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Tutto passa da Bergamo

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Rabiot

Atalanta-Juventus non sarà soltanto una grande sfida tra la prima e la quinta forza del campionato, ma rappresenterà uno snodo cruciale per il proseguo della stagione di entrambe le squadre. Il sogno europeo di una città intera passa necessariamente dalla sfida contro i bianconeri, dai quali i bergamaschi vengono sconfitti da 14 partite ufficiali consecutive. Il Milan inseguitrice della Dea si trova a cinque lunghezze, mentre davanti la Lazio di Simone Inzaghi dista soltanto un punto. Fare punti contro la Juventus, ed affrontare al massimo la trasferta di Udine della prossima settimana, permetterebbe a Gasperini e i suoi ragazzi di prepararsi al meglio per lo scontro diretto contro i rossoneri del 13 Maggio. Per Allegri invece la sfida di Bergamo rappresenta l’ultimo ostacolo (trasferta di Roma a parte) verso il sesto scudetto consecutivo. Vincere anche in casa dell’Atalanta, che quest’anno tra le mura amiche ha fatto vittime illustri come Napoli, Roma e Inter, significherebbe confermare per l’ennesima volta la grande forza dei bianconeri. 

MODELLI DIFFERENTI

Juventus ed Atalanta, come poche altre squadre in campionato, raffigurano alla perfezione ciò che il proprio allenatore chiede (Napoli di Sarri permettendo). Il dinamismo e la duttilità dell’Allegri allenatore, vengono perfettamente riportate poi nel campo di gioco dai suoi giocatori. Trasformare Mandzukic in un esterno a tutta fascia, riposizionare Pjanic al centro del campo con compiti d’interdizione, oppure modellare Dani Alves in un terzino con doti difensive sono soltanto alcune delle intuizioni del tecnico livornese. Ciò che chiede Allegri è una squadra che sia pronta al sacrificio, che attacchi con molti uomini, ma che difenda anche con quasi tutti gli effettivi. Una ricerca spasmodica della gestione del pallone quando in vantaggio, ed una fase difensiva alternata tra un pressing alto e una difesa bassa a protezione della propria area. Tutto ciò viene abilmente riportato nel terreno di gioco dalla Juventus.

E così succede anche per l’Atalanta.

Gasperini da sempre, a differenza di Allegri, è un’integralista di un disegno tattico ben preciso. Il suo 3-4-3, trasformatosi quest’anno in 3-4-1-2, è un modulo assolutamente offensivo, ma che ha bisogno di dettami specifici poiché venga applicato intelligentemente. L’ex allenatore delle giovanili bianconere chiede principalmente una grande aggressione e un pressing asfissiante quando la propria squadra non è in possesso di palla. Una volta recuperato il pallone tutti gli undici devono partecipare attivamente alla manovra offensiva, compresi i tre difensori centrali. Con questo sistema di gioco, soprattutto gli esterni hanno il grande compito di sostenere i tre attaccanti in fase d’attacco, ed aiutare la linea difensiva successivamente. Il giocatore maggiormente trasformato da Gasperini e dalla sua idea di calcio è stato senza ombra di dubbio Jasmin Kurtic. Lo sloveno ha sempre agito da centrocampista centrale oppure da mezzala in un 4-3-3. Con il 3-4-3 il suo posizionamento sarebbe stato complicato, dato che non garantiva la necessaria fisicità per giocare davanti la difesa nel gioco gasperiniano. Ecco allora che l’ex allenatore del Genoa ha deciso di reinventare lo sloveno come esterno d’attacco. I numeri hanno ripagato assolutamente l’azzardo di inizio stagione. Il rendimento offensivo del centrocampista si è impennato rispetto alle scorse stagioni. Kurtic finora, oltre ad aver segnato 6 gol, può anche vantare 3 assist, 19 passaggi chiave effettuati e 22 chanches create.

