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Belgio, generazione d’oro all’ultima chiamata

Tra le squadre più attese di Euro2020, il Belgio, da molti indicato come sicuro protagonista della rassegna, cerca la gloria per consacrare una generazione talentuosissima. Generazione d’oro, forse la più splendente nella storia dei diavoli rossi, che mai come adesso hanno la possibilità di conseguire un successo internazionale per entrare nella mappa delle grandi del calcio.

GLI ANNI BUI E LA RISALITA

Quando pensiamo al Belgio, pensiamo ad una squadra che nell’ultimo decennio ha piazzato tantissimi giocatori in giro per l’Europa, messisi in luce nei maggiori campionati del continente. L’inizio del millennio vede i fiamminghi ospitare, insieme ai cugini olandesi, gli Europei del 2000. Giocare in casa una competizione di questo calibro porta molto entusiasmo e il popolo belga vuole essere il dodicesimo uomo per la propria nazionale. La formazione capitanata da Wilmots, però, non riesce a superare il girone diventando il primo paese ospitante ad essere eliminato al primo turno della competizione.

belgio wilmots

fonte immagine: fifa.com

Due anni dopo, ai Mondiali nippo-coreani, la corsa viene interrotta agli ottavi di finale dal Brasile che di lì a poco avrebbe festeggiato il quinto titolo mondiale. Questa è di fatto l’ultima apparizione della decade nelle grandi manifestazioni internazionali per la squadra. La nazionale, infatti, manca la qualificazione a due mondiali e tre europei consecutivi. È un periodo nero per la selezione belga al quale manca la scintilla per tornare nei radar del calcio mondiale. La scintilla arriva nel 2012, proprio da chi nelle ultime competizioni era stato leader dentro e fuori dal campo, Marc Wilmots. È proprio sotto la guida dell’ex capitano che la nazionale torna a calcare i grandi palcoscenici, dopo un’attesa di dodici lunghissimi anni.

WILMOTS E LA GOLDEN GENERATION

Il Belgio si qualifica alla Coppa del Mondo 2014 da imbattuta. È una squadra ricca di talento, tanti giovani in rampa di lancio e un sistema di gioco propositivo incentrato sulla corsa e sulla qualità dei singoli. A difendere i pali c’è Courtois, un ragazzone ventiduenne alto 2 metri che si è fatto spazio e ha preso i galloni da titolare complice il successo, da protagonista, in Liga in maglia colchonera. La difesa è guidata dal roccioso difensore del Bayern, Van Buyten, affiancato da Kompany. A questi si uniscono giocatori già noti in Europa come Vertonghen, Vermaelen e Alderweireld.

kompany

fonte immagine: goal.com

Se dietro la parola d’ordine è solidità, dal centrocampo in su la tecnica la fa da padrona. La parte centrale del campo è presidiata da due centrocampisti moderni box to box, gli interpreti sono spesso Witsel, Fellaini e Dembélé. Sulla trequarti spazio alla fantasia di De Bruyne, Hazard, Mertens, Chadli e Mirallas, a Origi e Lukaku il compito di finalizzare le azioni offensive. È una squadra completa, un mix di giovani ed esperti, con discreta esperienza internazionale e un gioco offensivo che ne esalta le qualità e la rapidità. I diavoli rossi chiudono ai quarti di finale la propria avventura contro l’Argentina di Messi, centrando il loro secondo miglior piazzamento ad un Mondiale, per quello che è il primo atto di una generazione dal sicuro avvenire. La delusione per l’eliminazione mondiale lascia il posto alla fiducia.

IN TESTA AL RANKING

Dal Brasile torna una formazione consapevole dei propri mezzi e dagli amplissimi margini di crescita. Da qui il cammino della formazione belga alle qualificazioni europee è pressoché perfetto. La squadra si conosce, l’ossatura resta praticamente invariata e le vittorie arrivano copiosamente. Nel novembre 2015 i risultati positivi portano il Belgio in cima al Ranking FIFA per la prima volta nella sua storia. La squadra che si presenta agli Europei francesi del 2016 è carica di aspettative, i giovani sono maturati e non è velleitario pensare ad un’affermazione finale. Dopo la prima battuta d’arresto contro l’Italia, la squadra inizia ad esprimersi al pieno delle sue potenzialità superando il girone e abbattendo agli ottavi una sorprendente Ungheria 4-0. L’inaspettata eliminazione subita dal Galles riporta, però, i belgi con i piedi per terra quando già pregustavano il sogno europeo.

