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Bipolar mind

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Rulli compressori in campionato e poi bastonati in Champions League. Ce ne sono tante di squadre del genere nella storia del calcio. La più recente è il Borussia Dortmund di quest’anno che sta facendo terra bruciata in Bundesliga ma al contempo ha già perso due scontri fondamentali in Europa.

L’ANNO BUONO?

In Germania sta filando tutto in maniera perfetta, con il Bayern che ha rallentato la corsa per più volte in modo piuttosto inaspettato. I gialloneri di Dortmund, dal canto proprio, sono primi in classifica, ancora imbattuti insieme ad Hoffenheim e Hannover, rispettivamente al secondo e quarto posto. Nonostante l’addio di Dembelè per quella cifra spropositata di 150 milioni, la spinta offensiva non manca mai e probabilmente non mancherà nemmeno in futuro. Aubameyang, ad esempio, sta già facendo ciò che gli risulta sempre più semplice: segnare, segnare ed ancora segnare. L’ex-Milan si trova già a quota 13 reti totali, di cui 8 in 6 partite di Bundesliga.

Il Dortmund non era mai partito così bene in campionato ed i 16 punti in 6 partite sono un vero record storico per Bosz e i suoi ragazzi. Oltre ad Aubameyang, tutto l’attacco gira che è una meraviglia e non a caso con 19 gol totali i ragazzi del Signal Iduna Park sono al momento la squadra tedesca più prolifica del torneo. Ma udite udite, ciò che fa strabuzzare gli occhi è il primato per gol subiti: difatti, per quanto sia strano a dirsi, il BVB ha subito una sola rete fino ad ora, proprio durante l’ultima giornata.

E se il Bayern Monaco restasse più umano del solito, chissà che non si possa sognare un po’ più in grande… A farne le spese, intanto, è l’ormai ex-tecnico dei tedeschi.

 

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA

Ora bisogna passare, però, alle note dolenti. In campo europeo il Dortmund si trasforma, in senso negativo però. La prima giornata, per esempio, ha fatto segnare una sconfitta alquanto pesante per i gialloneri del BVB. A Wembley, difatti, i tedeschi si sono resi protagonisti di una sconfitta tanto pesante quanto netta: a nulla è servito lo sterile possesso palla (68%) realizzato ed i numerosi passaggi messi a segno contro un Tottenham che con soli 336 passaggi realizzati (contro i 721 del Borussia) ha trovato le tre reti che gli hanno consentito di portare a casa i 3 punti.

Kane e compagni, di contro, hanno portato a casa uno scontro diretto fondamentale anche in ottica differenza reti, lasciando i tedeschi a raccogliere i propri cocci. I tre goal sono arrivati tutti dallo stesso lato, il sinistro, e c’è da rivedere un Bürki che si è dimenticato come difendere efficacemente il primo palo; lo svizzero, infatti, ci ha messo del suo in quella sconfitta che potrebbe costar caro ai tedeschi.

Non cambiano le sorti in casa, tra le proprie mura, contro il gigantesco Real Madrid che non ha mai temuto di poter perdere lo scontro. Il Dortmund aveva quantomeno l’obbligo di provare a ricominciare, strappando almeno un punto ai più forti del mondo, ma è andata peggio del previsto; e, nel frattempo, il Tottenham allunga grazie alla tripletta di Kane

Aubameyang e compagni, se non altro, ci hanno davvero provato creando numerose occasioni da gol poi non concretizzate, tralasciando la scialba parata di Ramos. Se poi Ronaldo fa quello che fa sempre e Bürki – ancora una volta non copre il palo – allora i sogni di un’impresa s’infrangono tristemente.

Il doppio confronto  con l’Apoel Nicosia dovrà essere un bancomat dove prelevare i 6 punti nella maniera più facile possibile. Con un occhio puntato alle partite tra Tottenham e Real pregando che gli Spurs non riescano a conquistare punti contro i Galacticos. La sfida più attesa sarà dunque la penultima, quella in casa contro gli Spurs, dove non si potrà sbagliare un colpo. Nel frattempo, però, si dovrà cercare in tutti i modi di restare comunque in cima alla Bundesliga, perché un’occasione come il momentaneo crollo del Bayern non capita tutti i giorni.

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Flash News

Il giornalista terrorizza la Juventus: “Situazione pericolosa come quella del 2006”

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Juventus

Il terremoto in casa Juventus ha destabilizzato il mondo bianconero. A seguito di un rapidissimo Cda straordinario, tutte le cariche più importanti della dirigenza si sono dimesse dai propri ruoli. La motivazione è ancora sconosciuta ufficialmente, anche se alcune voci ipotizzano dei guai seri a bilancio. In molti, quindi, si stanno chiedendo i reali motivi che si celano dietro la vicenda e diversi tifosi cercano risposte sui social.

