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Argentina-Francia, la partita del secolo

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Argentina-Francia, la partita del secolo

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Argentina

Un mese ogni quattro anni mettiamo da parte le rivalità sportive e assistiamo a una stupefacente competizione sportiva. Nonostante le polemiche che hanno accompagnato l’edizione di Qatar 2022, l’ultimo atto ha offerto uno spettacolo memorabile. La finale tra Argentina e Francia è l’incontro  che ci aspettavamo in un Mondiale illegittimo.

Una partita indimenticabile per gli anni avvenire e, come Italia-Germania Ovest, uno spettacolo donato ai posteri. Gli spettatori hanno assistito, sospesi tra l’incredulità e l’ammirazione, al match del secolo.

IL PREPARTITA

Il pallone di Qatar 2022 si chiama Al Rihla, ossia “Il viaggio”, come quello che una banda di valorosi eroi, a bordo della nave Argo, hanno intrapreso alla ricerca del vello d’oro. Tuttavia, a dispetto di Giasone, Messi è il capitano di una sfortunata ciurma di maestranti.

Le squadre scendono in campo e i riflettori sono sui fuoriclasse delle rispettive nazionali. Alla vigilia dell’incontro mister Deschamps ha bacchettato chi preannunciava un confronto tra i due numeri dieci.

È il momento degli inni nazionali: gli argentini giurano con gloria di morir per l’Albiceleste e Les Bleus, per la gran parte oriundi, intonano un’ode alla patria.

L’Argentina si schiera con il 4-4-2 con Di Maria largo a sinistra come ala dal piede invertito e in attacco la coppia di centravanti composta dall’araña e la pulga. La Francia gioca con il 4-2-3-1 con il tridente composto da Mbappè, Dembelé e Giroud con alle spalle Griezmann.

LA TATTICA

Il Fideo gioca come ala mancina, ma in fase offensiva si stacca e si inserisce come esterno sinistro. Messi agisce come trequartista dietro a Julian Alvarez e infila per le sovrapposizioni del numero 11.

Theo Hernandez si disunisce dal reparto difensivo e detta la linea di passaggio. Tra i centrali di difesa Varane è il giocatore dal piede più educato e con disinvoltura imposta la manovra.

Tchouameni si scolla dal ruolo di centrale per ricercare la giocata del primo portatore di palla. Griezmann, in fase di copertura, lì dove la Francia non ha terzino di ruolo, ricopre la posizione di tornante destro al posto di Koundè. Grizou, quando è in spinta, sfila sulla corsia destra per liberare Dembelé sulla trequarti campo.

Molina, sebbene sia un terzino di spinta, resta arroccato nel ruolo di tornante destro. A scalare su Theo Hernandez è De Paul, il quale dialoga con Messi e il compagno di reparto Mac Allister. Il centrale del Benfica  è meno dinamico, ma non per questo meno incisivo. Enzo Fernandez disputa una partita ordinata in fase di regia, ma all’occorrenza si riversa in avanti.

LA PARTITA

Una costante dei primi minuti di gioco è Di Maria che, come esterno a piede invertito, fa vedere i sorci verdi alla difesa francese. Dembelè si trova malauguratamente nella posizione di Griezmann e ferma irregolarmente il Fideo in area di rigore.

La folla è con il fiato sospeso in attesa del tiro dagli undici metri. Ne ha segnati tanti in carriera, ma si tende sempre a ricordare gli errori. La Pulga deve redimersi dal misfatto della Copa America del 2016. Il numero dieci chiude gli occhi e va alla conclusione.

Dodicesima rete in un Mondiale con l’Argentina la sesta in questa edizione. Prima di lui nessuno aveva segnato in tutte le fasi della competizione. Il migliore marcatore della storia dell’Albiceleste in questo torneo.

Molina in uscita di testa per Mac Allister il quale, in triangolazione con Messi, riceve la palla in velocità. Assist disegnato per Di Maria il quale, con gli occhi offuscati dalle lacrime, scavalca Lloris. Il numero undici si lascia andare a pianto disperato che non avrà fine sino al termine della partita.

