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Atalanta-Sassuolo: si decide tutto in un tempo

Al Gewiss Stadium il Sassuolo arriva con la voglia di trovare la seconda vittoria stagionale, mentre l’Atalanta è chiamata a dare uno scossone ad un inizio di campionato un po’ sincopato. Dionisi lancia a sorpresa dal 1′ Defrel, accompagnato da Boga, Berardi e Traoré nel quartetto offensivo. Diversi cambi anche per Gasperini rispetto alla sfida precedente: il Gasp manda in panchina tre elementi del centrocampo per far spazio a Koopmeiners, De Roon e Pessina. Sulla fascia destra in particolare, dà fiducia a Zappacosta al posto del danese Maelhe. Mai scelta fu più azzeccata.

PRONTI VIA

Pronti via: dopo appena due minuti proprio Zappacosta serve con un tocco corto Malinovski, che dalla destra lascia partire un cross tagliato in mezzo. Nessun difensore del Sassuolo attacca il pallone, Consigli rimane immobile e Gosens dal secondo palo ringrazia insaccando la sfera. Feeling particolare quello del tedesco con i neroverdi: con quello di oggi i goal ammontano a quattro, è la sua vittima preferita. La rete repentina dell’Atalanta abbatte psicologicamente il Sassuolo, che soffre il momento positivo dei bergamaschi. Servono tredici minuti prima che gli emiliani bussino alla porta di Musso. Traoré trova Defrel al limite che controlla orientato e beffa un non impeccabile Demiral. A tu per tu con il numero uno nerazzurro però spara altissimo. Sarà l’unica occasione per più di mezz’ora.

Il Sassuolo ad ogni modo prova a manovrare il pallone e a costruire un’azione ragionata. La mancanza di precisione però può più della manovra stessa, e i ragazzi di Dionisi perdono palloni su palloni negli ultimi trenta metri di campo. In particolare, il Sassuolo si ostina a voler giocare per vie centrali, dove invece l’Atalanta fa molta densità. Va da sé che ogni tentativo di bucare la difesa bergamasca rimbalza su un muro di maglie nerazzurre. Dal canto suo invece la Dea sfrutta gli errori avversari per ripartire in ampiezza. Zapata e Pessina in particolare ricevono palla quasi sulla linea del fallo laterale, e non di rado cercano la profondità per far male all’avversario. Detto fatto: quasi sempre la difesa emiliana si fa trovare impreparata e trema ad ogni verticalizzazione (o lancio lungo) bergamasca. Per sua fortuna, l’Atalanta è poco concreta sotto porta e sciupa un sacco di occasioni.

Il primo tempo è all’insegna di ritmi di gioco altissimi. Se in un primo momento il Sassuolo sembra tenere testa agli avversari, dopo un mezz’ora di gioco inizia ad annaspare sotto i colpi bergamaschi. L’intensità di gioco dell’Atalanta sale e l’affanno neroverde è evidente: in dieci minuti concede due palle goal pericolosissime. Se però Pessina è clemente con Consigli e calcia a lato, Zappacosta non è dello stesso avviso. Sull’ennesima palla persa dal Sassuolo, Gosens si inserisce come un treno in area di rigore, serve Zapata che dialoga con Malinovskyi e a sua volta allarga per il numero 77. Il tiro dell’ex Roma è un diagonale perfetto che bacia il palo e si insacca. A questo punto tutto lascia pensare ad un’Atalanta dirompente, e invece no.

Nonostante i continui errori tecnici del Sassuolo (dovuti in parte alla stanchezza), al 44esimo del primo tempo cambia inaspettatamente il risultato. Berardi, servito largo a destra, si inserisce centralmente e rompe le linee difensive bergamasche. Dopo un paio di metri di conduzione in orizzontale per il campo, lascia partire un sinistro tagliato sul primo palo e fa 2 a 1. Decisamente non perfetto Musso in questa situazione. Il primo tempo va in archivio senza altri sussulti.

Nella seconda metà di gioco il Sassuolo inizialmente prende coraggio. La manovra neroverde inizia ad essere più fluida e Defrel ha un’altra occasione gigante davanti a Musso (ancora una volta Demiral e Djimisiti dormienti). Di testa da due passi però spedisce a lato. Il vero cambiamento tuttavia è nell’approccio difensivo: Dionisi ordina alla linea dei quattro difensori di abbassarsi per prevenire le palle in profondità. La scelta del tecnico funziona, perché l’Atalanta non ha più grosse occasioni. Dal 60′ in poi il ritmo cala terribilmente sia da una parte che dall’altra, e il gioco si spezzetta molto di più. A poco servono i cambi, se non a portare un po’ di freschezza. L’unico a rendersi pericoloso è Ilicic, che nonostante l’età mostra ancora tutto il suo talento. Fatta eccezione di qualche minuto di blackout dell’Atalanta (poco prima dell’80’), la gara termina senza ulteriori sussulti.

Gasperini nonostante la vittoria dovrà rivedere diversi aspetti (difensivi in particolare) della gara. Del resto se Defrel non si fosse divorato due goal adesso si parlerebbe di tutt’altra partita. L’atteggiamento della dea non è stato proprio perfetto, per usare un eufemismo, anche sotto porta: troppi le occasioni sprecate, e non in tutte le partite ne capitano così tante. Ci vogliono concretezza e più attenzione, altrimenti sarà dura rimanere aggrappati alla zona Champions.

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