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Tacticamente hablando: l'analisi di Boca - River

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Tacticamente hablando: l’analisi di Boca – River

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I fanatici del futbol hanno atteso 58 anni per vedere Boca-River in finale di Copa Libertadores, e, in parte, non sono rimasti delusi. Perché le due rivali storiche, combattendo contro i pregiudizi di una partita chiusa e d’attesa aspettando il confronto di ritorno, hanno dato vita ad un match aperto ed animato, simbolo anche della sagacia tattica di due tra i migliori allenatori del sudamerica come Schelotto e Gallardo, anch’essi impegnati a combattere la loro battaglia per mostrare la loro visione del calcio e le loro idee.

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La pioggia, che ha di fatto traslato la partita di 24 ore, non ha cambiato l’idea iniziale che avevano le due squadre, ovvero lo scenario più semplice da prevedere: un Boca alla ricerca di una vittoria “tesoretto” contro un River piuttosto arrocato in difesa cercando di impensierire l’avversario in ripartenza. Ecco che per l’appunto, il 4-3-3 di Schelotto contro il 5-3-2 iniziale di Gallardo non avevano stupito nessuno in fase di prepartita.

Lo schema del Boca.

Lo schema del River.

LA PARTITA

PRIMO TEMPO

Nello sviluppo del gioco, il River inizia molto meglio la partita, perché il 5-3-2 è in realtà un 3-5-2 in fase di possesso, con Casco e Montiel che salgono costantemente, e crea ampiezza in modo da poter crossare piuttosto facilmente. La prima azione importante, un colpo di testa di Santos-Borré, nasce proprio dalle fasce:

La qualità del Pity Martinez nel lancio lungo permette di pescare Casco dall’altro lato del campo, dove il Boca è scoperto.

Sul successivo cross, Santos-Borré vince il duello con Olaza ma si fa parare il colpo di testa.

Il Boca, dal canto suo, perde Pavon dopo 27 minuti e, facendo subentrare Benedetto, passa in una sorta di 4-4-2 che diventa 4-1-3-2 quando si attacca, con Barrios a fare il 6 puro. Nonostante ciò, a Nandez viene data più libertà in fase offensiva e da un suo movimento nasce il gol dell’1-0 di Wanchope Abila al 34′.

Nandez scambia con Pablo Perez e gli corre alle spalle per liberarsi

Riuscendo così a scambiare con Sebastian Villa, che si accentra per lasciare spazio al giovane terzino sinistro Olaza

Il pallone torna a Nandez che lo allarga ad Olaza

Montiel deve scalare su Olaza, permettendo così l’1 vs 1 tra Wanchope e Martinez Quarta. L’ex Cruzeiro vince il duello e porta il Boca in vantaggio.

Il pareggio giunge dopo 20 secondi ed è uno dei lapsus più preoccupanti degli Xeneizes, perché Martinez, appena ricevuto battuto il calcio d’inizio, può tranquillamente servire Pratto nel corridoio centrale nonostante i due reparti da quattro siano perfettamente schierati

Calcio d’inizio, linee schierate, Martinez serve centralmente Pratto

L’ex Genoa è bravissimo a partire in profondità e superare Rossi con un destro incrociato.

La difesa del Boca inizia così a traballare ed il River sfiora il raddoppio: con un tocco liftato Borre serve Pratto, bravissimo a scorcere la sovrapposizione di Montiel sulla destra

Sul successivo cross, l’errore di Barrios, che aspetta il rimbalzo della palla, permette a Martinez di calciare: bravo Rossi a respingere ancora.

Al 40esimo, azione fotocopia in verticale: Palacios (sondato dal Real Madrid ma poco attivo ieri) trova Borre su un altro buco difensivo. L’ex Villareal perde l’1 vs 1 contro Rossi (uno dei migliori in campo).

Il dominio River viene spezzato dal gol di Benedetto, scaturito da un’innocua punizione da metà campo: apprezzabile l’attitudine dell’attaccante bostero nel capire dove va a finire la palla battendo il difensore nel duello

https://twitter.com/MundoHincha/status/1061707766732079104

SECONDO TEMPO

Nel secondo tempo, tatticamente succede poco o nulla. Ovvero, Gallardo sa che, con la sconfitta, dovrà giocare una grande partita al ritorno e preferisce togliere un difensore (Martinez Quarta) per inserire un centrocampista di inserimento come Nacho Fernandez: in realtà succede poco, ma il River continua ad avere un baricentro alto e, su un fallo a metà campo di Nandez, Izquierdoz realizza un autogol simile all’antedecente gol di Benedetto.

Schelotto gioca la carta Tevez (per Villa), mentre Gallardo cambia il Diez fantasia (Quintero per Martinez) ed inserisce Zuculini per Perez per ossigenare il centrocampo. La partita stagna per un quarto d’ora prima di accendersi quasi al novantesimo. Tevez riceve palla da Pablo Perez e, con la qualità che lo contraddistingue, sente l’amico Wanchope muoversi alle sue spalle:

Wanchope è bravissimo a concedergli l’uno due

Tanto che Tevez, con un tocco, fa fuori Maidana e crea il 2 vs 1 con Benedetto

Il Pipa è solo, ma quando tutti pensano che sia cosa fatta una gran parata di Armani spezza il fiato a tutta la Bombonera: di fatti, il portiere della nazionale è bravissimo a correre più veloce della palla arrivando quasi ai piedi di Benedetto, creando così volume ed accellerando i movimenti dell’attaccante del Boca che ovviamente si trova costretto a sparare sul corpo di Armani, che lo rintuzza.

