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Basket

Boston, Chad Ford e quei dubbi sul Draft…

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Per molte franchigie è già tempo di pensare al futuro: il Draft 2017 (considerato da molti uno dei più densi di talento di sempre, almeno per ora) e la successiva free-agency.

Parliamo di Draft però, perchè uno dei migliori esperti in materia, l’insider di ESPN Chad Ford, ha lanciato una bomba che, se avesse conferme nella realtà, sarebbe una specie di granata nel ranking delle scelte del 22 Giugno: http://www.celticsblog.com/2017/5/13/15635498/nba-draft-combine-rumor-prospects-avoiding-boston-celtics-because-they-are-too-good . Riassumendo un po’ le parole di Chad, alcuni agenti hanno riferito che probabilmente consiglieranno ai loro assistiti di non effettuare workout per i Sacramento Kings ed i Boston Celtics. Se la questione con i Kings è più o meno sotto gli occhi di tutti (la squadra di Vivek Ranadive ha compiuto ultimamente autentici disastri al Draft, da Ben McLemore a Nik Stauskas passando per Jimmer Fredette, i Celtics entrano in questo discorso in maniera sicuramente più fumosa. Infatti, la squadra di Stevens potrebbe non essere una buona meta a livello economico in quanto, nonostante la loro scelta comunque garantirebbe il primo contratto rookie, la possibilità di giocare potrebbe essere seriamente limitata dalla profondità del roster di Boston. Ciò impedirebbe l’accesso a premi ormai considerati molto importanti come il Rookie of the Year (uno dei motivi per il quale Ben Simmons ha saltato tutta la stagione) e di conseguenza opportunità di sponsorizzazioni molto remunerative. C’è un altro motivo oltre a questo: Ainge potrebbe decidere di scambiare la scelta in qualsiasi momento rendendo il futuro del rookie in questione in balia di una possibile trade se si concretizzasse un’occasione importante tipo un George o un Butler (a “prezzi”molto inferiori di quelli rivelati durante gli sgoccioli dell’ultima deadline).

Queste due motivazioni possono essere vere o false allo stesso tempo dipendendo solamente da ciò che i giocatori in orbita Boston desiderano fare nel loro ingresso in NBA e, conseguentemente, nel resto della loro carriera. Per esempio, c’è sicuramente da mettere in conto un anno di apprendistato, soprattutto nel caso in cui le voci su Markelle Fultz diventassero realtà sull’arrivo della point guard degli Huskies, a causa del roster comunque già abbastanza “quadrato” e affollato soprattutto nel backcourt ma (ed è un ma gigantesco) con Isaiah Thomas, Avery Bradley e Marcus Smart in scadenza di contratto. Ciò vuol dire che per Ainge avere un Fultz (o chi per lui) già in rampa di lancio vuol dire muoversi sia sul fronte rinnovi che sul fronte successivo della free-agency con molti meno problemi, non dovendo rinnovare per forza tutto l’attuale backcourt a cifre astronomiche. Dall’altra parte, la possibilità di diventare il nuovo franchise player dei Celtics dovrebbe essere un’occasione irripetibile per chiunque, avendo un coaching staff tranquillamente nella top 3 NBA ed una squadra rodata, forte e con buoni margini di miglioramento a livello di salary e roster. É anche vero però che nella parte sud del tabellone (le squadre finite in lottery per demeriti) esistono squadre come Philadelphia ed i Lakers (che però rischiano seriamente di dover cedere la loro pick proprio ai Sixers se non dovesse rientrare nella top-3 di quest’anno), squadre che a livello di mercato (tipo la possibilità di vivere a Los Angeles) e spazio nel roster possono offrire più di Boston nel brevissimo periodo. In particolare, la squadre della città dell’amore fraterno potrebbe veramente tirare su una chart di livello assurdo se pensiamo che Embiid e Simmons (al netto degli infortuni) sono considerati come papabili futuri MVP della Lega ed aggiungendo un Josh Jackson o un Lonzo Ball si avrebbe una base solidissima da cui far partire una squadra davvero senza limiti.

