VOGLIA D’EUROPA

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Fonte:LaRepubblica

Cercasi continuità, ma soprattutto cercasi Europa. Ecco il mantra condiviso dalle due squadre protagoniste che domani alle 18 si sfideranno. Entrambe reduci da due risultati pesanti in campionato, due vittorie di misura che non soddisfano sotto tutti i punti di vista ma che fanno bene alla classifica. Ecco Atalanta-Napoli, match che si giocherà con un obiettivo, quello di continuare a sentire la lieta musichetta della Champions League risuonare nella mente. Lucida, più riposata, quella dei bergamaschi; fresca di trasferta, a dir poco amara, in terra spagnola quella dei partenopei.

Due realtà appaiate a quota 40 punti, nonostante il Napoli debba recuperare la famosa partita con la Juventus. Ma per i conti non c’è tempo e lo sanno bene i due tecnici. Soprattutto Gattuso, che giovedì scorso a Granada ha dovuto far fronte a un’emergenza infortuni che l’ha costretto a rinunciare a ben 9 giocatori. Vero, le assenze pesano, ancor di più se a mancare sono protagonisti assoluti come Lozano e Mertens. Ma la sconfitta in terra andalusa per 2-0- ,contro un Granada esordiente nei sedicesimi di Europa League, deve far riflettere .

Vedremo se invece Gasperini, solito ricordare la serie di impegni ravvicinati e le difficoltà conseguenti, saprà far cantare la Dea: bella e arrembante, ma con un Napoli che cerca riscatto e continuità. Sperando in una Gewiss Arena che si trasformi in un palcoscenico delle grandi notti: i presupposti ci sono, ma non tutti i protagonisti saranno presenti. Servirà il meglio di ciascuno.

TRA ALTI E BASSI

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Fonte: sport.sky.it

Oggi, rispetto alla gara d’andata di Ottobre, molte cose sono cambiate. Ci sono stati momenti più o meno difficili da entrambe le parti, crisi all’interno dello spogliatoio, tensioni tra staff e dirigenza. Ma con Gomez in Andalusia, uno straripante Matteo Pessina pronto a eridatarne ruolo e importanza, un Ilicic ritrovato -seppur non continuo come la scorsa stagione- la Dea ha saputo trovare l’assetto giusto per esprimere al meglio le sue potenzialità. Basti vedere la prova di San Siro col Milan.

Ma anche il Napoli ha spesso navigato in acque non del tutto tranquille: analizzando punti e risultati conquistati si può ancora considerare in piena corsa europea, tenendo conto di come sia stato penalizzato dalle assenze soprattutto davanti. Tuttavia va piuttosto evidenziato il clima che si è a lungo respirato intorno alla squadra. Un Rino Gattuso sempre pronto a metterci la faccia ha dovuto infatti fare i conti col risentimento di patron De Laurentis, tanto che prima della gara di Sabato scorso con la Juventus, l’ex allenatore di Milan e Palermo sembrava ormai prossimo all’esonero, con le ombre di Benitez e Mazzarri sullo sfondo.

Ma il Napoli vince e la musica cambia, almeno per un pò. Oggi ringhio e ADL sembrano aver stipulato un armistizio che ha un preciso scopo: dare tranquillità, compattezza, equilibrio. Non menzioniamo la fiducia perchè quella i ragazzi partenopei l’hanno sempre dimostrata nei confronti del loro allenatore. O meglio nei confronti del loro secondo padre.

“L’abbraccio post Juve con Gattuso? L’ho fatto perché si è parlato tanto del mister e si sono dette molte cavolate. La squadra è dalla parte del mister e ha dato la risposta sul campo“.

Politano risponde così ai rumors riguardo la situazione in casa partenopea. Vedremo se a Bergamo gli azzurri dimostreranno le loro doti sul campo, dato che nonostante l’1-0 firmato Insigne contro la Juve, la gara non è stata delle migliori, soprattutto nel secondo tempo. Baricentro basso, squadra in costante sofferenza e capace di impegnare Szczesny solo in unica occasione, proprio quella del penalty che è valso i 3 punti.

Se in certi casi i conti si fanno alla fine, settimana scorsa il Diego Armando Maradona ha dato i suoi verdetti. E d’altronde qualcuno diceva: “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Frase dei nemici, ma quanta verità.

EMERGENZA

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Fonte: StopandGoal

Lo sa bene anche mister Gian Piero Gasperini, che prima del suo viaggio verso Madrid programmato mercoledì 24, dovrà ospitare tra le mura amiche i partenopei. Un test per Madrid? Riduttivo. Nonostante le assenze e la prova opaca di Granada questo Napoli non va sottovalutato, come successe quel Sabato 17 ottobre 2020 quando la Dea fu strapazzata dagli azzurri dilagante. 4-1 risultato finale, e pensare che la corazzata nerazzurra era reduce dalle prime 3 giornate di campionato con 13 reti all’attivo!

Ma l’abbiamo detto già troppe volte: le cose cambiano, la stagione è fatta da tanti tempi, diversi e complicati tra loro. Chi si aggiudicherà quello decisivo? La risposta ancora non c’è: come dice Politano, meglio attenersi al verdetto dal campo.