“COME NEL 2006”

In questo senso, le risposte provenienti dal web non sono rassicuranti, anzi. Farà scalpore un Tweet del noto giornalista Tancredi Palmieri che preoccupa tutto l’ambiente bianconero. In poche righe, Palmieri terrorizza il tifo Juventino con le seguenti parole.

Secondo il direttore di Sky Italia, la situazione della Juventus potrebbe essere pericolosa come quella del 2006, qualcosa di enorme sta per scoppiare”.

Ricordiamo che nel 2006 la compagine bianconera venne retrocessa in Serie B a seguito dello scandalo Calciopoli.

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Calcio Internazionale

Gomez carica l’Uruguay: “Contro il Ghana una finale”

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Maximiliano Gomez, attaccante dell’Uruguay, ha parlato ai microfoni di Teledoce dopo la sconfitta contro il Portogallo.

L’attaccante ha caricato i suoi per la sfida contro il Ghana, decisiva ai fini della qualificazione:

“Dobbiamo già pensare alla prossima sfida col Ghana. Giocheremo l’ultimo incontro della fase a gironi come se fosse una finale e ci auguriamo di riuscire a vincerla”

Gomez ha anche analizzato il match di stasera:

“Sono contento di aver avuto l’opportunità di scendere in campo, ma al tempo stesso mi dispiace per il risultato perché abbiamo disputato un grande secondo tempo. Il Portogallo è una grande squadra e sapevamo di trovarci di fronte degli ottimi calciatori”.

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Calcio Internazionale

Messico, tegola Guardado: stop di 10 giorni

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Tata Martino

Tegola in casa Messico, a 2 giorni dal match clou contro l’Arabia Saudita.

Il centrocampista Andres Guardado, infortunatosi nel match contro l’Argentina, dovrà stare fermo ai box 10 giorni stando a quanto riportato da L’Equipe. I messicani, fermi ad un punto in classifica, sono obbligati a vincere, per tenere vive le chances di qualificazione in un girone super equilibrato. L’altra sfida vedrà di fronte Argentina e Polonia, con i primi a quota 3 e i polacchi in testa al gruppo con 4 punti, frutto di una vittoria e un pareggio proprio contro il Messico.

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Flash News

La lettera di addio di Andrea Agnelli ai dipendenti della Juventus

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Agnelli

Andrea Agnelli, prima delle dimissioni arrivate in serata, ha rivolto una lunga lettera di addio a tutti i dipendenti del club.

“Cari tutti,
Giocare per la Juventus, lavorare per la Juventus; un unico obiettivo: Vincere. Chi ha il privilegio di indossare la maglia bianconera lo sa. Chi lavora in squadra sa che il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. La Juventus è una delle più grandi società al mondo e chi vi lavora o gioca sa che il risultato è figlio del lavoro di tutta la squadra.

Siamo abituati per storia e DNA a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari: lo Stadium, 9 scudetti maschili consecutivi, i primi in Italia ad aver una serie Netflix e Amazon Prime, il J|Medical, 5 scudetti femminili consecutivi a partire dal giorno zero. E ancora, il deal con Volkswagen (pochi lo sanno), le finali di Berlino e Cardiff (i nostri grandi rimpianti), l’accordo con Adidas, la Coppa Italia Next Gen, la prima società a rappresentare i club in seno al Comitato Esecutivo UEFA, il JMuseum e tanto altro.

Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti. Ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escénico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Geōrgios Karaiskakīs, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno.

Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale. In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni: stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita“.

La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus.

Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”.

Ricordate, ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve!

Fino alla fine…“.

LA FINE DI UN’ERA

Questo il toccante saluto di Andrea Agnelli al suo popolo, quello bianconero. Una storia iniziata nel lontano maggio del 2010, quando fu eletto presidente, diventando il quarto esponente della famiglia Agnelli alla guida del club.

19 titoli complessivi: 9 Scudetti, 5 coppe Italia e altrettante Supercoppe Italiane.

Andrea Agnelli, nel bene e nel male, ha segnato indelebilmente, 12 anni di storia del calcio. Dallo stadio di proprietà al progetto Superlega, l’ormai ex presidente bianconero ha rivoluzionato il gioco.

Agnelli è stato capace di riportare la Juventus sul tetto d’Italia, provando a ripetersi, non riuscendoci del tutto, in Europa. 12 anni di successi e di tonfi clamorosi, di gioie e dolori, di esultanze e liti con i tifosi.

 

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