https://www.youtube.com/watch?v=smfp6ffz2yY

Tornando a Boston, c’è un altro aspetto da mettere in conto: chi deve veramente aver “paura” di esere draftato da Ainge? Avendo deciso di ricostruire su Brad Stevens e le pick di questi anni (alcune delle quali, tipo questa, viene dallo scambio con i Nets), I Celtics sono tornati in pochissimo tempo ai piani alti della classifica, senza aver ancora finito il loro processo di rebulding. Andando a vedere più in dettaglio la situazione salariale del roster, troviamo il solo Horford con un contratto a lungo termine firmato appena quest’anno, con un quarto di salary cap occupato solo per lui. Per il resto, il secondo stipendio più alto è l’ultimo anno del corrente contratto di Bradley a 8 mln con i vari Amir Johnson, Tyler Zeller e Kelly Olynyk che potrebbero andare via da free-agent. In tutto questo, i Celtics hanno 40 mln cash per andare a caccia di All-Star (forse Gordon Hayward) e montare una rosa per competere senza impegni troppo gravosi per l’anno prossimo. Alla luce di ciò, è lecito pensare che giocatori “grezzi” vengano scartati a priori in quanto non in grado di dare un contributo importante fin da subito in favore di altri in grado di poter entrare in rotazione da subito. Ipotesi contraria e altrettanto giusta (se non di più) vede Ainge scegliere il “Best Player Available” a prescindere dal suo impatto nell’immediato rischiando di limitare però le chance di titolo del core attuale.

Insomma, la situazione futura in casa biancoverde è quantomeno delicata, con molteplici opzioni e strade da prendere per il futuro, vedremo se Boston imboccherà quella giusta e soprattutto se passerà dal draft. In quanto ai prospetti dichiaratisi eleggibili per il Draft ed i loro agenti, difficilmente i loro dubbi si trasformeranno in una presa di posizione decisa (molto più rischiosa di un effettivo approdo alla corte di Stevens) ma comunque i colloqui in sede di combine saranno decisivi per sbrogliare questi nodi che sono sorti negli ultimi giorni.

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Basket

Palacio dal calcio al basket, la nuova vita del ‘Trenza’

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Cambia lo sport ma non l’entusiasmo per Rodrigo Palacio, l’argentino comincia la sua nuova avventura nel mondo del basket. Ritiratosi dal calcio giocato dopo la parentesi al Brescia nello scorso anno in Serie B, il Trenza si è subito cimentato in una nuova avventura all’età di 40 anni.

Palacio è sceso in campo nella partita di basket del Garegnano Milano, in occasione di un torneo amichevole. La società cestistica milanese milita attualmente nel campionato di Serie D. L’argentino ex Inter e Genoa ha giocato contro il Basket Trezzano, mettendo a referto 4 punti.

Dopo aver segnato 101 gol in Serie A in carriera e aver fatto cantare i tifosi con la palla tra i piedi, per Palacio adesso è giunto il momento di rimettersi in gioco con la palla tra le mani.

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Basket

DAZN si allarga: arrivano la Serie C e la Serie A di Basket

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Peluso

Come riportato sui propri canali social, Dazn allarga i propri orizzonti inglobando ElevenSports. Arriveranno la Serie C e la Serie A di Basket.

NOVITÀ SU DAZN

Dazn assorbe e ingloba ElevenSports all’interno della propria piattaforma. Pare che fosse tutto confermato dallo scorso 25 agosto.

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Eurobasket 2022, cosa è mancato all’Italia?

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Eurobasket 2022

Mercoledì si è interrotto il sogno azzurro. Per l’Italia l’Eurobasket 2022 è terminato contro la Francia ai quarti di finale, in una maniera a dir poco rocambolesca. A poco più di 2 minuti dalla fine della partita, Fontecchio aveva regalato il +7 azzurro con una tripla impossibile. Da lì in poi l’Italia non si è più mossa. A 14 secondi dalla fine e + 2 Italia, sempre Fontecchio è protagonista, stavolta in negativo, sbagliando entrambi i tiri liberi a disposizione. Heurtel realizza un veloce canestro da 2 punti e pareggia i conti, quindi overtime. Una volta ai supplementari però, l’inerzia era tutta dai francesi, che infatti hanno portato a casa la vittoria. Senz’altro ci sono state cose positive dell’Italia in questo Eurobasket, ma cosa è mancato alla nazionale di Pozzecco in questa folle partita contro la Francia?

