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Cadice, la nuova proprietà promette l'Europa: le parole

Calcio Internazionale

Cadice, il nuovo proprietario promette l’Europa: le parole

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Ben Harburg, il Cadice ha un nuovo proprietario

Ben Harburg è il nuovo investitore del Cadice. Statuninense, ma con sede di lavoro a Pechino, il nuovo investitore ha concesso un’intervista a MARCA, rilasciando dichiarazioni importanti e anche molto ambiziose.

Dal sogno europeo, alle strategie di marketing per rendere il club uno dei primi in Liga, fino alla globalizzazione del brand. Un’intervista a tutto tondo, per quello che riguarda il futuro della squadra andalusa.

Ben Harburg è un imprenditore statuninense che, nella sua infanzia, ha vissuto per due anni a Cadice, per via del lavoro del padre. È in quel momento che Ben Harburg si è innamorato della città spagnola, tanto da spingerlo a tornare per effettuare un investimento importante come questo. Nella sua carriera da imprenditore, ha investito in tantissime aziende. Dagli hotel, alle comunicazioni, passando per i trasporti, fino al settore relativo alla produzione di auto elettriche. Adesso è la volta del primo investimento nel calcio, che Ben Harbour ha così definito:

Un investimento personale che faccio. Acquisto il 6,5% delle azioni e devo dire che il processo verso la scelta in un investimento di questo tipo è iniziato un anno e mezzo fa“.

Inoltre aggiunge:

È la prima volta nella mia vita che ho investito in qualcosa che amo. Spinto emotivamente e non guardando al finanziario“.

Dopo mesi di consultazione e colloqui con tantissime squadre, in cui ha proposto le sue idee, il Cadice si è rivelata la soluzione migliore.

In Manolo Vizcaíno e Manolo Contreras ho trovato due persone che hanno la mia stessa visione di globalizzare il club. E volevano sostenerla economicamente, per far crescere il più possibile il Cadice“, prosegue l’imprenditore. Il quale, successivamente, tocca nuovamente i temi già battuti.

Quello della globalizzazione del brand, con campagne marketing in Medio Oriente.

Quello del potenziamento economico, attraverso maggiori entrate da aziende, che appoggiano il progetto economico più che quello sportivo

Quello riguardante l’arrivo di calciatori asiatici, in grado di aumentare il numero di tifosi. Anche se, come lui stesso afferma

C’è solo un Wu Lei“.

La chiosa finale si focalizza sul discorso sportivo.

Penso che tra due o tre anni, possiamo arrivare al livello di un Europa League. Ma prima, dobbiamo sopravvivere in Prima Divisione, almeno per quest’anno“.

Immagine in evidenza presa da besthqwallpapers con diritti Google Creative Commons

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Calcio Internazionale

Sirene tedesche per De Zerbi: è il piano B del Bayern Monaco

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Brighton De Zerbi

Roberto De Zerbi è tra i nomi più caldi in vista del molto probabile valzer di panchine che coinvolgerà le big europee la prossima estate. Il tecnico del Brighton, al momento settimo in Premier League, ha attirato su di sé le attenzioni di Liverpool e Barcellona, che al termine della stagione saluteranno rispettivamente Klopp e Xavi. Oltre ad una possibile permanenza in Premier o un trasferimento in Spagna, per De Zerbi potrebbe farsi strada la possibilità di un’esperienza in Bundesliga.

Come riportato da Sky Deutschland, infatti, il tecnico bresciano è finito nella rosa delle alternative come futuro allenatore del Bayern Monaco per il prossimo anno. Il Bayern infatti ha già annunciato che le strade tra il club e il tecnico Thomas Tuchel si separeranno al termine della stagione. L’obiettivo numero uno dei bavaresi resta Xabi Alonso, che con il suo Bayer Leverkusen sta volando verso la vittoria del campionato tedesco. Il Bayern sta comunque valutando anche dei piani B e C, nel caso in cui dovesse fallire l’assalto al tecnico spagnolo, e nelle analisi è rientrato anche De Zerbi.

Il tecnico 44enne ad oggi ha un contratto fino al 2026 con il Brighton. Gli inglesi non vorrebbero salutare colui che ha portato il club per la prima volta in Europa. Ed è per questo che sono pronti ad offrirgli un rinnovo di contratto. Al momento, però, le possibilità che De Zerbi resti sulla panchina dei Seagulls sembrano essere poche, viste le tante big interessate al suo profilo. Intanto, comunque, De Zerbi resta focalizzato sugli ultimi mesi di questa stagione che potrebbero regalare ancora gioie ai tifosi del Brighton. Il club inglese, infatti, oltre ad essere in lotta in campionato per un posto in Europa, è agli ottavi di Europa League, dove affronterà la Roma.

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Dani Alves e la condanna: il Barcellona lo toglie dalle leggende del club

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Dani Alves

Giovedì scorso è arrivata la condanna, da parte dell’Alta Corte di Barcellona, per Dani Alves: 4 anni e 6 mesi di carcere per il brasiliano. Le accuse di violenza sessuale, portate avanti da una ragazza 23enne, fanno riferimento ad un episodio avvenuto nel capoluogo della Catalogna nel 2022. Non è andata male all’ex terzino, per il quale erano stati chiesti addirittura 12 anni di reclusione.

La sentenza dice anche che l’ex calciatore sconterà 5 anni di libertà vigilata dopo che sarà uscito dalla prigione. Dovrà, inoltre, rimanere lontano per 9 anni dalla vittima, a cui dovrà corrispondere 150.000€ di indennizzo. Ad aumentare il clamore della vicenda è la presenza del nome di Neymar: l’ala brasiliana sembra aver dato un aiuto economico al connazionale, permettendogli di pagare il risarcimento (di cui sopra) e ridurre, così, la pena. Questa “donazione” è figlia del fatto che l’ex terzino avrebbe dissipato quasi totalmente il suo patrimonio.

