All’età di 35 anni ha deciso di rilanciarsi dopo delle annate un po’ in chiaroscuro e ha avuto un impatto devastante. Radamel Falcao ha firmato da poco per il Rayo Vallecano tornando in Spagna dopo la parentesi complicata col Galatasaray. Il risveglio de El Tigre è stato fragoroso: tre ruggiti nei primi cinque tiri in porta di questa nuova avventura. Gol che lanciano il Rayo in una classifica da sogno come la miglior sorpresa di questo inizio di Liga. L’impressione è stata quella di aver rivisto il Falcao giovanissimo che dominava imponendosi tra i migliori centravanti al mondo. Rendiamo, quindi, tributo alla sua miglior versione, quella made in Porto nel 2010/11, la sua stagione più prolifica.

LE PREMESSE

Il centravanti colombiano aveva terminato la sua prima stagione europea con ottimi numeri. Dopo aver dominato in Argentina con il suo River Plate, Falcao con il Porto segna subito 34 gol. I dragoni però arrivano terzi mancando la qualificazioni in Champions, dove in quell’anno arrivò solo agli ottavi. Unica consolazione è la vittoria della Coppa di Portogallo che regala al Tigre il suo primo trofeo europeo. La stagione successiva parte subito con grandi cambiamenti: via l’allenatore Jesualdo Ferreira con al suo posto il giovanissimo André Villas-Boas. Salutano anche due pilastri come Raúl Meireles e Bruno Alves (il primo al Liverpool e il secondo allo Zenit). Al loro posto arrivano Otamendi in difesa dal Vélez e João Moutinho dai rivali dello Sporting, oltre a un giovanissimo James Rodríguez dal Banfield.

Col senno di poi una squadra dal grandissimo potenziale e che in campo non ha deluso: verticalizzazioni, fantasia e velocità alla base del calcio di Villas-Boas, il simbolo dello splendore delle squadre portoghesi del periodo.

LA STAGIONE DOMINANTE DE “EL TIGRE”

Falcao in questa squadra si è imposto come un bomber implacabile, un vero e proprio killer in area di rigore. Il 4-3-3 super dinamico lo esalta e gli esterni Hulk e Varela sono perfetti per le sue caratteristiche. Il potentissimo brasiliano sarà il capocannoniere (23 gol) di un campionato dominato senza alcuna sconfitta mentre l’ala portoghese raggiungerà la doppia cifra rivelandosi una piacevole sorpresa.

Dal canto suo l’ex River Plate diminuisce il numero di gol in patria chiudendo a 16 in campionato ma è in Europa a fare la differenza. Con le 17 marcature in Europa League diventa il miglior cannoniere di sempre di una singola competizione europea. Numeri e dimostrazioni impietose che rivelano il domino incontrastato del colombiano nelle aree di rigore avversarie. In ogni momento decisivo della stagione c’è il suo graffio a determinare con 2 timbri nelle due finali giocate e tanti altri negli scontri diretti e ad eliminazione diretta.

LE TAPPE DI UN’ANNATA DA SOGNO

La prima uscita stagionale è stata la Supercoppa di Portogallo contro il Benfica; subito un preludio all’andazzo della stagione. Partita equilibrata scossa dopo 3 minuti dal gol di Rolando e chiusa a metà secondo tempo dal bomber Falcao. Contropiede rapido con scatto e cross di Varela. “El Tigre” si fionda sul primo palo e anticipa il difensore scaraventando il raddoppio sotto la traversa.

Superato il preliminare di Europa League contro il Genk il resto del 2010 è solo una formalità. Girone passato in carrozza da prima in classifica e in campionato si sono registrate 12 vittorie e 2 pareggi ottenendo un vantaggio già cospicuo. L’emblema di questa forza è stata sempre la partita con il Benfica campione in carica. All’Estadio do Dragão è arrivata una vittoria per 5-0 con tutto il tridente a segno e un Falcao letale con un colpo di tacco al volo da stropicciarsi gli occhi.

Da febbraio, però, si inizia a fare sul serio perché se il campionato era già in tasca, in Europa League si cominciava a pensare di poter far bene. Per iniziare c’è stato subito un passaggio del turno soffertissimo: il Siviglia di Luís Fabiano e Kanouté è stato liquidato solo con la regola dei gol in trasferta e chiudendo il ritorno in casa in 10 uomini. Dopo aver eliminato il CSKA Mosca agli ottavi senza troppi patemi serve un Falcao da record per proseguire nel torneo. Contro lo Spartak Mosca il colombiano segna una tripletta all’andata indirizzando il 10-3 complessivo contro la compagine russa. Per lui tre gol con colpo di testa in tuffo nei due match contro il portiere ucraino Dykan.

I dragoes sulle ali dell’entusiasmo travolgono anche il Villarreal in semifinale. Storico il 5-1 all’andata in casa e indovinate chi ha segnato un poker? Sì sempre lui, “El Tigre“. Pareggio su rigore, inserimento in area vincente e due incornate poderose, tanto eleganti quanto spietate. Prima della finale tutta portoghese contro il Braga, anche la vittoria della Coppa di Portogallo per 6-2 contro il Vitoria Guimaraes dopo una semifinale da urlo. Dopo la sconfitta 2-0 all’andata sempre con il solito Benfica, la reazione al “Da Luz” è stata roboante. In 10 minuti dal 64′ Moutinho e Hulk prima acciuffano le Aquile con due gol di pregevole fattura e poi Falcao sancisce il sorpasso definitivo con un tiro sporco rendendo inutile il gol nel finale di Cardozo.

IL GRAN FINALE

E ora l’appuntamento con la finale tanto attesa. Si sa che per una squadra portoghese, da qualche decennio ormai, è quasi un’impresa vincere trofei in Europa. Tra maledizioni e affermazioni di movimenti ben più ricchi sembravano passati i tempi delle grandi formazioni lusitane. A Dublino, invece, sono in due per l’appuntamento con la storia: il Porto acchiappatutto alla ricerca delle ciliegina su una stagione perfetta e il Braga alla sua prima storica finale europea raggiunta dopo aver eliminato il Benfica. Non è una finale spettacolare con il Braga che imbriglia bene il Porto che non ha molte chance ma ha un centravanti a cui ne basta solo una per essere decisivo.

È il minuto 44 quando Guarín trova un cross perfetto sul quale arriva un felino. “El Tigre” morde questa palla e la sbrana avvitandosi con una torsione quasi innaturale ma che lui fa sembrare elementare come se questa fosse una semplice preda, l’ultima delle 38 passate nel suo territorio in questa stagione. Falcao è leggenda e il Porto torna a vincere in Europa con una squadra ricordata ancora oggi per la sua gioventù e bellezza.

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