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Dal 2012 ad oggi l'Arsenal ha cambiato tutto

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Dal 2012 ad oggi l’Arsenal ha cambiato tutto

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In sette anni può davvero cambiare tutto. Lo dimostra, ad esempio, l’Arsenal che dal 2012 ad oggi ha completamente rivoluzionato la propria rosa. L’ultimo baluardo che ha resistito fino a qualche giorno fa è stato il terzino Carl Jenkinson, metà inglese e metà finlandese, che ha appena firmato un triennale con il Nottingham Forest dopo una vita passata in prestito. La sua cessione dopo così tanti anni e in seguito a così poche presenze – solo 70 i gettoni in maglia Gunners – ha scatenato l’ironia dei social.

A questo punto perché non fare un tuffo nel passato e ricordare chi erano i protagonisti dell’Arsenal durante la stagione 2012/2013?

I TOP

Partiamo dal giocatore più rappresentativo di quell’Arsenal: Santi Cazorla, 47 presenze e 12 reti stagionali. È che la carriera del fantasista spagnolo sia stata costellata da una quantità industriale di infortuni che, per certi versi, hanno finito per oscurare le meravigliose giocate con le quali ha ammaliato prima El Madrigal poi l’Emirates Stadium. Nell’autunno del 2016 Cazorla si fa male al piede destro e il suo tendine è vittima di un’infezione che gli mangia dieci centimetri di cartilagine. Quando si tocca il malleolo, dice Cazorla, sembra di giocare con la plastilina. Prima che la sua carriera abbia una seconda chance, di nuovo al Villarreal, laddove tornerà da leggenda e uomo di culto, Santi si opererà ben undici volte e a Londra, purtroppo, non giocherà mai più da quella maledetta partita contro il Ludogorets.

(Fonte immagine: profilo Twitter Santi Cazorla)

Dall’inferno al paradiso in più di 600 giorni. Nell’agosto 2018 Cazorla, infatti, ritorna a giocare e lo fa con la maglia del Submarino amarillo; segna una doppietta da fantascienza al Bernabeu contro il Real Madrid e nel mese di maggio viene convocato da Luis Enrique con la Nazionale spagnola. Una favola che prende vita.

Il miglior giocatore di quella stagione è, però, Theo Walcott. L’ala inglese a 23 anni vive la sua migliore stagione in carriera, con 14 gol in 32 presenze in Premier League. Ma sarà solo un fuoco di paglia. In doppia cifra ci andrà nuovamente solo quattro anni dopo e oggi, ad appena 30 anni, pare che la sua carriera sia entrata nella classica fase di declino che caratterizza quei giocatori che hanno dimostrato già tutto. Oggi veste la maglia dell’Everton, una delle squadre più interessanti della prossima Premier League, ma l’impressione che si ha quando si parla di Theo Walcott è che il meglio di sé lo abbia già dato.

Nel gennaio del 2006, tra lo stupore generale, l’Arsenal acquista dal Southampton un ragazzino non ancora diciassettenne. I Gunners sborsano 7,5 milioni di sterline, all’epoca cifra record per un minorenne. (Fonte immagine: profilo Twitter Theo Walcott)

Tra gli altri, meritano una citazione Per Mertesacker, Thomas Vermaelen e Laurent Koscielny, quest’ultimo da poco passato ufficialmente al Bordeaux. A centrocampo i Gunners potevano contare sulla qualità di Mikel Arteta, regista dotato di grande visione di gioco che dopo l’addio all’Arsenal è diventato il vice di Guardiola al Manchester City. All’epoca erano giovanissimi altri due calciatori che con il tempo sono diventati protagonisti del calcio europeo: Alex Oxlade-Chamberlain, rinato al Liverpool sotto la guida di Klopp, e Aaron Ramsey, passato quest’estate alla Juventus con il dichiarato obiettivo di fare il tanto atteso salto di qualità dopo una carriera interamente dedicata ai londinesi.

