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Anni 2000 vs anni 2020: Inghilterre a confronto

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Anni 2000 vs anni 2020: Inghilterre a confronto

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Correvano i primi anni 2000. Nella patria del calcio, l’Inghilterra, crescevano dei talenti destinati a diventare leggende del calcio nazionale e mondiale. Dal pallone d’oro 2001 Michael Owen a David Beckham, per citarne due, ma la nazionale inglese in quegli anni poteva contare veramente su numerosi talenti. Nell’ultimo periodo però, dopo annate buie e cocenti delusioni, i “Tre Leoni” sembrano essere ritornati ai fasti di inizio secolo; andiamo a fare un confronto tra queste due generazioni.

L’INGHILTERRA DI INIZIO SECOLO: TANTO TALENTO MA POCA GLORIA

A cavallo tra la fine degli anni ’90 e inizio anni 2000, la nazionale inglese era un vero e proprio pozzo di talenti. Da Michael Owen, pallone d’oro nel 2001, a David Beckham; da i “Red Devils” Paul Scholes, Rio Ferdinand, Gary Neville e Wayne Rooney, ai “Blues” John Terry, Frank Lampard e Ashley Cole, passando per i “Reds” Steven Gerrard e Jamie Carragher, senza dimenticare Sol Campbell, Peter Crouch e Joe Cole. Un vero e proprio dream team, che all’epoca pochissime selezioni nazionali potevano vantare a livello continentale e mondiale.

Può una squadra di questo livello non riuscire a vincere nulla? La risposta è sì. Alla grande qualità che potevano vantare i singoli che costituivano la rosa dei “Tre Leoni”, vanno però affiancate cocenti delusioni a livello di risultati. Il risultato più alto è stato raggiunto all’europeo casalingo del ’96, concluso in semifinale con una sconfitta ai rigori contro la Germania, in un torneo in cui il trionfo era d’obbligo. Seguirono un’uscita di scena agli ottavi di finale dei mondiali di Francia ’98 e addirittura ai gironi a Euro 2000.

Dal 2001 al 2006 l’Inghilterra viene affidata per la prima volta ad uno straniero, lo svedese Sven-Goran Eriksson. Sotto la sua guida però arrivarono tre eliminazioni consecutive ai quarti di finale, ai mondiali 2002 e 2006 e a Euro 2004. Il culmine viene raggiunto durante le qualificazioni ad Euro 2008, dove l’Inghilterra mancò addirittura l’accesso alla fase finale. Altra delusione il mondiale sudafricano del 2010. In quel torneo i “bianchi” guidati da Fabio Capello erano accreditati come i favoriti alla vittoria finale ma la rassegna iridata si concluse agli ottavi con una brutta sconfitta contro la Germania, facendo diventare quella generazione di campioni una squadra incompiuta

Steven Gerrard, stella del Liverpool e dell’Inghilterra nei primi anni 2000 (Pic by: thefa.com)

INGHILTERRA ORA: DA KANE A FODEN, QUANTE STELLE

Dopo alcune annate di transizione, in attesa di un ricambio generazionale, nell’ultimo quinquennio l’Inghilterra è tornata a sfornare una miriade di talenti e ad avere una rosa competitiva. Partendo dall’attacco troviamo i due attaccanti del Manchester United Marcus Rashford e Mason Greenwood, con il primo che è sul taccuino di molti top club europei. Non va esclusa la punta di diamante Harry Kane, centravanti del Tottenham e capitano di questa nuova Inghilterra, il cui cartellino vale 100 milioni di euro.

Passando al centrocampo troviamo il neo campione d’Europa Mason Mount, a soli 22 già giocatore chiave del Chelsea; mentre rimanendo in tema giovani quello con la maggiore crescita è senza dubbio il “Citizen” Phil Foden. Sotto la guida di Pep Guardiola il 21enne del City ha avuto una crescita esponenziale che lo sta portando ad essere uno dei giocatori più forti nel suo reparto. Quest’anno poi si è assistito alla rinascita di Jesse Lingard con la maglia del West Ham e può essere una pedina importante per Euro 2021. Non si può non menzionare i due giovani “tedeschi” del Borussia Dortmund Jadon Sancho e Jude Bellingham, che si stanno imponendo in Bundesliga, e il secondo a soli 17 anni ha buone possibilità di prendere parte all’europeo.

Infine in difesa i britannici vantano ottimi giocatori come i due del Manchester City Kyle Walker e John Stones. Passando per l’altra sponda di Manchester troviamo Harry Maguire e Luke Shaw, fino ad arrivare a Ben Chilwell del Chelsea, Alexander-Arnold del Liverpool e Kieran Trippier dell’Atletico Madrid. Sarà difficile per il Ct Gareth Sothgate scegliere “solo” 26 giocatori per Euro 2021.

Phil Foden, centrocampista classe 2000, tra i migliori talenti in circolazione (Pic by: tuttomercatoweb.com)

DOVE PUO’ ARRIVARE QUESTA INGHILTERRA?

Dopo la clamorosa eliminazione a Euro 2016 per mano dell’Islanda, e una volta completato il ricambio generazionale, l’Inghilterra è tornata nuovamente competitiva. Ai mondiali russi del 2018 la squadra di Southgate ha raggiunto il 4° posto finale, risultato che nel torneo iridato mancava da 28 anni. L’anno seguente si è classificata terza nella nuova Nations League. Per il campionato europeo che comincerà tra poco meno di due settimane, le aspettative sull’Inghilterra sono molto alte.  Visti gli ultimi risultati e la qualità della rosa, i “Tre leoni” partiranno con il ruolo di favoriti insieme al Belgio e alla Francia. Questa posizione non è nuova nelle zone d’oltremanica, ma ogni volta che si è verificata, i risultati sono stati deludenti. Riuscirà questa volta l’Inghilterra a non tradire le attese? Va anche detto che nella bacheca dei britannici manca un trofeo dal mondiale del ’66. E’ giunta l’ora dunque che per “Football is coming home”?