L’Argentina è entrata in campo, ma la Francia no e Deschamps interviene con i cambi. Escono un indolente Dembelé e Giroud ed entrano Thuram e Kolo Muani.

Nella ripresa il cambio del Fideo, sostituito da Acuña, viene accompagnato dagli applausi scroscianti di migliaia di tifosi. Dà la mano a chiunque gli tenda la propria in segno di incoraggiamento o ringraziamento.

Quando l’esito della partita sembrava ormai indirizzato verso una vittoria tranquilla dell’Argentina, un pallone in profondità per Kolo Muani cambia le sorti del match. Il centravanti dell’Entraicht di Francoforte anticipa un disattento Otamendi che gli frana addosso in area di rigore. Mbappè segna dal discetto e due minuti più tardi, su servizio di Thuram, tira fuori dal cilindro una giocata strepitosa. Emiliano Martinez ci arriva, ma il tiro è talmente forte che gli buca le mani. Messi, ripreso dalla videocamera, ha un sorriso beffardo in volto. Sembrava fatta, ma adesso la strada è ancora in salita.

Walter Samuel, collaboratore tecnico dell’Albiceleste, dà indicazione ai neoentrati Paredes e Lautaro Martinez. Quattro anni fa, ospite dei salotti della televisione italiana, piangeva per l’eliminazione della sua Nazionale, ma ora è in piena lotta per la vittoria finale.

Nei tempi supplementari una combinazione tra Mac Allister e Messi innesca il Toro in area di rigore, il quale conclude verso la porta, ma viene murato da Upamecano e sulla ribattuta, malgrado la conclusione al volo di Montiel, Varane mette in calcio d’angolo.

La partita sembra ricalcare i contorni della finale del 2014 quando un nerazzurro, il Trenza Palacio, nonostante una grande occasione, non fu in grado di segnare la rete del vantaggio.

Nel secondo supplementare il Toro calcia addosso a Lloris e sulla ribattuta si avventa Messi che segna il gol del 3-2. Di Maria piange in panchina e onestamente non possiamo dargli tutti i torti.

La Francia reagisce. Corner da destra, la palla finisce sul destro di Mbappè che tira sul gomito di Montiel. Altro calcio di rigore realizzato dal numero dieci che sale a quota 11 e diviene, dopo Jeoff Hurst nel 1966, il primo giocatore a segnare una tripletta in un Mondiale.

Alla vigilia di questa sfida il Mudu aveva preannunciato che avrebbe difeso con i denti la sua porta. Anni prima aveva visto l’Argentina dagli spalti e, accompagnato dal fratello, aveva ripromesso che avrebbe difeso i pali della Nazionale. A tempo scaduto Kolo Muani tira in direzione di Emiliano Martinez che fa una parata di puro istinto con il piede sinistro.

Dai tiri dagli undici metri gli argentini mantengono i nervi saldi e Les Bleus vengono irrisi dai gesti provocatori del portiere avversario. Montiel va dal dischetto e realizza con freddezza il rigore deciso e, avvolto dagli abbracci dei compagni di squadra, si lascia andare a un grido di gioia.

LA FESTA

In finale di Brasile 2014 ti eri abbandonato a un lago di lacrime. Sapevi di non avere fatto abbastanza per meritare questa Coppa. La tua ossessione da quando vesti i colori dell’Albiceleste. Perché sopra di te c’è solo il cielo e nel firmamento c’è El Diez.

Lionel Andrés Messi Cuccitini è un hombre del pueblo che, come direbbe il grande escluso Karim Benzema, juega para la gente que sabe de futbol.

Ammantato del velo qatarino come un supereroe. Adesso nell’empireo ci sono due stelle e la terza l’hai cucita sulla divisa della Nazionale.

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Dove vedere Salernitana-Juventus in tv e streaming

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Dove vedere Salernitana-Juventus

DOVE VEDERE SALERNITANA-JUVENTUS IN TV E STREAMING – Prosegue la 21ª giornata di Serie A. Martedì la Salernitana sfiderà la Juventus: il fischio d’inizio è previsto per le 20:45 presso lo stadio Arechi di Salerno. Ecco dove vedere Salernitana-Juventus!

