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Amrabat può essere una soluzione ai problemi del Napoli?

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Dal momento in cui l’Hellas Verona ha annunciato la nomina di Ivan Juric come nuovo allenatore, il progetto della squadra di Setti è stato assalito dallo scetticismo degli esperti. L’allenatore croato, dopo l’exploit in Serie B con il Crotone, non ha trovato la sua dimensione nella massima serie, finendo costantemente nella girandola di tecnici innescata ogni anno da Preziosi a Genova. A corroborare i dubbi ci ha pensato anche il mercato estivo, carico di acquisti low cost e – esclusi gli innesti di Miguel Veloso e Lazovic – privo di uomini adatti ad un campionato come la Serie A.

Il campo ha però risposto in maniera diversa, permettendo al Verona di essere – a novembre ormai inoltrato – nella parte sinistra della classifica con un bottino di 18 punti dopo sole 13 giornate. Ciò che si è sottovalutato è stata la modalità d’investimento della società proprio durante la campagna acquisti estiva: Juric – tatticamente discepolo di Gasperini in tutto e per tutto – ha idee ben chiare e delineate su come far esprimere le sue squadre, e tende a riflettere questa precisione nelle richieste anche in sede di mercato. In tal senso la società gli ha fornito una rosa sì mediocre dal punto di vista qualitativo, ma aderente ai suoi diktat e principi di gioco.

L’individuazione e l’acquisto di due pretoriani del tecnico croato come Veloso e Lazovic ha reso la composizione del mosaico più semplice, sfruttando loro come punti di riferimento sia in fase di sedimentazione delle idee nel gruppo che di applicazione delle stesse in campo. Al loro fianco stanno crescendo figure sempre più influenti, perfette nell’esecuzione dello spartito imposto da Juric ed in grado di emergere attirando l’attenzione di società di un certo spessore. Il caso più rilevante è sicuramente quello di Sofyan Amrabat, centrocampista marocchino di origine olandese su cui nelle ultime ore è stato registrato un forte interesse del Napoli.

ENERGIA NEL SISTEMA DI JURIC

Alla base di questo interesse c’è sicuramente la rapidità con cui il classe ’96 si è imposto in un contesto complesso come quello del campionato italiano, rubando l’occhio in più occasioni con prestazioni sopra la media. Nel sistema estremamente codificato di Juric, Amrabat ricopre il ruolo di interno destro di centrocampo, al fianco del faro Miguel Veloso. Prima dell’infortunio che ha estromesso il portoghese dalle ultime gare, Amrabat ha brillato principalmente per il suo dinamismo in entrambe le fasi. Sin dai primi minuti giocati in maglia gialloblu nel match d’esordio contro il Bologna, l’ex Utrecht ha impressionato per facilità di corsa e costanza di intensità in ogni giocata. Il suo impatto – nell’accezione fisica del termine –  traspare anche nella voce statistica relativa ai contrasti, dove con 2,4 a partita ha il primato tra i calciatori del Verona.

https://gph.is/g/4Dn3erp

Questo primo accenno alle sue caratteristiche non deve però far pensare che il suo talento si manifesti unicamente nella fase di non possesso. Ad esempio, con 2,2 dribbling a partita è primatista anche in questa classifica ristretta ai giocatori gialloblù. Il suo dribbling non è elusivo o iper-tecnico come quello di maestri della materia come Ilicic, Boga o Douglas Costa, ma è frutto di un atletismo debordante che lo porta a superare gli avversari anche solo allungandosi il pallone.

Nelle ultime giornate è emerso in maniera ancor più preponderante un altro lato forse poco reclamizzato del talento di Amrabat. L’infortunio di Veloso lo ha reso più centrale nella circolazione del pallone, fondamentale nel quale la sua essenzialità veniva offuscata dal sinistro setato del compagno di reparto. Amrabat non ha uno spiccato senso della verticalizzazione, non è particolarmente presente in zona di rifinitura (0,9 passaggi chiave a partita) e non brilla per visione di gioco, ma è un buon facilitatore di possesso: l’ottimo controllo di palla di cui dispone gli consente di ricevere e amministrare il pallone anche sotto pressione. Non ha la classica attitudine del regista che sa cosa fare prima di ricevere la palla, ma nel momento in cui la ottiene è abile e veloce nello scandagliare il campo con lo sguardo e con movimenti che ricordano quelli di una trottola.

https://gph.is/g/Z8j365k

NEL NAPOLI DI ANCELOTTI O…

Al netto di tutto ciò, in ottica Napoli un suo eventuale acquisto non potrebbe esser visto come un bene di prima necessità. Rosa alla mano, i partenopei avrebbero bisogno di un organizzatore di gioco oppure, come la corte sfrenata a James Rodriguez insegna, di un trequartista abile nel rifinire le azioni. Amrabat andrebbe invece valutato come ulteriore soluzione in un reparto in cui il Napoli conta Zielinski, Allan, Elmas e Fabian Ruiz. Le sue caratteristiche potrebbero però tornare utili ad Ancelotti sia in caso di passaggio al 433 – ovviamente nel ruolo di mezzala – sia in caso si volesse perseguire la strada del 442. La soluzione ideale per lui sarebbe proprio quest’ultima: Amrabat – come possiamo vedere a Verona – rappresenta l’archetipo del centrocampista da posizionare in una mediana a 2, dove non ha alcun tipo di difficoltà nel coprire ampie porzioni di campo. Per il Napoli un giocatore come lui sarebbe vitale nelle transizione negative, togliendo l’incombenza agli uomini di maggiore qualità di spendere energie nella fase di recupero.