Kurtic in realtà non agisce da vero e proprio esterno d’attacco. Spesso e volentieri Gasperini chiede allo sloveno di muoversi dentro al campo. Per tre motivi. Il primo è per lasciare campo libero all’esterno di parte. Come si vede nell’immagine infatti Kurtic abbandona la fascia, che viene occupata da Hateboer. Il secondo è per aumentare la pericolosità del centrocampista. Gli inserimenti dello sloveno possono essere di difficile lettura per le difese avversarie. Proprio contro la Roma infatti un suo inserimento, mal gestito sia dalla retroguardia che dal centrocampo giallorosso, si è trasformato nel gol del momentaneo vantaggio bergamasco. Il terzo invece riguarda la situazione difensiva. Senza palla Kurtic si posiziona a specchio del regista avversario, per impedirgli di ricevere palla, con l’obiettivo di bloccare le giocate degli avversari.

RENDIMENTI COSTANTI

Sia Atalanta che Juventus possono vantare dei rendimenti abbastanza costanti sia in casa che in trasferta. Nonostante ciò si possono comunque sottolineare delle differenze tra le prestazioni delle due squadre quando giocano tra le mura amiche o meno.

Un primo dato che salta immediatamente all’occhio è la maggiore aggressività della squadra di Gasperini allo Stadio Atleti Azzurri. I bergamaschi infatti mediamente compiono circa 18,6 intercetti a partita, commettendo anche 16 falli. In casa il numero delle palle intercettate aumenta e passa al 19,7. La grande determinazione della squadra bergamasca nelle sfide casalinghe emerge anche dagli 11,4 dribbling a partita, e dai 28 cross a partita nelle sfide casalinghe (in entrambe le statistiche è seconda soltanto all’Inter). Uno dei protagonisti determinanti in questo frangente è il Papu Gomez. 14 gol, 8 assist, 81 chanches create e 73 passaggi chiave. Gomez rappresenta il fulcro del gioco atalantino. Dai suoi piedi passano la maggior parte delle azioni offensive della Dea. Come detto precedentemente, il gioco sulle fasce è una delle risorse primarie della squadra di Gasperini. La spinta continua di Conti e Spinazzola, garantisce a Gomez e Kurtic di accentrarsi e rendersi più pericolosi in zona gol. I numeri inquadrano perfettamente l’idea di gioco gasperiniana. In casa infatti la squadra bergamasca divide le proprie azioni offensive prettamente sulle fasce (36% sulla sinistra e 41% sulla destra), mentre le percussioni centrali sono meno sfruttate (solo il 23%).

Anche la Juventus modifica spesso e volentieri il proprio atteggiamento quando si trova lontana dallo Juventus Stadium. L’elemento che si differenzia maggiormente è l’atteggiamento difensivo. Mentre tra le mura amiche la squadra di Allegri è maggiormente aggressiva con 14,7 intercetti, fuori casa il dato si abbassa drasticamente a 10,6. I bianconeri infatti in trasferta non sempre riescono ad essere aggressivi, ma anzi tendono a difendere con un baricentro più basso sfruttando le qualità individuali dei propri difensori. La Juventus può però vantare una buona gestione della palla e anche della partita: il 55% di possesso ne è la conferma. I tiri nello specchio sono quasi gli stessi e difatti si abbassano da 5,7 a partita a 5,1 in trasferta. A differenza dell’Atalanta, la manovra offensiva bianconera è maggiormente dilazionata nei vari punti del campo. Lontano dallo Stadium la squadra di Allegri opta per sviluppare l’azione con l’asse Sandro (o Asamoah)-Mandzukic per il 30% delle volte; l’azione centrale, sfruttando i movimenti di Dybala e Higuain, viene scelta il 29%; infine il movimento della catena di destra, che vede protagonisti Dani Alves (o Lichtsteiner) e Cuadrado, è preferito il 41% delle volte. L’importanza del colombiano nelle sfide in trasferta è sottolineato anche dai numeri. La scelta di difendersi più basso del solito e ripartire in contropiede non può che fare dell’ex Fiorentina l’elemento chiave. La sua velocità, rapidità, freschezza e semplicità di dribblare l’avversario diventano determinanti con questo atteggiamento tattico.

