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Calcio e dintorni

Buffon, Ribery e le 5 scelte più romantiche di questo calciomercato

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Tra qualche anno tutti si ricorderanno del clamoroso calciomercato estivo 2021 come di uno dei più pazzi della storia. Messi al Psg, Lukaku al Chelsea, Ronaldo allo United e Griezmann all’Atletico sono solo alcuni degli assurdi trasferimenti della sessione appena conclusasi. Se questa pazza sessione di trasferimenti è stata grandiosa dal punto di vista economico, lo è stata decisamente meno dal punto di vista morale. Da Ronaldo che lascia a piedi la Juventus a 48 ore dalla fine del mercato a Donnarumma e Chalanoglu che non rinnovano e partono a parametro 0 dal Milan, sono state diverse le scelte che hanno fatto discutere. In un contesto sempre più spaventosamente materialista, vi elenchiamo quelle che, secondo noi, sono state le cinque scelte più romantiche di questo calciomercato. Con la speranza che decisioni simili, prese per amore di questo sport, possano verificarsi più spesso.

ZEMAN AL FOGGIA

Ad aprire la classifica non è un calciatore, bensì un allenatore, e che allenatore. Capostipite del bel gioco, Zdenek Zeman vanta oltre 45 anni d’esperienza in panchina. A suo tempo fu un vero e proprio rivoluzionario: antepose ad un calcio italiano incredibilmente tattico e difensivo (erano gli anni d’oro del catenaccio e contropiede nostrano), un 4-3-3 marcatamente offensivo, capace di vincere e divertire, pur badando pochissimo alla fase difensiva. Le cose migliori in carriera il tecnico boemo le ha fatte vedere nel decennio tra il 1989 e il 1999. In questo periodo prima sfiora lo scudetto per due stagioni con la Lazio, poi fa imporre Totti con la maglia della Roma.  Ma soprattutto, Zeman allena, tra l’ 89 e il 94 lo straordinario Foggia dei miracoli. Una squadra pazzesca che, seguendo la filosofia di Zemanlandia vince e da spettacolo, prima salendo dalla serie B alla serie A, e poi sfiorando il piazzamento europeo nella massima serie. È normale, dunque, che i più nostalgici abbiano sognato una volta appresa la notizia che Zeman sarebbe tornato, a distanza di 27 anni, sulla panchina pugliese. Dopo tre anni di inattività il tecnico ha deciso di tornare in campo e ha scelto di farlo nella maniera più romantica possibile. Il Foggia è partito bene in campionato (attualmente milita in serie C) pareggiando la prima e vincendo la seconda per 4-1. La squadra ha mostrato grande varietà offensiva, a fronte di qualche disattenzione in difesa, anche questo, a suo modo, ha qualcosa di romantico.

RIBERY ALLA SALERNITANA

Vivo per il calcio, non per i soldi“. Affatto banali le prime parole di Frank Ribery come nuovo giocatore della Salernitana. In carriera Frank ha vinto davvero di tutto, segnato caterve di gol e dimostrato tutto il suo valore nel club e in nazionale. Sarebbe stato lecito, a questo punto, aspettarsi una scelta di natura economica, magari un trasferimento in America o negli emirati Arabi avrebbe giovato maggiormente alle casse del giocatore che avrebbe potuto godersi il suo ultimo grande contratto della carriera. Ma il francese è fatto di un’altra pasta, lo aveva già dimostrato venendo a Firenze due anni fa, lo ha ribadito anche stavolta. Trasferirsi nella piccola Salernitana e provare a portarla ad una straordinaria salvezza rappresenta un’autentica sfida per Ribery che, a 38 anni suonati, ha ancora tutta la voglia del mondo di mettersi in gioco. Una scelta davvero romantica che dimostra lo spessore dell’uomo, oltre che quello del calciatore.

BUFFON AL PARMA

A proposito di vecchie glorie mai dome, Gigi rimane sempre, in tutti i sensi, il numero 1. Alla non più tenera età di 43 anni, Buffon non si è fatto intimidire dalla possibilità di prodigarsi in una nuova esperienza. Anzi, non appena si è presentata l’occasione ha colto la palla al balzo e ha firmato con il Parma. Sì, proprio quel Parma che, vent’anni fa, ha lanciato super Gigi tra i grandi e che adesso si trova in un momento storico molto difficile, culminato con la retrocessione in serie B. Il portierone proverà a riportare il club emiliano in massima serie, conquistandosi, chissà, un posto nella spedizione azzurra a Qatar 2022.

