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Bundesliga

La filosofia vincente del Bayern Monaco: un esempio da seguire

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Bayern Monaco

Democrazia e identificazione

Secondo i tedeschi il calcio deve rimanere lo sport del popolo. In Germania per legge il club appartiene ai tifosi. Nel 1998 è stata introdotta la regola 50+1. I tifosi devono detenere la maggioranza all’interno di ogni singolo club calcistico. Le azioni delle società tedesche possono essere acquistate da investitori solo per una percentuale inferiore al 50%. Il resto del club rimane nelle mani dei cosiddetti tifosi-soci. Al Bayern Monaco addirittura il 75% del club è di proprietà dei tifosi. Adidas, Allianz e Audi hanno solamente una partecipazione del 8,33% nel club e rappresentano tre partner tedeschi seri che hanno tutti sede in Baviera. All’assemblea generale annualmente si confrontano tifosi e dirigenti del Bayern Monaco. Spesso per oltre 5/6 ore vengono discussi piani e problemi del club. Per poter aumentare la trasparenza, il video completo dell’assemblea generale viene pubblicato sul canale ufficiale Youtube. Una cosa inimmaginabile in Italia. Inoltre, i tifosi possono venire a guardare gli allenamenti pubblici. Esiste molta trasparenza in casa Bayern Monaco.

 Biglietti economici

La forte presenza dei cosiddetti tifosi-soci garantisce biglietti più economici.

Gli stadi di Juventus e Bayern Monaco hanno nomi simili: Allianz Stadium e Allianz Arena. Ma i prezzi sono completamente diversi. Un abbonamento stagionale in Curva Sud della Juventus costa 675 €, in Curva Sud bavarese solamente 160€.

 Il miracolo economico

La maggior parte delle BIG europee registrano bilanci estremamente negativi. La pandemia ha messo a nudo le difficoltà del sistema calcio. Per esempio, il Barcellona nel marzo 2021, con un debito di 1,35 miliardi di euro con urgenti necessità di rifinanziamento era “clinicamente morto”. L’Inter 2020/2021 ha chiuso il bilancio con un rosso spaventoso di 245 milioni di euro. Tanti club giocano sull’orlo della bancarotta.

Il club bavarese 2022 nonostante l’emergenza Coronavirus ha avuto per la trentesima volta consecutiva il bilancio in utile. Il Bayern non spende mai più di quanto guadagna. La società è stata gestita per decenni con serietà e lungimiranza.  Nel’11 titolare bavarese che 2020 nella finale di Champions League ha battuto il PSG, sono stati tantissimi acquisti “low cost”.

Josua Kimmich nel 2015 si è trasferito al Bayern per 8,50 milioni di euro (oggi vale 80 milioni di euro), Davies nel 2019 è stato individuato dagli scout bavaresi in Canada ed è costato solamente 10 milioni di euro (oggi vale 70 milioni di euro) e per Serge Gnabry sono stati versati 8 milioni di euro al Werder Bremen (oggi vale 65 milioni di euro).

David Alaba, uno dei giocatori più completi del mondo, e il fuoriclasse Thomas Mueller derivano dalla giovanile bavarese. Il bomber Lewandowski e il centrocampista tedesco Goretzka sono arrivati addirittura a parametro zero. Il Bayern Monaco per questi campioni presenti nella finale 2020 ha speso solamente 26,50 milioni €. Il PSG ha pagato solamente per Neymar 222 milioni €. L’efficienza del Bayern Monaco è impressionante.

Il club bavarese è completamente essente da debiti, ha uno stadio di proprietà e possiede il terreno del FC Bayern Campus. Il Bayern Monaco è riuscito a superare talmente bene la crisi Coronavirus che ha potuto persino pagare un bonus ai suoi dipendenti.

Ambiente familiare

Lealtà, riconoscimento nell’ambiente e competenze calcistiche sono fondamentali nella società bavarese. Perciò i dirigenti del Bayern sono quasi sempre stati degli ex giocatori. Per esempio, la bandiera del calcio Franz Beckenbauer, che insieme a Mario Zagallo e Didier Deschamps è stato l’unico nella storia del calcio a vincere il campionato del mondo sia da giocatore che da allenatore, al Bayern Monaco ha speso 48 anni di vita: 18 anni da calciatore, 2 anni da allenatore, 15 anni da presidente e 13 anni da presidente onorario. Altri esempi di ex giocatori del Bayern che hanno continuato la loro carriera nella società bavarese sono Karl-Heinz Rummenigge e Sepp Maier. Anche oggi con l’ex portiere Oliver Kahn (CEO) e Hasan Salihamidzic (direttore sportivo) viene mantenuto il cosiddetto “Bayern Gen”.

