Dopo il gran capitolo concluso con la prima Liga da allenatore, Ernesto Valverde ha sceneggiato un nuovo e avvincente incipit per la stagione del Barcellona. Una folgorazione in Spagna e in Europa da diciotto reti in sole cinque partite, che per ora non ha fatto distinzione tra campionato (12 punti e primato) e Champions League (4-0 secco al Psv Eindovhen). Se il Barcellona aveva terminato la scorsa stagione con un titolo meritato e neanche troppo combattuto, il discorso-Champions League è stato assolutamente disdicevole per il curriculum di Valverde. L’eliminazione dell’Olimpico aveva messo in crisi la credibilità europea dei blaugrana, assenti da tre anni dalle ultime due fasi della vetta della Champions League. In Spagna, nei confronti del tecnico, questa nota era stata fatta pesare parecchio. Per quest’anno, oltretutto, l’ex tecnico dell’Athletic Bilbao ha pure perso uno dei cristalli fondamentali della squadra, don Andres Iniesta, lui stesso reduce da una stagione conclusiva con prestazioni importanti e particolarmente significativo nell’economia del gioco di Valverde.

Forse per lo scarso mercato – sono oramai due anni senza Neymar – ma anche per un vestito tattico non più ammiccante come dai tempi di Guardiola, il Barcellona ha perso un po’ quell’aurea di timore che suscitava negli avversari, che guarda caso, è coinciso proprio con un leggero calo di Leo Messi nelle prestazioni (a sua volta a picco nel Mondiale russo). Al contrario, il nuovo inizio di campionato del Barcellona ha soverchiato il terreno delle (superficiali) critiche per tornare a mostrarsi potente anche in Champions League. Oltre il risultato del Camp Nou con gli olandesi, il sistema di Valverde si è arricchito di due elementi superlativi, Coutinho e Vidal, mentre il completato rodaggio di Ousmane Dembelè (smaltiti infortuni e paranoie ambientali) ha aggiunto al roster blaugrana un asso nella manica apparentemente mancante nella passata stagione.

NOVITA’

La nuova stagione del Barcellona ha visto innanzitutto la riaffermazione del marchio tattico di casa per eccellenza. Dopo il sorprendente e piacevole 4-4-2 con cui Valverde ha vinto la Liga l’allenatore del Barca è tornato sui canoni con cui, negli ultimi anni, dal 2007 al 2017, il Barcellona ha vinto 25 titoli complessivi, il 4-3-3. Non più Iniesta esterno di centrocampo ma linea tripartita fra Busquets (al centro), Rakitic (mezzala) e Coutinho (altra mezzala); la sensazione è che quella vista contro il Psv in Champions League sia definitivamente la formazione titolare con cui Valverde ha intenzione di fare affidamento nel percorso che condurrà i blaugrana fino al Wanda Metropolitano, obbiettivo numero uno dei catalani.

Oltre a Messi e a Suarez la novità in attacco è Ousmane Dembelè, finalmente inserito a tutti gli effetti nei parametri tecnico-tattici del Barcellona e con uno score stagionale già arrivato a quattro reti. L’ex Borussia Dortmund ha mostrato  i colpi da 150 milioni che il Camp Nou aspettava, soddisfacendo non solo i tifosi e la stampa ma pure il suo allenatore (già 489 minuti giocati, sesto giocatore più utilizzato). Poi, a proposito di ritorni, c’è da esaltare a livello personale quello mediatico di Arturo Vidal, che in maniera un po’ piatta è passato dal Bayern Monaco al Barcellona. Insieme a Coutinho, il cileno è l’altro grande innesto per il centrocampo che Valverde ha ricevuto in estate, anche se tutt’ora ha giocato poco (appena 60 minuti). Ma effettivamente, con tutta la qualità del centrocampo del Barcellona, pure per un asso come Vidal trovare spazio è più difficile del previsto.

QUALITA’

Oltre a un tridente offensivo eccezionale, una difesa sufficiente e un portiere finalmente sicuro, il centrocampo del Barcellona è tornato ad essere il più forte del mondo. Dei tre posti disponibili due sono già affittati da Busquets e Rakitic, più un posto vacante disponibile per uno fra Vidal, Arthur, Coutinho e Rafinha. Il Barcellona è tornato a essere completo e efficiente in tutti i reparti, ed è la cosa che nelle ultime stagioni, a livello iconico-superficiale, è quello che sembrava mancare di più ai catalani.