COS’È CAMBIATO

Cosa e quanto è cambiato nelle due squadre dalle sfide di Dicembre e Gennaio? L’Atalanta è praticamente la stessa squadra. L’unico cambiamento nella sfida di stasera sarebbe dettato eventualmente dalla mancanza di Franck Kessie a centrocampo. Il suo sostituto nel caso sarebbe Bryan Cristante. Il resto è uguale: Toloi, Masiello e Caldara in difesa. Freuler, Conti e Spinazzola a completare il centrocampo, e Gomez, Kurtic, Petagna in attacco. La Juventus invece è cambiata tantissimo dalle due sfide dell’inverno scorso, non tanto negli uomini, ma principalmente nel sistema di gioco. Il 4-3-1-2 della gara d’andata è stato sostituito dall’ormai collaudato 4-2-3-1. Nella sfida dello Stadium, data la mancanza di Dybala, era stato schierato Pjanic nel ruolo di trequartista a supporto di Higuain e Mandzukic. A centrocampo al fianco di Khedira e Marchisio, agiva Sturaro come mezzala di sinistra. Nella gara d’andata (finita 3-1 per la Juventus) ciò che fece la differenza fu lo strapotere fisico dei bianconeri sugli esterni (il gol del vantaggio di Alex Sandro ne è la conferma) e il ruolo di Pjanic di difficile lettura per la retroguardia bergamasca.

La posizione tra le linee del bosniaco metteva in grande difficoltà la squadra atalantina. Infatti i due centrocampisti centrali della Dea si alzavano altissimi su le due mezze ali avversarie (Khedira e Sturaro), con Kurtic che assorbiva e ingabbiava Marchisio. Su Pjanic quindi era quindi necessario che uscisse uno dei tre difensori centrali. In questo caso è Toloi ad affrontare alto l’ex Roma. Questa soluzione costringeva il reparto di Gasperini a dover scalare con i due esterni di centrocampo ovvero con Conti e Spinazzola.

Heatmap di Miralem Pjanic nella gara d’andata Juventus-Atalanta (da WhoScored.com)

Pjanic ha cercato di spaziare lungo tutto il fronte della trequarti avversaria, spostandosi spesso anche vicino alle fasce. Questa sua posizione costringeva uno dei tre difensori dell’Atalanta a dove uscire su di lui, lasciando così scoperta una zona di campo centrale.

 

 

 

Questa situazione si dovrebbe ipoteticamente ripetere questa sera, con l’unica sostanziale (e forse maggiormente pericolosa) differenza che quella zona di campo non sarà più occupata dal bosniaco ma da Paulo Dybala. Con il 4-2-3-1 juventino il trio Toloi-Caldara-Masiello dovrà essere abile e attento nel riuscire a non farsi puntare dall’argentino e allo stesso tempo cercare di coprire le corsie esterne, che questa volta, a differenza dell’andata, saranno stabilmente occupate da Mandzukic e Cuadrado.

Gasperini e i suoi ragazzi dovranno fare una gara forse più accorta del solito, mantenendo però invariata la propria filosofia di gioco caratterizzata da aggressività, pressing e sfruttamento delle corsie esterne. Allo stesso modo la Juventus non dovrà fare l’errore di rinunciare a giocare nonostante la pressione avversaria. Le qualità di Pjanic e Dybala, nella zona centrale del campo, saranno fondamentali per cercare di eludere il pressing avversario. Se i bianconeri riusciranno ad uscire palla al piede dalle transizioni aggressive senza palla dell’Atalanta, i giocatori di Allegri si ritroveranno degli ampi spazi di campo da poter aggredire, soprattutto con la velocità di Cuadrado.

La corsa verso un sogno chiamato Europa League, la freddezza ed il cinismo nel chiudere definitivamente il discorso Scudetto. Tutto passa da Bergamo.