SALERNITANA-JUVENTUS: COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE?

La Salernitana è reduce da una vittoria fuori casa per 2-1 contro il Lecce. I granata arriveranno alla sfida contro la Juventus con 21 punti e un 16º posto in classifica. Cercheranno una vittoria che permetterebbe loro di scavalcare la Juventus, distante solo due lunghezze.

La Juventus, che occupa stabilmente la 13ª posizione in classifica, sfiderà la Salernitana con 23 punti. Vincere domenica permetterebbe ai ragazzi di Allegri di raggiungere l’Empoli al decimo posto, in attesa delle altre sfide in programma nelle prossime ore.

Sarà la seconda sfida stagionale tra le due compagini. La prima, a settembre, è terminata 3-3 tra le polemiche per la rete annullata a Milik per fuorigioco.

DOVE VEDERE SALERNITANA-JUVENTUS IN TV E STREAMING

Il match tra Salernitana e Juventus, valevole per la 21ª giornata di Serie A, sarà visibile a partire dalle ore 20:45 di martedì 7 febbraio su DAZN, attraverso l’applicazione o accedendo dal browser. In alternativa, per gli abbonati a Sky, la sfida sarà visibile su Zona DAZN, canale 214.

SALERNITANA-JUVENTUS: PROBABILI FORMAZIONI

Davide Nicola dovrebbe schierare un 4-4-2. Ochoa tra i pali, con i difensori Sambia, Troost-Ekong, Bronn e Bradaric. Centrocampo a quattro formato da Candreva, Coulibaly e Vilhena. Sfida dell’ex per Hans Nicolussi Caviglia. Tandem d’attacco Piatek-Dia.

La Juventus, invece, disputerà il match con un 3-4-2-1. Difesa a tre con Danilo, Bremer e Alex Sandro. Szczesny tra i pali. Cuadrado, Locatelli, Rabiot e Kostic a centrocampo. In attacco, Di Maria e Chiesa alle spalle di Vlahovic.

SALERNITANA (4-4-2): Ochoa; Sambia, Troost-Ekong, Bronn, Bradaric; Candreva, Coulibaly, Nicolussi Caviglia, Vilhena; Piatek, Dia. All. Nicola

JUVENTUS (3-4-2-1): Szczesny; Danilo, Bremer, Alex Sandro; Cuadrado, Locatelli, Rabiot, Kostic; Di Maria, Chiesa; Vlahovic. All. Allegri

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Ricci ha preso le redini del centrocampo del Torino

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Ricci

Nell’attuale stagione la rosa del Torino ha subìto dei bruschi ridimensionamenti, in primis nel ruolo della prima punta, in cui i granata son rimasti orfani di Belotti, e in secondo luogo sulla mediana, soprattutto dopo il caos legato ai malumori e ai mal di pancia di Lukic.

Proprio per questo Juric si è visto costretto a reinventare la sua squadra, e dalla terra arida del centrocampo del Toro il talentuoso tecnico ex Verona ha tirato fuori un diamante grezzo ma di inestimabile valore: Samuele Ricci.

Il centrocampista classe 2001 ha fin da subito preso in mano le redini del centrocampo, dispensando estro e geometrie di livello.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Parliamo di un regista con tecnica e visione di gioco, con la tendenza a scardinare le linee avversarie con focose progressioni palla al piede.

Il gioiello ex Empoli, fucina tra l’altro di talenti di altissimo livello, mischia una qualità eccelsa che gli permette anche di osare vari uno contro uno (anche in zone del campo proibitive) a una quantità e una tenacia da centrocampista roccioso.

Non disdegna il tiro da fuori, fattore che più volte lo ha portato a risolvere partite difficoltose con prodezze balistiche di gran fattura.

COME HA INCISO JURIC SUL CALCIATORE?