Dani Alves, tuttavia, potrà ricorrere alla Corte Superiore di Giustizia della Catalogna e, eventualmente, anche alla Corte Suprema.

LA SENTENZA

Il tribunale della sezione 21 del Tribunale provinciale di Barcellona condanna l’atleta Daniel Alves a 4 anni e sei mesi di reclusione per stupro, alla libertà vigilata per un periodo di 5 anni, che verrà applicata una volta scontata la pena detentiva; al divieto di avvicinarsi all’abitazione o al luogo di lavoro della vittima entro un raggio di 1.000 metri e di comunicare con lei con qualsiasi mezzo per un periodo di 9 anni e 6 mesi; parimenti , è condannato alla pena dell’interdizione speciale per l’esercizio di un impiego, di un pubblico ufficio, di una professione o di un mestiere riferiti ai minorenni per la durata di 5 anni, da applicarsi anche una volta scontata la pena detentiva; a un risarcimento di 150.000 euro per moralità danni e lesioni; alla sanzione di 2 mesi di multa con indennità giornaliera di 150 euro, con sussidiaria responsabilità personale in caso di mancato pagamento dell’articolo 53 c.p. per un reato minore di lesioni; e al pagamento delle spese procedurali“.

IL BARCELLONA SI CAUTELA: “RIMOSSO” DANI ALVES DALLA PROPRIA STORIA

Nelle ultime ore è arrivato il provvedimento anche da parte del Barcellona, squadra nella quale Alves ha militato per 8 anni. Il club blaugrana, infatti, ha deciso di rimuovere lo status di leggenda al brasiliano. Da 125, tornano dunque ad essere 124 le leggende del club catalano, che ha fatto capire all’ex giocatore la propria posizione in merito a quanto accaduto.

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Bundesliga

Bayern, Löw si autoesclude: “Vorrei una nazionale per i prossimi mondiali”

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Low

Sono tantissimi i nomi correlati alla panchina del Bayern Monaco che si separerà ufficialmente dall’attuale allenatore, Thomas Tuchel a fine stagione. È BILD la testata che sta cercando più di tutti di portare aggiornamenti sul futuro del club campione in carica di Germania. Tra i tantissimi nomi si è parlato anche di Joachim Löw, famosissimo ex CT della nazionale tedesca. A quanto pare, il Bayern non si è mai interessato a lui e tantomeno c’è mai stato desiderio da parte di Joachim di allenare i bavaresi.

BAYERN-LÖW: AMORE IMPOSSIBILE 

È stato proprio Löw a smentire tutte le voci in maniera abbastanza fredda, facendo capire a tutti che da parte sua non c’è mai stato interesse nella panchina del Bayern e da parte loro non c’è stato alcun interesse. L’ex CT della Germania non allena un club da 20 anni. Fu l’Austria Vienna l’ultimo club guidato da Löw. Dal 2004, entrò a far parte dello staff di Jurgen Klinsmann. Dopo i mondiali casalinghi del 2006 e la fine dell’avventura di Klinsmann come commissario tecnico, fu proprio Löw a ricoprire l’incarico. Joachim fu la guida dei tedeschi dal 2006 al 2020, portando a casa il tanto sognato Mondiale nel 2014 ed una Confederations Cup nel 2017. Dopo Euro 2020, Löw si è preso una pausa.

Ecco le sue parole per BILD: “Non sono interessati a me e nemmeno io lo sono ad andare lì. Il mio obiettivo sono i Mondiali del 2026 e ciò che voglio è allenare una nazionale”.
Apparentemente c’è ancora desiderio di allenare da parte di Löw, ma l’idea è quella di rimanere nell’ambito delle nazionali e di cercare di competere per il Mondiale del 2026.

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Calcio Internazionale

Due big di Premier seguono con attenzione Inzaghi per la prossima stagione: il punto

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Inter inzaghi

L’Inter di Simone Inzaghi sta incantando in lungo e largo. I nerazzurri sono tra le squadre più in forma in Europa e viaggiano spediti verso la conquista dello Scudetto, oltre che essere in piena corsa Champions con un ritorno degli ottavi da giocare contro l’Atletico Madrid, dopo il vantaggio guadagnato a San Siro vincendo 1-0. Una squadra che domina il cui merito va attribuito per buona parte proprio al tecnico piacentino. Inzaghi si sta guadagnando a pieno titolo lo status di grande allenatore. Come riportato da Tuttosport questa mattina, l’ex attaccante sarebbe finito nel mirino di due top club inglesi: il Chelsea e il Liverpool sarebbero infatti rimaste stregate dall’attuale tecnico dei nerazzurri.

Due squadre che, per motivi differenti, in estate saranno alla ricerca di un nuovo allenatore. Nel caso dei Blues l’addio di Pochettino non è cosa certa, ma gli scarsi risultati ottenuti in stagione potrebbero portare a un nuovo cambio in panchina dopo un solo anno dall’ingaggio dell’argentino. Nel caso dei Reds, d’altro canto, a fine anno si chiuderà il ciclo Klopp. L’allenatore tedesco saluterà il Liverpool dopo tante storiche stagioni ricche di trionfi e trofei conquistati e dovrà trovare il giusto erede. Due club molto importanti che potrebbero dunque provare a soffiare all’Inter Simone Inzaghi. Nerazzurri avvisati: la Premier League chiama, quale sarà la risposta?

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