Qui la critica si divide, ma ci sentiamo di dire che sia più una gran parata del portiere che non un errore dell’attaccante che comunque non può accellerare il flusso del pallone. Nonostante ciò, per Benedetto è un errore che al momento pesa.

LA RESA DEI CONTI

Chiaramente adesso, dopo 90 minuti, la lancetta si sposta verso il River Plate che potrà chiaramente usufruire del ritorno in casa. Se conosciamo il gioco tattico e di ripartenze fiammanti di Gallardo, non sappiamo come Schelotto schiererà il suo Boca in una situazione di svantaggio fuoricasa: fino ad ora, contro Libertad, Cruizeiro e Palmeiras, il Boca era andato in trasferta dopo aver vinto in casa. Adesso serviranno gol nella tana del nemico di sempre. Tra due settimane uno dei verdetti più duri di tutto il sudamerica calcistico.

 

 

 

 

 

 

 

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ESCLUSIVA – Ferretti, sindaco Rozzano: “Con l’Inter fermi da ottobre, deadline ad aprile”

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Giovanni Ferretti, sindaco di Rozzano - Inter

San Siro è tornata un’ipotesi concreta per il futuro di Inter e Milan. Dopo alcuni mesi nei quali l’uscita delle due squadre da Milano sembrava ormai destino già scritto, nelle ultime settimane si sono registrati incontri nei quali il sindaco Sala e i suoi funzionari hanno provato a convincere i dirigenti rossoneri e nerazzurri a rimanere nella Scala del Calcio. Alle squadre sono stati presentati progetti di ristrutturazione dello stadio ormai vetusto, anche se né Milan né Inter sembrano convinte della fattibilità della proposta.

Nessuna delle due squadre ha chiuso definitivamente la porta a San Siro, ma se per il Milan si parla insistentemente di San Donato – si è tenuta a fine gennaio una conferenza di presentazione del progetto – per l’Inter al momento tutto tace. I nerazzurri hanno individuato un terreno a Rozzano come ipotetica nuova casa, ma non si registrano novità sostanziali dalla fine del 2023. Per questo abbiamo intervistato il primo cittadino del comune milanese Giovanni Ferretti.

L’INTERVISTA

I più attenti noteranno che non si tratta della prima chiacchierata con il sindaco. Avevamo già intervistato Ferretti a metà ottobre, quando ci aveva detto di aver incontrato Antonello, AD Corporate dell’Inter, ad inizio mese. Siamo partiti da questo punto.

Sappiamo delle novità tra Inter, Milan e il comune di Milano. Lei ha avuto modo di parlare con i dirigenti dell’Inter in questi mesi?

No. Apprendo le novità sul tema stadio dai giornali. L’Inter non ci ha avvisato di nulla, siamo fermi all’incontro di ottobre. La prelazione sul terreno a cui è interessata l’Inter per lo stadio scadrà il 30 aprile e credo che quella data possa essere decisiva. Se non ci saranno novità, vorrà dire che Rozzano sarà abbandonata come idea per costruire lo stadio. Se ci dovesse essere una proroga o, come mi auguro, uno studio di fattibilità, allora vorrà dire che le intenzioni sono serie”.

In questo momento dunque l’ottimismo dei mesi scorsi è svanito?

“Non conosco i dettagli della proposta di Milano. Credo che giocare in uno stadio vuoto non sia l’obiettivo delle due squadre. Non credo sia facile ristrutturare lo stadio per due, se non tre stagioni, e consentire allo stesso momento al pubblico di accedervi. Credo che i lavori potranno garantire una presenza solo parziale di pubblico. A meno di garanzie importanti, credo che questa proposta debba essere riformulata“.

Ha un messaggio da lanciare all’Inter per spingerla ad approdare a Rozzano?

“I pro e i contro sul lasciare Milano devono essere valutati dalle due squadre. In tutta Europa la direzione è quella di avere uno stadio di proprietà, che garantisce indotti e fatturati importanti. Inter e Milan hanno manager capaci che sapranno fare la scelta migliore. Come ho già detto Rozzano non ha mai avuto uno stadio, quindi mal che vada si rimarrà come sempre, anche se io mi auguro che la scelta dell’Inter possa ricadere sulla nostra città“.

Si ringrazia Giovanni Ferretti per la grande disponibilità.