Proprio il ragazzo ex Inter ha dovuto lasciare il campo nel match di Europa League per un colpo al costato rimediato nel primo tempo: lista degli indisponibili che diventa così sempre più fitta, problematica per Gattuso. Elmas non sembra convincere, nonostante agendo da esterno alto e con Zielinski alle spalle pare esprimere maggiore efficacia. Ma i problemi sono anche nella retroguardia azzurra, poichè Rahmani e Maksimovic non sono certo le fotocopie di Koulibaly e Manolas. Per quest’ultimo il rientro è previsto solo a fine Marzo, mentre per il senegalese l’esito al tampone è risultato negativo. Stessa sorte per Faouzi Goulham. Gattuso può respirare.

LA CORTE DI GASP

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Fonte: Fanpage.it

Per l’Atalanta il 3-0 di contro il Ibra&co aveva inevitabilmente significato molto. Un risultato in grado di dare consapevolezza, serenità all’ambiente, il quale è però incorso prima in una clamorosa frenata nel pareggio contro il Toro di Nicola– squadra in vantaggio per 3-0 dopo 21 minuti di gioco e raggiunta dai granata con risultato finale di 3-3– e una sonora sconfitta con la Lazio.

Ma quando hai una rosa che dispone di soluzioni così numerose, risolvere i problemi e i momenti no sembra meno complicato. Tanto meno se lì davanti ti ritrovi un certo Luis Muriel: 13 goal e 4 assist in 20 presenze in Serie A, dove per ben 13 volte è subentrato a gara in corso, facendo a staffetta col compagno e connazionale Duvan Zapata. Gasperini ha spesso ribadito come la scelta di introdurre l’ex Fiorentina e Siviglia a gara in corso non sia casuale:

 “E’ straordinario. Ha un’esplosività tale per cui 90’ non li gioca, ma 60/70’ sì, è in grandissima condizione e ha sempre avuto colpi. Ora lo impiego così con Zapata e Ilicic e forse così ottengo il massimo da lui”.

Proprio forza fisica, velocità, progressione palla al piede e tecnica hanno spinto molti a paragonarlo con la leggenda vivente di Ronaldo Il Fenomeno. Occorre andare piano, certi accostamenti sono alquanto delicati. Ma Luis di rallentare non ne vuole sapere, che parta dalla panchina o meno. Gasperini farà le sue scelte e il Napoli dovrà scendere in campo consapevole del potenziale avversario.

D’altronde le 2 gare di Coppa Italia tra bergamaschi e partenopei sono state l’antipasto prima del piatto principale che sarà servito domani. La Dea ha voluto vendicare quella sconfitta bruciante di inizio campionato e ci è riuscita. Dopo un primo atto concluso con un noioso 0-0 al Maradona di Napoli, la sfida di ritorno ha messo in luce un’Atalanta capace di brillare con Duvan Zapata– più bomber nelle Coppe che in campionato- e un giovane ma sempre più convincente Matteo Pessina. Bravo ragazzo, faccia pulita, laureando in Economia, cosa chiedere di più?

Domani serviranno le sue geometrie, nonostante agirà probabilmente qualche metro indietro accanto a De Roon, lasciando spazio a Malinovsky sulla trequarti. Uno dei tanti talenti alla corte di Gasp.

 

OSHIMEN: TOCCA A TE

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Visione, verticalità, ingegno: ciò che Pessina ha dimostrato nel ritorno della semifinale di Coppa Italia non sembra essere stato ancora espresso invece da Stanislav Lobotka. Più consono a un ruolo di regista/mediano davanti alla difesa, okay. Ma lo slovacco, ex Celta Vigo, Giovedì scorso non ha saputo dettare i tempi alla squadra, limitandosi come i compagni ad un possesso sterile, spesso orizzontale, saltuariamente rivolto verso il tridente offensivo.

Anche l’attacco dovrà dimostrare qualcosa di più, benchè assenze come quelle sovraelencate pesano e non poco: a Granada le statistiche parlano chiaro: un solo tiro in porta di Oshimen, all’86esimo minuto di gioco. Non può bastare. Proprio il ragazzo di Lagos dovrà cercare di prendersi la squadra sulle spalle: ciò visto fin qui non può soddisfare Gattuso e men che meno il patron De Laurentis.

Manca ancora la condizione, il problema alla spalla e il COVID ne hanno vincolato le potenzialità, anche se ormai siamo entrati nella fase clou della stagione. Serve continuità, decisione e voglia di superare le difficoltà. Il Napoli ne sta vivendo parecchie, Ringhio proverà in tutti i modi a scuotere i suoi trasmettendo la grinta che l’ha sempre contraddistinto. Allo stesso tempo Gasperini non resterà a guardare: anche lui vuole vincere per sognare notti magiche come quella che auguratamente vivrà mercoledì prossimo all’Estadio Santiago Bernabeu di Madrid. Per l’Europa, per sognare: Atalanta-Napoli deve stupire.

(Fonte immagine in evidenza: corrieredellosport.it)