VORREI MA NON POSSO

Vorrei ma non posso” è la classica espressione che si associa a quei giocatori dotati di grande potenzialità che, però, a causa dei più svariati motivi, hanno disatteso le aspettative. Nell’Arsenal 2012/2013, che chiuse al quarto posto il campionato, giocatori classificabili in questa categoria ve ne erano a bizzeffe. Gervinho, voluto fortemente da Wenger, chiuse la stagione con sole 26 presenze e 7 gol tra campionato, Champions League – con i londinesi eliminati agli ottavi – e le coppe,  e passò poi alla Roma l’anno successivo per 8 milioni di euro. Sempre dalla Francia proveniva l’ariete Olivier Giroud, l’attaccante artefice del clamoroso successo del Montpellier in Ligue 1 nella stagione precedente. Chiuse la sua prima stagione in Premier con 11 gol, la peggiore delle quattro con la maglia dell’Arsenal. Nel gennaio 2018 è stato ceduto per 18 milioni di euro al Chelsea, club con il quale ha vinto un Europa League e che gli ha permesso di volare in Russia con la sua Francia per conquistare il Campionato del Mondo 2018.

Nel 2012 aveva appena venti anni e di lui si parlava benissimo. Jack Wilshere, sette anni dopo, è ancora quel giocatore fragile, fumoso e incostante che nel 2012 illuse tutti. In casa Arsenal erano convinti che Wilshere fosse il nuovo enfant prodige del calcio inglese. Tant’è che dopo il doloroso addio di Van Persie – ceduto allo United – Wilshere si accollò la responsabilità di indossare la maglia numero 10. Ma quella che si pensava potesse diventare una carriera luminosa, in realtà si è scontrata con una realtà che ha dovuto fare i conti con numerosi infortuni e un rendimento spesso altalenante. Dopo una breve parentesi al Bournemouth, Wilshere si è trasferito la scorsa estate al West Ham, in cerca di rilancio. Risultato? Due infortuni alla caviglia e un’altra stagione da dimenticare.

Come dimenticare, infine, Lukas Podolski. Venne acquistato dal Colonia, il club che lo aveva cresciuto e fatto esplodere, con un carico di aspettative altissime, soprattutto per un giocatore ormai giunto al culmine della propria carriera. Il tedesco, però, dopo gli 11 gol della stagione 2012/13 si perse completamente. Volò prima all’Inter – esperienza più che dimenticabile – e poi al Galatasaray. Oggi a 34 anni, dopo 130 presenze e 40 reti con la nazionale tedesca, Podolski è emigrato in Giappone al Vissel Kobe consapevole dei troppi treni persi in carriera.

QUANTI FLOP

Strano parlarne in questi termini, ma la stagione 2012/13 fu per l’attuale portiere della Juventus Wojciech Szczęsny un’annata terribile. Oggi è una solida certezza tra i pali della Vecchia Signora ma quando aveva 22 anni finì il campionato perdendo il posto da titolare a discapito di Vito Mannone, non esattamente il portiere più forte del mondo.

Il flop più assoluto non può, però, non essere Marouane Chamakh, attaccante franco-marocchino in grado di segnare solo 15 reti in Premier League in 103 presenze totali. Non proprio un record di cui andare fieri, in particolar modo per un attaccante che in Francia aveva comunque dimostrato buona confidenza con il gol.

All’interno della rosa dell’Arsenal 2012/13 meritano una menzione particolare anche giocatori quali Kieran Gibbs, terzino sinistro mai esploso definitivamente, Tomáš RosickýAndrej Aršavin, due geni del pallone provenienti dall’Est europeo che a Londra non hanno mai raggiunto quella maturità che tutti si auspicavano.

In appena sette anni, l’Arsenal ha cambiato radicalmente faccia e anche in panchina. E se quella stagione non fu certo da ricordare, le successive non hanno mai visto l’Arsenal competere per il titolo in un campionato ormai duopolizzato da Manchester City e Liverpool. Sette anni dopo l’Arsenal si presenta ai nastri di partenza tra le formazioni più interessanti dell’intera Premier League, anche in virtù di un mercato convincente e programmato di cui abbiamo parlato QUI. Cambiare tutto per non cambiare niente è, allora, la sintesi perfetta di ciò che è stato l’Arsenal negli ultimi anni. In attesa di un cambiamento finalmente vincente.

