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Coric alla conquista

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Coric alla conquista

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Ante Coric non ci ha messo molto a conquistarsi un posto nelle simpatie degli osservatori di mezza Europa. A soli vent’anni il giovane centrocampista della Dinamo Zagabria ha praticamente addosso gli occhi dei migliori club di Inghilterra e Italia, e sembra che pure in Germania, il nome del talento croato sia rimasto impresso dalle parti di Dortmund. Di fatto però Coric è ancora un giocatore della Dinamo Zagabria, una squadra che nel corso degli anni ha istituito una personale propensione a costruire talenti salvo poi lucrarci non poco con vendite salate. Dai più recenti Pjaca e Rog ai più storici Kovacic e Brozovic, senza scordare come il club di Zagabria abbia dato i natali calcistici pure a Modric e Rakitic, oggi entrambi in Nazionale e pilastri di grandi club. Di fatto la Dinamo ha capito che la causa effetto derivata dalla vendita dei suoi gioiellini può finanziare non poco l’andamento della società e aiutare al miglioramento di un settore giovanile che, negli anni, ha tirato fuori giocatori di spessore mondiale. Oggi Coric è sulla strada buona per essere profetizzato come una nuova leva calcistica, un giocatore di carattere internazionale e dalle caratteristiche particolarmente moderne, e a Trigoria, avendone compreso le qualità, non se lo vogliono lasciar scappare.

 

CURRICULUM

Ante Coric è nato a Zagabria ed è cresciuto a Zagabria. Classe 97′, il suo ambientamento non è trascorso tra tumultuose storie famigliari o pericolose avventure giovanili, perchè di fatto Ante è cresciuto in una famiglia normale e senza troppi fronzoli ha capito fin da subito il suo precoce adattamento naturale al mondo del calcio. Dopo i primi calci nei sintetici del Zagreb Giova, a neanche quattordici anni Coric è catapultato in Austria, nelle giovanili della Red Bull Salisburgo, in cui fa tutta la trafila fino all’under 18, dove ovviamente, era giunto in età anticipata rispetto ai compagni di squadra; da lì il ritorno alla casa base in Croazia stavolta alla Dinamo, dove la società gli offre un progetto serio e ambizioso ma facendolo partire dai pari età, ovvero l’under 17. Da lì la biografia di Coric è tutta una trafila di tappe e categorie giovanili fino al definitivo approdo in prima squadra, completato nel 2013, nella stessa stagione in cui al Maksmir giocavano Brozovic, Cop e Halilovic. Proprio l’addio nel 2015 dell’attuale centrocampista dell’Inter apre le porte all’avvio concreto di Coric in prima squadra come titolare, che non vuol dire soltanto HNL (campionato croato) ma pure Champions League, competizione che seppur con risultati scadenti ha permesso a tanti giovani del club di mettersi in luce: Ante Coric compreso.

https://www.youtube.com/watch?v=QCozXH7-F5k

Di fatto il suo score complessivo con la Dinamo Zagabria dice 128 presenze e 22 reti, un bel bottino per un classe ’97 alle prime armi come professionista. L’interesse di molti club di ottimo livello per questo giovane croato è dettato soprattutto dalle prestazioni positive in quest’ultima stagione, in cui nel campionato croato ha concretizzato 9 presenze, 3 gol e 2 assist.

CARATTERISTICHE

Coric non è un giocatore presuntuoso o troppo egoista, anzi, passare il pallone sembra proprio piacergli. In cinque stagioni il centrocampista ha annoverato 22 assist per i compagni; il suo ruolo sempre lontano dalla porta gli permette di giocare molto il pallone, e non a caso, una delle sue migliori qualità è proprio la gestione del pallone. Quello che si nota della sua leggiadria in campo sono proprio i movimenti eleganti con cui si sposta in mezzo al campo palla al piede, che sembra nascondere agli avversari come fosse un mago circense. Di fatto, però, come per molti suoi colleghi e connazionali, non si riesce bene a definire un ruolo per le sue caratteristiche tecniche. Nato come centrocampista centrale, Coric nell’ultima stagione croata è stato quasi sempre schierato come trequartista, ruolo che attualmente ricopre ancora. Dietro le punte il giovane erede dei vari Boban e Modric (come viene descritto in patria) ha trovato in campo il suo locus amoenus, dato che ben 10 dei suoi assist sono arrivati proprio quando Ante giocava in quella zona di campo: pure i gol sembrano giovare di quello spazio.

