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Atalanta, siamo arrivati all’ultimo ballo?

Atalanta, siamo arrivati all’ultimo ballo?

Atalanta e finale di stagione. Se il terzo attore protagonista fosse la necessità di raccogliere tutti i punti possibili, senza troppi dubbi staremmo parlando di un film già visto. E, in effetti, anche stavolta è così.

180 minuti e 6 punti da conquistare, perché il motivo per cui si lotta per concretizzare il più possibile non è di certo banale. Dopo che nella pre-season ci si sarebbe aspettati molto dalla Dea nella stagione 2021/22, con il passare delle giornate gli obiettivi si sono costantemente ridimensionati, fino ad arrivare all’eventualità di rimanere esclusi dalle competizioni europee in vista della prossima annata. Scenario, tuttavia, ancora possibile.

Perché se nell’ultima giornata di campionato l’Atalanta ospiterà l’Empoli, con la reale necessità di conquistare 3 punti, nel match di San Siro l’impresa sarà sicuramente più ardua. Le statistiche danno ragione all’Atalanta, perché la formazione bergamasca non ha mai perso al Meazza da quando sulla panchina siede Gian Piero Gasperini. Certo, i dati esistono anche per essere smentiti e per mettere fine alle strisce che si allungano, stagione dopo stagione.

Sarà questa l’occasione?

ADDIO CHAMPIONS

La vera novità di questa stagione, se parliamo di obiettivi raggiunti, è proprio il mancato approdo della Dea alla Champions League dell’anno successivo. E non perché sia diventata un’abitudine, ma per il semplice fatto che, negli ultimi anni, la dimensione europea dell’Atalanta è stata un vero e proprio esempio di come bisognerebbe scendere in campo in Champions.

Se prendiamo in esame le ultime stagioni dell’Atalanta e di chi, concretamente, ha scritto la recente storia della società bergamasca è impossibile non citare alcuni elementi.

Papu Gomez, Josip Ilicic, Robin Gosens e, ovviamente, Gian Piero Gasperini. I primi tre, se consideriamo che l’esperienza di Ilicic stia per esaurirsi, non fanno più parte dell’organico. Ed è sempre tanta la tristezza, ripensando a quanto ha fatto lo sloveno per la Dea e a quante persone ha fatto innamorare del suo stile di gioco unico e, francamente, inimitabile. Il Papu e Gosens hanno scelto di sposare altri progetti e di scrivere un nuovo capitolo della loro esperienza europea.

Atalanta Gasperini ciclo

Gian Piero Gasperini, invece, rimane l’ultimo vero simbolo di una società che si è stancata di essere definita provinciale e che, gradualmente, ha cominciato a fare paura a tutti, nessuno escluso.

Una squadra che ha valorizzato ogni singolo membro e che ha reinventato l’utilità del centrocampo, come filtro efficace in fase difensiva e acceleratore devastante per quella offensiva. Essere un centrocampista dell’Atalanta è quasi diventato uno status. La consapevolezza che in una singola stagione il valore di mercato, per fare un esempio, aumenta sempre se indossi la casacca dei bergamaschi. E non di certo per una visione distorta, ma per fatti concreti sul rettangolo verde. 

Gli interpreti sono cambiati, operando scelte oculate sul mercato e tenendo sempre sotto controllo i conti. L’efficacia, se consideriamo relativamente la seconda parte di questa stagione, non ne ha risentito. Ora, però, bisogna fare i conti con una classifica che spaventa i tifosi e che li vede sperare in 180 minuti in cui si possa ammirare la grande Atalanta che conoscono bene.

ULTIMO BALLO?

The last dance, l’ultimo ballo. Le ultime occasioni, se si considerano le due partite rimanenti, per rendere onore a quello che è stato un percorso splendido, molto intrigante.

Poi, in base al piazzamento in campionato, in casa Atalanta si vivrà un’estate di cambiamenti. I nuovi investitori, un mercato destinato a regalare tante entrate e uscite, oltre ad illustri addii. Si pensa all’attacco, con Zapata e Muriel che devono essere valutati molto attentamente, così come la definizione di un ruolo in campo per Boga, fortemente voluto da Gasperini ma troppo spesso inconsistente. 

Nonostante una stagione non esaltante, la Dea può disporre di pezzi pregiati che hanno molto mercato, e già solo questa premessa è destinata ad incentivare le proposte per strapparli all’Atalanta. Ma forse non è tutto.

Gian Piero Gasperini ha firmato il rinnovo a novembre, ma stando proprio alle sue parole “le cose sono cambiate” e sarà proprio la società a deciderne il destino. Al netto del fatto che negli ultimi 6 anni sia stato in grado di far salire di livello la Dea, si deve considerare anche l’eventualità che il ciclo sia praticamente finito. E, con esso, anche l’esperienza del tecnico di Grugliasco potrebbe essere giunta al capolinea. Difficile fare nomi, difficile immaginare un’Atalanta senza la sua guida, ma le scelte coraggiose comportano tanti rischi quante opportunità. Una sfida troppo affascinante per non essere colta.

Molto, ovviamente, passerà dal confronto di San Siro, contro la squadra che insegue uno scudetto che manca da più di un decennio. Non sarà semplice, ma sono spesso e volentieri le avversarie più tenaci a tirare fuori il meglio di una squadra. E, di sicuro, la Dea non ha dimenticato come si vincono le partite importanti.

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