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A qualcuno piace Davis

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A qualcuno piace Davis

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Da quando Anthony Davis, tramite il suo agente Rich Paul, ha dichiarato di non voler rifirmare con i Pelicans a scadenza contratto (estate 2020), è diventato l’oggetto del desiderio di tutti i GM in NBA. Anche giustamente, dopotutto, dato il valore e l’età del giocatore in questione. Davis è un oggetto quasi unico nel panorama NBA in uno spot sempre più complicato da riempire con giocatori di talento, ancor peggio se parliamo di calibri All-Star. Abbiamo più meno capito in questi anni che tutti hanno un cartellino del prezzo attaccato addosso (meno che forse LeBron o Steph Curry), ma quello di Davis fino ad oggi è stato solo oggetto di supposizioni. Stiamo scoprendo in questi giorni quanto il GM di NOLA, Dell Demps, ha fissato l’asticella in alto per arrivare a scambiare il suo bigman. Tranne che per la situazione Los Angeles Lakers, non è trapelato moltissimo dalle altre squadre, forse per mancato interesse in questo esatto momento storico oppure per le richieste effettivamente elevatissime contro cui Magic Johnson ha già sbattuto la testa. L’ultima prima del (temporaneo?) “quit” dei Lakers è risultata essere Lonzo Ball, Kyle Kuzma, Brandon Ingram, Josh Hart, Ivica Zubac, Kentavious Caldwell-Pope e 2 prime scelte per Davis e il contrattone di Solomon Hill.

Woj ci spiega velocemente le idee di Demps in proposito:

Prezzo che Magic ha definito “oltraggioso”. Discorso che, a meno di ritorni di fiamma abbastanza improbabili, si riaccenderanno quest’estate ma con concorrenza più agguerrita, altri obiettivi in giro (Kawhi Leonard?) ed un Davis ufficialmente nel contract-year. Sarà anche da vedre come la strategia di Paul si evolverà dopo questa prima “mano”. Lo scoprire le carte sul futuro di Davis adesso non è casuale ma punta decisamente verso la destinazione Lakers.

Primo: scambiare adesso toglie di mezzo molti concorrenti potenzialmente interessati (Celtics per primi). Secondo: “spaventa” per quest’estate eventuali avventurieri che potrebbero smantellare tutto per uno ed un solo anno di Davis (papabili interessati potrebbero essere i Trailblazers). Anche lo stilare una lista di squadre con il quale arrivare ad un tacito accordo di rifirma segue questa linea. Attenzione particolare per i Celtics: non presenti nella “lista” di Davis, tacciati di scarsa fedeltà dal padre e con un Kyrie Irving che non contribuisce a rasserenare le acque con la questione del suo contratto. Proprio Kyrie al momento “impedisce” ai Celtics di proporre ai Pelicans qualsiasi trade condividento con Davis lo status contrattuale di Designated Player (a meno di scambiare lo stesso Irving ma stiamo andando sul fantabasket). I Celtics però hanno un potenziale pacchetto estremamente migliore di quello dei Lakers da proporre quest’estate, con Jayson Tatum, Jaylen Brown, Terry Rozier e scelte varie ancora a disposizione. Inoltre, Danny Ainge vorrebbe provare a trattenere Irving prendendo Davis e prendere Davis trattenendo Irving. Operazione piuttosto complessa e spietata da un punto di vista emotivo ma sostanzialmente fattibile. Viene spontaneo pensare che Demps stia cercando specificatamente un possibile talento generazionale come JT potrebbe essere. La fumata nera arrivata dalla deadline rimetterà tutti quanti in gioco.

Comunque i Lakers potrebbero tornare in gioco facendo sponda con i Suns. Se Lonzo Ball andasse in Arizona per aggiungere TJ Warren al pacchetto? Assist gentilmente offerto dal vulcanico LaVar Ball: “We want to be in L.A. But if he’s traded, I don’t want Lonzo in New Orleans. Phoenix is the best fit for him. And I am going to speak it into existence.” (“Vogliamo restate a L.A. Ma se deve essere scambiato, non voglio che finisca a NOLA. Phoenix è la miglior destinazione per lui. E succederà sicuramente”). I Suns guadagnerebbero un ball-handler e libererebbero spazio per Josh Jackson, i Pelicans un giocatore più funzionale al loro roster, comunque giovane e più portato ad aprire il campo. Potrebbere essere il centesimo che chiude l’Euro, anche se la sensazione è che Demps non stia a guardare tanto i giocatori quanto le scelte che vogliono tirare fuori i Lakers.

