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Cose da “pazzi”

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L’allontanamento tra Marcelo “El loco” Bielsa ed il Lille, che di fatto suona come un esonero “mascherato”, giunge come un fulmine a ciel sereno ed è forse l’espressione massima di una gestione sbagliata dei rapporti da ambo le parti. Non è che l’ennesimo capitolo, l’ennesimo cambiamento di rotta o l’ennesimo colpo di scena di un allenatore che, ispirando mezzo mondo calcistico, viene considerato un rivoluzionario dal palmares piuttosto scarno, quantomeno dal punto di vista europeo. Su questa storia d’amore apparentemente finita si è speculato, forse sparlato, anche se i tasselli che hanno portato il dream team di Gérard Lopez, denominato #LOSCUnlimited, a separarsi “momentaneamente” dall’uomo voluto e cercato da mesi, vanno ripescati lungo i 5 mesi di gestione bielsiana, considerato pontifex maximus al suo arrivo nel mese di Giugno 2017 e presto diventato il capro espiatorio dei tifosi nordisti.

RICOSTRUENDO I FATTI

Fortemente voluto dal presidente ispanico-lussemburghese Gérard Lopez, Marcelo Bielsa viene annunciato nei primi mesi del 2017 e presentato poi il 23 Maggio 2017 al cospetto proprio del presidente e delle sue due braccia “pensanti” Marc Ingla e Luis Campos, provenienti da Barcellona e Monaco col compito di riportare in alto il Lille. La prima impresa, compiuta l’inverno precedente, era stata quella di iniziare a formare l’ossatura della squadra (con acquisti come Anwar El-Ghazi, Junior Alonso, Farès Bahlouli..) portandola ad una tranquilla salvezza. Viene così affidata interamente a Bielsa la campagna di scouting per la stagione 2017/2018 con un tesoretto di circa 70 milioni: l’argentino, oltre a guardare in casa transalpina, getta l’occhio su alcuni prospetti brasiliani che potrebbero fare al caso suo, tutti giovanissimi secondo la politica del club, fermamente intenzionato a rivenderli poi, un giorno, al doppio o al triplo della cifra d’acquisto. Dall’Angers arriva uno dei talenti più interessanti della stagione precedente, Nicolas Pepe, mentre dal brasile giungono, in ordine, Thiago Mendes e Luiz Araujo per una cifra intorno ai 20 milioni dal San Paolo. In difesa giungono Edgar Ié dal Belenenses, Fode Ballo-Touré dal PSG e Kevin Malcuit dal Saint-Etienne, con Hervé Koffi come portiere di riserva a Mike Maignan. L’ultimo squillo è rappresentato dal centrocampista del Santos Thiago Maia, ad oggi l’acquisto più caro della storia del LOSC Lille(14 milioni di euro).

L’inizio di stagione è pressoché scoppiettante ma quantomai fuorviante: nelle amichevoli il LOSC sembra avere un possesso palla fluido pur avendo da poco appreso i concetti del tecnico rosarino che va in campo col 3-3-3-1 come marchio di fabbrica. Succede che alla prima giornata, contro il Nantes di Ranieri, il Lille cammini sulla squadra giallo canarino di Loira con delle ripartenze fulminanti e con una freschezza fisica senza precedenti: a Lille si sogna, finalmente, di imporre la supremazia del gioco dopo anni di stenti dal punto di vista dello spettacolo mentre la stampa si diverte a tessere prematuramente le lodi di Bielsa.

L’epurazione del Loco continua, forse contro la sua volontà, poco prima che il mercato estivo si concluda: a Giugno erano stati fatti fuori i “pilastri” della squadra di un tempo come Mavuba e Basa (reduci dal titolo 2011), il portiere nigeriano Enyeama ed i membri dell’effettivo 2016/2017 che non avevano affatto deluso le aspettative, come Eder, Sliti e Palmieri. A questi si aggiungono, in data 31 Agosto, Nicolas De Preville(cannoniere dell’anno precedente e giocatore simbolo per questa squadra nonostante i soli sei mesi) ed il portoghese Xeka, un mix di visione del campo e saggezza tattica che sembrava potersi giocare le sue carte con il coach argentino. Tra Settembre e Ottobre il Lille non vince mai e racimola solo due punti, nei pareggi con Bordeaux (0-0) e Troyes (0-0), risultati di uno sterile possesso palla e di una pochezza offensiva senza eguali condita da errori individuali in fase difensiva che condannano la squadra nei minuti finali delle partite. Si mormora di una sorta di “ammutinamento” nei confronti di Bielsa, di un presunto summit con i giocatori che sentono di giocare in un ruolo non loro e di non poter rendere al 100% delle proprie capacità. Il Lille cambia col Marsiglia il 29 Ottobre 2017, passando al 4-2-3-1:

Il nuovo 4-2-3-1.

