale futuro interesse nizzardo verso uno dei propri giovani.