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Argentina, Messi e l'eredità di Diego

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Argentina, Messi e l’eredità di Diego

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Messi

A seguito dei match del secondo turno di Qatar 2022 ci sono i primi verdetti. Nel corso di questo primo scorcio di weekend i tifosi argentini sono rimasti impalati davanti allo schermo a tifare la propria favorita.

MESSI E MARADONA

Messi contro il Messico: sembra uno scioglilingua, ma non è che l’hombre del partido nell’incontro più importante di questa competizione. Il giocatore, nel postpartita della gara contro l’Arabia Saudita, aveva invocato l’aiuto alla tifoseria:

“La nostra gente deve avere fiducia in noi: questo è un gruppo molto unito che, già contro il Messico, saprà ritrovarsi”.

Il capitano ha a cuore la maglia albiceleste di milioni di argentini, tra cui Gerardo Martino, ex commissario tecnico della Seleccion, e attuale mister degli aztechi. Il Tata, alla guida del Paraguay centra i quarti di finale del Mondiale di Sudafrica 2010 e la finale di Copa America del 2011.

Nel 2014 assume l’incarico di allenatore del Barcellona. A fine stagione, rimasto a secco di trofei nella sua esperienza in blaugrana, rassegna le sue dimissioni.

La pulga lo vuole come commissario tecnico dell’Argentina. Una scelta che si rivelerà fatale: In Copa America del 2015 e 2016 perde la finale ai calci di rigore contro il Cile.

Alla vigilia del match di sabato sera, il mister del Messico rivela:

“Mettetevi al mio posto, voi come vi comportereste? L’Argentina è la mia patria, ma io sono il ct del Messico e farò il possibile per vincere questa partita”.

A due anni dalla dolorosa scomparsa del Diez, il suo erede è costretto a fare i conti con la storia. Lionel Messi è un fenomeno generazionale, ma “Maradona era un’altra cosa”. Un dualismo che alimenta le polemiche e inasprisce l’odio verso il giocatore più forte di questa epoca.

In molti sostengono che la pulga non abbia la stoffa del leader. Le finali perse, il rigore sbagliato contro il Cile e l’episodio del vomito nella gara contro il Paraguay. Tuttavia, Messi si è preso la sua rivincita.

Si disputa tra i padroni di casa della nazionale verdeoro del Brasile e la Seleccion, la finale di Copa America 2021. Nello spogliatoio, prima della sfida conclusiva, avvolto dagli abbracci dei suoi compagni di squadra, intona le seguenti parole:

“Questa coppa doveva essere giocata in Argentina e Dio l’ha portata qui, in modo che la solleviamo nel Maracana. Per renderla più bella per tutti, quindi usciamo fiduciosi e sereni che la porteremo a casa”.

L’albiceleste vince 1-0 grazie alla rete di Angel Di Maria e Messi, eletto migliore giocatore del torneo e capocannoniere della competizione, alza al cielo dello Stadio Maracanã di Rio de Janeiro il primo trofeo della sua carriera con la nazionale.

ARGENTINA-MESSICO

Veniamo alla cronaca della partita: Argentina-Messico è molto più della seconda gara del gruppo C. La pulga lo deve a se stesso, alla sua gente e a Diego in persona. Chissà che da lassù non stia esultando in maniera scomposta, come solo lui sa fare, alle prodezze del suo beniamino.

Nessuna squadra prevale sull’altra e l’incontro è inchiodato sull’0-0. Serve la giocata del fuoriclasse. Il giocatore con la dieci sulle spalle fa partire una rasoiata a fil di palo e porta avanti l’Argentina. Il migliore mancino del mondo. Messi eguaglia Maradona: sono otto reti nel Mondiale e dodicesimo gol nelle ultime sei con la Seleccion.

All’ottantasettesimo Enzo Fernandez fa partire un destro a giro, che chiude il match sul 2-0. Sono sempre più convinto che Messi sia dentro a un racconto scritto per tesserne le lodi. Un romanzo di formazione in cui il protagonista passa da essere un sedicente fuoriclasse a un campione senza eguali.

Nel postgara il giocatore, eletto uomo partita, dichiara:

Non so perché si siano dette tante cose. L’altro giorno si parlava di caviglia, io non avevo niente. Non mi sono mai allenato da solo, abbiamo lavorato come dovevamo lavorare e siamo siamo arrivati ​​qui. Ora non possiamo commettere errori, perchè sapevamo che la risposta del pubblico sarebbe stata quella di oggi. Abbiamo lavorato molto insieme e siamo tutti uniti, non possiamo arrenderci ora!

