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Di necessità virtù

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Domenica sera, fermando la Juventus in un pirotecnico e caotico pareggio, l’Atalanta ha dimostrato una volta di più che squadra coriacea e fenomenale possa essere. Eppure, due punti più in alto alla magica Dea di Gasperini, di cui – giustamente – si parla così bene, si trova il Bologna di Donadoni. Una squadra che – altrettanto giustamente – suscita meno applausi e occupa meno prime pagine, colpevole di due stagioni – l’ultima in particolare – passate nella sterilità stagnante e tutto sommato comoda della trequarti classifica.

I PUNTI

Si tolga però, per un attimo, lo scivolone involontario e infelice di Mbaye su Eder che ha procurato il pareggio dell’Inter al Dall’Ara e si aggiungano quei due punticini in più al Bologna (che meritava, in quella partita in particolare), ed ecco che abbiamo una squadra in odore di Europa, sopra il Milan e a due punti dalla Roma.

Che squadra è quindi, questo Bologna? Dal volto diverso da quello senza forma dell’anno scorso o è solo un fuoco di paglia?

Nel tirare le somme del campionato finora decorso dai rossoblu bisogna infatti considerare che gli 11 punti portati sotto le Due Torri sono stati tutt’altro che semplici, o meglio, sono derivati dal calendario forse più variegato possibile: 3 trasferte fondamentali contro compagini da scontro diretto come Benevento, Sassuolo e Genoa, ma anche 3 “big” già affrontate come Fiorentina, Inter e Napoli (in ordine crescente di difficoltà, non cronologico). E poi il Torino, alla prima giornata, una squadra che vive di fiammate e imbarcate.
Ebbene, il cammino è stato lineare e positivo come pochissimi si aspettavano: 9 punti su 9 nel primo trittico riportato, 1 punticino solo contro le grandi con migliaia di sfaccettature e occasioni mancate, un buon pareggio alla prima in casa contro Mihajlovic.

I risultati altro non sono che il frutto di prove convincenti, solide, nelle quali si è potuto apprezzare un atteggiamento profondamente diverso rispetto a quello con cui il Bologna aveva chiuso lo scorso campionato.

IL PERCORSO

Riprendiamo il filo dalla gara interna dello scorso 10 settembre contro il Napoli, primo vero banco di prova, terza giornata.
La squadra di Donadoni rimane in partita per oltre un’ora, pressa alto e crea occasioni ma non riesce a concretizzare e alla prima disattenzione viene punito dall’asse InsigneCallejon. Poi, come succedeva troppo spesso la stagione scorsa, il gol preso unito all’ultimo quarto d’ora di gara fanno sciogliere la squadra: Pulgar ruba un’ottima punizione a Verdi, la tira in piccionaia e l’azione seguente regala il 2-0 a Mertens. Zielinski tira l’ultimo colpo a un corpo già morto. 0-3 e la magra consolazione di un’ora giocata bene.

Poi la trasferta a Firenze nel derby dell’Appennino: la gara è maschia ma il Bologna tiene il campo. Subisce l’1-0 a inizio secondo tempo da uno splendido destro di Chiesa ma reagisce in un minuto con la prima perla rossoblu di Palacio. Al 69′ la decide Pezzella: altro gol nell’ultima mezzora di gara, altra sconfitta, ma continuano ad arrivare segnali positivi. I tempi sono vicini alla maturazione.

E questa arriva nel turno successivo proprio contro l’Inter.
Vero è che la squadra di Spalletti non è praticamente scesa in campo, ma i demeriti nerazzurri vanno miscelati ai meriti bolognesi. Il 4-3-3 di Donadoni segue logiche proprie ma le segue: il Bologna sfonda sul lato di Nagatomo e Verdi sembra Dybala ma ambidestro. Ancora tanta, troppa imprecisione: i padroni di casa impiegano una decina di tiri in porta per trovare il vantaggio (proprio con Verdi) e lo mantiene meritatamente per un’ora, prima del già citato inciampo di Mbaye su Eder. Icardi pareggia al 77′, il Bologna dimostra di meritare anche nei 13 minuti rimanenti ma non va oltre un buon pareggio: è l’ennesimo gol preso sul finale ma questo, per la prima volta, non fa testo. O comunque non scalfisce il giudizio su una prova da incorniciare, per tutti e 90 minuti.