https://www.youtube.com/watch?v=wPwDSmJRT84

Tuttavia le sue qualità balistico-geometriche gli hanno favorito anche una polivalenza a centrocampo un po’ a 360 gradi, visto che nel tempo Coric è passato da essere un centrocampista centrale e mezzala fino a giocare più basso, sopra la difesa. Quello che ipoteticamente Di Francesco potrebbe trarne, in sostanza, è un giocatore bravissimo tecnicamente e con una notevole visione di gioco, che potrebbe essere schierato tanto al fianco di De Rossi come al suo posto per sostituirlo. Più difficile vederlo esterno, anche se è la fascia Coric l’ha comunque fatta nel suo tour di ruoli dalla mediana in su. Insomma il talento di questo ragazzo sembra veramente promettergli un gran futuro, e onde sfortunate bruciature dettate dalla precocità di alcune scelte, Coric ha la possibilità di diventare un personaggio molto ambito nel prossimo futuro. La Roma ha la grande opportunità di prendere un giocatore dal potenziale enorme, e crescere secondo i principi accortissimi della tattica italiana e respirare un po’ di aria di pressione d’alta classifica con i giallorossi potrebbe essere qualcosa di puramente formativo.

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Frosinone-Lecce 1-1, le pagelle: Krstovic risponde a Cheddira

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le pagelle di frosinone-lecce

Allo Stadio Benite Stirpe il Frosinone ospita il Lecce in un delicato scontro salvezza. I padroni di casa vogliono tornare alla vittoria dopo 4 sconfitte consecutive. Anche i salentini, reduci da tre sconfitte nelle ultime tre, sono alla disperata ricerca di punti importanti per allontanarsi dalla zona critica della classifica.

Il primo tempo parte a marce ridotte con le due squadre che si studiano a vicenda. Con il passare dei minuti il Frosinone alza il ritmo prendendo in mano il pallino del gioco e impegnando Falcone in un paio di occasioni. Il match dello Stirpe si sblocca a pochissimi istanti dalla fine del primo tempo: sugli sviluppi di una punizione dalla destra Cheddira si fa trovare pronto in area di rigore calciando alle spalle di Falcone.

Nella ripresa gli ospiti trovano il gol del pareggio su calcio di rigore al 60′ con Krstovic, dopo l’iniziale errore di Rafia dal dischetto fatto però ribattere da Guida. I padroni di casa ci provano con un lungo assalto fino all’ultimo con il risultato che rimane però inchiodato sull’1-1.

LE PAGELLE DEL FROSINONE

Cerofolini 6,5: decisivo su Krstovic al 30′ con una bella parata su un tiro da dentro l’area di rigore dell’attaccante montenegrino. Causa il rigore del pareggio del Lecce al 57′ dopo un appoggio sbagliato di Zortea. Para il primo tentativo di Rafia con Guida che fa però ribattere il penalty, questa volta calciato da Krstovic che pesca l’angolo con una traiettoria su cui l’estremo difensore non arriva per centimetri.

Zortea 5,5: deve gestire con particolare attenzione le incursioni di un cliente scomodo come Banda. Spinge in fase di possesso sulla destra mettendo nell’area avversaria diversi cross interessanti. Si divide con Cerofolini le responsabilità nel causare il rigore del pareggio realizzato da Krstovic al 61′.

Romagnoli 6: gara in larga parte ordinata del difensore centrale che ha poche colpe sull’azione che porta al rigore del pareggio del Lecce.

Okoli 6: qualche piccola imprecisione in fase d’impostazione. Solido in marcatura, insieme al compagno di reparto, su Krstovic.

Valeri 6,5: prestazione più che sufficiente del numero 32 che spinge lungo la corsia sinistra con tanta corsa e diversi cross insidiosi per la difesa avversaria.

Brescianini 6,5: solito prezioso lavoro in mezzo al campo nel primo tempo. Si divora il gol del 2-1 al 70′ calciando tra i guantoni di Falcone su un bel cross di Valeri dalla sinistra. (dal 77′ Barrenechea: s.v.).

Mazzitelli 6: il capitano dei ciociari fatica in regia nella prima frazione di gioco salvo poi riprendersi nella ripresa toccando tanti palloni nella metà campo avversaria.