Il talento, senza un allenatore che sappia valorizzarlo e far sì che possa essere espresso è nulla, e a Samuele Ricci non poteva capitare allenatore migliore di Juric. L’allenatore croato ha inciso e continua a incidere profondamente sulla crescita del talento azzurro, sia dal punto di vista caratteriale che da quello tecnico/tattico.

Il Samuele Ricci visto a Torino è un centrocampista molto più dinamico, fisico e intenso rispetto a quello di Empoli, che ha abbandonato la sua classica posizione di regista davanti alla difesa per diventare essenzialmente un tuttocampista. Dà spesso l’impressione, infatti, di agire ovunque e di impattare in qualsiasi zona del campo, caratteristica che deriva chiaramente da una forgiatura fisica e tattica di stampo fortemente juriciano.

Per quanto conservi il suo ruolo da regista, grazie al lavoro del condottiero croato Ricci ha acquisito anche la licenza di offendere e di supportare la manovra offensiva: lo si vede infatti molto spesso inserirsi e riempire l’area di rigore avversaria, esempio lampante il gol segnato in semi-acrobazia contro l’Empoli, al termine di una prestazione da giocatore chiaramente sopra la media.

Il gioiello toscano è diventato il cuore pulsante del centrocampo granata, e pian piano si sta riservando dello spazio anche nell’Italia di Mancini, rosa che ha notevolmente bisogno di gioventù e modernità nel suo centrocampo.

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Dove vedere Verona-Lazio in tv e streaming

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Dove vedere Verona-Lazio

DOVE VEDERE VERONA-LAZIO IN TV E STREAMING – Finalmente è tornata la Serie A, con la 21ª giornata protagonista. Lunedì il Verona sfiderà la Lazio: il fischio d’inizio è previsto per le 18:30 presso lo stadio Marcantonio Bentegodi di Verona.

VERONA-LAZIO: COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE?

Il Verona è reduce da un pareggio interno per 1-1 contro l’Udinese. Gli scaligeri arriveranno alla sfida contro la Lazio con un bottino di 13 punti e un 18° posto in classifica. Vincere contro la Lazio proietterebbe i gialloblù momentaneamente a -3 dalla zona salvezza.

La Lazio, che occupa stabilmente la 4ª posizione in classifica, si appresta a sfidare il Verona con 38 punti. Vincere domenica permetterebbe ai ragazzi di Sarri di scavalcare nuovamente in classifica la Roma e raggiungere la terza posizione, alle spalle di Inter e Napoli.

Sarà la seconda sfida stagionale tra le due compagini. La prima, a settembre, ha dato esito positivo per la Lazio, che ha trionfato 2-0.

DOVE VEDERE VERONA-LAZIO IN TV E STREAMING

Il match tra Verona e Lazio, valevole per la 21ª giornata di Serie A, sarà visibile a partire dalle ore 18:30 di lunedì 5 febbraio su DAZN e su Zona DAZN, canale 214 di Sky. In alternativa, sarà visibile anche su televisori non smart, dotandosi di un TIMVISION BOX, un dispositivo Google Chromecast, Amazon Fire TV Stick o di una console da gioco.

VERONA-LAZIO: PROBABILI FORMAZIONI

Il Verona dovrebbe scendere in campo con un 3-4-2-1. Montipò tra i pali, che sarà assistito dai difensori Dawidowicz, Hien e Ceccherini. Centrocampo a quattro formato da Depaoli, Tameze, Sulemana e Lazovic. Lasagna e Braaf alle spalle della punta Djuric.

La Lazio, invece, disputerà il match con un 4-3-3. Difesa a quattro formata da Lazzari, Casale, Romagnoli e Marusic con Provedel tra i pali. Milinkovic-Savic, Cataldi e Luis Alberto a centrocampo. Tridente d’attacco formato da Pedro, Felipe Anderson Zaccagni.