Probabilmente ci terremo questo rebus fino a quest’estate, anche perchè la deadline è ormai acqua passata. Per adesso le risposte risiedono nella testa di Demps, dovremo ormai aspettare qualche mese. Già si parla di un tacito accordo tra Ainge e Demps…

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Harden imita Beckham: vuole una stella per i suoi Houston Dynamo

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James Harden, cestista statunitense che ha vestito la maglia dei Philadelphia 76ers nell’ultima stagione, ha deciso di acquistare qualche tempo fa alcuni azioni degli Houston Dynamo. Harden ha trascorso ben nove anni in Texas e ha deciso quindi di investire sulla squadra di calcio di Houston che disputa la MLS. Ora, con l’arrivo di Lionel Messi all’Inter Miami di proprietà di David Beckham, il play americano sogna un colpo simile per la sua squadra. Ha infatti rilasciato recentemente alcune dichiarazioni a USA Today Sports: Cerchiamo un campione che venga a Houston. Sappiamo tutti quanto incredibile è Messi, che a Miami insieme alla sua famiglia si sta trovando bene. Anche noi cerchiamo qualcuno che venga nella nostra franchigia e siamo sicuri che lo troveremo. Non me ne occupo io direttamente, ma il club è al lavoro”.

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Clamoroso Lebron James, le sue parole sul possibile ritiro: “Ci devo pensare”

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Nella nottata italiana i Los Angeles Lakers di Lebron James sono stati battuti, e eliminati per 4 a 0, dai Denver Nuggets per 111-113. Lakers che non riescono a riaprire la serie e che manda i Nuggets alle Finals aspettando la vincente di Miami-Boston.

Oltre che per la sonora sconfitta sulle 4 partite, il mondo del NBA è rimasto scosso per le dichiarazioni di Lebron James nel post partita, che lasciano pensare ad un possibile ritiro:

“Ho molto su cui pensare a livello personale sulla possibilità di proseguire con il basket, devo riflettere a fondo”

Dichiarazioni bomba del 4 volte campione NBA, che nonostante abbia ancora 2 anni di contratto, con l’ultimo opzionale, non pare più cosi certo di voler continuare a calcare i parquet della NBA. L’idea a cui tutti pensavano era quelli che il “Re” avrebbe aspettato il draft del figlio Bronny, per giocare una stagione insieme a lui. Ha poi confermato alla domanda sul possibile ritiro ai microfoni di un giornalista ESPN.

Poco prima, sempre nella conferenza stampa post partita, si è espresso così su una domanda riguardante la sua visione sulla prossima stagione:

Vedremo cosa succede… non lo so. Non lo so. Ho molto a cui pensare a dire il vero. Personalmente, quando si tratta di basket, ho molto a cui pensare. Penso che sia andata bene, anche se non mi piace dire che è stato un anno di successo perché non sto giocando per nient’altro che vincere titoli in questa fase della mia carriera. Non mi diverto solo a fare una finale di Conference. L’ho giocata molte volte. E non è divertente per me non essere in grado di fare una finale di campionato”.

 

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Basket

[VIDEO] Finale di Basket islandese: parte un coro contro la Juventus

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Simpatico siparietto quello avvenuto sabato durante la finale Scudetto del campionato islandese di basket.
Durante un momento di pausa del match tra Valur Reykjavik e Tindastoll, lo speaker del palazzetto ha fatto partire la celebre canzone dei Ricchi e Poveri, “Sarà perché ti amo”.

Fino a qui nulla di strano, ma durante il ritornello, il pubblico si lancia nel celebre coro (di matrice milanista) contro la Juventus, proprio sulle note della canzone.

Un episodio che ha già fatto il giro del mondo e che ha strappato un sorriso a molti in Italia, anche ai tifosi bianconeri.

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Basket

Curry contro LeBron: sfavoriti a chi? Stanotte ritorna in scena il duello

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Non saranno le Finals del quadriennio 2015/2018, ma questa notte sarà di nuovo Steph Curry contro LeBron James. E la Lega già si infiamma, per la serie che questi due talenti potrebbero mettere in piedi.

Il primo guida ormai dal 2009 i Golden State Warriors, con cui ha vinto 4 anelli e segnato un’epoca. Il secondo si è legato con i Los Angeles Lakers nel 2018, laureandosi campione NBA per la quarta volta nella sua storia la stagione successiva.

I PRECEDENTI

Nel 2018 i Golden State Warriors di Curry, Thompson, Durant e Green hanno spazzato via i Cleveland Cavaliers di LeBron James nelle Finals con un nettissimo 4-0. Da un lato abbiamo, probabilmente, la squadra più forte della storia come quintetto titolare. Dall’altro lato un roaster in evidente fase calante che LeBron James, se non da solo quasi, ha trascinato alle Finals. Le sue ottave Finals NBA consecutive, tra Miami Heat e Cleveland Cavaliers.

