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Apologia della concretezza

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Juve

Cinismo, concretezza, organizzazione, cattiveria. Tante caratteristiche simili, ma non identiche, le quali hanno un unico comune denominatore: la Lazio di Simone Inzaghi. Il tecnico laziale ha dimostrato, e continua a dimostrarlo domenica dopo domenica, di aver creato una squadra forte, pericolosa e, mai come ora, veramente ambiziosa.

La Lazio di Simone Inzaghi gioca un calcio semplice, concreto, ma non per questo meno spettacolare e appariscente rispetto a quello (ad esempio) del suo collega Sarri. Ogni giocatore sa perfettamente quello che deve fare in ogni momento della gara: ogni movimento, ogni passaggio, ogni scalata. Tutto è curato al minimo dettaglio.

IL RAGGIUNGIMENTO DELLA PERFEZIONE

La cronistoria laziale degli ultimi due anni ci racconta di un progressivo ed incessante miglioramento sotto tutti i punti di vista. Prima di tutto quello tattico, il quale si è rivelato decisivo in termini di risultato. Inzaghi infatti era approdato sulla panchina laziale con un’idea di calcio ben chiara: un 4-3-3 solido, ma allo stesso tempo imprevedibile in fase offensiva. La compattezza offerta (al tempo) da Biglia, Milinkovic-Savic e Parolo si completava magnificamente con la velocità ed esplosività di Keita, Felipe Anderson e Immobile.

Però, dopo una serie di infortuni e qualche gol subito di troppo, Inzaghi aveva deciso poi di stravolgere la propria idea iniziale, proponendo un inedito, ma quantomai sorprendente 3-5-2. Mai scelta fu più azzeccata, e da quel momento in poi la difesa a 3 divenne parte integrante del sistema di gioco laziale. Giustamente quest’anno Inzaghi ha deciso di riconfermare questa soluzione tattica, che gli permette di sfruttare al meglio la dinamicità dei propri centrocampisti. Il 3-5-2 proposto dal tecnico piacentino si fonda su un dogma fondamentale ed imprescindibile: l’attacco degli spazi. Che essi siano centrali o laterali poco importa: tutti hanno l’obbligo di attaccare lo spazio davanti a sé.

BISOGNO DI SOLIDITÀ

Il grande passo in avanti compiuto dalla Lazio di Simone Inzaghi riguarda principalmente la fase difensiva. Il passaggio alla difesa a 3, sostenuta dai due esterni di centrocampo e dall’uomo davanti alla difesa, ha regalato ai biancocelesti una maggiore solidità. L’uomo chiave è senza dubbio Stefan De Vrij, che sa come gestire entrambe le fasi di gioco. Alla sua destra Inzaghi, ad oggi, ha alternato Wallace, Bastos e Patric, mentre a sinistra Radu è imprescindibile.

La chiave della fase difensiva laziale è l’aggressività. Il pressing laziale, oltre ad essere veramente incisivo, è estremamente organizzato. Tant’è che i primi difensori della squadra di Inzaghi sono i due attaccanti più uno dei due interni di centrocampo, spesso e volentieri Milinkovic-Savic. In fase di non possesso infatti il serbo si alza vicino a Luis Alberto, trasformando la Lazio in un 3-4-2-1. In questo modo si forma una specie di triangolo all’altezza della trequarti avversaria, che permette ai tre giocatori offensivi laziali di marcare i due centrali difensivi e il centrocampista centrale. In sostanza quindi, questo posizionamento non consente alla squadra avversaria di cominciare facilmente l’azione dal basso.

Il triangolo formato da Milinkovic, Luis Alberto e Immobile

Contro il Sassuolo Luis Alberto usciva in zona palla su Acerbi, Immobile copriva il passaggio su Cannavaro, mentre Milinkovic-Savic si alzava su Missiroli per impedire la giocata al regista.