Il 3-3-3-1 bielsiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cambio di rotta, susseguito dal ritorno in campo di un profilo come quello di Thiago Mendes, centrocampista tuttofare e dotato tecnicamente (il miglior acquisto estivo) permette al Lille di rialzare la testa: vittoria per 0-3 a Metz e per 3-1 contro il Saint-Etienne molto più avanti in classifica, sempre con il 4-2-3-1. Ottimo possesso palla, poca concretezza ma meno errori difensivi e più convinzione nei mezzi di squadra. Salvo poi perdere malamente il derby della nuova regione Hauts-de-France contro l’Amiens, per 0-3, nel recupero di questo Lunedì dopo lo sciagurato crollo della tribuna ospiti il 30 Settembre 2017.

Alle 21:45 di Martedì 21 Novembre, tramite un breve comunicato, il Lille “allontana” Bielsa togliendogli momentaneamente la funzione di allenatore a causa di un “processo interno alla società”. Il motivo sarebbe da imputare ad un’indesiderata partenza per il Cile non autorizzata dalla dirigenza, in cui Bielsa si recava dal Profe Luis Bonini, suo amico ed ex preparatore atletico del suo Cile, gravemente malato. L’atto, visto come un gesto estremamente umano e beneficamente “pazzo” in puro stile Bielsa, uomo prima che allenatore, avrà urtato la società alle prese con la salvezza che avrà quindi preso una drastica decisione. In Francia viene già quasi considerato come un esonero a tutti gli effetti, come se l’amore tra Lopez e Bielsa fosse finito, perché proprio ieri è stato negato l’accesso ai campi d’allenamento da parte dell’argentino che cercherà quantomeno un chiarimento con la società prima di partire, forse per sempre, da Lille.

CONCORSO DI COLPA

In ordine: il suo traduttore e Marcelo Bielsa, Luis Campos, il presidente Lopez e Marc Ingla alla presentazione del Loco nel Maggio 2017.

E’ un vero e proprio concorso di colpa quello che va messo in scena all’interno del #LOSCUnlimited, tanto di Bielsa quanto della dirigenza, che si è forse coperta dietro una figura così ingombrante bypassando un disegno sportivo troppo giovane ed impreparato ad un campionato come la Ligue 1. Si è pensato che l’argentino potesse risolvere tutti i problemi di una società in pieno rodaggio e ripresa dopo la vincente e subito dopo decadente gestione Seydoux: la conclusione è stata che con un grande allenatore, dalle idee innovative, si potesse creare una Marsiglia o una Bilbao 2.0 così, dal nulla. Ecco perché Bielsa andava sì assecondato, ma anche dirottato verso un progressivo e non repentino cambio di rotta, perché i riferimenti, sul campo, si sono persi da un giorno all’altro: i Mavuba ed i Basa, forse non pronti per far parte di un progetto tattico così psicologicamente provante, restavano dei grandi uomini di spogliatoio che sapevano prendere in mano il vascello anche quando tutto sembrava perso, così come lo stesso Enyeama, che ha salvato e portato il Lille in Europa League nel 2015/2016 a suon di parate. Così come lo stesso Eder, che si era rilanciato in Francia ed aveva tutta l’intenzione di restare per diventare un grande. Per non parlare di due nuovi come De Preville e Xeka, subito entrati nel cuore della società e dei tifosi, che hanno fatto parte della campagna di merchandising 2017/2018 salvo poi partire all’improvviso. Inesperienza, mancanza di fondi dovuti dagli acquisti, di certo un cenno di inesperienza che ad oggi si sta sentendo più del dovuto (o del previsto).

Con il capitano Amadou e con Junior Alonso, De Preville e Xeka nella campagna merchandising 2017.

 

Dalla sua, Bielsa, diremmo “il solito” Bielsa, non ha voluto quasi mai cambiare idea procedendo dritto verso il suo credo: il cambio di schema tanto acclamato è arrivato in ritardo e spinto forse dai calciatori stessi che stavano pian piano rifiutandosi di ascoltarlo, mentre lì davanti la vendita di De Preville ed il rifiuto di tornare sul mercato a fine Agosto per comprare un vero e proprio numero nove ha portato alla pochezza offensiva precedentemente trattata. Ponce, dalla panchina, non sempre ha inciso per carenza di minuti di gioco, mentre Pepe è più un trequartista/ala rispetto ad un attaccante. A centrocampo, Maia e Bissouma si sono visti schierare terzini se non centrali difensivi e questo ha mandato in tilt qualsiasi connessione tra i reparti. Risultato? Un gran caos che sembrava però prendere forma, con le giuste accortezze e correzioni, in quest’ultimo mese. E poi, ancora una volta, la sorpresa. Chissà che, nel marasma di questa “sospensione”, Bielsa non avrà il tempo di riprendersi il LOSC e condurlo dove si augurava, sorprendendoci ancora una volta.

 

 

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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