Da anni ormai il campionato in Belgio regala spettacolo ed emozioni con campionati combattuti ma soprattutto con la nascita di grandi promesse. Ogni stagione infatti regala giovani calciatori promettenti ai top 5 campionati europei. Sono innumerevoli i calciatori di livello assoluto che hanno militato nella Pro League e non sono solo i belgi della generazione d’oro di questi ultimi anni. La politica dei club è soprattutto votata allo sviluppo dei giovani per avere poi plusvalenze ma anche importanti risultati sul campo.

La dimostrazione più recente è lo sfavillante Club Brugge che ha fermato il PSG dei fenomeni in casa e ha sconfitto il Lipsia in Germania esibendo un calcio propositivo e all’altezza della Champions League. Il tutto giocando con profili esperti che aiutano dei talenti pronti a fare il grande salto di qualità nell’Europa che conta. Anche Genk e Anversa stanno ben figurando in Europa League e il Gent è a punteggio pieno in Conference. Un movimento in crescita costante quello belga che presenta sorprese e curiosità anche nelle sue profondità.

Andiamo a vedere, quindi, i 5 talenti di maggiore prospettiva presenti nella Jupiler Pro League in questa stagione, che possono avere un grande futuro. Basta pensare a Yaremchuk e Osimhen tra le punte centrali o Tomiyasu ora leader all’Arsenal, e questi sono solo alcuni degli esponenti che hanno usufruito di questo processo di crescita. Questi nomi, perciò, sono destinati a far parlare di loro sempre di più nel panorama calcistico europeo.

5) MOISÉS CAICEDO (BEERSCHOT)

Scegliendo 5 giocatori da altrettanti club le opzioni erano molteplici. Una menzione particolare va al 19enne Hugo Siquet, assoluto mattatore della fascia destra dello Standard Liegi. L’U21 belga è alla seconda stagione da titolare e finora si è distinto con 36 presenze e 7 assist mostrando un piede destro raffinato e una spiccata dote offensiva. Arrivando al prescelto ecco Moisés Caicedo, centrocampista ecuadoregno di grande prospettiva. Acquistato a gennaio dal Brighton per 5 milioni, ha avuto poche chance per sorprendere in Inghilterra e i Seagulls hanno scelto il Beerschot per farlo crescere. Caicedo ha ottime capacità di regia anche se pecca un po’ dal punto di vista fisico. Ha già collezionato 12 presenze con l’Ecuador pur essendo un 2002 ed è stato protagonista con il suo Independiente del Valle in Copa Libertadores.

Caicedo fa parte di una generazione dorata per La Tri che è arrivata prima al Sudamericano U20 e terza al Mondiale U20 del 2019. Tornei saltati da Caicedo che però ha superato questa generazione imponendosi come nuovo regista al posto dell’infinito Noboa. Un giovane veramente interessante, da tenere d’occhio in ottica Premier dove il Brighton sta crescendo in gioco e interpreti.

4) MAARTEN VANDEVOORDT (GENK)

Anche in porta ci sono dei baby fenomeni in Belgio. Vandevoordt è considerato l’erede di Courtois, essendo molto alto (192 cm) e indossando la stessa maglia del fuoriclasse del Real Madrid. Pian piano ha spodestato l’australiano Vukovic, prendendosi la titolarità della prestigiosa squadra belga. Ha già vinto tre trofei a 19 anni con lo scorso finale di stagione che lo ha visto protagonista. È stato uno dei uomini cardini per il tecnico van den Brom per la rimonta in campionato che ha portato al secondo posto finale e alla vittoria della coppa nazionale.

Sono 42 le presenze in prima squadra con alcune di esse in Europa League e anche il debutto in Champions League da 17enne contro la Roma in uno sfortunato 4-0. Il Belgio ha un futuro roseo anche tra i pali. Molto reattivo in porta, è spavaldo nelle uscite e nel gioco coi piedi, cosa che ogni tanto porta a qualche errore di gioventù, che però può essere colmato partita dopo partita con l’esperienza.

