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Vecchio blocco

La rinascita del Bayern Monaco passa da Jupp Heynckes. I bavaresi hanno invertito la rotta dopo lo sciagurato esonero di Ancelotti, ipotecando la Bundesliga  già a Dicembre e trovando quella solidità costante che purtroppo mancava con l’ex Milan. La rotta scelta dall’allenatore tedesco è stata diametralmente opposta a quella dell’italiano, confermando il blocco che qualche anno primo lo ha portato alla vittoria della Champions League.

CAMBIO GENERAZIONALE

Un fallimento, quello di Carletto, che passa proprio dall’idea del cambiamento, di voler modernizzare la rosa iniziando a dar spazio ai più giovani, a discapito dei senatori. Un’idea che avrebbe un senso, ma probabilmente non in Bavaria, dove regna il conservativismo. Coman e James prendono pian piano il posto di Ribery e Robben, che comunque perdono il pelo ma non il vizio della grande prestazione. In difesa gioca in pianta stabile uno tra Javi Martinez e Süle oppure giocano entrambi a discapito di Hummels. Questo processo di svernamento non porta i risultati sperati, la sconfitta contro l’Hoffenheim e la corsa incredibile del Borussia Dortmund, che sembrano non finire mai, avevano portato il Bayern Monaco lontano dal primato.

Gli attriti con i senatori hanno creato un malcontento non indifferente, Ribery e Robben hanno creato una sorta di blocco contro l’allenatore. Il francese si andava a lamentare con la dirigenza ogni volta che fosse stato sostituito, mentre Robben si lamentava del basso livello degli allenamenti. La rottura si è avuta nella partita di Champions contro il PSG, dove Robben, Ribery e Hummels sono stati spediti in panchina, mentre Boateng è finito in tribuna. La sonora sconfitta contro i parigini non ha dato ragione all’ex Milan, la dirigenza del Bayern Monaco ha così deciso di esonerarlo dopo ore di colloquio notturno.

RICONQUISTARE LA BASE

L’obiettivo di Jupp Heynckes per il suo quarto mandato da allenatore del Bayern Monaco è quello di riportare stabilità nello spogliatoio. Il modo più efficace per farlo è stato proprio affidarsi a quei senatori un po’ maltrattati da Ancelotti. Dopo i passati gloriosi proprio con questa squadra, il vecchio blocco nutre una grande fiducia nell’allenatore tedesco al punto da far riequilibrare le cose in tempi record. Javi Martinez torna sulla mediana con Boateng che torna titolare, Robben e Ribery trovano molto più spazio alternandosi con Muller, Rodriguez e Coman. La vittoria più grande per Jupp è stata probabilmente la riconquista di Vidal.

Il cileno non stava passando un gran periodo prima dell’arrivo dell’allenatore tedesco, sembrava distratto e poco lucido in campo; la cura di Heynckes lo ha riportato ai livelli migliori. L’ex Juve è tornato ad essere il gladiatore di sempre con il vizio del gol: nelle ultime tre giornate ha marcato sempre il tabellino e ha messo in atto prestazioni di alto livello. Il cammino fino ad adesso è stato decisamente impeccabile: una sola sconfitta in 15 partite. Manco a dirlo, le restanti 14 sono tutte vittorie. In Bundesliga, grazie al conseguente crollo del Borussia, le cose vanno per il meglio con undici punti di distacco dallo Schalke attualmente secondo decretando così la vittoria certa del campionato.

PRIMA SCELTA (?)

Probabilmente però, il care vecchio Jupp non è stata la prima scelta passata nella mente di Rumenigge ed Hoeness. Data la possibilità in Germania per un allenatore di cambiare squadra anche a stagione in corso, il nome più in voga era Julian Nagelsmann. Dato l’andamento dell’Hoffenheim sarebbe stato difficile strappare il proprio allenatore a campionato in corso. Si era pensato anche a Bosz, a posteriore staranno tirando un bel sospiro di sollievo, ma gli attriti con il Dortmund non avrebbero reso la faccenda. Alla fine la scelta è andata per il meglio, bravi e fortunati quelli del Bayern Monaco tutto sommato.

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