Gli ex giocatori del Bayern possono essere trovati in tutti i reparti del club, dallo scouting alla vendita di articoli per i tifosi.

Allianz Arena – Innovazione e tradizione

L’Allianz Arena con 75.000 posti rappresenta uno degli stadi più moderni al mondo.

I creditori sono stati velocemente soddisfatti. Il Bayern Monaco 2014 è riuscito a pagare i debiti 16 anni prima del previsto. In realtà il piano di finanziamento prevedeva 25 anni, dal 2005 fino al 2030.

Per aumentare il senso di appartenenza durante le partite lo stadio, composto da 2.760 pannelli viene illuminato di rosso e bianco. L’Allianz Arena è aperto sei giorni su sette e ha aumentato drasticamente i ricavi del club. Il Bayern Monaco offre quasi ogni giorno la visita del museo, un tour guidato dello stadio, la possibilità di fare acquisti nello store ufficiale e mangiare nel ristorante-stadio.

Costanza sportiva

In Germania il Bayern Monaco con 68 trofei nazionali e 14 trofei internazionali viene soprannominato il “Rekordmeister” (campione del record). Il club bavarese 2020/2021 si è aggiudicato il decimo scudetto di fila.

Impressionante considerando che la regola 50+1 rappresenta uno svantaggio competitivo e ti rende difficile competere in Europa. Alle entità esterne viene impedito di acquistare una partecipazione di maggioranza. Nonostante ciò, il Bayern Monaco senza investitori potenti del Medio Oriente a livello internazionale solo con la propria forza tra la stagione 2009/2010 fino alla stagione 2020/2021 (12 anni) per 8 volte ha raggiunto minimo la semifinale in Champions League. 2021/2022 nel Ranking Uefa si trovava addirittura al primo posto (attualmente secondo dietro il Manchester City).

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1 Comment

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  1. Emanuele Masella

    Novembre 3, 2022 at 7:59 pm

    Articolo perfetto come sempre!

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Non solo il Nizza su Parisi: c’è anche l’interesse del Wolfsburg

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Empoli

Fabiano Parisi, terzino sinistro di proprietà dell‘Empoli, è nel mirino di diverse squadre italiane e soprattutto estere. Secondo Sky Sport, il Wolfsburg sarebbe fortemente interessato al calciatore italiano. L’interesse è concreto ma ancora non c’è stata un’offerta ufficiale. Sullo sfondo vi è anche un sondaggio da parte dei francesi del Nizza.

Parisi ha catturato l’attenzione anche di diversi club italiani tra cui Lazio e Juventus, oltre a Fiorentina e Atalanta. Il terzino ha realizzato in questa prima parte di stagione con i toscani già due gol, partecipando in modo attivo alla fase offensiva della squadra.

Lo scorso novembre è stato convocato per la prima volta dalla Nazionale maggiore allenata da Roberto Mancini: ciò dimostra che il calciatore ha fornito in questi ultimi mesi delle prestazioni di alto livello, all’altezza di un big club.

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Manuel Neuer è nella storia dei Mondiali: il record

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Neuer

La sfida contro la Costa Rica non sarà importante solo per la Germania e per le sue speranze di qualificazione alla fase ad eliminazione diretta, ma anche per Manuel Neuer

Il numero 1 della nazionale tedesca, stasera raggiungerà quota 19 presenze in Coppa del Mondo, diventando così il portiere con il maggior numero di presenze nella storia della competizione.

Il portiere del Bayern, è al suo quarto mondiale. Il primo che ha giocato è stato quello del 2010. La sua prima presenza in assoluto nella rassegna iridata è stata il 13 giugno, giorno in cui anche la sua nazionale ha debuttato in quell’edizione del Mondiale, contro l’Australia. Quel giorno la Germania vinse 4-0. 

Da quel giorno Manuel Neuer ne ha fatta tanta di strada. Sia con squadre di club, e sia con la sua nazionale. Quest’ultima gli ha permesso anche di vincere un Mondiale, nel 2014, battendo in finale l’Argentina. 