Anche qualche metro più indietro la Lazio dimostra di basare sul pressing e sull’occupazione di spazi ravvicinati il proprio credo difensivo. Quando le squadre avversarie giocano a due punte o con attaccanti che si muovono in spazi brevi, allora tutti e tre i centrali difensivi marcano a uomo e la copertura è garantita dagli esterni bassi. Quando invece gli attaccanti avversari si muovono lontani l’uno dall’altro allora De Vrij si sposta come un tergicristallo in orizzontale pronto a coprire i propri compagni di reparto.

L’incredibile pressione della Lazio che porta tutti i propri giocatori di movimento in pochissimi metri di campo

Questa filosofia difensiva ha portato vantaggi non indifferenti: da un lato i tre difensori possono contare su una copertura maggiore da parte del proprio centrocampo, cosa che con il 4-3-3 era più difficile da realizzare, dall’altro gli stessi difensori possono mettere in mostra, e quindi esaltare, le proprie caratteristiche di puri marcatori.

UNA VITA DI INSERIMENTI

Se giochi alla Lazio e fai l’interno di centrocampo, allora saprai che sarai costretto ad una vita di inserimenti. Su e giù per il binario di centrocampo, pronto ad aiutare l’attacco e allo stesso tempo a dare manforte alla difesa. Parolo e Milinkovic-Savic possiedono le caratteristiche perfette per ricoprire questo ruolo: entrambi hanno la gamba e la resistenza per potersi inserire con continuità, inoltre grazie alle loro capacità sul gioco aereo possono anche rendersi pericolosi in zona gol. Inzaghi, nel suo 3-5-2, pretende che sia Luis Alberto, quando agisce da seconda punta, ad uscire dalla trequarti avversaria per prendere la palla, dando così la possibilità a Parolo da una parte e Milinkovic dall’altra di inserirsi.

 

Parolo si inserisce in sovrapposizione a Marusic, mentre Luis Alberto si abbassa

Già dopo pochi minuti di gioco Parolo si è inserito arrivando all’altezza di Immobile, mentre contemporaneamente Luis Alberto si è abbassato a livello dei centrocampisti.

Addirittura dopo 52 secondi sono Parolo e Milinkovic a riempire l’area di rigore, con Luis Alberto che si abbassa sulla trequarti

In fase offensiva Parolo e Milinkovic-Savic non hanno un ruolo primario nel possesso palla o nel gestire il pallone. Il loro compito primario è quello di creare densità nell’area avversaria, sfruttando la loro abilità nelle palle alte. È invece Luis Alberto che deve abbassarsi per aiutare la squadra nel fraseggio con la sua qualità tecnica.

COPPIA INEDITA

La coppia meno preventivabile di tutto il campionato, è quella che sta meglio giocando in questa prima parte di stagione. Se Immobile doveva sì essere uno dei protagonisti dell’attacco biancoceleste, Luis Alberto non si presentava alla stagione 2017-2018 con queste aspettative. L’ex Deportivo La Coruna era stato utilizzato poche volte lo scorso campionato e sembrava destinato a diventare uno di quegli oggetti da lasciare nel dimenticatoio. In realtà lo spagnolo ha saputo trovarsi lo spazio nello scacchiere di Inzaghi. Da seconda punta Luis Alberto infatti riesce ad agire da collante tra il centrocampo e l’attacco (cioè Immobile), rendendo possibili gli inserimenti di tutti gli altri giocatori. Lo stesso Immobile riesce a giovare da questa situazione, in quanto i movimenti ad uscire dall’area di rigore di Luis Alberto permettono all’italiano di avere più spazio a disposizione da attaccare.