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Atsu e Savut sono ancora sotto le macerie, lo conferma l’Hatayspor

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Atsu

Sembrerebbe che il giocatore dell’Hatayspor Atsu e il direttore sportivo Taner Savut siano ancora sotto le macerie dopo il terribile terremoto che ha colpito la Turchia.  A confermarlo sono l’allenatore del club, Demirel, e il vicepresidente Mustafa Ozat:

Per favore non scrivete che è sopravvissuto senza esserne sicuri. Le persone hanno famiglie, speranze, dolori…E il dolore sta aumentando. Non ci sono notizie su Atsu e sul direttore sportivo Taner Savut. Le persone stanno lavorando giorno e notte, spero che entrambi vengano salvati“, ha dichiarato l’allenatore Volkan Demirel.

Avevamo ricevuto informazioni positive, secondo cui Atsu era stato ritrovato e portato in ospedale. E invece, pare che entrambi siano ancora sotto le macerie“, queste invece le dichiarazioni del vicepresidente, che ha ribadito il disappunto nei confronti di una disinformazione che sta ferendo la famiglia dei dispersi e di chiunque gli voglia bene.

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Brutte notizie per Conte: Lloris out almeno un mese

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Lloris

Arrivano brutte notizie dall’infermeria del Tottenham: Hugo Lloris sarà out per il prossimo mese. Un duro colpo, in particolare, per Antonio Conte che dovrà fare a meno del suo portiere in vista della doppia sfida di Champions League contro il Milan, in programma il 14 febbraio e l’8 marzo. Stando a quanto riferito dal quotidiano inglese The Telegraph, l’intervento al ginocchio che subirà l’estremo difensore francese potrebbe tenerlo fuori addirittura per due mesi.

Al suo posto giocherà, con ogni probabilità, Fraser Forster, ex Southampton e Celtic. In maglia biancoverde, in particolare, il portiere inglese ha disputato un match di Champions proprio contro i rossoneri, durante la fase a gironi dell’annata 2013-14.

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Caso Neuer, risponde Völler: “Continuerà a difendere la porta della Nazionale”

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Pagelle Germania

Il complicato rapporto vissuto, nelle ultime settimane, dal Bayern Monaco e Manuel Neuer interessa particolarmente alla Federcalcio tedesca. A tal proposito, si è esposto Rudi Völler, tornato in Nazionale, stavolta nelle vesti di direttore. L’ex attaccante tedesco ha commentato così l’intricata vicenda:

Continuerà a difendere la porta della Nazionale? Certo, è il nostro capitano, anche se al momento c’è qualche discussione per quello che è successo nelle ultime settimane. Posso immaginare che la dirigenza si riunirà a breve e cercherà di riprendere il controllo della situazione. Sono ottimista, il clima tornerà a essere sereno“.

I bavaresi, intanto, in seguito all’infortunio rimediato sulle piste da sci da parte di Neuer, durante finestra di mercato invernale, hanno deciso di ingaggiare il portiere del Borussia M’Gladbach Yann Sommer, estremo difensore svizzero di grande affidabilità.

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Il DS del Bayern conferma un’offerta per Pavard, era dell’Inter?

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Pavard

Benjamin Pavard, difensore francese del Bayern Monaco classe 1996, è uno dei nomi preferiti dalla dirigenza dell’Inter per sostituire l’ormai partente Milan Skriniar. Secondo diverse voci i nerazzurri si sarebbero già fatti avanti in questa sessione di mercato invernale, ma senza riuscire a portarlo a Milano.

LE PAROLE DI SALIHAMIDZIC

Il ds del club bavarese, Hasan Salihamidzic, ha commentato la situazione del difensore ai microfoni della BILD confermando l’arrivo di un’offerta a gennaio, ma senza citare il club interessato.

L’OFFERTA PER PAVARD -“Benjamin è un giocatore molto importante e duttile per noi in difesa. Abbiamo obiettivi molto grandi in questa stagione, quindi non vogliamo e non possiamo fare a meno di lui. Economicamente la richiesta era anche allettante, ma per noi l’aspetto sportivo viene sempre prima di tutto”.

L’Inter potrebbe, quindi, aver provato un blitz già lo scorso gennaio, ma senza trovare riscontri positivi. Pavard rimane uno dei nomi preferiti per l’estate e Marotta potrebbe tornare all’assalto.

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