L’attuale Ct dell’Inghilterra Gareth Southgate (Pic by: Harper’s bazaar)

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Scoppia il caos a Valencia: Bellingham segna al 98′, ma Gil Manzano aveva fischiato la fine un istante prima

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Ancelotti

Finale folle a Valencia. Dopo una partita combattuta e tesissima, l’ultimo secondo di gara ha regalato un episodio incredibile. Il Real Madrid aveva segnato il 3-2 con Bellingham al 98′, ma l’arbitro Gil Manzano non ha convalidato la rete. Il motivo? Il triplice fischio del direttore di gara, arrivato al momento del cross in area di rigore di Brahim Diaz. Ovviamente scoppia il caos, con Gil Manzano costretto a estrarre vari cartellini rossi. Uno dei quali, direttamente verso Bellingham. Ancelotti interviene e in campo si scatena un parapiglia, quasi una caccia all’uomo.

La gara è dunque finita 2-2, con il Valencia che ha sciupato il doppio vantaggio. La rimonta del Real Madrid ha portato la firma di Vinicius, lesto nel ribadire in rete due tap-in e poi “provocatore” nei confronti nel pubblico del “Mestalla” dopo i vergognosi atteggiamenti del pubblico dell’anno scorso. Al 91′, tolto con il VAR anche un rigore al Valencia.

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[VIDEO] L’esultanza di Vinicius dopo i fischi razzisti dei tifosi del Valencia

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Dove vedere Lipsia-Real Madrid in tv e streaming

Ancora una volta, si è verificato un increscioso e ingiustificabile episodio di razzismo ai danni di Vinicius. L’attaccante brasiliano, nel corso del match di Liga Valencia-Real Madrid, è nuovamente ricoperto di fischi razzisti.

Quando la partita si trovava sul punteggio di 2-0 in favore dei padroni di casa, al quinto minuto di recupero del primo tempo Vinicius è riuscito ad accorciare le distanze tra le due compagini, capitalizzando un’azione partita con il cross effettuato da Carvajal. Dopo aver siglato la rete del 2-1, il brasiliano ha esultato con il pugno chiuso rivolto verso i tifosi avversari, gesto simbolico della lotta contro il razzismo.

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Di Maria si lamenta ancora con gli arbitri: rischio squalifica

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Angel Di Maria, attaccante del Benfica si appresta a rinnovare il contratto con i portoghesi

DI MARIA – Le polemiche arbitrali sono all’ordine del giorno in Serie A, ma non solo. L’Associazione degli Arbitri portoghesi (APAF) ha avviato un procedimento disciplinare contro Angel Di Maria. Le azioni dell’argentino sono state al centro dell’attenzione dopo le sue critiche alla squadra arbitrale guidata da Fabio Verissimo. Tutto questo è avvenuto in seguito alla sconfitta 2-1 del Benfica contro lo Sporting nella semifinale di andata della Coppa del Portogallo. Le dichiarazioni di Di Maria hanno suscitato polemiche e ora l’APAF si prepara ad affrontare la questione in modo disciplinare.

POLEMICA – “Quello che è successo ieri sera è stato visibile a tutti. Continueremo a lavorare per raggiungere i nostri obiettivi. Soli contro tutti”.

Di Maria ha espresso il suo dissenso per una rete annullata al 76′ per presunto fuorigioco di Tengstedt, chiedendo spiegazioni all’arbitro al termine del match. È la seconda volta in meno di un mese che l’Associazione degli Arbitri portoghesi indaga sul Fideo, aumentando le sue possibilità di una possibile squalifica. Di Maria è tornato al Benfica dopo quattordici anni e ha già segnato quattordici gol. Inoltre, ha fornito nove assist cruciali che hanno contribuito al successo del club di Lisbona in varie competizioni, sia a livello nazionale che europeo.

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Il retroscena di Singo: “Mi volevano Inter, Milan e Atalanta”

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Monaco-PSG, Kylian Mbappé, Wilfried Singo, Ligue 1, Champions League

IL RETROSCENA DI SINGO – Dopo ben 4 stagioni nel calcio italiano, trascorse indossando la maglia del Torino, la scorsa estate ha rappresentato un grosso cambiamento per Wilfried Singo, trasferitosi in Ligue 1 al Monaco. Per l’ex laterale granata, quella in corso si sta rivelando un’annata piena di soddisfazioni, sia con il proprio club, con cui insegue la qualificazione alla prossima Champions League, che con la propria nazionale. Giocando nella Costa d’Avorio, infatti, Singo si è laureato campione d’Africa poco meno di un mese fa, al termine di un torneo pieno di sorprese. In un’intervista a Marca, il terzino ivoriano ha rivelato alcuni aneddoti di mercato risalenti alla scorsa estate.

IL RETROSCENA DI SINGO

SCELTA DIFFICILE – “C’erano diversi club italiani interessati a me, tra cui Inter, Milan ed Atalanta, ma alla fine ho preferito andare al Monaco. Ho maturato questa decisione consultandomi con il mio agente Maxime Nana e col mio amico Nicolas Nkoulou. Anche lui ha giocato qui a inizio carriera, e me ne ha parlato come un posto dove poter crescere e migliorare. Sono felice di essere in un club che da fiducia ai giovani e con infrastrutture di alto livello”.

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