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L’altro calcio

L’altro calcio

Lontano dai manti erbosi che ogni settimana emozionano miliardi di tifosi, dai campi di provincia sino a quelli professionistici, questo sport è talmente bello che conosce svariate forme per reinventarsi e mantenere intatta la passione del suo pubblico. Perché il calcio lo si può praticare su qualsiasi superficie, basta avere un pallone. In questo periodo, dal 27 Aprile al 7 Maggio, sta andando in scena la Coppa del Mondo di Beach Soccer alle Bahamas ed i nostri colori stanno fieramente sventolando nella fantastica cornice di Nassau, dove un tempo si rifugiavano i pirati dei caraibi.

I lavori di costruzione dello stadio di Nassau, che ha ospitato tutti i match della competizione.

I nostri Gori, Palmacci e Corosiniti non saranno i pirati Barbanera, Charles Vane e Jack Rahane ma le loro volontà appaiono le stesse: conquistare i caraibi e mostrare di essere dei leader lontani dal continente europeo. E in uno sport genuino e senza tattiche, in cui la naturalezza e spettacolarità dello sport più bello del mondo vengono a galla, vogliamo finalmente mostrare al mondo di essere degli artisti con il pallone, come brasiliani e portoghesi si definiscono dalla nascita. Proprio i secondi sono stati eliminati dai verdeoro, ai quarti, restando così la squadra più forte del mondo che ci affronterà questa sera alle ore 22:30 italiane. Ma il nostro cammino, come quello delle navi britanniche che per anni hanno abitato l’isola, è stato talmente lineare e privo di tempesta che vorremmo che la navigazione non finisse, perché questo sport, definito “minore”, ha riportato alla luce talmente tanti sentimenti primari del giocare con il pallone, quelli che ognuno di noi ha vissuto in spiaggia da bambino, che vorremmo raccogliergli portandoci a casa un trofeo internazionale.

IL CAMMINO

Il percorso degli azzurri è stato definito il più lineare delle quattro pretendenti al titolo: ripercorrendo la fase a gironi in effetti, i gol realizzati sono stati 25 contro gli 11 subiti. Un cammino iniziato con una grande goleada alla Nigeria(6-12), a cui si è susseguito poi il match più difficile del girone, la vittoria per 5-4 contro l’Iran, la nuova frontiera del beach soccer che sta provando a sparigliare le carte. Il gol dell’1-3 di Mesigar, avvenuto al minuto 17, avrebbe potuto annientare chiunque: ci hanno pensato poi Gori, il nostro capitano Corosiniti e Ramacciotti con una doppietta a riportarci in avanti e superare la paura. Parliamo del match tornante della competizione, quello che ci ha fatto capire di essere scalfibili ma di saper riprendere la rotta anche quando l’acqua imbarcata sembra eccessiva.

Contro il Messico abbiamo poi giocato sul velluto, assicurandoci la prima posizione nel gruppo B che ci è valsa i quarti di finale contro il Senegal, un avversario duro per fisicità e tiri dalla distanza. Ma in un match duro dove siamo stati pronti a reggere l’onda d’urto senegalese, grazie anche ad un pizzico di fortuna, l’eurogol di Marrucci, da porta a porta, ci ha permesso di raddoppiare a ridosso del terzo ed ultimo quarto.

La gioia dell’azzurro davanti le telecamere.

Viriamo 3-0 all’inizio del terzo tempo sublimando poi sul 5-0. Il gol della bandiera per il Senegal lo firma Ibrahima Baldé, il bomber africano. L’Italia giunge agevolmente all’attesa semifinale col Brasile. E’ vero, loro sono i capi di questo sport, perché prima di tutti hanno saputo insegnarci ad avere estro palla al piede piuttosto che essere schematici e riflessisti: è la loro conformazione genetica ed è quello che il loro calcio, ancora lontano dal generalizzarsi tatticamente, continua a professare pur con qualche “ritocco”. Questo sport li rappresenta e proveranno a mantenere lo scettro, ma nella nostra alchimia, formatasi tra i baretti di pesce e le tribune del Nassau Stadium, c’è qualcosa di speciale che vorremmo non si rompesse, perché trionfare in uno sport del genere potrebbe finalmente portare al movimento del Beach Soccer una notorietà diversa. Chi non sognerebbe di partire con la federazione in un’isola caraibica per rappresentare il proprio paese giocando a calcio in spiaggia? E allora, tutti all’arrembaggio!

Vi lasciamo con il magnifico video della FIFA, una top ten dei magic moments della fase ai gironi: dagli exploit sportivi alle sensazioni provate aggirandosi tra i mercati ed il lungomare di una delle più belle nazioni al mondo.

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