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Calcio e dintorni

Arsenal e Tottenham ad Alexandra Palace: storia di uno stadio mai costruito

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Sveglia, doccia, corposa English breakfast. In alcuni casi prima sigaretta ammazza tensione. Messaggi agli amici, scelta dell’orario di ritrovo con abbondante anticipo rispetto al calcio d’inizio. Jeans, maglietta rigorosamente ufficiale della stagione in corso o di un’annata passata, sciarpa. Scarpe, carta di credito (utilizzabile anche come tessera dei trasporti), abbonamento o biglietto e se proprio necessari felpa o giubbotto anti-pioggia.

Un rituale che si ripete da generazioni, ogni weekend, in ogni città dell’Inghilterra. Meglio se di sabato, la vera giornata del football nel Regno di sua Maestà. Il protagonista: il tifoso. La meta finale: lo stadio. Quell’esatto luogo dove sentirsi difensori diretti dei colori scelti alla nascita e che, parafrasando una massima nota, a differenza di moglie, credo politico e religioso, non potranno mai essere cambiati nella vita.

Un rituale che conoscono bene i tifosi di Arsenal e Tottenham – i due club più vincenti del calcio londinese – e che almeno due volte all’anno si ritrovano a svolgere in contemporanea, in occasione del North London Derby.

UN’IDEA CONDIVISA

Gunners contro Spurs, rossi contro bianchi. Cugini alla lontana che poco più di quarant’anni fa avrebbero potuto ritrovarsi però a convivere permanentemente sotto lo stesso tetto.

Era il 1977 e nel nord di Londra i consigli di amministrazione di Arsenal e Tottenham stavano coltivando infatti congiuntamente l’idea di costruire un nuovo stadio da poter condividere. Un San Siro in salsa British, insomma, con i due club inglesi a interpretare il ruolo ricoperto in Italia ormai da tempi immemori da Milan e Inter.

Un progetto affascinante ma irrealizzabile e che per questo vide prima il proprio tramonto della propria alba, lasciando su binari distinti due club che per poche ore parvero pronti a incontrarsi alla stessa stazione.

arsenal tottenham alexandra palace

Facciata di Alexandra Palace, foto scattata dall’autore

UN LUOGO STORICO

“Arsenal Hotspurs” titolò il Daily Express, primo quotidiano a divulgare la notizia sabato 26 novembre 1977. Nella città del calcio, quella in cui ogni club è orgoglioso di avere una casa sua e solo sua, Arsenal e Tottenham erano infatti pronti ad abbandonare rispettivamente Highbury e White Hart Lane per ritrovarsi a metà strada. Nell’area di Muswell Hill. Nel distretto di Haringey. A pochi chilometri dai rispettivi impianti.

Il Chelsea aveva Stamford Bridge, il Millwall il The Den, il Crystal Palace Selhurst Park. E ancora il Fulham Craven Cottage, il West Ham Upton Park e il Brentford Griffin Park. E si potrebbe continuare l’elenco per ogni club londinese, fino ad arrivare ad Arsenal e Tottenham appunto, che da quel momento avrebbero avuto Alexandra Palace. O meglio, l’area sulla quale ancora oggi è presente Alexandra Palace, uno dei palazzi più iconici della capitale inglese.

Struttura vittoriana nota per essere stata la prima casa della TV britannica, con la BBC che nel 1936 trasmise proprio la sua prima trasmissione televisiva pubblica da una delle sue stanze,  Ally Pally – come viene anche chiamato il palazzo da chi vive nei suoi dintorni – è da sempre sede di concerti (per informazione chiedere ai Rolling Stones), eventi sportivi nazionali e internazionali (come le finali del Campionato mondiale di freccette o di Snooker), oltre che di manifestazioni di vario genere (ogni anno organizza l’evento di fuochi d’artificio più famoso nella capitale inglese).

UNA FINESTRA SU LONDRA

Una vera e propria istituzione a Londra per quanto riguarda il settore di eventi e intrattenimento, ma che negli anni ’70 del Novecento non stava attraversando il suo massimo periodo di splendore. I costi per il suo mantenimento erano infatti elevati. Una sua demolizione avrebbe dunque consentito ad Arsenal e Tottenham di liberare l’area nella quale costruire il nuovo stadio condiviso, regalando ai propri tifosi una struttura all’avanguardia e dalla vista invidiabile.

Alexandra Palace si trova infatti in cima alla collinetta di Muswell Hill e dalla sua terrazza è possibile ammirare senza impedimenti la città di Londra. Considerato per questo uno dei punti migliori dai quali osservare la capitale, nei giorni più limpidi permette di vedere ben tre stadi di Premier League, ovvero rispettivamente quelli di Arsenal, Tottenham e West Ham United.