3) MICHEL-ANGE BALIKWISHA (ANVERSA)

Si passa da un estremo all’altro del campo, con Balikwisha che è un’ala destra che può giocare anche a sinistra. Dotato di grande velocità, ha scelto di trasferirsi all’Anversa lasciando lo Standard Liegi per giocare in Europa. L’impatto non è stato quello desiderato al momento visti anche dei problemi fisici ma i 9 gol in 40 presenze fanno ben pensare. Gli vengono richiesti più gol e assist ed è questo l’obiettivo principale di crescita per questo focoso esterno offensivo.

Finora 2 assist pregevoli nei preliminari per eliminare l’Omonia Nicosia ed accedere all’Europa League oltre anche alla Repubblica Democratica del Congo che spinge per averlo nella sua interessante nazionale a discapito nel Belgio. Da poco infatti Balikwisha ha debuttato anche con l’U21 ed è pronto a prendersi nuovi traguardi a suon di scatti e dribbling.

2) YARI VERSCHAEREN (ANDERLECHT)

Arriviamo a nomi un po’ più celebri per le ultime due posizioni. Si parla infatti di crack assoluti e di coloro che saranno i futuri fantasisti del Belgio. Yari Verschaeren tra i grandi ha già debuttato: il classe 2001 ha 6 presenze condite anche da un gol su rigore a San Marino in nazionale maggiore. Immaturo solo dal punto di vista fisico, il numero 51 dell’Anderlecht è una delle poche note liete della squadra di Kompany negli ultimi tempi. Verschaeren sta trascinando la sua squadra con già 80 presenze all’attivo e quasi 30 tra gol e assist.

Capace di giocare in tutti i ruoli d’attacco, per doti tecniche ricorda il miglior Hazard, anche nei dribbling e nella velocità di esecuzione delle giocate. Ha buone capacità anche di inserimento anche se il suo fisico lo limita. Adattarsi al calcio dei grandi passa anche da una crescita del fisico e se questa dovesse accadere allora parleremmo di un futuro fuoriclasse. Sono già numerosi i club che si sono segnati il nome sul taccuino, tra cui il Milan memore dell’operazione Saelemaekers. Per un assaggio della sua qualità andate a vedere il gol a Meret a Sassuolo nella sfida di Euro U21: destro a giro spettacolare all’incrocio.

1) CHARLES DE KETELAERE (CLUB BRUGGE)

Per finire non può che esserci il Diez della squadra campione in carica. Charles de Ketelaere si è preso prepotentemente il Club Brugge e questa stagione è partito col botto. Ha segnato 4 reti nelle prime 10 di campionato giocando inaspettatamente da prima punta e ha trascinato i suoi nelle due imprese già citate in Champions League. Nella competizione più prestigiose ha già marchiato il suo timbro due volte nella scorsa stagione, nei due scontri contro lo Zenit.

Questi gol gli sono valsi il debutto in Nazionale col Belgio nell’amichevole di novembre contro la Svizzera. A differenza di Verschaeren, la fisicità è uno dei suoi punti forti. Alto 192 cm, abbina la superiorità strutturale ad una tecnica raffinata. La sua intelligenza calcistica è spropositata per un calciatore di quest’età e sembra ormai arrivato il momento del grande salto. Il Milan ha i fari puntati sul giocatore (e sul compagno di squadra Lang) oltre alle grandi del calcio europeo che hanno palesato la consapevolezza di trovarsi davanti a un futuro fuoriclasse. Il modo in cui detta i tempi e modella le azioni offensive del Brugge fanno propendere a un futuro che continuerà ad essere brillante per il calcio belga. Potrà magari essere lui finalmente a portare un trofeo per una nazionale che storicamente ha raccolto molto meno di quel che ha seminato.

(Fonte immagine in evidenza: diritto Google creative Commons)