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Angelo Gabriel, il baby fenomeno che ha fatto meglio di Pelé e Neymar

Nel corso di questa settimana gli appassionati di calcio europeo hanno potuto ammirare le stelle del futuro – Kylian Mbappé e Vinicius Junior – spadroneggiare in Champions League. Nello stesso momento, dall’altra parte del mondo, in Sudamerica, a prendersi la scena è stato un ragazzino brasiliano di 16 anni. Uno dei tanti adolescenti che, come spesso accade nel paese verdeoro, crescono per strada affidando i propri sogni a una sfera.

“Uno dei tanti”, fino a martedì scorso.

Angelo Gabriel, maglia numero 27 del Santos, in occasione della partita contro il San Lorenzo ha infatti riscritto la storia 60 anni dopo.

Al minuto 93, dopo nove giri di orologio dal suo ingresso in campo, sfruttando una ribattuta del portiere avversario con il suo caro mancino ha piazzato in rete il gol dell’1-3 bianconero. Una marcatura che ha sigillato il successo dei suoi, ma evidentemente non era questo il motivo principale che ha dato vita all’euforia sulla panchina del Santos, dei compagni di Angelo Gabriel e soprattutto dell’autore del gol.

Tutti avevano appena assistito alla rete più giovane di sempre della Copa Libertadores, che non si vedeva precisamente dal 1962.

Storia. A 16 anni, 3 mesi e 16 giorni.

UNA FAVOLA

L’ancor breve carriera di Angelo Gabriel Borges Damaceno, nato a Brasilia il 21 dicembre 2004, ha assunto i caratteri di una bellissima favola.

Viene notato sin da subito dal Santos, che lo porta nel proprio settore giovanile. Angelo cresce, corre – eccome corre – e già dalla tenera età si distingue per qualità dai suoi coetanei tanto da giocare con avversari più grandi di lui. Angelo sogna ad occhi aperti, con la fiducia di potercela fare per davvero.

Fino a quando, nel 2019, tra sè e il suo sogno si materializza un terribile male. Dopo aver avvertito spossatezza e dolori, scopre di avere la Coxsackie B, infezione che può causare lesioni muscolari e danni agli organi.

Ho pensato di morire“: con questa frase, qualche mese dopo, svela i suoi sentimenti risalenti al tremendo periodo che ha attraversato.

Il destino, però, dopo quella immane sofferenza gli restituisce la gioia di vivere. Scampato il pericolo, il baby fenomeno del Santos torna a correre sui campi da calcio, e di più di prima.

Fonte foto: profilo Instagram Angelo Gabriel

La velocità non è soltanto una sua qualità tecnica, ma anche una caratteristica che ha contraddistinto il suo percorso di crescita. Come in campo, va forte stabilendo grandiosi record di precocità. Il 25 ottobre 2020, a 15 anni, 10 mesi e 4 giorni, in casa della Fluminense fa il suo esordio assoluto nella massima serie brasiliana. Tradotto: più giovane debuttante del Santos nel Brasileirao nell’era dei tre punti. Pelé, il più grande calciatore del Brasile, aveva debuttato a 15 anni, 10 mesi e 15 giorni.

Dopo la sua prima presenza Cuca gli concede altri sette piccoli spezzoni di gara. Poi il tecnico brasiliano saluta il club paulista e in panchina arriva Ariel Holan, che ripone una smisurata fiducia nel talento di Angelo Gabriel lanciandolo dal primo minuto.

Non nell’ultima partita del 6 aprile scorso, in cui il classe 2004 scrive comunque la storia. Pensare che Neymar, il calciatore brasiliano più talentuoso in attività, la sua prima rete in Libertadores l’ha siglata a 19 anni per capire quanto sia stata ancor più straordinaria l’impresa di Angelo Gabriel.

Dopo aver sofferto enormemente per una maledetta malattia, in campo il gioiellino del club paulista ha spiccato il volo: una favola meravigliosa che mette in risalto l’elevato valore affettivo del calcio.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Angelo Gabriel è un’ala offensiva tecnica, esplosiva, imprevedibile e sempre nel vivo del gioco.

Il brasiliano può agire su entrambi i lati del campo, anche se il più delle volte è stato schierato sulla fascia destra. Qui gioca a piede invertito, essendo mancino, ma offre comunque più soluzioni di gioco: oltre che entrare dentro il campo per scompaginare i piani difensivi avversari con la sua agilità, facilità di corsa e il dribbling, arriva anche sul fondo per mettere la palla in mezzo.

È molto abile a portare palla per molti metri, sempre a grande ritmo, riuscendo ad andar via all’avversario con uno scatto bruciante e una velocità importante. Ricerca spesso l’uno contro uno per sfruttare la sua elevata capacità a saltare l’uomo e delle volte si esalta nel tentativo di infilarsi tra più maglie avversarie. Pur non avendo una struttura fisica imponente – 1.73 m d’altezza per 70 kg – nello stretto può dire la sua grazie a una efficace difesa della palla con il corpo.

Quando dalla fascia converge verso il centro in progressione palla al piede è in grado di liberare un tiro potente e pericoloso. È comunque un giocatore che, pur avendo doti importanti da solista, non cerca continuamente la soluzione personale, provando piuttosto a far sviluppare l’azione con il passaggio giusto.

 

CONSIDERAZIONI FINALI

Il baby fenomeno brasiliano, compiuti i 16 anni, ha potuto firmare il suo primo contratto da professionista con il Santos con durata fino al 2023. Alla luce della sua progressiva e incredibile crescita, il suo nome è però finito sul taccuino di due top club europei come Real Madrid e Liverpool. Va seguita con particolare attenzione soprattutto la traccia spagnola considerato che negli ultimi anni i Blancos sono sempre stati attivi sul mercato brasiliano, come testimoniano i recenti investimenti fatti per Vinicius Junior e Rodrygo Goes.

Rodrygo Goes, cresciuto nel Santos, è passato al Real Madrid nell’estate del 2019. Fonte foto: profilo Twitter Real Madrid

Angel Gabriel, dalla sua, in questi mesi dovrà dimostrare di meritare il palcoscenico europeo reggendo l’enorme peso di due primati che lo hanno messo sotto gli occhi di tutti.

 

Fonte immagine di copertina: profilo Twitter Santos Futebol Clube

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