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Il Brescia sorride: annullati i sequestri per 59 milioni di euro

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Il Brescia sorride: annullati i sequestri per 59 milioni di euro

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Cellino ha scelto Maran

La Cassazione ha annullato i sequestri che totalizzavano 59 milioni di euro di Massimo Cellino, presidente del Brescia. I motivi di questa decisione non sono stati ancora resi noti, ma di fatto la sentenza dello scorso luglio è stata ribaltata. Il team legale di Cellino può essere soddisfatto dopo questa vittoria. Erano a lavoro da circa due anni.

Le dichiarazioni di Giorgio Altieri, legale di fiducia della famiglia Cellino:

Oggi raccogliamo il primo importante risultato di una difesa sempre al fianco del presidente Cellino e della sua famiglia. Sono quasi due anni che io e i colleghi ci dedichiamo esclusivamente a questa indagine”.

 

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Champions League

ULTIM’ORA – L’esito degli esami di Thuram: il comunicato dell’Inter

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Marcus Thuram e Axel Witsel, giocatori di Inter e Atletico Madrid, Serie A, La Liga, Coppa Italia, Champions League, EURO2024

Apprensione in casa Inter per quanto riguarda le condizioni di Marcus Thuram. L’attaccante nerazzurro, nel match di Champions contro l’Atletico Madrid, aveva accusato un fastidio in seguito a una conclusione tentata verso lo specchio della porta difesa da Jan Oblak. Il club nerazzurro ha pubblicato, qualche istante fa, un comunicato relativo alle sue condizioni.

IL COMUNICATO DELL’INTER

“Marcus Thuram si è sottoposto questa mattina a esami strumentali presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. Per l’attaccante nerazzurro elongazione dell’adduttore lungo della coscia destra. Le sue condizioni saranno rivalutate nei prossimi giorni“.

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Europa League

Adli: “Pioli mi aveva detto di andarmene, ma è successa una cosa! Ibra? Ecco cosa mi diceva”

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Milan Borussia Dortmund

In vista della gara di ritorno dei playoff di Europa League che vedrà il Milan affrontare il Rennes, Yacine Adli si è raccontato in una recente intervista, rilasciata al quotidiano francese, L’Équipe. L’ex centrocampista del Bordeaux ha ripercorso le tappe della sua avventura in rossonero: dall’arrivo, momento in cui ha attraversato momenti durissimi, fino ai giorni d’oggi dove, per una serie di ragioni, ha potuto mettere in mostra le proprie qualità sotto l’occhio vigile di Stefano Pioli e Zlatan Ibrahimovic, quest’ultimo definito come “uomo straordinario e valore aggiunto“.

MILAN, L’INTERVISTA AD ADLI

ARRIVO AL MILAN – “Ero giovane ed esposto. Sono molto maturato. Ciò che mi ha colpito di più arrivando al Milan è stata la forza dell’istituzione”.

ASPETTO TATTICO – Mai dubitato della mie qualità, perché non ero messo male negli allenamenti. Secondo l’allenatore, dovevo fare un salto tattico, come tutti i giocatori che arrivano in Serie A”.

SCARSO IMPIEGO – Dovevo migliorare in difesa. E poi, al ruolo di trequartista c’erano Brahim Diaz, che stava facendo bene, e Charles De Ketelaere, che era stato il grande acquisto dell’estate. Ero in fase di apprendimento e gerarchicamente dietro di loro. Era difficile conquistare il mio posto in campo. Non ho mai mollato agli allenamenti e l’intensità era massima ad ogni sessione. Non ero nella lista della Champions League e quindi a volte mi allenavo da solo, con un preparatore. Dovevo essere pronto per ogni eventualità. Avevo un buon rapporto con tutti, avevo un peso nello spogliatoio, ero un punto di riferimento, anche se giocavo poco”.

PIOLI – “I dirigenti erano contenti del mio impegno e volevano che rimanessi. Anche il discorso di Pioli era simile, non ho mai avuto problemi con lui, rispettavo le sue scelte come allenatore e l’uomo è sempre stato onesto. Ha adottato un nuovo sistema con un mediano e due centrocampisti centrali. All’inizio della stagione, mi ha detto: ‘Abbiamo fatto altre scelte, devi trovare una via d’uscita’. L’ho ringraziato per la sua onestà e gli ho detto che poteva contare sulla mia serietà fino alla mia partenza. Ma poi sono rimasto nel gruppo perché lavoravo duro, preparavo i titolari e l’allenatore mi ha persino portato in tournée negli Stati Uniti. Lì, mi ha detto che il club stava cercando un mediano difensivo ma pensava che potessi dire la mia. Gli ho risposto che avevo già giocato in quella posizione anche se non sono nemmeno sicuro che sia vero”.

RAPPORTO CON IBRA – “Sono abbastanza vicino a lui. Chiunque lo conosca ti dirà che è un uomo straordinario e sicuramente un valore aggiunto nella vita di qualcuno. Riesce a analizzare bene le cose e a dare consigli mirati. Lo faceva da giocatore ed è naturale farlo da dirigente. Zlatan mi diceva: ‘Taci e lavora, arriverà’. Ed è successo”. 

GIROUD – “Una fonte di ispirazione? Certamente, è sempre stato messo in discussione e ogni volta ha dimostrato carattere e si è mantenuto ai massimi livelli. È un esempio di determinazione e perseveranza“.