PELLISSIER RIFONDA IL CHIEVO VERONA

Ad Agosto il Chievo Verona si è ufficialmente estinto. La proprietà non ha trovato i fondi necessari per l’iscrizione alla serie B, facendo fallire il club e sancendone la definitiva estinzione. A questo punto, però, ha preso iniziativa quello che, dalle parti di Verona, è un vero e proprio eroe. Sergio Pellissier, storico capitano e attaccante del club clivense, ha rifondato il Chievo Verona. Come ha detto lui stesso, non ha potuto fare altrimenti, non dopo tutto quello che il Chievo ha rappresentato per lui. 17 anni, 517 presenze e 137 gol non possono essere dimenticati e l’ex numero 31 ha dato prova di tutto il suo amore verso i colori gialloblu compiendo uno straordinario gesto. Il club, che si chiamerà Chievo 2021 partirà dalla terza categoria, pronto a scalare il calcio italiano.

BORJA VALERO AL CS LEBOWSKI

E infine, concludiamo in bellezza raccontando questa meravigliosa storia. Liberatosi a 0 dalla Fiorentina, a 36 anni Borja Valero è tutt’altro che stanco di giocare.Non volendosi spostare dalla sua amata Firenze, però, il centrocampista spagnolo si è prodigato in un gesto eccezionale. Ha deciso di rinunciare a tutti i soldi del suo stipendio e si è trasferito al CS Lebowski, dove giocherà nei campetti di periferia della promozione toscana. Un gesto davvero rimarchevole, dettato dall’amore incondizionato per questo sport.

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Calcio e dintorni

Gelbison, la promessa di De Sanzo: “Daremo il massimo per salvarci”

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Juve Stabia

In una recente intervista rilasciata a SalernoSport24, Fabio De Sanzo ha parlato della sua nuova avventura in Serie C, alla guida della Gelbison. Il tecnico di Castrovillari, dopo l’esperienza alla Paganese, è ritornato ad essere protagonista nella terza serie professionistica italiana. Contro ogni aspettativa di inizio stagione, l’ex Acireale ha condotto la formazione di Vallo della Lucania in zona play-off. L’allenatore calabrese, però, vola basso: l’imperativo è la salvezza dei rossoblù.

L’intervista a Fabio De Sanzo

  • Cosa ha detto sin dal primo giorno al gruppo per portarli ad ottenere quattro successi di fila?

«C’era già una buona base di partenza anche perché mister Esposito ha lavorato bene. Ho trovato una squadra organizzata, una squadra importante. Ho inculcato un po’ di coraggio, di forza. Tra il suo metodo e il mio vi sono delle differenze però, ripeto, la base importante l’ha creata già lui, altrimenti sarebbe stato difficile lavorare così».

  • Quali sono le differenze di metodo?

«Lui predilige il possesso palla, la manovra, mentre io preferisco la verticalizzazione e l’aggressione alla palla».

  • Chi la sta impressionando della sua rosa?

«È un continuo conoscersi, anche perché sono passati due mesi dal mio arrivo e tanti giocatori non li conoscevo bene, se non Gilli e Cargnelutti su tutti. Però ci sono altre situazioni importanti. Ci auguriamo la crescita di giocatori come SaneKyeremateng e Graziani. Il reparto difensivo è quello che mi ha impressionato di più».

  • Una battuta d’arresto che può starci contro un avversario ostico come il Catanzaro. Da dove deve ripartire la Gelbison?

«Dalla convinzione dei primi 60’, dove abbiamo cercato di giocare non dico alla pari, ma all’altezza del Catanzaro. Secondo me, i primi 60’ sono stati giocati bene, con intensità, voglia, coraggio, però poi, alla lunga, la qualità sia di squadra che dei singoli del Catanzaro è prevalsa. È pur vero che stiamo parlando di una squadra costruita per vincere questa categoria ormai da anni. Il divario era molto ampio, ma onestamente sono orgoglioso dei miei ragazzi per come si sono comportati».

