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Ante Rebić, cattiveria e qualità per il Milan

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Il Milan ha chiuso il suo calciomercato regalandosi un ultimo acquisto: Ante Rebić. Preso in uno scambio di prestiti con André Silva, è stato il colpo migliore del mercato rossonero sia per le modalità con cui è arrivato, sia per cosa potrà dare alla squadra.

“È un bell’osso”.

Così si espressa la leggenda Marco van Basten, in un’intervista ai microfoni del nostro Carlo Pellegatti. Poche parole, ma che rendono l’idea di che tipo di giocatore sia il croato. Un giocatore forte fisicamente, cattivo nell’attaccare gli spazi, molto duttile e dotato di buona velocità, buona tecnica e di un ottimo tiro. Cerchiamo, quindi, di capire che tipo di calciatore ècome potrà inserirsi nel sistema di gioco di Giampaolocosa potrà portare a questo nuovo Milan.

CATTIVERIA E QUALITÀ

Rebić è un giocatore completo, a suo agio con entrambi i piedi e che può giocare in tante posizioni: seconda punta, trequartista, prima punta, ma anche ala sinistra. Sa segnare e sa rifinire, ma quello che più può essere utile per questo Milan è la sua cattiveria. Intesa come attitudine allo sforzo, al sacrificio: un combattente, un osso direbbe il Cigno di Utrecht. Altra faccia della medaglia, i cartellini. La sua cattiveria lo porta anche a fare falli, sono infatti 60 i cartellini rimediati fino ad ora in carriera.

Il croato però non è solo grinta, ma è anche qualità. Capace di giocare con i compagni e partire dal basso, Rebić è anche un buon finalizzatore. Potremmo riassumere questo suo mix tra cattiveria e qualità con un goal, il primo nella finale di DFB Pokal, vinta poi 3-1 dall’Eintracht, sul Bayern Monaco, con doppietta proprio del nuovo attaccante rossonero. Con tutta la sua grinta ruba la palla a James Rodríguez, la passa a Boateng che lo serve nuovamente, il croato va in profondità, resiste a Süle e infila Ulreich con un grande destro che finisce nell’angolino basso. Aggressività, potenza fisica e lucidità sotto porta.

La rete che sblocca la finale di DFB Pokal. Partita poi terminata per 3-1 in favore del Francoforte.

I SISTEMI DI GIOCO

Giocatore adatto, quindi, a diverse situazioni di gara e a più sistemi di gioco. Toccherà a Giampaolo capire come incastrare meglio il suo nuovo jolly nell’undici del Milan. Le soluzioni potrebbero essere tre: un ritorno al 4-3-1-2, come compagno di reparto di Piątek. Continuare con il 4-3-2-1, ed utilizzare il croato come compagno di reparto sulla trequarti di Suso. Oppure un ritorno al 4-3-3, di gattusiana memoria, affidandogli la fascia sinistra. Analizziamo queste tre situazioni più nel dettaglio.

4-3-1-2: AFFINITÀ CON PIATEK?

Qualora Giampaolo decidesse di tornare al suo modulo preferito, ecco che per forza di cose Rebić si troverebbe a fare da spalla a Piątek, nel duo offensivo. Con Suso che rimane irremovibile sulla trequarti. Ma quanta affinità può esserci tra Rebić e Piątek? Indubbiamente il croato non è un attaccante leggero, ma, come detto è uno a cui piace venire a prendere la palla e giocarla dal basso. Piątek, invece, dovesse tornare quello dello scorso anno, è un cannibale da area di rigore, che non ama dover costruire l’azione. Sarebbe quindi un attacco “pesante”, ma comunque capace di creare un dialogo tra di loro e con il resto della squadra. Inoltre sarebbe un attacco anche più aggressivo, caratteristica che nelle prime due uscite è mancata al reparto offensivo rossonero. Interessante l’asse che si potrebbe venire a creare con Paquetá, che dal centrocampo dovrà portare qualità quando il Milan attacca. Senza dimenticare Bonaventura, che se tornerà ai suoi livelli potrebbe davvero essere l’uomo in più dei rossoneri.

4-3-2-1: AL FIANCO DI SUSO

Dopo la vittoria, non così convincente, con il Brescia, Giampaolo potrebbe anche scegliere di proseguire con l’albero di Natale. Anche in questo caso, Rebić il suo posto lo trova: al fianco di Suso, dietro Piątek unica punta. Varrebbe un po’ il discorso fatto per il 4-3-1-2, Rebić e Piątek sono compatibili tra di loro, tuttavia qui il croato agirebbe sulla stessa linea di gioco del fantasista spagnolo. Potrebbe essere un vantaggio, in quanto Rebić può aggiungere fisicità alla trequarti, senza peccare nella qualità. Inoltre potrebbe agire di più in mezzo al campo, come piace a lui. Tuttavia, il rischio è il solito: lasciare troppo isolato il bomber polacco. Per questo il nuovo arrivato, dovrà fare il doppio lavoro: agire insieme a Suso, ma cercare di stare il più vicino possibile al numero 9 rossonero. Bisogna anche sottolineare che il croato ha fatto le cose migliori nel Francoforte giocando da trequartista.