Gelli 5,5: prestazione tutto sommato opaca del numero 14 che nonostante ciò sfiora il gol del 2-1 nel secondo tempo colpendo la traversa, pochi istanti dopo il pareggio degli ospiti. (dal 77′ Ghedjemis: s.v.).

Soulé 6: riferimento offensivo per la manovra dei ciociari; dai piedi dell’argentino partono praticamente tutte le iniziative più interessanti dei padroni di casa. Si vede di meno nella ripresa.

Cheddira 7: inizio propositivo per l’attaccante che al 5′ con un bel tiro da fuori impegna Falcone che devia in angolo. Suo il gol che sblocca il match a pochi istanti dal termine dei primi 45′: il numero 70 si fa trovare pronto in area di rigore sugli sviluppi di un calcio di punizione. Anche nel secondo tempo tra i migliori in campo. (dal 87′ Kaio Jorge: s.v.).

Harroui s.v.: giornata sfortunata per il 21 dei ciociari che è costretto a lasciare anzitempo il campo per un infortunio muscolare. (dal 6′ Reinier 6: il brasiliano corre molto ma tocca pochi palloni senza riuscire a incidere sulla partita. (dal 87′ Seck 6,5: in pochissimi minuti crea scompiglio nella difesa avversaria andando vicino al gol del 2-1. Ottimo impatto sulla partita).

All. Di Francesco 5,5: un punto che sta stretto al Frosinone che ci prova fino alla fine con diverse occasioni importanti nel finale di gara. Da rivedere l’approccio della squadra a inizio secondo tempo.

LE PAGELLE DEL LECCE

Falcone 6: si fa trovare pronto nei primi 45′ su un paio di conclusioni da fuori del Frosinone. Non può nulla sul gol del vantaggio dei padroni di casa firmato Cheddira.

Gendrey 6: partita ordinata del terzino francese che spinge poco in fase offensiva ma è molto attento in fase di contenimento.

Pongracic 5,5: qualche colpa sul gol del vantaggio del Frosinone nel cuore dell’area di rigore.

Baschirotto 6: prestazione sufficiente del centrale che lotta per tutta la partita contro gli attaccanti avversari.

Gallo 5,5: soffre, e non poco, le iniziative di Soulé sulla destra. Non si fa praticamente mai vedere nella metà campo avversaria nel corso di entrambi i tempi.

Kaba 6: partita di sostanza del centrocampista francese senza particolari acuti. (dal 64′ J. Gonzalez 6: lo spagnolo da il proprio contributo in fase di contenimento nel corso dell’assalto finale dei padroni di casa).

Ramadani 6: buona gestione del pallone nonostante il pallino del gioco sia per larga parte in mano ai padroni di casa.

Rafia 5: mette ordine in mezzo al campo nella prima frazione. Spreca la chance di pareggio al 57′ facendosi parare il rigore dal portiere avversario. Penalty che viene però fatto ribattere da Guida con Krstovic che realizza il gol del pareggio. (dal 67′ Oudin 6: gestisce qualche pallone in mezzo al campo in una fase della partita dove gli ospiti subiscono a più riprese la spinta del Frosinone).

Almqvist 6: tanta corsa e sacrificio per il numero 7 che spesso si abbassa per dare una mano a Gendrey in fase difensiva. Meno attivo nella seconda frazione di gioco con pochi palloni toccati. (dal 76′ Blin: s.v.).

Krstovic 6: lotta per tutta la prima frazione tra i due centrali avversari senza ricevere tanti palloni. Spreca una buonissima occasione a tu per tu con Cerofolini al 30′, calciando addosso al portiere gialloblù. Conquista e realizza il gol del pareggio al 61′ su calcio di rigore. (dal 76′ Piccoli: s.v.).

Banda 6: tra i più propositivi per la compagine salentina nel primo tempo nonostante la manovra degli ospiti stenti a decollare. (dal 67′ Sansone 6: poche occasioni a disposizioni per incidere sulla partita; si sacrifica nel finale in fase difensiva).

All. D’Aversa 6: la squadra salentina gioca una gara ordinata senza grandi squilli. Buono l’approccio a inizio secondo tempo ma serve di più per ottenere una salvezza tranquilla.