Questo in Qatar sarà sicuramente il suo ultimo Mondiale. E sicuramente vorrà continuare a battere record su record, per lasciare ancor di più un segno indelebile, in una carriera già strepitosa.

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Dalic si sbilancia: “Gvardiol è il miglior difensore al mondo”

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Gvardiol

Il commissario tecnico della Croazia, Zlatko Dalic, ha commentato il passaggio del turno ai Mondiali dei suoi in conferenza stampa: “Mi congratulo con i nostri giocatori per aver superato il girone, avevo detto ieri che mi aspettavo una battaglia contro una grande squadra, perché il Belgio non può giocare male tre volte. La Croazia è stata bravissima, soprattutto per un’ora e nel primo tempo, abbiamo avuto il controllo della partita, abbiamo avuto un netto rigore, ma ancora una volta il VAR ci è stato avverso ma non ci ha influenzato. Siamo stati un po’ fortunati”.

Il tecnico croato si è poi sbilanciato su Josko Gvardiol, uno dei centrali più forti in prospettiva futura, di tutto il panorama mondiale: “Da quello che ho visto, per me è il miglior difensore del mondo. Il più completo, a 20 anni giocare con tanta esperienza e questo pure è qualcosa di fantastico”.

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Chi è Fullkrug, l’unico vero 9 che ha salvato la Germania

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Germania

CHI È FULLKRUG, L’UNICO VERO 9 CHE HA SALVATO LA GERMANIA – La Germania ha sempre potuto riporre le proprie speranze sui grandi centravanti che nel corso dei decenni hanno vestito la casacca della nazionale. Da Gerd MüllerMiroslav Klose, passando per Karl-Heinz RumeniggeRudi Völler: grandi campioni che hanno trascinato Die Mannschaft ai grandi trionfi.

Una delle pecche dell’attuale generazione di calciatori tedeschi è quella dell’assenza di un vero numero 9. Le qualità offensive degli uomini di Hansi Flick non sono di certo indifferenti, ma nessuno dei grandi campioni che il calcio tedesco ci ha regalato negli ultimi anni può di fatto ricoprire un ruolo tanto prezioso quale quello della punta di razza. Tant’è che l’ex tecnico del Bayern Monaco ha spesso variato il riferimento centrale del proprio attacco.

Ha provato ad utilizzare Timo Werner, tra l’altro assente per infortunio dal gruppo partito alla volta del Qatar, ma le sue caratteristiche di dinamicità e capacità di creare spazi per i compagni si sono dimostrate più affini al ruolo di ala offensiva. Ha spesso inserito Kai Havertz al centro del tridente, ma il calciatore non è di certo una punta vecchio stampo: è la classica punta atipica, tanto adatta al calcio moderno, ma che di certo non può assicurare le valanghe di gol che un calciatore come Miroslav Klose faceva in passato. Tanti altri attaccanti risultano utilissimi alla causa tedesca, ma per caratteristiche o per altro non possono rispondere all’appellativo di Numero 9. Cosa fare allora? In questo caso, la Dea Bendata è intervenuta in favore della Germania, andando a ripescare un calciatore la cui carriera sembrava non essere realmente mai sbocciata.

CHI È FULLKRUG

Per capire chi è Niclas Fullkrug bisogna andare a scavare nel passato. Classe 1993, dopo aver mosso i primi passi da calciatore nelle giovanili del TuS Ricklingen prima e del SF Ricklingen, passa al Werder Brema. Da lì inizia la scalata delle varie selezioni giovanili. La trafila è lunga e faticosa, ma Fullkrug riesce a passare in Under17, poi in Under19, e dopo un periodo transitorio in seconda squadra viene finalmente aggregato al gruppo dei grandi. Contemporaneamente riceve anche le prime convocazioni con la Germania U19U20. Un inizio di carriera niente male, ma il calciatore non sembra riuscire a fare quel passo decisivo in più per consacrarsi definitivamente. Le capacità ci sono, ma ogni volta sembra mancare qualcosa.

