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Andrea Conti: alla ricerca del riscatto

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Non sempre tutto va come sperato. Lo sa bene Andrea Conti, che ha salutato i tifosi del Milan tramite Instagram senza nascondere il rammarico, con la consapevolezza che avrebbe potuto dare di più.

“Sognavo un percorso diverso, ma nonostante tutto ho sempre dato il massimo di me stesso per onorare al meglio i colori che indossavo ed è stato un privilegio!”

Il laterale è passato al Parma, che ne ha acquisito le prestazioni sportive per 7 milioni di euro. La squadra di D’Aversa è alla disperata ricerca di punti dopo un girone d’andata disastroso. L’allenatore di origine tedesca è subentrato a Fabio Liverani, esonerato in seguito alla sconfitta con l’Atalanta. Kyle Krause ha optato per l’”usato sicuro”, che conosce molto bene l’ambiente e ha condotto la squadra in Serie A.

Infatti, l’enorme esborso economico non è stato sufficiente per garantire nuova linfa. I nuovi arrivi non hanno lasciato il segno: la preparazione frenetica e l’impossibilità di adattarsi con calma alla nuova realtà sono tra le motivazioni principali.

In quest’ottica si spiega l’ingaggio di Andrea Conti. Nonostante le incognite dal punto di vista fisico, il neoacquisto conosce bene il campionato italiano, ed è immediatamente a disposizione del tecnico.

L’ex Milan offre inoltre un’ulteriore soluzione tattica. Il suo ruolo naturale è l’esterno a tutta fascia, perfetto in caso di 3-5-2, già precedentemente utilizzato da Liverani e contemplato da D’Aversa. Tale sistema di gioco consentirebbe a Juraj Kucka di occupare la sua posizione naturale come trequartista e, soprattutto, di colmare il vuoto di ali destre di ruolo, in seguito alla cessione di Dejan Kulusevski.

DALLE LEGA PRO ALL’EUROPA

Andrea Conti è partito dal basso. Acquistato dall’Atalanta nel 2003, ha fatto parte delle giovanili nerazzurre fino al 2013. Il suo esordio tra i professionisti avviene al Perugia, in Lega Pro. La stagione della squadra è molto positiva, e il laterale mette a segno 16 presenze in campionato.

Si fa notare l’anno successivo a Lanciano, in serie B, contribuendo alla salvezza degli abruzzesi; registra 24 presenze in campionato e una in Coppa Italia. L’Atalanta sceglie quindi di richiamarlo.

Nonostante la stagione 2015/2016 sia positiva a livello personale, condita dall’esordio nella massima serie, la svolta avviene l’anno successivo. Sulla panchina bergamasca viene assunto Gian Piero Gasperini, che rivoluziona il gioco nerazzurro. L’ormai famoso 3-4-2-1 diventa una costante, e Conti viene impiegato nella posizione che più predilige, quella di esterno destro. L’annata è trionfale: la Dea conclude il campionato in quarta posizione, guadagnando un posto in Europa League; l’esterno sigilla 8 gol in 33 presenze in Serie A, che gli valgono la chiamata dalla Nazionale maggiore.

Fonte: CalcioWeb

Oltre alla corsa e resistenza, il numero 24 denota una spiccata capacità di inserimento. Gasperini lo lascia libero di andare sul fondo per crossare o tagliare sul secondo palo per concludere l’azione. Il gol contro il Milan ne è un chiaro esempio: nell’occasione, Conti, in area piccola, raccoglie una respinta ravvicinata sulla conclusione di Spinazzola.

Fonte: CalcioNews24

 

GLI INTOPPI E LA POSSIBILE RINASCITA

Proprio il Diavolo, nella faraonica campagna acquisti dell’estate 2017, lo acquista. Nonostante le premesse fossero più che positive, il nuovo arrivato non lascia il segno, tra sfortuna e rimpianti. Gli infortuni, principalmente, lo condannano: ad inizio stagione è costretto ad operarsi per via della rottura del crociato del ginocchio sinistro. Dopo 6 mesi di riabilitazione, si procura una nuova lesione, che gli fa perdere fiducia e terreno.

La mancanza di una società solida non aiuta il Milan, che negli anni cambia continuamente interpreti, dentro e fuori dal campo. Si alternano diversi allenatori e moduli, ma la costante rimane la fase difensiva a 4, che penalizza Conti e ne denota limiti difensivi. Non è un terzino, e si vede; ha bisogno di spazio per le sue scorribande.

L’esplosione di Calabria relega definitivamente l’ex Atalanta a riserva, e la mancanza di garanzie fisiche lo portano ai margini del progetto rossonero. È, forse, arrivato nel momento peggiore: una squadra in difficoltà, specie se “big”, difficilmente può aspettare.

Oggi, Andrea è atteso da una nuova sfida, in una squadra che può dargli il tempo e lo spazio (in campo) di cui ha bisogno. Lui che sa cosa significa partire dal basso, deve ritrovare la continuità che gli aveva permesso di arrivare in alto.

Nel pieno della maturità calcistica, il classe ’94 è chiamato al riscatto, fisico permettendo. Una firma per la rinascita.

(Fonte immagine in evidenza: rossoneriblog.com)

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Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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