La prossima gara è decisiva. Lewandowski è affamato e, dopo essersi sbloccato con la nazionale, vuole assicurarsi il primo posto nel girone. Tuttavia, alla Polonia basta un pareggio per essere sicura del passaggio del turno.  Per l’Argentina vincere è l’unica cosa che conta. Il calcio è come una favola, ha sempre un lieto fine.

 

 

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De Vrij verso l’addio all’Inter: c’è un club spagnolo su di lui

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Sono giorni di mercato intensi quelli dell’Inter. La rottura con Skriniar, il tentativo per Smalling, il rinnovo di Acerbi e l’incognita Dumfries: quello difensivo è senza dubbio il reparto che più sarà rivoluzionato nelle prossime sessioni di calciomercato. Ad aggiungersi alla lista è anche De Vrij, il quale vedrà il proprio contratto scadere a giugno 2023.

SIRENE SPAGNOLE PER DE VRIJ

Secondo Nicolò Schira ad aver manifestato il proprio interesse nei confronti del centrale olandese sarebbe il Villareal di Setièn. Il sottomarino giallo è alla ricerca di una figura esperta che possa completare il pacchetto difensivo e avrebbe segnato sul proprio taccuino proprio il nome del classe ‘92. L’idea prendere un giocatore della caratura dell’ex Lazio fa gola ai dirigenti del club spagnolo, il quale vorrebbe attendere giugno per mettere a segno il colpo a zero. 

L’Inter prende tempo, De Vrij si guarda intorno. E il prossimo anno due difensori su tre del reparto nerazzurro potrebbero non essere più giocatori della Beneamata. 

 

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Premio di 2 milioni per Enzo Fernandez per essere rimasto al Benfica

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Enzo Fernandez

La telenovela principale di questo calciomercato, che sembrava si stesse chiudendo con un bel lieto fine, è stata la trattativa tra Benfica e Chelsea per il trasferimento di Enzo Fernandez.

Il centrocampista argentino ha disputato un Mondiale a dir poco eccellente e i Blues, alla ricerca di un profilo adatto, avevano sondato il terreno per l’acquisto, con il Benfica che, tuttavia, ha tirato fuori una controfferta da 120 milioni di euro, valore della clausola rescissoria.

Il trasferimento di Fernandez al Chelsea sembra essere saltato almeno per il momento e, stando a quanto riportato da Record, il giocatore riceverà un premio da 2 milioni di euro per essere rimasto a Lisbona.

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McKennie-Leeds: si valuta un cambio di formula

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mcKennie-Leeds

Sembrano esserci sviluppi sulla trattativa che vede Weston McKennie diretto in Premier League, precisamente al Leeds United. Se finora si parlava di un trasferimento a titolo definitivo, la formula potrebbe cambiare in un prestito con diritto di riscatto, secondo quanto riportato da Gianluca di Marzio. Nonostante questa modifica, le cifre resterebbero invariate, trattandosi di 30 milioni più 5 di bonus.

La trattativa sembra procedere spedita, con i club che hanno trovato un’intesa di massima dal punto di vista economico. Resta solo da capire se il diretto interessato accetterà la destinazione inglese, unendosi ad una conoscenza della Nazionale, Willy Gnonto.

 

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Il Valencia punta in alto: si tenta il colpo Saul Niguez

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Saul Niguez

Il Valencia di mister Gattuso non sta navigando in buone acque, considerando i miseri 3 punti di vantaggio dalla zona retrocessione. Per scalare la classifica de LaLiga, i pipistrelli stanno pensando di richiedere Saul Niguez in prestito per 18 mesi. Presenza quasi fissa nella panchina dell’Atletico Madrid, il giocatore ex Chelsea potrebbe accettare la destinazione per avere più spazio, considerando che Simeone gli ha concesso poco più di 800′ fin qui.

Il 28enne spagnolo sarebbe un innesto che aumenterebbe notevolmente il tasso tecnico del club valenciano, voglioso di rivalsa e di tornare grande come una volta. Secondo quanto riportato da Relevo, la trattativa è più che un semplice sogno, ma la palla passa ai colchoneros che decideranno se accettare o meno la formula proposta dal Valencia.

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