Acquistato per 22 milioni di euro, il cileno Arturo Vidal ha firmato un contratto fino al 2021.

L’assenza di nomi e di ricambi non poteva rendere l’idea di un Barcellona universale e imbattibile come dai tempi di Guardiola. Adesso, con l’ex allenatore del Bilbao, il Barcellona è tornato a essere una forza del pallone in pompa magna, con un’idea di gioco affinata e risolutiva e un organico completo. In media, fra tutte le competizioni, i blaugrana hanno avuto il 66,7% del possesso palla, 19,6 tiri e 734,2 passaggi a partita. La fluidità del gioco si era già affermata con l’ottimo lavoro di Valverde nella scorsa stagione ma adesso, con i nuovi innesti, il livello già assai tecnico della squadra si è addirittura migliorato. L’undici di base schierato contro il Psv Eindovhen aveva in totale 721 partite disputate nelle competizioni internazionali di tutto il mondo, un quantum di esperienza pareggiabile solo dal Real Madrid. La difesa di Valverde non può più contare sul miglior Pique (acciacchi e forma fisica non lo rendono più quello di una volta) ma la forza di Umtiti e un ringiovanito Jordi Alba permettono comunque di poter definire il reparto arretrato del Barcellona una linea d’elite. Non la migliore d’Europa ma sicuramente efficiente (nelle prime cinque partite sono stati quattro i gol presi).

Campione del Mondo con la Francia, Umtiti è titolarissimo con Valverde nel Barcellona. In Spagna ha vinto un campionato, due Supercoppe di Spagna e due Cope del Rey

La forza del Barcellona sarà appunto dalla mediana in su, con un tridente offensivo che oltre agli intoccabili Messi- Suarez si definirà intorno alla rotazione fra Coutinho e Dembelè sulla fascia sinistra. Due giocatori diversi ma entrambi caratterizzati da una gran facilità nel dribbling (il brasiliano più brevilineo del francese) e con importanti doti balistiche nelle conclusioni. E appunto, il vero gioiello del Barcellona 2018-2019 è il centrocampo, fitto di talento e con un livello di completezza impareggiabile. Il fisico e i muscoli di Vidal e Arthur, la tecnica sopraffina di Busquets e Rakitc, la fantasia di Coutinho e Rafinha. Praticamente, a differenza dello scorso anno, Valverde ha ricambi di livello in tutte le posizioni, dal portiere alla prima punta. Spettacolo e pragmatismo, solidità e fantasia.

 

MESSI

Esperienza e qualità, forza fisica e tecnica, poi c’è Messi. Il fattore” fenomeno deistico” non va tralasciato nell’accesa reazione tecnica del Barcellona, poichè anche l’argentino, forse per la prima volta della sua carriera, è stato veramente spodestato dalla sua dimensione di eterno fenomeno. Quella scorsa è stata una stagione importante in cui tuttavia non è sembrato mai al meglio, unito a un Mondiale imbarazzante giocato male da lui come di tutta la Seleccion. Messi aveva bisogno del suo Camp Nou e di una squadra che lo aiutasse a sentirsi a casa, che gli permettessi di ritrovare una pace mentale che lo fortificasse in uno dei momenti più duri della carriera. Adesso in Spagna è solo, o meglio è senza Ronaldo: Antoine Griezmann è diventato meritatamente il nuovo anticristo della Liga, con la pretesa (anch’essa legittima) di mettere le mani sul prossimo Pallone d’oro.

Senza CR7 Messi può scoprire dopo nove stagioni un nuovo modo di intendere il campionato e gli obbiettivi personali, in una sfida con un nuovo avversario – Griezmann o tutto al più Asensio – che non sarà mai come la singolar tenzone con il portoghese. Potrebbe voler dire serenità a 360 gradi o affievolimento della concentrazione (si sa che il fattore testa è quello più preoccupante nella Pulce), con la garanzia però di avere un Messi che sul piano dell’invincibilità tecnica – e questo vale soprattutto a livello mediatico per il Barcellona – non ha opposizioni.

Ma in ogni caso, Ronaldo o meno, sembra che Messi abbia ricominciato la stagione sulla via della serenità e della convinzione, con la fede in un gruppo finalmente micidiale dopo che per diverse stagioni era sembrato molto meno solido e imbattibile. Senza Iniesta, Messi è l’assoluto padrone del Camp Nou e della sua squadra, non più solo figura ma totalità del Barcellona.