 

 

 

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Empoli-Cagliari 0-1, le pagelle: Jankto decisivo, vittoria fondamentale per Ranieri

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Jankto

EMPOLI-CAGLIARI, LE PAGELLE – É scontro salvezza al Carlo CastellaniComputer Gross Arena di Empoli, in questa uggiosa domenica 3 marzo. A fronteggiarsi, in una sfida senza esclusione di colpi, i padroni di casa guidati da Davide Nicola e il Cagliari di Sir Claudio Ranieri. L’obbligo per entrambe le compagini era quello di cercare i tre punti, che avrebbe significato una vera e propria boccata d’ossigeno, vista e considerata la difficile situazione di classifica. A mettere ancora di più in allarme i due schieramenti è stata la vittoria del Verona sul Sassuolo nel Lunch Match, che ha smosso e non poco le acque nei bassifondi della Serie A.

EMPOLI-CAGLIARI, LE PAGELLE – LA CRONACA DELLA PARTITA

EMPOLI-CAGLIARI, LE PAGELLE – La partita prende sin da subito una connotazione ben precisa: l’Empoli tiene il controllo della sfera, cercando spiragli nella retroguardia rossoblù. Il Cagliari si difende corto e ordinato, cercando di innescare la freccia Luvumbo in contropiede o aspettando qualche colpo di qualità del mago Gaetano. Ranieri è costretto ad abbandonare ben presto il piano A, a causa del problema muscolare che costringe l’angolano a lasciare il terreno di gioco.

Nel primo tempo sono solo due le occasioni degne di nota, una per parte. Al 16′ Cambiaghi colpisce il palo in ripartenza e, sulla respinta del legno, Maleh calcia colpevolmente centrale. Al 44′ Lapadula gira di testa su invito di Gaetano, ma trova pronta la grande risposta di Caprile.

Seconda frazione all’insegna della lotta e dell’agonismo. Poi, nel giro di 10′ minuti, il più classico dei detti calcistici (leggermente modificato dall’avvento della nuova epoca VAR): gol annullato, gol subito. Infatti l’Empoli era passato in vantaggio al 61′ con Cacace, velocissimo ad avventarsi sulla respinta di Scuffet, ma la rete non viene convalidata a causa del fuorigioco di Walukiewicz ad inizio azione. Dopo il sospiro di sollievo, il Cagliari decide allora di dare la svolta decisiva al match: passaggio illuminante di Gaetano per Zappa, che dribbla Cacace e serve Nandez; strepitoso Caprile sull’uruguaiano, ma non può nulla sul tap-in di Jankto. Gli azzurri cercano disperatamente il pareggio con il forcing finale, che però non sortisce effetti. Ultimi attimi conditi anche da alcuni accenni di nervosismo, tanto da costringere il direttore di gara a concedere ben 8 minuti di recupero.

Il Cagliari conquista tre punti che definire vitali e pesanti come un macigno è un eufemismo. Ranieri riesce a guidare i suoi nella prima vittoria in trasferta della stagione, sapendo interpretare saggiamente i momenti della partita. Probabilmente ai punti il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio, ma come ben sappiamo il calcio vive anche di episodi, per fortuna. I rossoblù si rilanciano così pienamente nella lotta salvezza, agganciando il Verona a quota 23 punti. L’Empoli invece non deve farsi abbattere dal risultato, perché le ultime uscite erano state positive e si trova tutto sommato in una situazione più tranquilla. Si preannuncia un finale di stagione emozionante e rovente negli ultimi posti della nostra Serie A.

EMPOLI-CAGLIARI, LE PAGELLE DELL’EMPOLI

Caprile 6.5: attento nelle uscite ai limiti della propria area di competenza. Ed è strepitoso anche tra i pali, respingendo con un riflesso felino il colpo di testa di Lapadula. Fa il massimo in occasione del vantaggio sardo.

Ismajli 6.5: il ruolo di terzino destro non gli si addice propriamente. Eppure lui lo interpreta in modo ottimo, proponendosi e sganciandosi anche in fase offensiva. Come al 34′,  quando pesca Destro con un cross degno del miglior Maicon.

Luperto 6.5: il centrale ex Napoli prosegue sulla scia degli ultimi incontri, abbinando brillantezza e abilità di lettura del gioco. Si concede anche alcune giocate di pregevole fattura con la palla tra i piedi.