In tempi più recenti, le trasferte a Reggio Emilia e a Genova: arrivano sei punti in due partite fisiche e difficili (ed esteticamente orribili) con due giocate di Palacio, ormai leader tecnico indiscusso della squadra. Contro il Sassuolo taglia in due la difesa nero-verde e si fa servire da un ritrovato Petkovic: la conclusione è debole ma sulla ribattuta arriva la prima zampata da gol in Serie A di Okwonkwo. A Genova, altro taglio da punta di razza, velo di Destro e cavalcata da ventenne con tanto di blocco spezzato sulla resistenza di Laxalt (al minuto 73) e tocco da biliardo che bacia il palo e fa baciare tutta Bologna. L’entusiasmo è alle stelle, due vittorie di fila, in trasferta, con due jolly nell’ultimo quarto di partita.
Laddove il Bologna perdeva le partite, adesso le vince.

LE NOVITÀ

Ed è difficile capire da dove arrivi questa nuova linfa vitale: non da un modulo in particolare, visto che il Bologna ne ha già impiegati tre (433; 4231; 352); non da un bomber in particolare, visto che il Bologna ha mandato a rete 5 giocatori diversi; non da un leader in particolare, visto che Palacio è trascinatore ma il suo utilizzo è ancora centellinato da Donadoni.

Le cause di questo buon inizio di campionato sono quindi da ricercare altrove.
In primis il mercato, confusionario e per larga parte rivedibile (il sottoscritto aveva dato 5 come voto e lo conferma), eppure funzionale: De Maio e Gonzalez sono difensori che avevano giocato soprattutto a 3 e il Bologna 9 volte su 10 gioca a 4, Helander è un esubero insoluto – eppure il Bologna ha subito un gol solo nelle ultime tre – Poli è un buonissimo giocatore ma non può rimpiazzare Dzemaili – eppure il centrocampo comincia a girare e a far girare – Keita (Cheich) oggetto sconosciuto, Falletti infortunato da inizio anno è ancora da valutare e Palacio è stato preso come rimpiazzo di un indisponibile Avenatti, alle prese con problemi evidentemente più seri del previsto, e si è rivelato l’uomo del momento.

In secundis, il Bologna ha imparato a non dipendere dall’umore di Mattia Destro. Il leggero infortunio del numero 1o (in sotto rendimento da tempo) ha permesso a Rodrigo di esplodere e di ripescare dal mazzo la carta Petkovic, un profilo ritenuto dai più non adatto alla serie A. Di Francesco (al momento ai box) e Verdi non devono più giocare al servizio della punta centrale ed enfatizzano le proprie caratteristiche offensive, Petkovic manca ancora in fase realizzativa ma combatte e sgomita in maniera encomiabile, l’argentino col numero di Kobe rende giocabili palloni considerati ormai persi.
E proprio Destro, ora costretto a mettersi in gioco come mai gli era capitato da quando è a Bologna, a Genova è subentrato con un atteggiamento e una rabbia diversi.

Queste due condizioni sono all’origine della terza concausa, nonché la principale: un carattere diverso.
Da remissivo a propositivo, dalla ricerca del compromesso (lo 0-0 noioso) alla ricerca dell’impresa (0-1 al 90′). Più rischioso, certo, ma anche più ambizioso. E lo sport – come la fortuna – premia gli audaci.

In realtà è ancora presto per parlare, sette giornate sono poche e il Bologna ha tutto il tempo per puntare in alto o per smentire in negativo quanto fatto vedere finora. La pausa nazionali però arriva forse nel momento giusto, in tempo utile per tirare un sospiro, ricaricare le batterie e decidere come continuare.

Se continuando a giocare ogni partita rischiando qualcosa in più per dare il massimo o se, dall’alto del decimo posto, continuare a porsi la salvezza come unico obbiettivo perseguibile e quindi adagiarsi, accomodarsi, come fatto l’anno scorso.

Ieri, 3 ottobre, era il compleanno numero 108 del Bologna Football Club.
Per Donadoni e giocatori sarebbe stata l’occasione giusta per sfogliare gli anni di storia di una squadra 7 volte Campione d’Italia.

Nel caso, la risposta verrebbe da sé.

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Il Bologna programma le amichevoli di dicembre: date e orari

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Monza-Bologna, le probabili formazioni: out Arnautovic

Dicembre sarà un mese di amichevoli anche per il Bologna, che, sul proprio sito ufficiale, ha stilato l’elenco delle partite, che lo vedranno in campo. Si parte venerdì contro la Primavera e si terminerà il 17 dicembre contro HNK Gorica. Di seguito il programma completo:

  • Bologna – Bologna Primavera (2 dicembre ore 14:30)
  • Bologna – Kapfenberg SV (9 dicembre ore 14:00)
  • RCD Mallorca – Bologna (14 dicembre ore 18:00)
  • Bologna – HNK Gorica (17 dicembre ore 14:00)

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Calciomercato

Lecce, Gallo e Gendrey in scadenza: si lavora ai rinnovi

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Lecce

Oltre a lavorare sul mercato in entrata, il Lecce pensa anche ai contratti dei giocatori attualmente in rosa, soprattutto i giovani. Secondo la Gazzetta dello Sport, infatti, si sta lavorando per i rinnovi di Valentin Gendrey e Antonino Gallo, entrambi classe 2000, col contratto in scadenza nel 2024. Il club salentino, quindi, intende voler continuare a puntare su di loro, pensando di trarne profitto in futuro. Non preoccupa, invece, il contratto di Lameck Banda, in scadenza nel 2026.