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Flash News

Il Milan riabbraccia Kjaer ed attende Ibrahimovic: le ultime dall’allenamento odierno

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Milan

Al termine della doppia seduta di allenamento del Milan arrivano importanti novità, in vista della prima amichevole invernale contro il Lumezzane, in programma giovedì 8 dicembre.

I rossoneri riabbracciano Simon Kjaer, rientrato dopo l’eliminazione della sua Danimarca dal Mondiale. Il centrale rossonero ha rinunciato alle vacanze per ricominciare subito ad allenarsi con i compagni in vista della ripartenza della Serie A, in programma il 4 gennaio.
Intanto, Zlatan Ibrahimovic prosegue con il programma di recupero e spera di rientrare a fine gennaio, per dare una mano al tentativo di rimonta del Milan in campionato.

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Flash News

Winks vicino al rientro con la Sampdoria: le ultime

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Sampdoria

Harry Winks è passato in prestito con diritto di riscatto (fissato a 25 milioni) dal Tottenham alla Sampdoria in questa sessione di mercato.

La sua ultima presenza con i club rimane fissa al 22 maggio, in occasione di Norwich-Tottenham, dopo di che l’inglese è passato a Genova di fatto inosservato. Ancora nessuna presenza in Serie A per il mediano ex colonna degli Spurs ai tempi di Pochettino.

Winks, come riportato da Il Secolo XIX, sta tuttavia bruciando le tappe per il suo ormai prossimo rientro in gruppo. Ciò potrebbe avvenire già nel corso del ritiro invernale in Turchia della Sampdoria, che comincerà giovedì, con l’aereo che atterrerà nella terra della Mezzaluna per il match contro l’Adana Demirsport. Winks, potrebbe essersi finalmente lasciato alle spalle l’infortunio alla caviglia che lo ha tormentato per mesi.

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Calcio Internazionale

Santos furioso con Ronaldo: “Deciderò all’ultimo se giocherà”

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Pronostico Portogallo-Spagna

L’uscita polemica di Cristiano Ronaldo durante Portogallo-Corea Del Sud non poteva certamente passare inosservato.
Il Ct portoghese, Fernando Santos, è tornato sulla questione oggi in conferenza stampa, con toni decisamente elevati:

“Non ho sentito cosa ha detto Ronaldo mentre usciva, ma ho rivisto la scena in tv e ho capito, è una cosa gravissima che non deve capitare più. Non voglio soffermarmi troppo sull’argomento, certe cose si risolvono nello spogliatoio. Non so ancora chi giocherà, la formazione la decido sempre all’ultimo momento, cercando di schierare il miglior Portogallo possibile, così sarà anche domani”.

Insomma, la situazione è molto delicata in casa Portogallo, inoltre le voci di un possibile approdo di CR7 in Arabia Saudita non migliorano certo la situazione, visto che la Nazionale è concentrata sul passaggio del turno.

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Calcio Internazionale

Nuovo intreccio Udinese-Watford: è fatta per Matheus Martins

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Dopo aver chiuso per il canadese Kone, l’Udinese è in procinto di concludere anche la trattativa per il talentoso brasiliano Matheus Martins del Fluminense.
L’ala sinistra classe 2003 si è messo in luce durante l’ultima stagione  del campionato brasiliano ed è uno dei talenti in rampa di lancio del calcio verdeoro.

Secondo Fabrizio Romano, le cifre dell’operazione si aggirano attorno ai 6 milioni più 3 di bonus. Il calciatore, che ha già effettuato le visite mediche, verrà girato in prestito al Watford fino a giugno.
L’Udinese, dunque, continua nella sua strategia mirata alla programmazione e al futuro, con un innesto molto interessante.
Piccola curiosità, Martins ha segnato una tripletta nell’unica presenza in Copa Sudamericana, nel clamoroso 10-1 rifilato dal Fluminense all’Oriente Petrolero, rivelatosi inutile ai fini della qualificazione dei brasiliani.

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