La sua posizione sopraelevata rende però al contempo quest’area più impegnativa da raggiungere per chi vive in centro città rispetto a un comune stadio tra le case, come diversi se ne trovano in quel di Londra.

arsenal tottenham

Vista su Londra da Alexandra Palace, foto scattata dall’autore

UN PROGETTO COMPLESSO

Il progetto iniziale prevedeva non solo la costruzione di un nuovo impianto in cui disputare le partite, bensì anche di nuovi collegamenti ferroviari, con la realizzazione addirittura di una monorotaia, il cui compito sarebbe stato quello di collegare direttamente la collina con i piedi della città. Il risultato doveva essere quello di poter permettere ai 75.000 tifosi, che ogni fine settimana avrebbero riempito lo stadio, di raggiungere l’impianto più rapidamente e facilmente.

Un’idea fuori dagli schemi e la cui realizzazione risultò quasi immediatamente impossibile. Se Arsenal e Tottenham stavano pensando concretamente di lanciarsi in questa nuova avventura insieme, a mostrare un certo riserbo nei confronti di queste nuove costruzioni furono l’Haringey Council e il Greater London Council, organi statali per nulla disposti all’epoca a investire del capitale in questo progetto, come riportato allora dal Daily Express.

Oltre al nuovo stadio e alla monorotaia, la realizzazione di un palazzetto di pattinaggio su ghiaccio e di un’area destinata a ospitare eventi, negozi e ristoranti avrebbero poi dovuto completare quello che sarebbe stato a tutti gli effetti un complesso multi-sport. Il tutto per la cifra stimata di 20 milioni di sterline dell’epoca e per la gioia anche della Nazionale inglese.

Con il vecchio Wembley costretto a convivere con l’avanzare degli anni, un’altra idea era infatti quella di trasferire per le partite casalinghe la selezione dei Tre Leoni dallo stadio delle iconiche Twin Towers proprio a questo nuovo impianto nell’area di Alexandra Palace.

A sorgere sarebbe stata dunque una sorta di cittadina dello sport, pronta a ospitare ogni settimana migliaia di tifosi decisi a godersi un pomeriggio di buon football oltre che qualche pinta di birra ghiacciata.

UN TRAMONTO PRECOCE

Un’idea non proprio allettante per molti abitanti del luogo, abituati a vivere i propri weekends nella quiete di Alexandra Park, parco che si estende esattamente difronte alla facciata principale dell’omonimo palazzo.

Una serie di contro che ben presto finì per vincere sulla lista dei pro, non permettendo così ad Arsenal e Tottenham di trovare un accordo definitivo con i Councils sopra citati per poter dare inizio ai lavori.

Gunners e Spurs nel 1979 misero così la definitiva parola fine sulla realizzazione di un progetto che per poco tempo fece discutere i rispettivi tifosi. Chi favorevole e chi contrario, sebbene per Arsenal e Tottenham non sarebbe stata la prima volta in cui condividere uno stadio.

arsenal tottenham

Facciata di Highbury, foto scattata dall’autore

UN PASSATO COMUNE

In passato, infatti, in ben due occasioni i due club londinesi si erano ritrovati inquilini dello stesso appartamento, seppur per poco tempo.

Durante la Prima Guerra Mondiale, nel settembre del 1916, White Hart Lane fu trasformato temporaneamente dal Dipartimento della Guerra britannico in una fabbrica di armi belliche e maschere antigas, costringendo così il Tottenham a dover cercare una nuova casa nella quale disputare le proprie partite. Un gentile aiuto arrivò proprio dai cugini dell’Arsenal, i quali misero a disposizione degli Spurs il loro leggendario impianto di Highbury, dove il Tottenham poté disputare oltre trenta gare nei successivi tre anni.

Un favore che proprio gli Spurs restituirono poi qualche anno più tardi, quando lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale portò il governo britannico a decidere di utilizzare lo stadio di Highbury come centro di controllo per la prevenzione di attacchi aerei (presidio ARP: Air Raid Precautions).

I Gunners si trasferirono così a White Hart Lane, dove disputarono la loro prima partita nell’ottobre del 1939, scendendo in campo poi su quello stesso manto erboso per più di altre 130 volte fino al 1945.

New Tottenham Hotspur Stadium, foto scattata dall’autore

UN FINALE DIVERSO

La costruzione di un nuovo stadio ad Alexandra Palace sarebbe stata però la prima grande vera occasione per le due società londinesi di insediarsi stabilmente sotto lo stesso tetto. Ciò che invece non avvenne, appunto, con l’Arsenal rimasto inquilino di Highbury fino al 2006 e il Tottenham di White Hart Lane fino al 2017.

Anni che hanno segnato il sorgere rispettivamente dell’ancora modernissimo Emirates Stadium e del futuristico New Tottenham Hotspur Stadium. Impianti che oggi conosciamo bene, ma che un diverso sviluppo della Storia avrebbe potuto veder non nascere mai.

