A volte i sogni diventano realtà. Questa la premessa di migliaia di pellicole cinematografiche, film dove molto spesso i perdenti, inaspettatamente, si prendono la loro rivincita sulla vita. E’ questo in un certo senso quello che è successo in Premier League nel 2015/2016, dove a trionfare nel campionato più importante del mondo è stata una piccola squadra delle Midlands inglesi, il Leicester City di Claudio Ranieri.

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UNA SQUADRA DI PERDENTI

La storia di quel Leicester e dei suoi calciatori è degna di un signor sceneggiatore. I nostri protagonisti sono infatti un manipolo di giocatori fino ad allora sconosciuti guidati da un allenatore che sembrava essere ormai al tramonto della sua carriera. Claudio Ranieri infatti era all’epoca reduce da un esonero al Monaco e da una disastrosa esperienza con la Nazionale greca. Inoltre, a dispetto di quelli che molti potrebbero pensare dopo l’esperienza al Leicester, non era certo assimilabile nel novero degli allenatori vincenti; solo una Coppa Italia, una Coppa di Spagna, una Supercoppa italiana e qualche campionato nelle serie minori a fronte di una carriera trentennale, questo il Palmarès di Sir Carlo al momento del suo approdo oltre la Manica. Un allenatore considerato un traghettatore, buono per una salvezza tranquilla, ma con un enorme desiderio di riscatto.

La squadra poi sembrerebbe un’accozzaglia male assortita di calciatori di provincia; a cominciare dal capitano, Wes Morgan, roccioso difensore con decennale esperienza nelle serie minori inglesi, un giocatore che mai nella sua vita avrebbe pensato di alzare una Premier League. Proseguendo poi con il portiere, Kasper Schmeichel, considerato fino ad allora solo il “figlio scarso” di Peter Schmeichel, uno dei più forti goalkeeper della storia del calcio inglese; poi il bomber, Jamie Vardy, il metalmeccanico passato dai più bassi livelli del calcio inglese alla nazionale di sua maestà. E infine N’Golo Kantè e Riyad Mahrez, due giocatori considerati oggi delle eccellenze nei rispettivi ruoli, ma al tempo dei perfetti sconosciuti.

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COME ARRIVA IL LEICESTER AL 2015/16

Il Leicester storicamente in Premier League è considerata una squadra “materasso”, una di quelle compagini abituate a fare su e giù fra la prima e la seconda serie britannica. Poi gli anni bui, dal 2003/2004 al 2013/2014 solo Championship e League One per le Foxes, fino al ritorno in Premier nel 2014. Il primo anno in Premier però è durissimo, il Leicester infatti dopo buona parte della stagione come ultima in classifica riesce miracolosamente a salvarsi grazie 7 vittorie nelle ultime 9 giornate, un preludio del miracolo che avverrà l’anno dopo.

IL LEICESTER DEI MIRACOLI

Poi la svolta, fuori Pearson e dentro Ranieri, è l’inizio della favola. Il campionato inizia bene, zero sconfitte per Ranieri e i suoi nelle prime 6 partite, poi la prima doccia fredda, 5-2 contro l’Arsenal. Una sconfitta che però dà la carica, infatti le Foxes inanellano 8 vittorie e 2 pareggi dando il primo scatto e piazzandosi in testa alla Premier League. Ma la storia si ripete, sconfitta contro il Liverpool e due pareggi nelle 3 giornate successive che permettono all’Arsenal di superare la squadra di Ranieri in testa alla classifica. Ma, dato che la storia si ripete, il Leicester sconfiggendo in cinque giornate Totthenam, Liverpool e Manchester City, da lo strappo decisivo per la vittoria della Premier League. Il resto, a parte un’altra sconfitta contro gli ormai rivali dell’Arsenal, è una marcia trionfale, che si conclude con 81 punti e la primissima Premier in bacheca.

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DILLY DING DILLY DONG

Un’underdog assoluta, quotata 5000 a 1 dai bookmakers, vince il campionato più difficile del mondo. Indubbiamente la dea bendata ha giocato un ruolo fondamentale nell’impresa di Ranieri e i suoi. Infatti l’arrivo di Sir Claudio nella fredda Inghilterra è coinciso con un periodo di transizione per le big inglesi: il City era in attesa dell’arrivo di Guardiola, il Chelsea di quello di Conte; il Liverpool di Klopp era ancora in una fase embrionale, il resto delle big inglesi era invece in una fase discendente che per molte perdura ancora oggi. Ma non si può non dare a Cesare quel che è di Cesare, o in questo caso a Claudio ciò che è di Claudio. Ranieri è l’unico e il vero artefice del Leicester dei miracoli, un uomo capace di mettersi in gioco a 64 anni e con una lunga carriera alle spalle, mostrando al mondo intero le sue capacità.

Dilly ding dilly dong.

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