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Da dove arrivano i soldi del Real Madrid?

Il calcio, ormai, è un concentrato di business pazzesco, una miscela di interessi che pochi conoscono e che continuamente viene criticata:

è incredibile che vengano così tanto pagati i calciatori, ma perchè quel giocatore a diciotto anni guadagna quelle cifre? Il calcio è un business in perdita e molta, molta altra ignoranza

La realtà dei fatti è che chi sta dietro questo business può capire e non si spaventa di alcune cifre di mercato, perchè conosce un modo per cercare, almeno, di ritornare in bilancio o addirittura guadagnarci in una maniera spaventosa. L’idea iniziale era quella di raccontare un club italiano di media classifica e dei soldi che possono girare da alcune stagioni azzeccate e da alcune cessioni, successivamente abbiamo scelto di inquadrare una società come il Real Madrid, forse la più blasonata e la più conosciuta per il suo stra-potere economico (specialmente nell’era dei Galacticos 2.0 e 3.0 di Florentino Perez, sebbene analizzeremo prettamente la 4.0, sempre dell’immobiliare spagnolo).

Il Real Madrid è un club straordinario, conosciuto e stimato in tutto il mondo dalla prima era di Bernabeu (anni ’50), persona normalissima (anche a livello economico) ma che capì in anticipo l’andazzo di questo sport a livello economico. Lo stesso presidente leggendario, a cui poi si diede il nome dello stadio, scommesse nei suoi primi anni con la costruzione del “Bernabeu”, rischiando più volte la banca rotta e la crisi, addirittura venne visto come un pazzo per l’immensa capienza decisa per l’impianto dei blancos. La scommessa, però, la vinse lui (come è intuibile capire) e il Real iniziò la sua prima era dei grandi campioni (Di Stefano prima di tutti) e inaugurò un primissimo stupore per le cifre che giravano attorno al club delle merengues.

Inutile raccontare la storia di una leggenda conosciuta a tutti i nostri lettori, forse è più utile concentrarsi sulle cifre che girano attorno alla stagione 2014-2015, forse la meno entusiasmante per i risultati (Real Madrid 2° in campionato e fuori in semifinale di Champions League) ma importante per la gestione.

 

578 milioni totali

Il Real, grazie a Perez, è passato in 15 anni a un fatturato 5 volte più grande e studiato minuziosamente. Le statistiche, della stagione 2014-2015, (vedi tabella 1) riportano l’importanza del marketing, forse non ancora capito perfettamente da tutte le squadre più forti, figuriamoci fra quelle italiane. Il marketing da solo porta, nelle casse del Real Madrid, 213 M, tenendo conto che nel 2000 le entrate totali si aggiravano sui 115 M. Un altro dato fondamentale che non si conosce è legato ai membri, il Madrid conta più di 92,000 soci, ogni “membership cost” arriva fino a 150 euro. Conti alla mano altri 14 M. Senza contare le entrate dello stadio e dei diritti sportivi.

Il dato, come dicevamo, più interessante è legato al marketing e ci spiace non avere dati così precisi della stagione 2016-2017. Andando a curiosare su Internet si nota che (come ogni società quotata in borsa) il bilancio pubblico è quasi in pari ma non conta, incredibilmente, delle nuove entrate che derivano da tutti i nuovi mezzi di informazione: i social network. Attualmente sappiamo, con certezza, che un giocatore con circa 300.000 followers può vendere un suo post sui 3.000 euro (su Instagram). Se pensiamo che dietro al Real Madrid c’è un giro di fans vicino ai 55 milioni possiamo notare che il rapporto può essere davvero decisivo. Sparare cifre in questo caso ci può sembrare azzardato però notando le ultime storie disponibili sull’album in evidenza ci si può accorgere di 3 pubblicità chiare, altro che product placement (vedi immagine sotto). 

 

 

 

Tenteremo, comunque, di fare una sorta di calcolo tanto per dare al lettore una cifra INDICATIVA (quindi assolutamente non studiata, confermata e veritiera) per quanto concerne il social Instagram. Secondo i nostri calcoli solo da Instagram il Real Madrid potrebbe ricavare più di 2 M al mese. Quindi circa 20 M all’anno per un solo social. I dati del 2014-2015 hanno un grosso problema: in quel periodo c’era già una grossissima espansione dei social network ma assolutamente non paragonabile ad adesso, basti pensare che ormai anche i vicini hanno Twitter, Instagram, Snapchat, Facebook, Linkedin e così via.

Questi dati sono assolutamente chiari e giustificano alcune spese per un singolo calciatore. Attualmente il costo dei tesserati si aggira sui 250 M, di cui 21 solo da Cristiano Ronaldo.

Le spese fra Ciudad Sportiva, personale, dirigenza, spostamenti e molto, molto altro, purtroppo non sono disponibili. Sono disponibili invece i 730 milioni di entrate della stagione 2017. Dati che non contano alcun premio sportivo, ma che contano (senza entrar nello specifico) la somma fra quattro fattori che abbiamo citato (vedi tabella 1).

Inutile andar avanti perchè facendo così potremmo davvero scrivere un altro libro alla Steven Mandis ma il nostro intento è solo quello di riassumere, in maniera veloce e chiara, un giro di soldi che da anni è sempre in crescita. Il Real Madrid (vedi tabella 2) è da sempre in crescita (ripetiamo) (ovviamente nel campo delle entrate, attenzione), almeno durante l’era Perez – sebbene in tabella mostriamo solo i dati degli ultimi 7 anni – questo sta a significare che dietro il calcio c’è una vera e propria missione.

Non è un caso che lo stesso Perez si affidi a Mckinsey e ad ACS per amministrare il club e dietro tutto questo non ci sono persone “appassionate”, la differenza e il trucco sta proprio in questo. Vedere il business, non il gioco. Così facendo, tutto è possibile.

 

 

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