Immagine di copertina scattata dall’autore

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Calcio e dintorni

La Torres cade ancora in casa: sconfitta 0-1 contro il Fiorenzuola

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Juve Stabia

LEGA PRO TORRES FIORENZUOLA – Continua il periodo opaco della Torres, sconfitta al Vanni Sanna per 0-1 contro il Fiorenzuola. I rossoblù non vincono da quasi un mese (2-1 contro il Montevarchi), ma rimangono ancora al dodicesimo posto del Girone B di Lega Pro.

CRONACA DEL MATCH

I sassaresi giocano una buona gara, al pari della squadra – fin qui – rivelazione del campionato. Dopo una prima frazione equilibrata, nel secondo tempo la Torres entra più concreta. Sorgente, entrato al nono della ripresa, è l’uomo più pericoloso: al 68’ e al 73’, con due buone occasioni, va vicino alla rete del vantaggio.

Gol che, invece, trovano gli ospiti due minuti dopo: al 75’ Mastroianni impatta bene un cross arrivato dall’out mancino, insaccando a fil di palo.

Dopo la rete gli animi si accendono: arriva anche un’espulsione al 79’ per gli ospiti, con Quaini condannato dal doppio giallo.

Nel finale i padroni di casa tentano il tutto per tutto, forti anche della superiorità numerica ma non basta: i piacentini passano a Sassari. Per la squadra di Greco, ora, si avvicina pericolosamente la zona playout, con soli 3 punti di vantaggio.

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Calcio e dintorni

Lega Pro, alle 17.30 Torres-Fiorenzuola: come arrivano le due squadre

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Modena

Reduce dal pareggio in terra marchigiana contro l’Ancona, per la Torres arriva a Sassari il Fiorenzuola, per il turno infrasettimanale del Girone B di Lega Pro.

I rossoblù non vincono dal 5 novembre (2-1 al Montevarchi) e sono in piena emergenza, per lo più nel reparto offensivo, privo degli infortunati Ruocco e Sanat e dello squalificato Diakite. Il centrocampista dei sassaresi, Alessandro Masala, ha presentato così la gara: “Sarà sicuramente una partita impegnativa, loro hanno fatto benissimo nel girone di andata. Il Fiorenzuola è una squadra che gioca molto palla a terra, dovremo essere bravi e attenti. Noi sfrutteremo le nostre caratteristiche per riuscire a portare a casa il risultato. Siamo in casa nostra daremo il massimo”

Gli ospiti, rivelazione del campionato, si presentano al Vanni Sanna forti della loro fase difensiva: con solo 9 reti subite i rossoneri hanno infatti la terza miglior difesa dopo Siena (6 gol subiti) e Cesena (8), anche se di queste ben 7 sono arrivate in trasferta. Da tenere d’occhio Mattia Morello, che ha segnato sin qui 4 reti con la maglia del Fiorenzuola.

I PRECEDENTI

Solo nella stagione 99/00 si sono affrontate le due compagini, annata che terminò con la promozione dei rossoblù. Nella gara di andata, disputata a Sassari il 28 novembre, gli uomini di Leonardi vinsero per 1-0 grazie alla rete di Luca Amoruso. Grande trionfo invece in Emilia, con una netta vittoria rossoblù per 1-4 con doppietta di Karasavvidis, gol di Riccardo Chechi e ciliegina finale di Luca Amoruso, che raggiunse il bomber greco come miglior marcatore nella brevissima storia di questa sfida, che martedì andrà di nuovo in scena, ventidue anni dopo.

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Calcio e dintorni

Lazio, Lotito non molla sullo Stadio Flaminio

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Lotito

Lotito, il Presidente della Lazio, è tornato a parlare della questione nuovo stadio della Lazio, il cosiddetto “Stadio Flaminio”. Intervenuto ai microfoni de Il Messaggero, di seguito le sue parole.

“SUL FLAMINIO NON INTENDO MOLLARE”

SUL PROGETTO: “Non ho mai mollato. Io ho agito in silenzio e senza fare proclami. Ho fatto rilievi e approfondimenti, senza subire i diktat di nessuno. Ho incontrato l’assessore Onorato e la Soprintendenza. A breve ci dovrebbe essere un incontro congiunto in Campidoglio per capire se la capienza può arrivare a 45mila. Ci sono dei vincoli, ma io il progetto ce l’ho chiaro”.

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Calcio e dintorni

Luis Enrique da Twitch: “Francia e Brasile le favorite, ma non abbiamo paura!”

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Luis Enrique

Ormai le dirette Twitch di Luis Enrique stanno diventando molto celebri, rivoluzionando anche un po’ i metodi della comunicazione tra tifosi e squadre di calcio.

Dopo la bella partita culminata con un pareggio conro la Germania in cerca disperata di punti, l’allenatore della Spagna è tornato a comunicare con i suoi tifosi sulla celebre piattaforma di streaming.

Le favorite per il Mondiale sono ovviamente Francia e Brasile. Hanno vinto le prime due partite ed è così. Però non abbiamo paura di nessuno, abbiamo giocato di recentre contro la Francia e punteremo a batterli. Noi intendiamo fare i punti che servono per passare il girone, intanto”.

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