Robson-kanu euro2016

fonte immagine: corriere.it

Il risultato al di sotto della aspettative porta all’allontanamento di Wilmots che viene rimpiazzato da Roberto Martinez, allenatore ex Everton. Sotto la guida del ct spagnolo la squadra si qualifica agilmente al mondiale di Russia 2018. L’impronta del tecnico si vede, la squadra ha mantenuto, se non aumentato, l’impostazione offensiva abbinando ad essa un’altissima intensità nelle due fasi. Martinez conferma quasi del tutto la squadra di Euro 2016, quei giovani di belle speranze adesso sono campioni affermati e titolati. Hazard, Lukaku, De Bruyne, Courtois calcano i più prestigiosi campi europei ma non sono i soli, mai così tanti giocatori del piccolo Belgio si erano imposti fuori dai confini nazionali. Il mondiale è la vetrina perfetta per confermare questo status e misurare la reale forza di questa formazione.

Belgio russia2018

fonte immagine: ansa.it

Ai gironi sono straripanti, rifilano goleadePanama Tunisia, battendo l’Inghilterra di misura per il primo posto nel girone. Agli ottavi superano il Giappone 3-2, con una rimonta al cardiopalma prova di forza e carattere. L’avversario dei quarti è una grande del calcio mondiale, il Brasile. I diavoli rossi gettano il cuore oltre l’ostacolo, vincono 2-1 e per la seconda volta nella storia accedono alle semifinali di un campionato del mondo. Solo un colpo di testa di Umtiti ferma la corsa degli uomini di Martinez, spezzando il sogno mondiale. La consolazione arriva battendo, di nuovo, l’Inghilterra nella finalina, ottenendo così il miglior risultato di sempre in una rassegna iridata.

EURO 2020 – LA GRANDE OCCASIONE

L’ottima prestazione in Russia, unita al cammino da schiacciasassi nelle qualificazioni europee hanno riportato il Belgio in testa al Ranking FIFA. I belgi sono stati la prima selezione a strappare il pass per la fase finale del primo europeo itinerante ottenendo dieci vittorie su dieci partite disputate. Dal 2014 sono passati ben sette anni, il gruppo squadra però è rimasto pressoché invariato. Se giocatori come Eden Hazard, sembrano aver intrapreso una fase calante, altri sono cresciuti ancora diventando protagonisti. Lukaku ha riportato, da trascinatore, lo scudetto nella Milano nerazzurra dopo 11 anni;

Lukaku inter scudetto

fonte immagine: profilo Instagram @romelulukaku

Mertens ha superato Maradona in cima alla classifica dei top scorer del NapoliDe Bruyne ha incantato in maglia sky blue vincendo l’ennesima Premier League e sfiorando la Champions. Agli ormai “senatori” si sono aggiunti talenti come Tielemans, centrocampista del Leicester; Thorgan Hazard, fratello minore di Eden in forza al BVB; Doku, diamante ancora grezzo che si è messo in luce in Ligue1.

Belgio de Bruyne

fonte immagine: profilo Instagram @belgianreddevils

Il gruppo è esperto e collaudato composto da ben dieci over 30, che fanno dei fiamminghi la squadra con l’età media più alta di tutta la competizione, in coabitazione con l’Ucraina. Rappresentare il proprio popolo e la propria nazione è il sogno di qualsiasi calciatore, vincere ne incarna l’apoteosi. Una generazione come questa non capita spesso nella storia calcistica di un paese. Dei talenti quasi complementari che uniscono tecnica e velocità di gioco, agilità e straripante forza fisica. Euro2020 per alcuni potrebbe rappresentare the last dance , l’ultima vera occasione di trionfare con la maglia della nazionale. Il canto del cigno di un gruppo unito e affiatato che rema inesorabilmente verso la gloria per inscrivere il loro nome nella storia del calcio.

(fonte immagine in evidenza: profilo Twitter @BelRedDevils)

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