  • In cosa può migliorare la squadra?

«C’è sempre da migliorare. In convinzione soprattutto, nelle qualità che ognuno di noi ha e che deve sempre dimostrare, nell’orgoglio, nella caparbietà di credere in quello che stiamo facendo. Perché, in tutta onestà, in queste otto-nove partite con me in panchina, forse solo col Monterosi abbiamo toppato la prestazione. Dobbiamo migliorare nell’autoconvinzione, essere bravi e avere tanta umiltà».

  • Quando è stato scelto dal presidente, qual è stata la sua prima impressione? Cosa vi siete detti?

«Mi ha fatto tanto piacere, perché vuol dire che la scorsa stagione ha premiato la Gelbison ma anche l’Acireale, squadra che ha lottato per salire in C sotto la mia gestione. Approdare in terza serie con una diretta concorrente dell’anno precedente fa solo piacere. Vuol dire che il lavoro è stato apprezzato. Col presidente ci siamo detti che dobbiamo lottare per arrivare alla salvezza con le unghie e con i denti».

  • Qual è l’obiettivo stagionale?

«L’obiettivo è uno: arrivare salvi all’ultimo minuto dell’ultima partita di campionato».

  • Si sente di promettere qualcosa ai tifosi?

«Le aspettative, alla partenza, davano la Gelbison tra le vittime predestinate alla retrocessione. La mia promessa è quella di mettercela tutta per salvarci».

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Inter, Antonio Pintus premiato per la stagione dello Scudetto

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Corsa scudetto, Milan-Napoli-Inter

Antonio Pintus, preparatore atletico del Real Madrid, è stato premiato oggi a Coverciano con il Cronometro D’Oro. Il premio si riferisce al lavoro svolto durante la stagione 2020/21, annata in cui era parte dello staff tecnico di Conte all’Inter, conclusasi con la vittoria dello Scudetto. Dopo aver ricevuto il premio, Pintus ha preso la parola per un discorso di ringraziamento. Ecco cosa ha detto:

Ringrazio lo staff tecnico dell’Inter per la stagione a cui fa riferimento questo Cronometro d’Oro. Tutti i miei ex collaboratori, il mister e soprattutto ricordo lo staff medico. Per riuscire ad avere risultati eccellenti, bisogna che ci sia un’assoluta integrazione tra gli staff. Ci deve essere onestà intellettuale, cosa che ho trovato all’Inter e non a caso sono stati raggiunti certi risultati. Mia moglie mi dà un equilibrio, sia nei momenti di euforia che di sconforto”.

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L’esito degli esami per Mazzocchi: c’è distorsione

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Durante il ritiro della Nazionale, Pasquale Mazzocchi, terzino della Salernitana, ha dovuto abbandonare anzitempo l’allenamento per un problema al ginocchio destro.
Rientrato a Salerno, Mazzocchi si è subito sottoposto agli esami di rito, che hanno evidenziato una distorsione con interessamento del legamento.

Lo stop, indicativamente, sarà dalle 3 alle 6 settimane, una tegola decisamente pesante per Nicola e la sua Salernitana, per i quali Mazzocchi rappresenta un pilastro fondamentale.

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Calcio e dintorni

La Russa si espone su San Siro e presenta il suo piano per il “doppio stadio”

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San Siro

Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica, è tornato a parlare sul progetto del nuovo stadio di Milano, che dovrebbe vedere la demolizione di San Siro.

La Russa si è dichiarato totalmente contrario a tale demolizione, infatti pare che stia discutendo con il Sindaco Sala per cercare una soluzione che scongiuri ciò.

Ecco le parole, riportate da Daniele Mari su Twitter:

Al sindaco Sala, il piano economico che mi sono permesso di sottoporre prevede un risparmio di 500 milioni, il costo della demolizione, che si somma al risparmio di danni ambientali enormi”.

“Anzi c’è un vantaggio a mantenere come è esattamente lo stadio di San Siro e costruire accanto, come avviene in tante città europee e sudamericane, un altro stadio“.

“Il progetto dei due stadi è conveniente, assolutamente necessario e utile. Quando all’estero si parla di Milano le cose che si conoscono sono tre: il Duomo, la Scala e lo stadio San Siro. Continuo a ripetere che vi è compatibilità assoluta”.

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