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Flash News

La Juventus risponde alle accuse: il comunicato del club

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Juventus

Sono giorni particolarmente movimentati in casa Juventus. Negli scorsi giorni sono arrivate le dimissioni di Andrea Agnelli e di tutto il CdA bianconero ed è stata aperta un’indagine per falso in bilancio, plusvalenze e stipendi. In risposta alle accuse delle ultime ore, i bianconeri hanno ribadito la propria posizione in merito attraverso un comunicato ufficiale.

IL COMUNICATO

“A seguito dell’avvio del procedimento Consob di accertamento di presunte non-conformità contabili (luglio 2021), conclusosi in data 19 ottobre 2022, con gli esiti resi pubblici da Juventus con i due comunicati del 21 ottobre e 20 novembre 2022, e a seguito dell’acquisizione degli atti del fascicolo penale (a seguito della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari il 24 ottobre 2022), gli organi sociali di Juventus hanno proseguito il processo di rigorosa e scrupolosa valutazione di tutte le contestazioni contabili rivolte con riguardo ai bilanci di Juventus (2019/2020 e 2020/2021 e, a cascata, 2021/2022).

Sulla base di un solido set di pareri di primari professionisti legali e contabili, il board di Juventus è pervenuto, con compattezza, alla conclusione unanime da parte dei nove consiglieri in carica alla data del 28 novembre 2022, che:

  • Il trattamento contabile adottato nei bilanci contestati rientra tra quelli consentiti dagli applicabili principi contabili;
  • le contestazioni della Procura non paiono fondate e non paiono, peraltro, né quanto a presupposti, né quanto a conclusioni, allineate con i rilievi contenuti nella delibera Consob del 19 ottobre 2022; infatti, la Procura afferma l’artificialità di plusvalenze e la fittizietà delle rinunce stipendi, mentre Consob contesta un valore considerevolmente minore di plusvalenze, peraltro senza menzione di falso in bilancio, e non contesta l’efficacia giuridica delle rinunce stipendi, né, con specifico riguardo alla c.d. “manovra stipendi” 2020/2021, la natura giuridicamente non-vincolante, delle c.d. scritture integrative in corso di negoziazione nell’aprile/maggio 2021;
  • la correzione dei bilanci (i.e. restatement), con il limitato profilo delle c.d. “manovre” stipendi 2020 e 2021 è stata decisa in via di adozione di una prospettiva di accentuata ed estrema prudenza e ha effetti contabili ritenuti, anche con l’ausilio di esperti indipendenti , di ordine non rilevante, in particolar modo sul patrimonio netto della Società al 30 giugno 2022;
  • Juventus confida, infine, che, proprio in ragione della ritenuta assenza di qualsivoglia alterazione dei bilanci contestati, le conclusioni delle autorità sportive (che già si sono espresse, con riguardo al tema plusvalenze, in senso favorevole a Juventus) non cambieranno: in assenza di alcuna alterazione contabile, ogni sanzione sportiva risulterebbe del tutto infondata.

Nella convinzione di aver operato sempre correttamente, Juventus FC intende far valere le proprie ragioni e difendere i propri interessi, societari, economici e sportivi, in tutte le sedi”.

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Calciomercato

Il Real Madrid piomba su Milinković-Savić: incontro con l’agente

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juventus

Ancora molto incerto il futuro di Milinković-Savić. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo DiarioGol, il centrocampista serbo sarebbe finito nel mirino del Real Madrid.

I Blancos starebbero attuando una vera e propria rivoluzione a centrocampo, poiché Dani Ceballos e Toni Kroos sono in scadenza, mentre Luka Modrić va verso il termine della sua carriera. Per questo motivo, l’obiettivo numero uno di mercato del Real Madrid sarebbe proprio il centrocampista della Lazio. Sempre secondo la medesima testata, nelle prossime settimane si terrà un summit di mercato tra Mateja Kezman, agente di Milinković, e Florentino Pérez, presidente del Real.

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