Parolo lancia in profondità Immobile, che dopo l’uno contro uno con Musacchio serve Luis Alberto a rimorchio

Il gol del 4-0 contro il Milan mostra inesorabilmente come Immobile riesca a fare reparto da solo quando la sua squadra è in vantaggio. In questo caso eravamo sul punteggio di 3-0 e ovviamente il Milan era riversato in avanti alla ricerca del gol che potesse riaprire il match. Ad Immobile è bastato un pallone lanciato in profondità da Parolo per trasformarlo in oro. L’ex attaccante del Siviglia, quando lanciato in campo aperto, diventa imprendibile, e allo stesso modo anche l’apporto di Luis Alberto diventa importante. Lo spagnolo infatti sul lancio di Parolo si trova a pochi metri dal centrocampo, ma intuisce subito che il proprio compagno d’attacco potrà arrivare sulla palla e si butta verso l’area di rigore per ricevere l’assist e depositare in rete.

La Lazio gioca un calcio semplice, fatto di inserimenti senza palla e di ampiezza. Inzaghi ha saputo trasformare una rosa con molta qualità e tante aspettative in una macchina concreta e cinica. In sostanza il tecnico piacentino ha saputo mettere tutti al loro posto senza pensare a stravolgimenti o schemi tattici bizzarri. Perché essere concreti e cinici nel calcio vuol dire tanto: Inzaghi e la sua Lazio lo sanno bene.

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Flash News

Cristiano Ronaldo in dubbio per la Corea del Sud: l’annuncio di Fernando Santos

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Portogallo

Dopo l’ufficialità del Mondiale finito per Nuno Mendes, il Portogallo è in ansia per le condizioni di Cristiano Ronaldo. L’asso portoghese, infatti, è in dubbio per la gara contro la Corea del Sud, match valevole per la terza ed ultima giornata del girone H dei Mondiali. Ad annunciarlo è stato il ct del Portogallo, Fernando Santos: “Non so nemmeno se è al 50%. Vedremo se si allenerà normalmente“. 

Fernando Santos non ha, però, specificato quale sia il problema di Cristiano Ronaldo, sceso in campo da titolare nelle precedenti due partite di questo Mondiale. Il Portogallo è già sicuro del passaggio del turno e ha un buon margine in termini di differenza reti sul Ghana, impegnato contro l’Uruguay. La sensazione è che non verranno corsi rischi, in modo da avere CR7 per gli ottavi di finale.

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Calciomercato

Buone notizie per l’Inter: Thuram ha deciso il suo futuro

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Inter, Marcus Thuram è il primo obiettivo

Impegnato attualmente al Mondiale con la Francia, Marcus Thuram è da settimane al centro di insistenti voci di mercato. La squadra italiana che sta pensando di più all’attaccante del Borussia Mönchengladbach è l’Inter, che sta visionando il figlio di Thuram da almeno due anni. Come riportato da Calciomercato.com, Piero Ausilio avrebbe incontrato a Doha uno dei rappresentanti dell’attaccante francese per esporre quello che è il progetto nerazzurro.

Nell’incontro è emersa un’importante volontà di Thuram, cioè quella di lasciare il Borussia Mönchengladbach a giugno, quando scadrà il proprio contratto. Ciò significa che chi vorrà il francese potrà metterlo sotto contratto a parametro zero, senza negoziare con il club tedesco.

Thuram non ha ancora deciso quale sarà la sua meta futura. In Italia si è parlato anche di un interessamento della Juventus. Occhio inoltre al Bayern Monaco, sempre attento sul mercato interno, e alle sirene della Premier League.

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Pronostico Giappone-Spagna, statistiche e consigli per la partita

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Giappone-Spagna, pronostici, statistiche e consigli per questa gara

PRONOSTICO GIAPPONE-SPAGNA- Il Mondiale continua a regalare emozioni. Questa sera, alle ore 20:00, andrà in scena allo stadio Al-Bayt Giappone-Spagna, partita decisiva del Gruppo E ai fini della qualificazione agli ottavi di finale della competizione. Sarà un incontro dallo spettacolo assicurato dove entrambe le squadre faranno di tutto per portare a casa la vittoria.