HELLAS VERONA (3-4-2-1): Montipò; Dawidowicz, Hien, Ceccherini; Depaoli, Tameze, Sulemana, Lazovic; Lasagna, Braaf; Djuric. All: Zaffaroni

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Milinkovic-Savic, Cataldi, Luis Alberto; Pedro, Felipe Anderson, Zaccagni. All: Sarri

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Calcio Internazionale

Chi è Buchanan, la stella canadese che piace all’Inter

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Chi è Buchanan

CHI È BUCHANAN – Tajon Buchanan è un giovane talento del calcio che sta facendo parlare di sé in tutto il mondo. Con la sua velocità, la sua tecnica e il suo fiuto per il gol, questo attaccante classe 1999 sta attirando l’attenzione di molte squadre importanti. In questo articolo esploreremo la carriera di Buchanan e analizzeremo il suo stile di gioco, nonché le sue prospettive future.

UN’ALA DUTTILE PER CLUB E NAZIONALE

Buchanan è un esterno d’attacco, in grado di giocare come ala sia a destra che a sinistra. Tuttavia, spesso è stato schierato anche in posizione più arretrata come esterno di centrocampo. È anche molto rapido palla al piede. Tra i suoi punti di forza c’è il dribbling.

I PRIMI ANNI IN CANADA E NEGLI USA

Tajon Buchanan nasce il l’8 febbraio 1999 a Brampton, in Ontario. Ben presto entra a fare parte del settore giovanile del Mississauga Falcons. Nella stagione 2014/15 si trasferisce negli Stati Uniti, dove veste la maglia del Real Colorado.

Nelle Foxes resta fino alla stagione 2017/18, quando viene ingaggiato dal Syracuse, club dell’omonima università statunitense. Nel corso della stessa sessione di mercato, però, viene girato in prestito ai canadesi del Sigma. Dopo una stagione in prestito, fa ritorno al Syracuse, dove resta per un’altra stagione. L’anno successivo, nel 2018, attraverso il draft viene ingaggiato dalle giovanili del New England Revolution, club della Major League Soccer. Nel 2019, all’età di 20 anni, ha esordito in prima squadra e ha dimostrato subito di essere un giocatore di talento, segnando diversi gol e fornendo molti assist. Le sua prestazione gli sono valse il premio di “Rising Star” della MLS e ha attirato l’attenzione di molte squadre europee. Con la maglia degli statunitensi, con cui gioca fino a gennaio 2022, sigla 12 reti in 67 presenze complessive.

LO SBARCO IN EUROPA

A gennaio 2022, Buchanan ha firmato un contratto con il Club Brugge, uno dei club più importanti del Belgio, e ha continuato a giocare ad alto livello segnando reti e fornendo assist. La sua abilità nell’elaborare il gioco e la sua rapidità gli hanno permesso di diventare una delle stelle del club e di attirare ancora di più l’attenzione di squadre europee di alto livello. Fino ad ora, con la maglia dei belgi, Buchanan ha già messo a segno 2 reti in 34 presenze.

Inoltre, Buchanan è entrato stabilmente a fare parte della nazionale canadese, dove ha già segnato diversi gol. Inoltre, ha giocato un ruolo importante nella formazione anche ai Mondiali in Qatar. Con il suo talento e il suo potenziale, molti esperti di calcio ritengono che Buchanan abbia un futuro brillante davanti a sé e che possa diventare uno dei giocatori più importanti del calcio internazionale.

L’INTERESSE DELL’INTER

Nel corso dell’ultima sessione di mercato, Buchanan sembrava ad un passo dal trasferimento in Serie A dopo le ottime prestazioni ai Mondiali. Erano diverse le squadre interessate al suo cartellino, tra cui Juventus, Milan e Napoli. Il club più vicino a lui, però, era l’Inter. Secondo molti, in caso di cessione di Denzel Dumfries, la società nerazzurra avrebbe virato proprio su di lui per colmare il vuoto lasciato dall’esterno olandese. Con la permanenza dell’ex PSV, però, il trasferimento di Buchanan non si è concretizzato. Per vedere il canadese con un’altra maglia, dunque, dovremo attendere almeno fino alla prossima sessione di mercato.

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