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Calcio Internazionale

Sirene tedesche per De Zerbi: è il piano B del Bayern Monaco

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Brighton De Zerbi

Roberto De Zerbi è tra i nomi più caldi in vista del molto probabile valzer di panchine che coinvolgerà le big europee la prossima estate. Il tecnico del Brighton, al momento settimo in Premier League, ha attirato su di sé le attenzioni di Liverpool e Barcellona, che al termine della stagione saluteranno rispettivamente Klopp e Xavi. Oltre ad una possibile permanenza in Premier o un trasferimento in Spagna, per De Zerbi potrebbe farsi strada la possibilità di un’esperienza in Bundesliga.

Come riportato da Sky Deutschland, infatti, il tecnico bresciano è finito nella rosa delle alternative come futuro allenatore del Bayern Monaco per il prossimo anno. Il Bayern infatti ha già annunciato che le strade tra il club e il tecnico Thomas Tuchel si separeranno al termine della stagione. L’obiettivo numero uno dei bavaresi resta Xabi Alonso, che con il suo Bayer Leverkusen sta volando verso la vittoria del campionato tedesco. Il Bayern sta comunque valutando anche dei piani B e C, nel caso in cui dovesse fallire l’assalto al tecnico spagnolo, e nelle analisi è rientrato anche De Zerbi.

Il tecnico 44enne ad oggi ha un contratto fino al 2026 con il Brighton. Gli inglesi non vorrebbero salutare colui che ha portato il club per la prima volta in Europa. Ed è per questo che sono pronti ad offrirgli un rinnovo di contratto. Al momento, però, le possibilità che De Zerbi resti sulla panchina dei Seagulls sembrano essere poche, viste le tante big interessate al suo profilo. Intanto, comunque, De Zerbi resta focalizzato sugli ultimi mesi di questa stagione che potrebbero regalare ancora gioie ai tifosi del Brighton. Il club inglese, infatti, oltre ad essere in lotta in campionato per un posto in Europa, è agli ottavi di Europa League, dove affronterà la Roma.

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Flash News

Moggi: “Allegri e Pioli criticati senza motivi. Vi dico dove potrebbe allenare Conte”

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Moggi

Luciano Moggi, ex dirigente sportivo di Roma, Lazio, Torino, Napoli e soprattutto Juventus, ha tracciato una panoramica sul campionato di Serie A, attraverso le pagine di Libero. Un commento che spazia dalle milanesi alla squadra bianconera di Torino, passando per il futuro di Antonio Conte, fino al Bologna di Thiago Motta.

INTER – “Quest’anno l’Inter sta emulando lo scorso campionato del Napoli. A differenza degli azzurri, vince giocando di squadra“.

MILAN E JUVE – “Entrambe le rivali dei nerazzurri sono super criticate dai media, in particolare i due allenatori. Quando il Milan non vince il ciclo di Pioli sembra sempre al capolinea. Peggio per Allegri, al quale ogni giorno viene chiesto di andarsene perché la squadra, secondo opinionisti e tifosi, vince giocando male, ma soprattutto perché avrebbe dovuto tenere il passo dell’Inter, non essendo impegnata nelle competizioni europee. Addirittura, circolano nomi di possibili sostituti di Allegri, nonostante sia secondo in classifica”.

ANTONIO CONTE, THIAGO MOTTA E NON SOLO – “Pioli potrebbe convincere i tifosi solo se dovesse vincere il campionato, cosa che ovviamente non può fare, e forse non sarebbe neanche sufficiente. Lodi sperticate invece per Thiago Motta: è uno dei mister più gettonati per un approdo su una big, anche Palladino e Gilardino. Si fanno poi mille congetture su Antonio Conte, che secondo noi potrebbe approdare al Bayern Monaco.

 

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Flash News

Fiorentina, quanta imprecisione: tre rigori consecutivi sbagliati

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Nico Gonzalez

Un dato che farà discutere, quello dei rigori della Fiorentina. Nel 2024 i viola ne hanno già falliti 4 tra campionato e Supercoppa. Sono 3 gli errori consecutivi dal dischetto per la Fiorentina che anche stasera contro la Lazio non è riuscita ad andare in rete dagli 11 metri. Nico Gonzalez, dopo aver sbagliato il rigore contro l’Inter, ha fallito nell’intento anche stasera. Oggi è stato il palo a fermare l’argentino. È un dato piuttosto triste quello dei rigori della Fiorentina. Sono ben 3 i rigoristi differenti negli ultimi 4 sbagliti nel 2024.

FIORENTINA E RIGORI NON VANNO D’ACCORDO: IL DATO

Al 6 di gennaio è arrivato l’errore di Bonaventura che fallì un rigore contro la Fiorentina. Partita poi persa per 1-0. In Supercoppa è stato pesantissimo l’errore di Ikone che sul 1-0 per il Napoli fallì dal dischetto a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Il Napoli avrebbe poi vinto la partita per 3-0 accedendo alla finale della competizione, poi persa contro l’Inter. Il terzo errore è proprio contro i nerazzurri. Dagli 11 metri ci va Nico Gonzalez che con un rigore molto debole consegna la vittoria all’Inter. Sempre Nico Gonzalez ha sbagliato di nuovo anche stasera nel posticipo del lunedì sera contro la Lazio. Fortunatamente per lui, i viola sono riusciti a portare a casa i tre punti facendo pesare meno questo rigore sbagliato.

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