Poco meno di un anno fa, il Napoli annunciava l’acquisto di Andrea Petagna per 16,5 milioni di euro dalla Spal. Con il parco attaccanti decisamente affollato, l’attaccante friulano ha concluso la stagione a Ferrara, in prestito, nel tentativo di salvare gli estensi. Purtroppo i suoi 12 goal non sono bastati, ma gli sono valsi la stima di Gattuso e la sua fiducia. All’inizio di questa stagione, dopo l’arrivo di Osimhen, in pochi si aspettavano che l’ex Atalanta e Milan avrebbe trovato spazio. Complici gli infortuni però, Petanga è riuscito a mettersi in mostra e ora rappresenta qualcosa in più di una riserva per la stagione degli azzurri.

L’INIZIO DIFFICILE E LA RINASCITA CON GASPERINI

La prima grande occasione nella carriera di Andrea Petagna arriva prestissimo, quando il Milan lo preleva dal Donatello Calcio di Udine e, nel 2012, lo fa esordire in Champions League. Giocare la prima partita da professionista a 18 anni a San Siro e nella competizione più importante non è cosa da tutti i giorni. Sul finire di quella stessa stagione arriva anche il primo gettone in A. Si tratta però, stranamente di una chance sfruttata male. I rossoneri infatti, colpiti dal ragazzo, lo prestano qua e là per farlo giocare: Samp, Latina, Vicenza e Ascoli. Nessuna di queste esperienze si rivela però particolarmente positiva e il Milan si vede costretto a venderlo all’Atalanta.

A Bergamo le cose cambiano completamente. Petagna arriva alla Dea proprio all’inizio del grande ciclo targato Gasperini, diventando uno degli elementi cardine del dream team che riporta l’Atalanta in Europa dopo 26 anni. Il tutto grazie alla celebre vittoria contro il Napoli, quando il tecnico piemontese lo lancia da titolare per la seconda volta in stagione nella gara che potrebbe costargli la panchina. Quell’1-0, realizzato proprio da Petagna, dà il via a due stagioni fantastiche, dove nonostante i pochi goal, il numero 37 sforna 13 assist e gioca un ruolo fondamentale negli schemi di Gasp.

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(Fonte immagine: profilo Instagram @andreapetagna)

IL RUOLO DA PROTAGONISTA ALLA SPAL

Si sa però che ogni attaccante vive per il goal e ha bisogno di essere al centro dell’attenzione. La grande amicizia con il Papu non basta a trattenerlo e, anzi, lo stesso Gomez è uno di quegli elementi che ne oscura le qualità. Nell’estate del 2018, l’Atalanta acquista Zapata e una settimana dopo, Petagna decide di andare a giocarsi tutto alla Spal, dove finalmente può rivestire un ruolo da assoluto protagonista. L’esperienza a Ferrara rappresenta la seconda occasione sfruttata alla grande e le statistiche, soprattutto paragonate a quelle con la Dea aiutano a capire perché.

Nella sua prima stagione con i biancazzurri, Petagna realizza più goal (17) di quanti ne aveva fatti con l’Atalanta in due (11) e, pur avendo un minutaggio decisamente più alto, ottiene una media realizzativa migliore, una rete ogni 190 minuti. Inoltre, in 74 partite giocate con gli spallini, mette a referto un solo assist, altro dato in controtendenza rispetto agli anni bergamaschi. Con Gasperini il 37 rivestiva infatti il ruolo di boa e di rifinitore, mentre con la Spal diventa un finalizzatore a tutti gli effetti. Il campionato 18/19 si conclude con una salvezza tutto sommato tranquilla, mentre lo scorso sancisce la retrocessione. Petagna risulta comunque il giocatore copertina, con 12 reti e si conquista la chiamata del Napoli.

TUTT’ALTRO CHE UN ESUBERO

Esubero, riserva, risorsa. Si potrebbero riassumere così i primi mesi partenopei dell’attaccante friulano. La grande ascesa è ancora una volta frutto di un mix di fortuna e bravura. La prima “fase”, in cui in molti pensavano che Petagna fosse di troppo a Napoli, nasce con l’arrivo di Osihmen, ma si risolve molto velocemente. L’acquisto dell’attaccante nigeriano sembrava aver ridotto ancora di più le chance, ma l’impegno messo nel ritiro estivo degli azzurri è stato uno dei motivi che ha spinto il Napoli a scaricare definitivamente Milik. Il 99 polacco, distratto dalle sirene di mercato, ha quindi ceduto il posto di riserva a Petagna.

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(Fonte immagine: profilo Instagram @andreapetagna)

Il minutaggio è abbastanza eloquente: con circa 26 minuti a presenza non si può certamente parlare di un ruolo di primo piano. Gli infortuni dello stesso Osihmen e di Mertens però hanno permesso a Petagna di avere qualche opportunità in più e, ovviamente lui non se le è fatte scappare. Sono arrivate già 3 reti in campionato, ma soprattutto l’ex Spal ha dimostrato di poter dare diverse soluzioni a Gattuso, da sponda come all’Atalanta o da marcatore come alla Spal. La partita con l’Inter, seppur molto sfortunata, è stata sicuramente la sua miglior prestazione in azzurro e solo il palo gli ha negato un meritatissimo goal. Con gli impegni ravvicinati e i tanti obiettivi il Napoli si è ritrovato in casa una validissima alternativa.

(Fonte immagine di copertina: profilo Instagram @andreapetagna)