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Hellas da Serie A

Un autentico capolavoro. Un sogno coltivato nel corso della stagione che ha più volte rischiato di vedersi infranto nonostante le premesse favorevoli. Ma nonostante le difficoltà l’Hellas Verona ce l’ha fatta. Il cuore e la determinazione hanno permesso agli scaligeri di ribaltare il risultato d’andata dei playoff riprendendosi la Serie A. Il tutto nella magica vetrina di un Bentegodi pieno di tifosi e di quella magia che solo il calcio sa regalare.

Fonte: profilo instagram @gianlucadimarzio.com

La vittoria dei veronesi porta come immediata conseguenza l’infrangersi delle speranze del Cittadella. 90 minuti che nel loro divenire hanno cancellato poco a poco le certezze create nel match d’andata dai granata, a cui va riconosciuto il merito di averci creduto fino alla fine.

RIBALTIAMOLA!

Dopo il risultato dell’andata l’Hellas non aveva scelta: doveva credere nell’impresa di ribaltare l’esito del match d’andata. Il 2 a 0 in casa del Cittadella è un risultato difficile da accettare dopotutto. Ma nella lunghezza dei 180 minuti delle finali playoff tutto è possibile. E così è effettivamente stato.

Fonte: profilo instagram @hellasveronafc

La vetrina di uno Stadio Bentegodi quasi tutto esaurito (oltre 23mila spettatori presenti a Verona) accompagna il difficile compito dei mastini. Com’era prevedibile fin dalla vigilia, la finale di ritorno ha come protagonisti il nervosismo e la tensione agonistica delle grandi occasioni. Il dato sui falli è eloquente sotto questo aspetto: 32 sono stati i fischi dell’arbitro dovuti a infrazioni, 16 per parte, oltre che naturalmente i 2 cartellini rossi rimediati dal Cittadella.

Nei primi 20 minuti è Paleari il vero protagonista per gli ospiti (4 sono state gli interventi decisivi dell’estremo difensore); il Cittadella vive un vero e proprio assedio per tutta la partita. Il gol dell’Hellas non si fa attendere molto: al 22′ Zaccagni infila in rete il gol della speranza, con lo stadio che esplode.

In occasione del primo gol del Verona: Faraoni (evidenziato in rosso) viene servito dallo scarico di Di Carmine dal limite dell’area (evidenziato in azzurro); il terzino destro una volta ricevuto il pallone premia la corsa di Zaccagni (evidenziato in giallo) in area di rigore, col centrocampista che a tu per tu con Paleari è solo nel mettere il pallone in rete.

Il prologo della rivalsa del Verona va di pari passo con l’inizio della fine per il Cittadella. La tensione di incontri del genere prende a poco a poco il sopravvento nel morale degli ospiti, che al 62‘ rimangono in 10. L’intervento in ritardo di Parodi su Vitale vale il secondo giallo. Dal terzino sinistro, poi, nascerà la magia che porterà al secondo gol degli scaligeri.

Il secondo gol dell’Hellas Verona è un’autentica magia. Vitale (evidenziato in azzurro) dalla sinistra serve un cross teso a premiare il movimento di Di Carmine (evidenziato in rosso) sul primo palo. L’attaccante supera la doppia marcatura dei difensori del Cittadella con una girata di corpo conclusa con un colpo di tacco da maestro a battere il portiere.

Un gol capolavoro, figlio di una serata perfetta da parte del Verona. Un Hellas mai messo realmente in difficoltà dalla manovra avversaria (il Cittadella non ha mai concluso a rete, con 8 tentativi mai verso lo specchio della porta) e sul piano del gioco(i 466 passaggi dei mastini surclassano i 271 degli ospiti). La rimonta dei padroni di casa si completa con l’espulsione di Proia (anche lui per doppia ammonizione) e con la rete del definitivo 3 a 0.

Il gol del 3 a 0 sancisce definitivamente il trionfo dell’Hellas. Il filtrante di Giampaolo Pazzini dalla linea di centrocampo è provvidenziale per il movimento di Laribi (evidenziato in rosso), che a tu per tu con Paleari lo supera e conclude a porta vuota.

Il triplice fischio dell’arbitro sancisce la straordinaria rimonta dell’Hellas Verona. Dopo un anno di purgatorio in Serie B i veronesi conquistano una promozione letteralmente al cardiopalma per come è maturata nel tempo.

UNA FORMAZIONE DA VERTICE

Il percorso di quest’anno dell’Hellas Verona volge all’insegna della sofferenza e della discontinuità rispetto alle premesse. I mastini scendevano direttamente dalla Serie A e si candidavano a una corsa esaltante per riconquistarla fin da subito. Ma dopo una buona partenza (4 vittorie nelle prime 5 partite) la squadra di Grosso si è persa lungo la via. Inevitabile è stato poi l’esonero del Campione del Mondo dalla panchina gialloblù, con Aglietti a subentrargli in corso d’opera il 2 maggio. 6 partite in 22 giorni nel segno della promozione. Chapeau.

