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Brighton finalmente in paradiso

Brighton finalmente in paradiso

Il Brighton & Hove Albion ha conquistato la promozione in Premier League a distanza di 34 anni dall’ultima volta. La certezza matematica è arrivata dopo la vittoria (2-1) ai danni del Wigan. Solamente due anni fa il club era ad un passo dalla League One ed ora ha raggiunto il paradiso calcistico. Ma quali sono i motivi che hanno portato alla rinascita dei “Seagulls”?

STADIO

Il Brighton gioca le sue partite casalinghe nell’avveneristico Falmer Stadium. Costato 94 milioni di sterline e completato nel 2011 il Falmer Stadium rappresenta una vera eccellenza in svariati campi.  Nel 2012 è stato premiato come Best Venue of the Year, superando anche lo Juventus Stadium. Due anni dopo gli è stato conferito il Safety and Security Award. L’impianto ha una capacità di 30.750 posti a sedere, sicuramente meno capiente di altri impianti inglese. A Brighton, tuttavia, gli alti standard qualitativi sono preferiti alla quantità, come si può capire dal loro motto “think like a winner”. Sicurezza e comfort sono sempre garantiti ai tifosi con sedili imbottiti e severi controlli prima e dopo l’ingresso nell’impianto. La presenza della polizia all’interno dell’impianto è ridotta al minimo, quasi a non voler rovinare l’atmosfera. Tutto ciò ha portato ad una delle medie spettatori tra le più alte di tutta la Championship con 27 mila spettatori di media.

UN PRESIDENTE GIOVANE ED APPASSIONATO

L’attuale presidente, Tony Bloom è il principale responsabile della rinascita dei “gabbiani”, tuttavia, non è stato sempre tutto rose e fiori. Bloom ha rilevato il 75% delle quote della società nel 2009 accollandosi tutte le difficoltà finanziarie e sportive che avevano caratterizzato la storia recente del Brighton. Prima di acquistare il club, la sua scommessa più grande, era conosciuto per essere un giocatore d’azzardo professionista. The Lizard, come veniva soprannominato per il suo sangue freddo, ha saputo garantire un radioso futuro alla sua squadra del cuore attraverso una gestione oculata. Non è mai andato in all-in, preferendo muoversi a seconda di come giravano le carte. Inutile puntare quando non si ha niente in mano, sempre meglio aspettare la mano giusta ed è proprio quello che ha fatto. Lo stadio è stato pagato pressoché interamente da lui e ha sempre avuto voce in capitolo per la scelta degli allenatori sbagliando raramente. Ha instaurato tra sé ed i tifosi un rapporto di fiducia e stima raro da trovare ai giorni nostri, al punto di andare con loro in pullman durante alcune trasferte.

CHRIS HUGHTON

Arrivato a Dicembre 2014 dopo la sfortunata parentesi Hyypia, ha trovato una squadra in profonda crisi, terz’ultima e con solamente una vittoria all’attivo. Hughton nonostante conoscesse molto bene la categoria, avendola vinta con il Newcastle nel 2009-2010, non riuscì a risollevare le sorti della peggiore stagione degli ultimi anni che si concluse al 20° posto con la salvezza raggiunta con molti affanni. La causa principale del fallimento è da ricercare nel mercato troppo confusionario. Addirittura 30 acquisti e 30 cessioni. Sbagliando si impara, e così dall’anno successivo, il mercato fu limitato allo stretto indispensabile. E’ stata scelta la continuità piuttosto che il cambiamento. A partire dalla scorsa stagione è stata impostata una filosofia di lavoro vincente. Hughton ha scelto un solido 4-4-2 concentrandosi molto sul miglioramento della fase difensiva ed i risultati gli hanno dato ragione. Il Brighton ha combattuto fianco a fianco con il Middlesbrough per tutta la stagione, arrendendosi solamente ai play-off.  La delusione era sicuramente tanta ma la strada era quella giusta. In questa stagione l’approccio non è cambiato, ma migliorato, dominando il campionato e conquistando la tanto agognata promozione.

LA SQUADRA

Oltre al già citato Chris Hughton, gli eroi della promozione dei “Seagulls” sono principalmente due. Il primo è il 33enne ex-Bournemouth Glen Murray, capocannoniere della squadra con 22 gol in campionato. Il secondo nome è anch’egli reduce dalla Premier League ma arriva dal Leicester. Si tratta di Anthony Knockaert, 25enne centrocampista, autore di ben 15 gol e prestazioni di livello assoluto. Non sono tuttavia i singoli a garantire i successi arrivati in questa stagione. Il collettivo viene esaltato dal tipo di gioco voluto da Hughton. La difesa è la migliore di tutta la Championship con solamente 36 gol subiti. L’attacco è secondo solamente a quelli di Newcastle, Fulham e Norwich, squadre che possono contare su giocatori come Mitrovic, Piazon e Naismith.

Insomma, il sogno Brighton si è avverato. Ora i gabbiani dovranno cercare di dare continuità al proprio progetto provando a stupire anche in Premier League.

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