Nel frattempo inizia il suo peregrinare da un club all’altro in giro per la Germania. Dal Werder Brema passa in prestito al Greuther Fürth, ma una volta tornato a casa la sua permanenza non sarà lunga. Il Werder Brema lo cederà infatti al Norimberga per una somma vicina ai 300mila euro. Sembra proprio che Fullkrug non riesca a dimostrare di poter fare la differenza, continuando a non avere numeri particolarmente esorbitanti.

LA RINASCITA ALL’HANNOVER E IL RITORNO AL WERDER BREMA

La svolta arriva con il passaggio all’Hannover nell’estate del 2016. Nel suo nuovo club, il calciatore sembra finalmente aver trovato maggior confidenza con la porta. Nell’arco di tre stagioni, Fullkrug raggiunge quota 24 gol in 80 presenze. Numeri che iniziano ad essere importanti, specialmente se si considera la sua seconda stagione con il club (2017/18), chiusa con 16 gol e 3 assist in 36 presenze tra campionato e coppa.

L’amore per il Werder Brema non svanisce mai. Al termine della stagione 2018/19, si ripresenta l’opportunità di ritornare a casa: Fullkrug non riesce a dire di no e la trattativa va in porto con un’operazione di circa 6 milioni di euro. I primi anni dopo il ritorno sono parecchio difficili per il calciatore, fermato da un grave infortunio al ginocchio che lo terrà lontano dai campi per 10 lunghissimi mesi. La situazione precipita quando, dopo un litigio con il tecnico, viene sospeso. In aggiunta a ciò, la squadra chiude il campionato con la retrocessione in seconda divisione, che sembra spegnere definitivamente ogni possibilità di resurrezione calcistica per Fullkrug.

L’anno seguente cambia tutto. Con il cambio allenatore, Fullkrug riceve fiducia e inizia a segnare. Alla fine della stagione saranno ben 19 i gol in Zweite Bundesliga, con i quali riesce a dare un enorme contributo alla promozione del Werder Brema in prima divisione dopo un anno di purgatorio. Nel corso dell’attuale stagione Fullkrug ha fatto intendere di non volersi più fermare. Nonostante sia un calciatore sbocciato definitivamente in ritardo rispetto a quanto ci si poteva aspettare, sembra avere tutta la voglia di continuare lungo la strada tracciata l’anno scorso. Alla sosta sono già 10 le reti messe a segno in appena 9 partite, e Hansi Flick, a cui manca un vero centravanti, non può non notarlo.

LA FIDUCIA DI FLICK E LA CONVOCAZIONE AI MONDIALI

Arriva dunque la prima convocazione assoluta con la nazionale maggiore e ha l’opportunità di esordire nel match di preparazione al Mondiale contro l’Oman. E come poteva andare l’esordio? Gol, applausi e tanti complimenti anche dal ct tedesco, che ha dichiarato di vedere in Fullkrug un elemento prezioso anche all’interno del gruppo squadra. Ed elementi del genere risultano essere particolarmente preziosi, specie in competizioni lunghe e impegnative come un Mondiale…

È il giorno delle convocazioni ufficiali a Qatar 2022 Hansi Flick ha fatto le sue scelte. E tra le sue scelte rientra anche Niclas Fullkrug, lo stesso calciatore che appena qualche anno prima faticava a trovare spazio in seconda divisione. L’esordio ai Campionati del Mondo è agrodolce, la gioia della prima presenza in un grande torneo si mescola allo sconforto dopo il tonfo impartito dal Giappone. La seconda giornata del girone è già decisiva per la Germania, che non vuole replicare la magra figura di quattro anni fa a Russia 2018. La partita contro la Spagna è già da dentro o fuori e gli iberici sono un ostacolo difficile da abbattere.

Al minuto 62 è Morata a sbloccare il risultato, facendo intravedere le prime ombre dalle parti della panchina tedesca. Ma proprio da quella panchina viene invitato ad alzarsi Fullkrug, che scende in campo al 70′. Il destino voleva che fosse proprio quel ragazzo, ormai 29enne e senza esperienza internazionale, a trovare il gol del pareggio e a tenere vive le speranze di un’intera nazione. Tutti i sacrifici, i dolori e le lacrime versato hanno adesso un senso. Tutti i fantasmi del passato vengono scacciati. Alla fine quel ragazzo ce l’ha fatta, ha coronato il suo sogno.

Una storia romantica, sulla quale però Fullkrug non ha ancora alcuna intenzione di scrivere la parola fine.

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