Correva la stagione 1997-1998, quella precedente al Mondiale francese, e la Serie A brulicava di campioni. Uno di questi, fino ad allora snobbato dalle big, era Oliver Bierhoff. Prima di questa stagione già due anni buoni all’Udinese con in mezzo anche un Europeo da protagonista assoluto con la Germania. Nonostante questo nessun top team del nostro campionato ha affondato il colpo ritenendo probabilmente ci fosse bisogno di ulteriori dimostrazioni. La punta tedesca classe ’68 rispose alla grande con una stagione dominante e da trascinatore. Vediamo cosa successe in quell’annata, quindi, in occasione del compleanno della leggenda tedesca.

I NUMERI STAGIONALI

I bianconeri dell’Udinese vennero trainati dai suoi 27 gol in campionato a un terzo posto storico e sorprendente. Ne conseguì la definitiva consacrazione del bomber in Italia ma anche della squadra di Zaccheroni che proponeva un innovativo 3-4-3. Epicentro realizzativo indiscusso della squadra, era l’incubo di ogni difesa sull’arrivo di cross e palle alte. Un terzo dei suoi gol in Serie A vennero realizzati di testa, marchio di fabbrica di Bierhoff, con esecuzioni di un’eleganza quasi brutale. Prima, infatti, alzava la testa sopra tutti, scrutando la situazione dall’alto imperiosamente, e poi scaraventava con un potenza surreale il pallone in porta. Ha realizzato con la stessa continuità altri 4 gol tra Coppa Italia e Coppa UEFA, arrivando al Mondiale dopo una stagione da favola. Lì 3 gol in 5 partite portarono la Germania fino ai quarti.

fonte immagine: super6sport.it

I MOMENTI SALIENTI

fonte immagine: twitter.com

Questi numeri, queste emozioni rimangono indelebili nelle menti dei tifosi friulani, che un giocatore così non l’avevano mai visto. Oliver Bierhoff fece sognare una città intera e tutt’ora il legame con Udine è forte e indissolubile. Uno dei regali più belli, ad esempio, fu quel gol di testa a Pagliuca a tempo scaduto. Stacco imperioso e sorpasso alla capolista, il tutto a pochi giorni da Natale: un sogno regalato a chi a certi risultati non era per niente abituato. La parabola disegnata con il Brescia, la bellissima doppietta contro il Bari e la rovesciata con il Vicenza sono altre reti bellissime a dimostrazione del periodo di grazia del bomber tedesco. Parallela alla lotta per il terzo posto ha vinto anche la battaglia personale con Ronaldo il Fenomeno battendolo di due gol laureandosi capocannoniere. Anche in Europa ha timbrato: il suo piatto all’incrocio che ha illuso per la possibile rimonta contro l’Ajax rimane uno dei gol più belli della stagione.

IL RICORDO DELLA STAGIONE

È sempre difficile scegliere. Comunque, ci sono due gol speciali: il primo è quello realizzato nella partita contro l’Ajax, in cui ho fatto l’uno a zero. Allo stadio si respirava l’atmosfera particolare di giocare in Europa. Era davvero bello per la squadra. Tra l’altro, ricordo di quel periodo anche la grande amicizia con Calori, che ha dato tantissimo al team. E poi il secondo gol più bello è quello segnato contro l’Inter, in cui ho rubato l’attimo ai difensori per colpire di testa. Con quella vittoria, siamo balzati in testa, primi in classifica a ridosso delle vacanze natalizie. Una bella sensazione.

Oliver Bierhoff a tuttoudinese.it

fonte immagine: calciomercato.com

Queste le sue parole qualche anno fa: una stagione magica che fa passare in secondo piano tantissimi altri grandi obbiettivi raggiunti. Bierhoff l’anno dopo ha vinto lo scudetto col Milan ma non rinnegherà mai questa stagione con l’Udinese. La maglia bianconera gli ha permesso di riprendersi quello che stava perdendo ad Ascoli e di conquistare il suo posto in Nazionale diventandone una pedina quasi imprescindibile. Quell’Udinese, che se vogliamo può essere paragonabile all’Atalanta di oggi, verrà per sempre ricordata. Per il gioco propositivo di Zaccheroni, per la tanta corsa degli esterni, per i giovani in rampa di lancio e per il tridente delle meraviglie che con Bierhoff contava anche Paolo Poggi e Márcio Amoroso. Una squadra moderna e innovativa al servizio di un attaccante spietato di Karlsruhe nato il 1° maggio 1968 che lo stadio Friuli lo ha fatto esultare come non mai.

fonte immagine in evidenza: goal.com