Jude Bellingham, un acquisto in anticipo

La folle impennata sui costi dei cartellini, resa ancor più ripida dalla questione NeymarPSG, ha spinto molti club ad “anticipare” l’esplosione di un giocatore acquistandolo ben prima del picco massimo di potenziale. Il terreno di caccia dei “wonderkids” è, in ogni caso, estremamente insidioso. Per prima cosa, l’investimento sull’acquisto dei cartellini è comunque ingente, con un ritorno spesso non immediato e certamente non garantito. In seconda istanza, club, anche di livello top, possiedono già una rete di scouting efficiente ed una work ethic orientata verso lo sviluppo dei giovani. L’eccellenza in territorio europeo, e di riflesso nel mondo, potrebbe tranquillamente essere rappresentata dal Borussia Dortmund. La squadra della Renania ha tutte le qualità necessarie per riconoscere, acquistare e far crescere i migliori talenti calcistici sul mercato ottenendo comunque risultati di ottimo livello. L’acquisto di Jude Bellingham, classe 2003, si inserisce a pieno in questa logica.

Costruire tramite scouting

Dopo le vicende che portarono il Dortmund a rischio fallimento nel lontano 2005, i vertici societari puntarono con lungimiranza al risanamento dei bilanci investendo i ricavati dal player trading. Dalla stagione 2009-2010, iniziano ad apparire in rosa nomi ormai famosi a livello mondiale. Da Mats Hummels a Robert Lewandowski passando per Mario Götze, Shinji Kagawa, Ivan Perišić, tutti arrivati per massimo 5 milioni di euro e divenuti poi colonne portanti dell’11 titolare di metà decennio. Sebbene oggi il budget di mercato sia sensibilmente più accondiscendente, comprare e sviluppare talenti rimane il “core business” del calciomercato giallonero.

Come cercare, dove cercare

È interessante notare come l’area di ricerca del club si sia estesa notevolmente rispetto a solo 10 anni fa. Gli arrivi della stagione 2009-2010 vengono per la quasi totalità dalla Germania (Hummels, Bender, Rangelow, Groβkreutz, Feullner e 4 primavera). Uniche due eccezioni sono Damien Le Tallec, svincolato dal Rennes, e Lucas Barrios dal Colo Colo. Negli anni successivi, oltre ad acquisti “esotici” come il già citato Kagawa, si aggiungono alla lista Ucraina, Russia, Svezia, Danimarca, Svizzera, Austria, Belgio, Polonia. Dimostrazione tangibile quindi di un allargamento degli orizzonti di scouting verso quei campionati europei di buon livello fuori ma dalle strade comunemente battute dagli altri club. La relativamente recente apertura del “canale” inglese ha fruttato gli arrivi di Jadon Sancho, Christian Pulisic e, ufficiale da pochi giorni, del giovanissimo Jude Bellingham.

Jude Bellingham, l’ultima gemma

Il nuovo acquisto potrebbe essere l’ennesimo colpo riuscito di questo sistema. Centrocampista centrale di piede destro, Bellingham sembra a prima vista molto più imponente del suo metro e ottanta dichiarato. Con la palla tra i piedi dimostra creatività (4 assist in 650 minuti, uno ogni poco meno di due partite) e rapidità. Fa già impressione per il controllo del fisico sia nel dribbling, dove sbilancia gli avversari con finte di corpo molto efficaci, sia in fase difensiva, nella quale dimostra un ottimo tempismo nell’affondare i tackle ed una certa propensione per la scivolata da highlights. Spicca nelle progressioni e nella protezione della palla. Oggi, Lucien Favre potrebbe dargli gradualmente minuti nella coppia di centrocampo, posizione favorevole per dinamismo e libertà di associazione con le catene di fascia.

La forza delle idee

Da sottolineare poi come il Dortmund abbia convinto il giocatore a giocare in Germania piuttosto che l’altra grande pretendente al giocatore, il Manchester United. Markus Pilawa, capo dello scouting, ha spiegato come Bellingham fosse nei loro taccuini già da 3 anni e da altrettanti in contatto con il giocatore. Una maglia in regalo, un messaggio di un giocatore in prima squadra, inviti al Signal-Iduna Park  mantengono vivo l’interesse del talento verso il club. Lo stesso Bellingham ha voluto sottolineare come sia stata decisiva la fama dell’ambiente come posto ideale per crescere come calciatore. Il Dortmund sta mostrando al mondo come è possibile far coincidere risultati sul campo, sviluppo dei talenti e crescita economica al punto che gli stessi obiettivi di mercato riconoscono e ritengono determinante la qualità del lavoro svolto in questi ultimi 13 anni. É questo senza dubbio la misura del valore ed, allo stesso tempo, la più grande soddisfazione possibile per un progetto sportivo.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Twitter @ChampionsLeague)