4-3-3: A TUTTA FASCIA

L’ultima ipotesi concreta, ma remota, non fosse altro perché il tecnico rossonero ha improntato un’intera preparazione sul gioco con il trequartista, è il 4-3-3. Rebić, quindi, in questo caso andrebbe a ricoprire il ruolo di ala sinistra, con Suso a destra e Piątek al centro. Tuttavia, seppur in carriera lo ha fatto, il croato sarebbe un’ala innaturale, molto più fisica del normale, ma meno scattante e con meno propensione per il cross. Tuttavia, proprio da quella fisicità potrebbero nascere dei vantaggi non indifferenti sulla sinistra e con Theo Hernández, che ha sempre dimostrato una certa propensione per l’attacco, si potrebbe creare un asse molto interessante.

Rebić è quindi un acquisto estremamente importante per il Milan, un colpo che serviva per rinforzare la rosa che aveva bisogno di un calciatore con la sua duttilità e le sue caratteristiche. Ora sarà tutto nelle mani di Giampaolo che dovrà disegnare la formazione più adatta alle esigenze della squadra e ovviamente toccherà anche al croato non deludere le aspettative.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram ufficiale dell’A.C. Milan

 

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Calcio Internazionale

L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Flash News

Il Barcellona è pronto a farsi avanti per Martinelli dell’Arsenal

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Il Barcellona sta preparando il colpo di gennaio per assicurare a Xavi un nuovo innesto in zona offensiva.

Il nome è quello di Gabriel Martinelli, attualmente in forza all’Arsenal. Il giovane talento brasiliano sta partecipando al mondiale in Qatar con la nazionale verdeoro e si sta mostrando una valida alternativa la davanti nonostante gli svariati fuoriclasse che ha il Brasile in attacco.

Per il classe 2001 questo è l’anno dell’esplosione definitiva, al momento in Premier League ha già collezionato 5 gol e 2 assist in 14 partite, ovvero la sua squadra parte 1-0 una partita su due.

Potrebbe quindi essere il profilo giusto per il Barcellona attualmente primo in classifica e con un’Europa League da vincere a tutti i costi.

 

 

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Flash News

Inzaghi esalta il Frosinone: “Per batterlo servirà la miglior Reggina”

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Scontro ad alta quota in Serie B, dove si affrontano Reggina e Frosinone. Nella conferenza della vigilia Filippo Inzaghi, tecnico dei calabresi, ha presentato così la sfida contro la capolista:

“A inizio ho sempre detto che Genoa, Cagliari e Parma hanno squadre superiori rispetto alle altre, ma non scopriamo il Frosinone. Noi siamo un po’ il Frosinone dello scorso anno. Hanno azzerato, hanno lottato e così si ritrovano ai vertici”.

Entrando nei particolari del match:

” A loro piace comandare la partita, esattamente come noi, credo che sarà una bella partita. Non mi preoccupo degli avversari, penso alla grande occasione che abbiamo davanti al nostro pubblico. Per vincere servirà la miglior Reggina“.

Ha poi parlato anche del possibile 11 titolare:

” Ci attendono due gare ravvicinate, 4-5 giocatori tra domani e il fine settimana li cambierò, ma ho ancora questa notte per pensarci. Menez? Ha lavorato bene e si merita quello che ha. Ho un gruppo fantastico, mi si spezza il cuore a lasciare qualcuno fuori“. Infine un’ultima battuta anche sulla classifica: “Si sta chiudendo il girone di andata e, nonostante qualche battuta d’arresto non mi sono mai scoraggiato. Servono solo stimoli ulteriori per mantenere la classifica che, se abbiamo, è perché ce la siamo meritata”.

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Salernitana, Iervolino a sorpresa: “Saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato”

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Salernitana

Ospite della trasmissione Si gonfia la rete su Radio CRC, è intervenuto il presidente della Salernitana Danilo Iervolino. Il patron dei campani, tra le varie domande, riportate da SalernoSport24, ha espresso il proprio parere sul cammino della squadra e sul campionato di Serie A.

Sulla Salernitana

“Non vorrei essere troppo mieloso, ma penso che il nostro campionato sia straordinario, ricordo che quando ero piccolo vi era un grande dislivello mentre oggi anche le squadre meno facoltose si scontrano a viso aperto con le prime della classe. Dobbiamo continuare su questa strada, cercando di ottenere punti anche con le big”.

Sul campionato

“Penso che non si debba perdere la concentrazione e l’impegno, e al riguardo la sosta sicuramente non avrà tale effetto. Le squadre che hanno fatto bene continueranno a fare bene. Noi saremmo contenti come Salernitana, di avviare il progetto della città della Sport a Salerno. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria cittadella dello sport salernitano. Non ci cambierebbe l’entusiasmo, arrivare decimi o dodicesimi, ci importa fare bel gioco e saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato“.

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