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Sergio Ramos, le novità sul futuro del difensore

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Il calciomercato estivo porterà con sé un vento di novità non indifferenti. Oltre al valzer degli allenatori, il 30 Giugno scadranno i contratti (non ancora rinnovati) di molte delle conoscenze del panorama calcistico europeo. Lionel Messi, giusto per fare un nome, è in scadenza quest’anno. Con lui una quantità anomala di giocatori di spessore: Aguero (accasatosi al Barca), Donnarumma (al Psg), Juan Mata, Boateng Fernandinho e soprattutto Sergio Ramos. Il centrale spagnolo non ha ancora rinnovato con il Real Madrid e in tutta Europa farebbero carte false per accaparrarselo.

UN INGAGGIO PROIBITIVO

Ramos però è una colonna portante dei Blancos e percepisce un ingaggio monstre da 12 milioni di euro. Non esattamente alla portata di tutte le squadre. Nelle ultime settimane si era parlato di qualche timida avance del Manchester City, ma nulla di fatto, perché in mattinata il quotidiano spagnolo AS ha lanciato l’indiscrezione che molti a questo punto si aspettavano. Dopo l’arrivo di Ancelotti, i (presunti) malumori all’interno dello spogliatoio e la possibile partenza di Varane, perdere Sergio Ramos potrebbe risultare potenzialmente devastante per Florentino Perez.

Dal canto suo Ramos, a 15 giorni dalla scadenza del contratto, difficilmente può trovare un club del calcio che conta disposto ad offrirgli un contratto come quello attuale. In fondo non è più un ragazzino. A questo punto dunque tutto lascia pensare che il capitano del Real proseguirà la sua storia d’amore a Madrid. L’indiscrezione tra l’altro è stata confermata anche dall’ex direttore sportivo della Roma, Ramon Monchi. Ai microfoni di Sky Sports infatti non ha smentito le voci che vedono Ramos a Madrid per un altro anno, ma anzi ha lasciato intendere che il suo futuro non è lontano dalle mura del Bernabeu.

Se effettivamente il rinnovo andasse in porto, Perez avrebbe un altro anno per cercare un degno sostituto del capitano. L’eredità da raccogliere del resto è straordinariamente pesante. Considerando anche l’arrivo di Alaba a parametro zero, il Real è tutelato anche in caso di partenza di Varane. Il francese verrebbe dunque sostituito presumibilmente da uno tra Militao e l’austriaco. I prossimi giorni saranno probabilmente decisivi per conoscere il futuro di Ramos, ma per gli amanti del calcio immaginarlo lontano da Madrid è un’impresa pressoché impossibile.

Fonte immagine in evidenza: tuttomercatoweb

 

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Calcio Internazionale

Invasione di campo in Portogallo-Uruguay: cosa è successo a “Il Falco”

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Ghana

Come riporta Fabrizio Romano, l’invasore di campo durante Portogallo-Uruguay ha annunciato di essere stato rilasciato senza nessuna conseguenza.

L’autore del gesto è italiano, e si chiama Mario Ferri. È entrato in campo sventolando la bandiera della pace e indossando una maglietta di Superman: davanti c’era scritto “save Ukraine”, dietro “respect for Iranian woman”.

Un altro episodio che si aggiunge al clima già teso riguardo alla questione dei diritti umani.

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Agnelli-Juventus, arriva anche il saluto di Miralem Pjanic

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Miralem Pjanic

L’addio clamoroso di tutto il CDA e del presidente Andrea Agnelli ha scosso tutti i tifosi Juventus e il mondo del calcio italiano.

La decisione presa dallo storico presidente bianconero ha lasciato perplessi moltissimi addetti ai lavori, per una famiglia ormai storicamente legata alla società di Torino. La Juventus adesso dovrà ripartire il prima possibile in vista della ripresa del campionato fissata al 4 gennaio, con un mese di tempo per riorganizzare un’intera società.

Intanto arrivano i primi messaggi social con i saluti al presidente Agnelli, tra cui quello di Miralem Pjanic, ex centrocampista bianconero attualmente in forza al Sharjah FC:

“Un grande Presidente è vicino alla squadra quando si vince ma soprattutto si perde. Un grande Presidente è vicino ai giocatori, ed è pronto a prendere decisioni sofferte per il bene della squadra. Sono onorato di aver giocato per la Juventus e sono stato fortunato ad averla come presidente. Grazie per tutto Pres!”

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Calcio Internazionale

Caos nello spogliatoio del Belgio, lite tra Hazard-De Bruyne-Vertonghen: Lukaku calma le acque

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Belgio

Di sicuro non è una situazione rosea per il Belgio, non ancora certo della qualificazione agli ottavi. Infatti, i Diavoli Rossi hanno vinto la prima partita del girone per 1-0 contro il Canada ma senza convincere, mentre la seconda partita l’hanno steccata, perdendo 2-0 contro il Marocco di Ziyech e compagni.

ANIMI TESI IN CASA BELGIO

Era stato De Bruyne a scuotere inizialmente un po’ gli animi, dicendo che quest’anno la rosa è troppo vecchia per vincere il Mondiale, la situazione ideale sarebbe stata nel 2018. La risposta di Vertonghen post Marocco non si è fatta attendere: “Abbiamo giocato davvero male, soprattutto in attacco. Evidentemente siamo troppo vecchi anche lì per segnare”. In più, come riportato anche da tuttomercatoweb, in queste ore ci sarebbe stata un’accesa lite tra De Bruyne, Hazard e Vertonghen nel corso dell’allenamento, sarebbe stato Lukaku a riportare la calma. Segno che tra i giocatori del Belgio non c’è tranquillità: si giocheranno tutto contro la Croazia. Alle 13 Hazard e Courtois prenderanno la parola e solo in quel momento si capirà se la questione dello scontro verrà affrontata.

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Calcio Internazionale

CNN – Il regime di Teheran ha minacciato le famiglie dei calciatori dell’Iran

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Il Mondiale in Qatar sarà ricordato come il Mondiale delle proteste. Tanti i temi, politici e non solo, che coinvolgono determinate nazioni o, di conseguenza, il Mondo in generale.

Esemplare la scelta dei calciatori dell’Iran, prima della sfida contro l’Inghilterra, di non cantare il proprio inno nazionale, come segno di protesta contro il regime di Teheran.

In base a quanto riportato dalla Cnn, però, i giocatori sarebbero stati prima convocati in un incontro dai membri del Corpo delle guardie rivoluzionarie iraniane, per poi essere avvisati che, in caso di ulteriori gesti di protesta, le loro famiglie avrebbero affrontato violenze e torture.

Probabilmente, come già avvenuto per la sfida contro il Galles, gli iraniani non protesteranno neanche contro gli Stati Uniti.

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