Nonostante il risultato senza repliche, infatti, dalle parti di Cleveland, King James fu idolatrato come una divinità, quando a fine anno svestì la casacca della franchigia dell’Ohio. Il motivo di tale amore incondizionato del pubblico dei Cavs è dovuto al fatto che il primo addio, che a tutti è sembrato un vero e proprio tradimento, commercializzato all’inverosimile con “The Decision“, è stato ampiamente colmato. Nella sua seconda avventura ai Cavs, LeBron ha portato la squadra ad un livello superiore. E, soprattutto, ha portato a casa il primo anello della storia della squadra. Lo ha fatto con un’impresa degna di nota: prima e unica volta nella storia che una squadra in svantaggio di 3-1 in una serie di Finals è riuscito a ribaltare e vincere.

Quell’estate, LeBron ha lasciato la sua Cleveland e la Eastern Conference, per sbarcare ad Ovest, per la prima volta in carriera, a quasi 34 anni. Con la casacca gialloviola, LeBron ha subito scritto la storia, vincendo il titolo nel 2020 e, soprattutto, tenendo alto il nome di Kobe Bryant, leggenda e volto storico dei Lakers tragicamente scomparso nel gennaio dello stesso anno. Ma dal 2018, non ci sono più stati scontri in un play-off tra Steph Curry e LeBron James. Ci si è andati vicini, se si pensa che nella stagione 2020/21 le due squadre si sono affrontate in un play-in, in cui è stato il King ad avere la meglio.

Ma si tratta di una sfida facilmente oltrepassabile. In primis, perchè non è reputata parte della post-season. In secondo luogo, perchè è stata una sola gara disputata, non una serie.

COINCIDENZA DELLE STELLE

LeBron James è di Akron, Ohio. Per tutti ora è “Il King“, ma per anni è stato “Just a kid from Akron“. Un’etichetta nata per erssere dispregiuativa e limitante nei suoi confronti e che ora, invece, lui stesso sfoggia con orgoglio. Il ragazzo venuto dal niente, in possesso solo di un talento sconfinato, schiacciato dalle attese sin dal suo ingresso nella Lega a soli 18 anni. Ed ora diventato leggenda.

Ma se andassimo a leggere, invece, data e luogo di nascita di Steph Curry, ritroveremo un nome familiare. Anche in questo caso, Akron, Ohio.

Le due stelle più rappresentative del basket americano degli anni 2010, vincitori di 7 titoli complessivi su 1o disponibili tra il 2010 e il 2020 concittadini. Nati nello stesso ospedale di Akron, a poco più di 3 anni di distanza. Quando le stelle (in questo caso, in senso astronomico) decidono di dare alla luce altre stelle (ora parliamo di Curry e James), il risultato non può che essere esplosivo. Stanotte, dopo 5 anni dall’ultima volta, i due si guarderanno di nuovo negli occhi in una serie da dentro-o-fuori valida per i Play-off. Con la consapevolezza che solo uno dei due potrà andare avanti.

La cosa più ironica, però, è che i due fuoriclasse sono arrivati a questa sfida scollandosi l’etichetta di chi li dava come “sfavoriti“. Memphis Grizzlies (avversari dei Los Angeles Lakers) e Sacramento Kings (avversari dei GSW) avevano dalla loro un miglior piazzamento in regular season e sembravano favoriti, con una eventuale Gara 7 in casa. Per i Grizzlies questa Gara 7 non si è neanche giocata. Curry, invece, ha letteralmente vinto quella giocata contro i Kings, con la migliore prestazione della storia in termi di punti segnati (50) in una Gara 7.

Da stanotte saranno l’uno contro l’altro, in una sfida che si prospetta già elettrica e piena di colpi di scena.

TUTTO SU SKY

La diffusione dell’NBA in Italia, ormai da anni, è governata da SKY. Su SkySport NBA (ed in streaming su NOW) sarà possibile assistere alle prime quattro gare in diretta e in replica. Si inizia stanotte alle 4:00 ora italiana.

Gara 1

LIVE nella notte tra martedì 2 e mercoledì 3 maggio ore 04:00

Repliche mercoledì 3 maggio ore 11:00, 14:00, 19:30 e 22:45

Gara 2

LIVE nella notte tra giovedì 4 e venerdì 5 maggio ore 03:00

Repliche venerdì 5 maggio ore 11:00, 14:00, 19:30 e 22:45

Gara 3

LIVE nella notte tra sabato 6 e domenica 7 maggio ore 02:30

Repliche domenica 7 maggio ore 14:00 e 19:30

Gara 4

LIVE nella notte tra lunedì 8 e martedì 9 maggio ore 04:00

Repliche martedì 9 maggio ore 11:00, 14:00, 19:30 e 22:45

Eventuali gara 5, gara 6 e gara 7 verranno comunicate in seguito.

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