Walukiewicz 6: il polacco gioca una gara senza troppi pensieri, a maggior ragione dopo l’uscita di Luvumbo. (dall’82’ Cerri SV).

Cacace 6: partita dai due volti per il sostituto neozelandese di Parisi. Al 61′ solo l’offside gli nega la prima gioia in Serie A, poi si fa superare troppo facilmente da Zappa nella rete cagliaritana. (dal 72′ Pezzella 6: partecipa all’assalto finale)

Kovalenko 5.5: tutti noi abbiamo in mente il giocatore che, con la sua perla al 90′, aveva regalato un’insperata vittoria al Maradona. Oggi è invece timido, nonostante non commetta grossi errori. (dal 72′ Fazzini 6: lotta alla ricerca del pareggio).

Marin 6: il mediano rumeno mette continuamente in difficoltà la difesa avversaria con i suoi palloni tagliati e improvvisi.

Maleh 5.5: è colpevole di non riuscire a concretizzare il vantaggio per i suoi al 16′, calciando debolmente e centralmente, facilitando così la parata di Scuffet.

Cancellieri 5.5: buoni strappi per lui, si vede che tiene molto alla causa e da tutto sé stesso per essa. È poco lesto sul batti e ribatti che si crea al 46′ nell’area cagliaritana. (dal 72′ Gyasi 5.5: sbaglia un controllo in area che poteva essere interessante).

Cambiaghi 6.5: molto sfortunato in occasione del palo, è per distacco il più pericoloso dell’Empoli. Le sue sgasate sono terribilmente efficaci e creano scompiglio.

Destro 5.5: abbastanza nascosto per tutta la sua prova, si fa vedere solo al 34′ quando per poco in torsione non trova l’angolino basso della porta rossoblù. (dal 58′ Niang 5.5: non ripete gli ottimi numeri delle precedenti uscite).

All. Nicola 6: l’Empoli è una squadra completamente trasformata dal suo arrivo in panchina, e lo si comprende benissimo anche dai risultati. Anche oggi un’ottima prova, battagliera, peccato perché è mancato un pizzico di concretezza.

EMPOLI-CAGLIARI, LE PAGELLE DEL CAGLIARI

Scuffet 6.5: viene chiamato parecchio in causa, facendosi trovare sempre pronto e salvando la vittoria dei suoi. Solido anche nel recupero sul tiro di Pezzella.

Augello 6.5: si rivede finalmente il terzino rimirato a Genova qualche anno fa, con i suoi assist perfetti per Quagliarella e compagni. Oggi è fondamentale il suo apporto in fase difensiva, quando aiuta Scuffet a murare Cancellieri al 46′. (dal 77′ Wieteska SV).

Dossena 6.5: perno insostituibile per Ranieri, che in stagione non ha mai rinunciato a lui. I palloni alti li prende in consegna tutti lui, svettando imperioso.

Y. Mina 6: il centrale colombiano sembra un poco distratto, anche se comunque Destro e Niang non creano problemi. Viene sovrastato da Walukiewicz nel gol empolese, che per sua fortuna viene annullato. Nel finale si redime giganteggiando e facendo valere tutta la sua esperienza.

Nandez 6.5: ci mette tutta la sua consueta garra uruguagia, lottando su tutti i palloni. Ottimo inserimento sulla cui respinta segna il compagno Jankto. Giocatore fondamentale per il Cagliari.

Makoumbou 6: come di consueto ci mette tutti i suoi muscoli per creare una diga davanti alla difesa.

Deiola 6: la sua anima sarda si vede benissimo, nonostante qualche imprecisione di troppo nella gestione del pallone.

Jankto 6.5: bene in fase di interdizione, con le sue tempestive coperture difensive. È intelligente e bravo ad avventarsi sulla respinta di Caprile e siglare un gol pesantissimo. (dal 77′ Azzi SV).

Gaetano 6.5: il fantasista arrivato da Napoli sta incantando e facendo innamorare i tifosi sardi. Anche in questo match le poche occasioni rossoblù nascono tutte dal suo estro. (dall’87’ Kingstone SV).

Luvumbo 6: la sua prova viene stroncata all’improvviso da un infortunio muscolare. Il Cagliari così viene privato dei suoi terribili strappi in velocità. (dal 30′ Zappa 6.5: ottimo dribbling in occasione della rete di Jankto).