Il merito principale del Mister è stato quello di aver ridato una vera identità a quest’organico a così poco tempo dal termine della stagione. Alla base del successo non c’è spazio per improvvisazione e caso, con l’Hellas che si è ripreso in toto dal punto di vista psicologico, coi playoff conquistati all’ultima giornata contro il Foggia.

A prescindere dal controverso percorso in stagione il Verona ha raggiunto l’obbiettivo, nel segno di una formazione esperta e di livello che lascia ben sperare per la prossima stagione. Il giorno dopo la promozione appena conquistata la domanda sorge spontanea: che cosa ci si può aspettare da questo Hellas Verona in vista della prossima stagione?

La coppia di terzini Faraoni-Vitale è quella che nel lungo andare ha saputo convincere e incidere più fra tutte le opzioni a disposizione. Nonostante le poche presenze stagionali (22 per Faraoni, 13 per Vitale) 6 sono stati gli assist vincenti da parte dei due laterali. Fonte: profili instagram @hellasveronafc e @faraoni5.

Come premesso quando si parla degli scaligeri si prende in esame un organico promettente ed esaltante fin dalle premesse pre partita. A cominciare dalle fasce. Il tandem Faraoni-Vitale ha col tempo conquistato la definitiva titolarità convincendo tutti. Grazie alle sovrapposizioni l’Hellas è infatti in grado di sfruttare a pieno l’ampiezza del campo potendo contare sul movimento decisivo dei terzini. Corsa, qualità nei cross e ripiegamenti difensivi al servizio delle diverse fasi di gioco.

Ma l’aspetto decisivo ed esaltante di questa squadra è senz’altro l’attacco. Nel divenire della stagione mister Aglietti è ritornato al 4-3-3 che si è rivelato il marchio di fabbrica made in Hellas. Sostenuto in particolar modo dalle magie offensive del tridente offensivo. Laribi, Di Carmine e Ryder Matos rappresentano un trio in grado di non far pesare l’assenza di un campione come Giampaolo Pazzini, spesso e volentieri relegato alla forzata panchina nonostante sia il capocannoniere della squadra.

Pazzini (12 gol in 29 presenze), Di Carmine (12 gol in 28 partite), Laribi (4 le reti in 33 match) e Ryder Matos (3 gol in 30 presenze). Col gol di Lee Seung Woo sono in totale 32 i gol degli attaccanti dei mastini.  Fonti: profili Instagram @pazzini @skysport @rydermatos @laribi21.

FATTORI DA MIGLIORARE

Nell’analisi dei valori di questa squadra il detto “nessuno è perfetto” risulta azzeccato. Come per molti meccanismi ci sono infatti aspetti da migliorare per quest’Hellas Verona in vista della prossima stagione.

In primis il capitolo che riguarda la difesa. Il reparto arretrato ha mantenuto la porta inviolata soltanto in 9 occasioni in questa stagione. La coppia Bianchetti-Dawidowicz si è rivelata impeccabile contro il Cittadella, come del resto l’organico nel suo insieme. Nel lungo andare della stagione però sono state evidenti le lacune difensive, specie in sconfitte pesanti come contro il Padova (3-0) e Brescia (4-2). Empereur nel match d’andata contro il Cittadella era risultato il peggiore in campo, facendosi sorprendere sull’imbucata per Moncini in occasione del gol avversario.

Fonte: profilo instagram @matt_bianchetti

Passi falsi che hanno contribuito alle difficoltà che il Verona ha riscontrato nel raggiungere i playoff, salvo poi riuscirci all’ultimo. Vuoi per inesperienza, vuoi perché spesso e volentieri la situazione è stata risolta dal reparto offensivo, ai mastini occorre trovare una dimensione ideale in difesa per poter reggere al meglio l’imminente urto della Serie A e dei suoi campioni.

Un ulteriore aspetto col quale l’Hellas Verona dovrà fare i conti fin da quest’estate riguarda il centrocampo. Colombatto e Gustafson sono stati il cuore e l’anima di questo Verona made in Aglietti. Un tandem che ha rappresentato l’equilibrio perfetto fra qualità e quantità in mezzo al campo, in grado di dare le giuste geometrie ai movimenti delle mezzali e degli attaccanti per poi ripiegare in fase di non possesso.

Fonte: profilo instagram @santiagocolombatto

Il cartellino del primo appartiene al Cagliari, quello del finlandese invece al Torino. L’obiettivo immediato degli scaligeri sarà quello di riconfermare quei giocatori decisivi sui quali si è fondata un’appassionante promozione in A. Solo il tempo e le prime partite della prossima stagione sapranno darci i primi verdetti sul nuovo volto di questa squadra.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram @hellasveronafc

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