Va anche detto che l’acquisto potrebbe concretizzarsi in estate, data la volontà della proprietà veronese di trattenere Amrabat fino al termine della stagione e il parallelo interesse del Napoli a riparlarne a bocce ferme. Questa soluzione aprirebbe ulteriori scenari, in quanto negli uffici della Filmauro l’odore di rifondazione è sempre più intenso ed Amrabat potrebbe ritrovarsi in un centrocampo totalmente rivoluzionato e con una nuova guida tecnica. Al di là della soluzione che sceglierà per alimentare il suo percorso di crescita, il centrocampista ex Club Bruges – nonostante un campione di partite ridotto – ha messo in evidenza un bagaglio tecnico di una completezza tale da renderlo sin da subito fuori scala per una realtà come il Verona e appetibile per piazze più importanti come, per l’appunto, Napoli.

 

(Profilo Instagram Sofyan Amrabat)

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Calcio Internazionale

L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Flash News

Il Barcellona è pronto a farsi avanti per Martinelli dell’Arsenal

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Il Barcellona sta preparando il colpo di gennaio per assicurare a Xavi un nuovo innesto in zona offensiva.

Il nome è quello di Gabriel Martinelli, attualmente in forza all’Arsenal. Il giovane talento brasiliano sta partecipando al mondiale in Qatar con la nazionale verdeoro e si sta mostrando una valida alternativa la davanti nonostante gli svariati fuoriclasse che ha il Brasile in attacco.

Per il classe 2001 questo è l’anno dell’esplosione definitiva, al momento in Premier League ha già collezionato 5 gol e 2 assist in 14 partite, ovvero la sua squadra parte 1-0 una partita su due.

Potrebbe quindi essere il profilo giusto per il Barcellona attualmente primo in classifica e con un’Europa League da vincere a tutti i costi.

 

 

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Flash News

Inzaghi esalta il Frosinone: “Per batterlo servirà la miglior Reggina”

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Brescia Lopez

Scontro ad alta quota in Serie B, dove si affrontano Reggina e Frosinone. Nella conferenza della vigilia Filippo Inzaghi, tecnico dei calabresi, ha presentato così la sfida contro la capolista:

“A inizio ho sempre detto che Genoa, Cagliari e Parma hanno squadre superiori rispetto alle altre, ma non scopriamo il Frosinone. Noi siamo un po’ il Frosinone dello scorso anno. Hanno azzerato, hanno lottato e così si ritrovano ai vertici”.

Entrando nei particolari del match:

” A loro piace comandare la partita, esattamente come noi, credo che sarà una bella partita. Non mi preoccupo degli avversari, penso alla grande occasione che abbiamo davanti al nostro pubblico. Per vincere servirà la miglior Reggina“.

Ha poi parlato anche del possibile 11 titolare:

” Ci attendono due gare ravvicinate, 4-5 giocatori tra domani e il fine settimana li cambierò, ma ho ancora questa notte per pensarci. Menez? Ha lavorato bene e si merita quello che ha. Ho un gruppo fantastico, mi si spezza il cuore a lasciare qualcuno fuori“. Infine un’ultima battuta anche sulla classifica: “Si sta chiudendo il girone di andata e, nonostante qualche battuta d’arresto non mi sono mai scoraggiato. Servono solo stimoli ulteriori per mantenere la classifica che, se abbiamo, è perché ce la siamo meritata”.

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Salernitana, Iervolino a sorpresa: “Saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato”

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Salernitana

Ospite della trasmissione Si gonfia la rete su Radio CRC, è intervenuto il presidente della Salernitana Danilo Iervolino. Il patron dei campani, tra le varie domande, riportate da SalernoSport24, ha espresso il proprio parere sul cammino della squadra e sul campionato di Serie A.

Sulla Salernitana

“Non vorrei essere troppo mieloso, ma penso che il nostro campionato sia straordinario, ricordo che quando ero piccolo vi era un grande dislivello mentre oggi anche le squadre meno facoltose si scontrano a viso aperto con le prime della classe. Dobbiamo continuare su questa strada, cercando di ottenere punti anche con le big”.

Sul campionato

“Penso che non si debba perdere la concentrazione e l’impegno, e al riguardo la sosta sicuramente non avrà tale effetto. Le squadre che hanno fatto bene continueranno a fare bene. Noi saremmo contenti come Salernitana, di avviare il progetto della città della Sport a Salerno. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria cittadella dello sport salernitano. Non ci cambierebbe l’entusiasmo, arrivare decimi o dodicesimi, ci importa fare bel gioco e saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato“.

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