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È Karim Benzema il nuovo Cristiano Ronaldo?

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Prima, con Cristiano, cercavo sempre lui per aiutarlo a segnare più gol possibili, avevo un ruolo secondario. Adesso sono io che devo dimostrare di voler segnare prendendo in mano la squadra. Mi sento molto più importante.

Dichiarazioni pesanti quelle rilasciate dall’attaccante del Real Madrid, Karim Benzema, a France Football. Dichiarazioni che tuttavia attestano una metodologia di gioco completamente differente per il francese questa stagione. Con la partenza di Cristiano Ronaldo, era sorto l’interrogativo su chi potesse sostituire il portoghese. Interrogativo fomentato inoltre dal fatto che Florentino Perez in sede di mercato non avesse acquistato alcun calciatore di relativa importanza. Ad oggi, però, si può facilmente ammettere che il sostituto di Ronaldo sia il suo ex partner offensivo. Benzema, tramite prestazioni di alto livello, sta pian piano facendo dimenticare l’asso lusitano.

LA SPALLA DI RONALDO

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Come detto poc’anzi, soprattutto negli ultimi anni il gioco di Benzema era focalizzato solamente all’aiuto per l’amico e compagno di squadra Cristiano Ronaldo. Lo scorso anno Karim in Liga realizzò ben 11 assist, numeri non indifferenti per un calciatore che di professione fa la prima punti. 5 di questi 11 assist furono proprio per il compagno portoghese, poco meno della metà. I numeri, nonostante tutto, non rendono però giustizia al lavoro di sacrificio che il centravanti faceva per il cinque volte Pallone d’Oro.

Come dimostrato anche nella Juventus, Ronaldo gradisce avere un’anarchia tattica, spaziando quindi su tutto il fronte offensivo. Ciò può essere segno di pericolo per gli avversari, ma può anche non essere digerito tanto facilmente dai propri compagni, che spesso devono supplire alla sua mancanza in certe zone del campo. Benzema era la spalla perfetta. Quando Ronaldo compieva delle percussioni centrali, il francese andava a ripiegare sulla zona esterna del campo, non permettendo così un facile contropiede agli avversari.

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Benzema, inoltre, ha sempre più imparato ad abbassarsi progressivamente per andare a ricevere il pallone, rendendosi di fatto un vero e proprio regista offensivo. Facendo ciò, tuttavia, inevitabilmente l’area era sprovvista di occupazione. Tutto questo non rappresentava però un ingente problema, dato che Ronaldo si posizionava nella zona centrale dell’attacco. Questa libertà dell’area era anche data dal fatto che Benzema attuasse dei tagli sia orizzontali che verticali, cercando di rendersi il più imprevedibile possibile.

L’OTTIMO INIZIO DI STAGIONE

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Il rendimento di Benzema in zona offensiva, questa stagione, è cresciuto esponenzialmente. Lo scorso anno era riuscito a realizzare 12 gol in 47 partite. Numeri di un certo rispetto, ma che tuttavia non testimoniano la grande qualità tecnica dell’attaccante. Anche l’annata precedente, quella 2016/2017, Karim era riuscito a realizzare 19 reti in 48 scontri. Quest’anno, la media realizzativa è cresciuta nettamente: 20 reti in 40 occasioni e vi sono 3 mesi pieni ancora per migliorare quest’attuale stato di forma. Sia per Lopetegui prima, che per Solari poi, Benzema ha sempre rappresentato una certezza. Non un caso se le partite saltate dal ragazzo sono solamente due, in Coppa del Rey, contro Melilla e Leganes (quest’ultima dovuta ad una leggera frattura al dito).