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Flash News

Calhanoglu: “Io il miglior regista al mondo. Futuro? Ho già comunicato all’Inter cosa voglio fare”

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Calhanoglu

Hakan Calhanoglu ha concesso una lunga intervista ai microfoni di DAZN, raccontando le sue sensazioni sul futuro e ciò che ha imparato dal passato. Il centrocampista turco, inoltre, ha confermato quanto detto mesi fa sul sentirsi il miglior regista al mondo. Scopriamo cos’ha detto.

LE DICHIARAZIONI DI HAKAN CALHANOGLU

Di seguito le parole di Calhanoglu a DAZN raccolte da fcinternews.it:

MIGLIOR REGISTA AL MONDO – “Mesi fa ho detto di essere tra i migliori registi e nessuno mi ha creduto. Però io credo sempre in me stesso, conosco le mie qualità e non ho paura di nessuno. Mi sento il migliore perché i gol e quello che faccio non li fanno gli altri. Non segno mai da vicino, ma dai 25-30 metri o su punizione. Sono cose difficili. E se guardate gli altri non fanno come me. Poi tutti sono bravi a gestire, ma fare passaggi a cinque metri non mi piace. Io cerco sempre il passaggio finale, per aumentare la possibilità di segnare. Darla a destra o a sinistra non mi serve“.

MIGLIORAMENTI – “Ora gli avversari cercheranno di marcarmi uomo contro uomo, come nel primo tempo a Roma. Ero in difficoltà. Devo fare più spazio ed essere più intelligente in queste situazioni, ma con Barella e Mkhitaryan che mi aiutano ci riusciamo. Poi in fase difensiva sono cresciuto ma devo migliorare, analizzo i video con lo staff e commetto ancora degli errori“.

SECONDA STELLA PRIMA DEL MILAN – “Io non guardo questo dettaglio, ognuno guarda in casa sua e noi lo facciamo“.

MILAN – “Al Milan non ero pronto per fare il regista, mentre all’Inter sì. Volevo mettermi alla prova, quando hai l’età giusta ti pesa di meno. Per il mio percorso in questi mesi è stato molto importante“.

PASSAGGIO CON LA JUVE – “Mi piace verticalizzare subito, giocare veloce perché abbiamo giocatori che vanno in profondità. Qui avevo già visto Dimarco che correva prima di ricevere il pallone, i miei compagni sanno che questi palloni arrivano. Purtroppo Marcus (Thuram, ndr) non ha segnato ma è stata una buona azione

RIGORI – “Non dico nulla, è un segreto“.

INZAGHI – “Io ne parlo sempre bene, lui mi ha chiamato per venire qui dopo l’Europeo. Lo ringrazio. Poi mi ha messo in quel ruolo. Merita, è una persona che non parla tanto ma ha un cuore caldo con i giocatori. Sa come porsi. Se guardiamo la nostra strada dal primo anno abbiamo avuto una grande crescita insieme, lo sappiamo anche noi calciatori“.

PIRLO – “Lo conosco bene. Mi piace come sta in campo, la sua serenità. Non sentiva lo stress. Il numero uno. Il mio procuratore mi diceva che mi vedeva come Pirlo, non ci credevo. Dicevo che mi sentivo un numero dieci ma il tempo ha dimostrato che aveva ragione. Pirlo però è Pirlo, ha vinto tanto e non posso essere messo al suo livello“.

OFFERTA ARABA – “Ho rifiutato perché io voglio bene all’Inter. Quando sono arrivato qui Piero (Ausilio, ndr), il mister e i compagni mi hanno dato una grossa mano. Questa è una famiglia enorme. Poi sono arrivato a zero, alla fine decide sempre la società. Io ho già detto che la decisione è la loro ma io voglio rimanere qua. All’Inter mi sento rinato. Ho avuto un periodo difficile, ma qui mi hanno risollevato, sono maturato come uomo. Sono una persona emotiva, vivevo una situazione pesante ma tutti qui mi hanno aiutato. Poi la canzone che mi hanno dedicato i tifosi mi ha trasmesso ancora più energia. Per questo dico che per me l’Inter è diversa, non si può spiegare…“.

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Europa League

La Roma si carica: Olimpico da record stasera contro il Feyenoord

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broja

Lo Stadio Olimpico di Roma scalda i motori per il ritorno del playoff di Europa League. Nella capitale questa sera arriva il Feyenoord e ad accoglierlo ci sarà un impianto infuocato, pronto a dargli il benvenuto che merita. A sostenere la Roma, infatti, ci saranno ben 68mila voci, che hanno fatto registrare l’ennesimo sold-out, questa volta da record.

In virtù del divieto di trasferta imposto dalle autorità pubbliche sia per il match d’andata che per quello di ritorno nei confronti dei tifosi di Roma e Feyenoord, la società giallorossa ha potuto mettere in vendita ai tifosi di casa i biglietti destinati al settore ospiti. Per contenere l’enorme bacino di utenza previsto per questa sera, ci saranno un totale di 700 steward tra le mura dello stadio e mille agenti di pubblica sicurezza impegnati nel presidiare la zona.

Il sostegno dei tifosi per la Roma si è dimostrato spesso fondamentale. Il club capitolino, infatti, come riportato dal Corriere dello Sport, ha conseguito il 100% di successi tra le mura amiche nei match a eliminazione diretta dal 2017: otto vittorie su otto. Insomma, una vera e propria roccaforte si prepara ad accogliere il Feyenoord, al quale spetta una missione sulla carta impossibile. A questo punto, appuntamento a questa sera per RomaFeyenoord!

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