I PUNTI DI FORZA DELL’ITALIA

Come ogni cosa, bisogna analizzare i pro e i contro. Si parte quindi prima dalle cose positive, perché comunque ce ne sono state parecchie nel corso dell’Eurobasket 2022. La cosa migliore è stata la forza e l’unione di questo gruppo, memore della bella esperienza affrontata l’anno scorso alle Olimpiadi, conquistate contro la difficile Serbia. La vittoria contro gli stessi serbi si è ripetuta anche nel corso degli europei, nonostante stavolta ci fosse anche il due volte MVP NBA Nikola Jokic.

Chi ha funzionato alla grande è stato Fontecchio, leader indiscusso di questa nazionale. L’infortunio di Gallinari lo ha spinto ancora di più a caricarsi l’Italia sulle spalle. Ha avuto però ottimi guerrieri al suo fianco, soprattutto Nik Melli e Marco Spissu. Il playmaker sardo si è conquistato in questo Eurobasket 2022 il posto da titolare un po’ a sorpresa, ma contro la Serbia è stato fenomenale con la serie di triple realizzate. Ottimo anche Melli, che pur non essendo un centro puro, è riuscito a tenere a bada gente come Jokic, ma ha anche fatto sudare qualche camicia pure a Rudy Gobert.

I PUNTI DI DEBOLEZZA DELL’ITALIA

La cosa particolare di questa nazionale, è che alcuni punti di forza sono allo stesso tempo punti di debolezza. Per esempio Pozzecco ha sicuramente unito ancora di più un gruppo già affiatato, grazie al suo atteggiamento esuberante. A volte però un allenatore deve avere anche del self-control, ma il Poz è davvero troppo emotivo.

C’è poi lo stesso Melli. Per carità, per come ha giocato in l’ Eurobasket 2022, non gli si può dir nulla contro. Sorge però sempre il solito problema della mancanza di un vero centro per gli azzurri. Purtroppo è una mancanza che ci si porta dietro da anni. Tessitori e Biligha non sono all’altezza di certi palcoscenici, e non possono reggere più di qualche minuto in campo contro squadre come la Francia.

Un punto di debolezza purtroppo è stato Fontecchio nell’ultima partita. L’eroe della nazionale è stato lui, ma chissà dove sarebbe ora l’Italia in questo Eurobasket 2022 se avesse realizzato anche solo uno dei due tiri liberi. Probabilmente in finale, dopo aver visto come la Polonia in semifinale è stata spazzata via malamente dai Blues. Nessuno potrà mai dirlo. Questa situazione ricorda per certi versi Baggio al mondiale di USA 1994. Il divin codino fu il migliore dell’Italia, e grazie a lui gli azzurri arrivarono in finale. Quel rigore sbagliato però fu decisivo, proprio come lo sono stati i liberi sbagliati da Fontecchio.

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Altri Sport

Italbasket, che impresa! Battuta la Serbia di Jokic

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L’Italbasket vola ai quarti di finale degli europei di pallacanestro. Gli azzurri, dopo aver vinto contro la Serbia di Jokic, se la dovranno vedere con la Francia di Gobert e compagni. La squadra allenata da Gianmarco Pozzecco si è resa protagonista di una vera e propria impresa. Di fatti, prima del match, nessuno avrebbe mai lontanamente pensato che il quintetto italiano avrebbe potuto battere una delle favorite alla vittoria finale.

Gli azzurri hanno chiuso i primi due quarti in svantaggio di soli sei punti: 51-45. Ma dal terzo quarto in poi, la storia è cambiata. I ragazzi di Pozzecco; espulso per proteste, sono riusciti grazie alle straordinarie prestazioni di Spissu (mvp del match), Melli, Fontecchio e Polonara a guadagnarsi uno storico quarto di finale. Ai serbi non basta l’immensa prestazione di Luka Jovic, autore di una doppia doppia. Adesso, agli azzurri, non rimane che continuare a sognare.

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