GIAPPONE-SPAGNA, LO STATO DI FORMA DELLE DUE SQUADRE

Il Giappone, nonostante abbia perso contro ogni pronostico la sfida contro la Costa-Rica per 0-1, è ancora padrone del proprio destino. In caso di vittoria contro la Spagna, i nipponici otterrebbero aritmeticamente la qualificazione alla fase successiva della competizione. Quella di questa sera sarà una delle partite più importanti della storia della Nazionale del Sol Levante: Giappone-Spagna rappresenta un’occasione da non fallire.

La Spagna, invece, si trova al comando del Gruppo E con quattro punti. I ragazzi, allenati da Luis Henrique, non hanno ancora ipotecato il discorso relativo al passaggio del turno, nonostante abbiano dimostrato nelle prime due partite di essere una delle squadre che hanno convinto maggiormente. Per le furie rosse la vittoria dovrà essere un imperativo questa sera in modo da evitare brutte sorprese. Il ct spagnolo affiderà a Morata le chiavi dell’attacco, in quanto è l’uomo più in forma della Roja.

STATISTICHE GIAPPONE-SPAGNA

Giappone-Spagna è una partita che, ai nastri di partenza, si presenta molto affascinante. Questa sfida somiglia più a uno scontro tra culture, continenti e ideologie calcistiche differenti; gli ingredienti per poter assistere a un grande incontro ci sono tutti.

Nella storia, le due Nazionali si sono affrontate solo in un’unica occasione. La Spagna ha vinto l’unico precedente contro il Giappone in amichevole: gli iberici si sono imposti per 1-0 nell’aprile 2001.

Inoltre, le furie rosse non hanno mai perso in cinque precedenti contro avversarie asiatiche ai Mondiali (tre vittorie, due pareggi), anche se è stata eliminata ai rigori dalla Corea del Sud nei quarti di finale della rassegna iridata del 2002.

PRONOSTICO GIAPPONE-SPAGNA

Secondo i bookmakers italiani, la Spagna parte nettamente favorita ai nastri di partenza. La quota della vittoria attribuita agli spagnoli è pari a 1.42 rispetto alla quota affibiata ai nipponici (7.80); il pareggio è, invece, quotato a 4.70.

Il nostro consiglio per la sfida di questa sera è la giocata “2+UNDER 3.5” a 2.00.

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Calcio Internazionale

Le formazioni ufficiali di Croazia-Belgio e Canada-Marocco

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Belgio

Oggi alle 16 si apre l’ultimo turno del gruppo F di Qatar 2022. Il girone si presenta a dir poco equilibrato, con tre squadre nell’arco di un punto, pronte a giocarsi fino all’ultimo secondo la possibilità di qualificarsi agli ottavi di finale. In questo momento al primo posto c’è la Croazia con 4 punti, insieme al Marocco, seconda solo per differenza reti. Il Belgio è al terzo posto dal basso dei suoi 3 punti. Infine, c’è il Canada, già eliminato.

FORMAZIONI UFFICIALI CROAZIA-BELGIO

CROAZIA (4-3-3): Livakovic; Juranovic, Lovren, Gvardiol, Sosa; Modric, Brozovic, Kovacic; Kramaric, Livaja, Perisic. CT: Dalic

BELGIO (3-4-2-1): Courtois; Castagne, Alderweireld, Vertonghen; Meunier, Dendoncker, Witsel, Carrasco; De Bruyne, Trossard; Mertens. CT: Martinez

FORMAZIONI UFFICIALI CANADA-MAROCCO

CANADA (3-4-3): Borjan; Johnston, Vitoria, Miller; Hoilett, Osorio, Kaye, Adekugba; Buchanan, Larin, Davies. CT: Herdman

MAROCCO (4-3-3): Bounou; Hakimi, Saiss, Aguerd, Mazraoui; Ounahi, Amrabat, Sabiri; Ziyech, Boufal, En-Nesyri. CT: Regragui

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