Facile da pronosticare, invece, che diminuissero il numero di assistenze fornite ai propri compagni. Lo scorso anno erano state ben 11, serviti solo in campionato. Questa stagione invece sono solamente 7, numero comunque ragguardevole ma che inevitabilmente è diminuito. Ciò testimonia il nuovo ruolo che Benzema ricopre nello scacchiere tattico della squadra: il centravanti unico

UN NUOVO MODO DI GIOCARE

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Per il post-Zidane, sulla panchina delle merengues si sono avvicendati dapprima Julen Lopetegui e successivamente Santiago Solari. Allenatori differenti rispetto al tecnico francese, che vedono nella costruzione di gioco la loro principale peculiarità. È da leggere quindi in tal senso il cambio apportato dai due sul modulo tattico della squadra. Si è passati da un 4-3-1-2 con Isco dietro Benzema e ROnaldo, ad un 4-3-3 che vedere Karim come unico terminale offensivo. Questo, unito alla partenza di Cristiano, ha sicuramente responsabilizzato fortemente il calciatore che adesso si sente leader tecnico ed emotivo della squadra.

Solari sta costruendo un gioco che, partendo dal basso, arrivi sempre sui piedi di Kroos che dall’alto della sua intelligenza calcistica riesce ad amministrare il gioco in maniera eccelsa. Quasi sempre il pallone si allarga sulle corsie laterali e, successivamente, si procede con accentramenti delle ali oppure con cross diretti alla prima punta. Dopo Valladolid ed Eibar, il Real è la squadra che crossa maggiormente in Liga. Benzema gongola dentro questi dettami tecnici, perché tutto ciò va a favorire la sua qualità da finalizzatore.

Risultati immagini per benzema punta associativaNonostante ciò, le sue qualità di collante fra l’attacco ed il centrocampo della squadra non sono andate perse. Benzema non si potrà mai definire una punta statica, che aspetta la venuta del pallone. Karim è un attaccante mobile, che va a cercare egli stesso il pallone. In questo Real privo di un vero trequartista, spesso è lui ad abbassarsi per colmare il vuoto durante la costruzione di un’azione offensiva. Benzema al Real probabilmente dà molto più di ciò che riceve.

QUESTIONE MOTIVAZIONALE

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Con la partenza di Ronaldo, la società di Madrid si è ritrova a dover essere molto più squadra rispetto agli anni precedenti. Il trasferimento di Ronaldo ha significato soprattutto la perdita del leader carismatico della squadra. Lo spogliatoio quindi si è affidato completamente a tre personalità principali, già presenti in rosa: Ramos, Bale e Benzema. Per Karim tutto ciò ha comportato una novità. Passare dall’essere l’ombra di Ronaldo a divenire la stella della squadra. Un upgrade enorme per un calciatore che, oramai a 31 anni, si merita decisamente tale riconoscimento. Da questa posizione di rilievo lui ne sta traendo solo giovamento. Gioca più spensierato, non legato meramente a dettami tattici e tutto ciò si riflette nelle sue prestazioni.

Il Real non è più probabilmente quella squadra di fenomeni ammirata le scorse annate ma bisogna stare molto attenti prima di dare i blancos per morti. Con un Benzema così, d’altronde, tutto diviene molto più agevole.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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Il Messico saluta i Mondiali dopo i gironi: non accadeva dal 1978

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Messico

Negli ultimi decenni si era diffusa la convinzione che la Nazionale del Messico fosse perseguitata dalla cosiddetta “maldiciòn del quinto partido“, ossia “la maledizione della quinta partita”, che, ai Mondiali, coincide con i quarti di finale, e che il Tricolor non raggiunge dal lontano 1986.

Dopo la mancata qualificazione a Italia ’90, dunque, ebbe inizio per il Messico una lunga serie di eliminazioni agli ottavi di finale, protrattesi per ben 7 edizioni del torneo: la serie è partita da Usa ’94 ed è terminata a Russia 2018. La vittoria di stasera contro l’Arabia Saudita, la prima per la squadra del Tata MartinoQatar 2022, non ha tuttavia evitato la precoce eliminazione ai gironi di Ochoa e compagni. Nonostante avessero gli stessi punti della Polonia, i messicani non hanno potuto prolungare la propria avventura in Qatar in virtù della differenza reti inferiore a quella dei biancorosssi.

Se consideriamo che ai Mondiali del 1982 il Messico non si è qualificato, l’ultima eliminazione in cui gli Aztecas non hanno superato i gironi di un Mondiale risaliva a più di quarant’anni or sono: parliamo dei Mondiali del 1978 in Argentina.

 

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