Lapadula 5.5: il centravanti peruviano si vede molto poco per tutta la sua prova, impegnando Caprile solo con un colpo di testa in girata. (dall’87’ Shomurodov SV).

All. Ranieri 6.5: come per tutta la durata della sua carriera, la sua eleganza e il suo portamento sono ben visibili anche oggi in panchina. La vecchia volpe conosce praticamente tutti i segreti, sa infatti misurare la temperatura della gara e regolarsi di conseguenza con le opportune contromosse. La sua squadra è compatta e attenta, e si guadagna una vittoria preziosissima in ottica salvezza.

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Inzaghi carica la squadra in vista di Inter-Genoa: le dichiarazioni

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Inzaghi, allenatore dell'Inter, Serie A, Champions League, Coppa Italia

Simone Inzaghi presenta il monday night match di domani sera con un’intervista ai microfoni di Inter TV. Il tecnico ex Lazio, nonostante il vantaggioso margine sulla Juventus per l’obiettivo scudetto, vuole tenere la squadra concentrata e annuncia che potrebbe probabilmente puntare su alcune seconde linee. Di seguito le parole di Inzaghi sulla sfida di domani.

LA PARTITA – “Sarà una partita dura e difficile. Il Genoa è un’ottima squadra, ha 33 punti e stanno facendo un ottimo campionato. Nelle ultime dodici gare credo che abbiano perso solo con l’Atalanta nel finale, è una gara che dovremo affrontare con attenzione. Come possiamo sorprenderli? Sicuramente il Genoa occupa molto bene il campo, fanno le due fasi molto bene. Bisognerà avere una grandissima concentrazione, essere puliti tecnicamente cercando di sviluppare il nostro gioco e attaccare con ordine”.

SUL TURNOVER – “Senz’altro ci saranno dei cambiamenti e delle rotazioni, ma fortunatamente ho quasi tutti i ragazzi a disposizione. Qualcuno mancherà anche domani, ma è normale giocando così tanto. Tutti quelli che sono stati impiegati mi hanno dato ottime risposte, sono fiducioso per questa gara”.

I DATI SORPRENDENTI DELL’INTER – “Insieme al mio staff abbiamo trovato grandissima disponibilità da ogni singolo giocatore in questi trenta mesi all’Inter. Cerchiamo di portare come staff i nostri principi e i ragazzi sono stati molto bravi a metterli in pratica”. 

UN 2024 DI SOLE VITTORIE – “Se dovessi definirlo con una rosa parola direi: continuare. Abbiamo fatto questi due mesi nel migliore dei modi, ma sappiamo che domani sarà una partita difficile e ne arriveranno tantissime altre. Dovremo continuare a lavorare con intensità e determinazione”. 

 

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Dodò, l’infortunio è ormai alle spalle: il brasiliano è tornato tra i convocati

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Dodo

DODÒ, L’INFORTUNIO È ORMAI ALLE SPALLE – Uno dei pochi spunti positivi della Fiorentina scesa in campo nella giornata di ieri nella sfida col Torino, risiedeva paradossalmente non negli undici in campo, ma nella panchina.

Dopo 160 giorni di calvario e la lesione del legamento crociato in quella sfortunata trasferta di Udine, infatti, Dodò è finalmente tornato tra i convocati della Fiorentina. Nonostante non sia subentrato, la sua presenza tra i disponibili insieme ai compagni è stato un segnale incredibilmente incoraggiante. In un primo momento si pensava che il terzino potesse tornare fra i convocati solo per le ultime gare della stagione. Ha inciso, però, la voglia del brasiliano e i mezzi tecnici messi a disposizione dal Viola Park.

Con il ritorno a pieno regime del giocatore, Italiano potrà quindi contare su una risorsa in più nel ruolo di terzino destro. Da citare inoltre la presenza, in quel ruolo, di Kayode e di Faraoni. Il classe 2004 ha dato prova del suo grande talento con prestazioni di livello. Il terzino ex Verona nei momenti in cui è stato impiegato ha sempre risposto con efficacia e ha offerto esperienza e tecnica a servizio della squadra. Per Dodò non sarà quindi semplice ritrovare la titolarità, questo anche grazie al grande lavoro del tecnico svolto sui due profili appena citati.

 

 

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