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Tanti auguri ad Arthur Cabral: è nel miglior momento della carriera?

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Tanti auguri ad Arthur Cabral: è nel miglior momento della carriera?

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Sassuolo-Fiorentina Cabral

Arthur Cabral, classe 1998, compie 25 anni. Il calciatore numero 9 della Fiorentina, arrivato nello scorso gennaio dopo la cessione inaspettata nel calciomercato invernale della stagione 2021/2022 di Vlahovic alla Juventus, ha vissuto un anno di transizione da un campionato minore come quello svizzero. La sua avventura al Basilea e le sue prestazioni avevano dunque portato la dirigenza Viola ad acquistare Cabral per 15 milioni di euro dopo i 14 gol segnati in 18 partite con il club svizzero nella prima parte della scorsa stagione.

Un gioco particolare quello richiesto da Italiano che oltre ad avere un forte bisogno di conoscenza in campo ha anche la necessità di tempo per il giocatore ad ambientarsi nella nuova squadre e soprattutto in nuovo campionato.

“Sono molto contento di essere qui a Firenze e di vestire la maglia della Fiorentina. Per me è una grande opportunità, di stare in una grande città. Ho obiettivi molto grandi e voglio restare a lungo per raggiungerli. Sono pronto ad indossare questa maglia e voglio rappresentare la Fiorentina al massimo delle mie potenzialità. Affinché i tifosi possano dire di avere in squadra un grande giocatore, che si merita di stare qui e di vestire questa maglia”.

Arthur Cabral al suo arrivo alla Fiorentina

L’INIZIO

Quando Cabral arriva a Firenze, gli animi non sono quelli di sempre. L’ottimo inizio con Vincenzo Italiano ha proiettato il club verso le alti alte della classifica, puntando quindi ad un posto in Europa. Le prestazioni di Vlahovic avevano portato alla squadra una sicurezza. Una formazione capace di creare gioco e sfruttare al meglio le qualità della punta della Serbia. Con la sua partenza quindi il vuoto da colmare sembrava difficile nell’immediato da risolvere.

Il brasiliano viene subito integrato dal tecnico come punta titolare, viste anche le soluzioni disponibili come Nico Gonzalez ma con caratteristiche da falso nueve ed il nuovo arrivo di gennaio con già esperienza in Serie A come Piatek.

Ma le prestazioni tardano ad arrivare ed il suo primo gol arriva da subentrato al polacco dopo un mese circa al suo arrivo contro il Sassuolo, segnando l’unico gol nella Fiorentina al minuto 88 nella sconfitta contro il Sassuolo. L’unico lampo che arriva dal brasiliano e che forse rappresenta le vere qualità dell’attaccante è il gol vittoria contro il Napoli nella vittoria al Maradona per 3-2.

Velocità in progressione dopo un passaggio verticale di Maleh, duello vinto contro Lobotka e tiro a giro nell’angolino destro. Una forza fisica che si dimostra quindi dirompete se messe alla luce le qualità del numero 9.

“Senza dubbio quello con il Napoli al Maradona. Un bel giorno per tutti. Come mi è venuto in mente? Non lo so. Le cose succedono così, io non penso. La palla è arrivata e sono partito. Io vado verso la porta e via, non c’è tempo per pensare: è istinto”.

“Senza dubbio quello con il Napoli al Maradona. Un bel giorno per tutti. Come mi è venuto in mente? Non lo so. Le cose succedono così, io non penso. La palla è arrivata e sono partito. Io vado verso la porta e via, non c’è tempo per pensare: è istinto”.

Arthur Cabral sul gol del momentaneo 1-3 contro il Napoli nella stagione 2021/2022 da “La Nazione

IL RISVEGLIO

Dopo un periodo difficile in generale per la squadra ma soprattutto per gli attaccanti della Fiorentina, Vincenzo Italiano decide di variare sulla scelta che in gran parte della stagione era stata utilizzata. Luka Jovic infatti era arrivato con grandi aspettative, dopo il flop al Real Madrid ed un’altra parentesi all’Eintracht Frankfurt che non ha reso i risultati del passato, dove proprio l’attaccante classe ’97 aveva dimostrato di essere uno dei migliori prospetti per l’attacco prima dell’investimento dei Blancos di 63 milioni.

Ma anche a Firenze le cose non sembrano funzionare: troppo nervosismo, palloni difficilmente giocabili per un giocato che fa della tecnica un suo punto di forza.

“Abbiamo sempre cercato di stimolarli, di metterli nelle condizioni di rendere come nell’ultima gara. Spesso per imprecisione o per un pizzico di poca lucidità non ci siamo riusciti, ma abbiamo sempre cercato di arrivare sotto porta.”

Vincenzo Italiano dopo la sfida contro lo Sporting Braga

Dopo quindi panchine e tanta attesa, Cabral ha iniziato a scalare le gerarchie sia per le coppe che in campionato in maniera definitiva. Nemmeno l’infortunio che lo bloccato un questa seconda parte di stagione ha fermato il brasiliano, che si è rivelato decisivo in Serie A, Coppa Italia e Conference League, dove infatti la Fiorentina è arrivata in semifinale dove ad attenderla ci sarà proprio la sue ex squadra.

In campionato, dopo il breve problema muscolare ha siglato 4 reti in 9 partite toccando un bottino di 7 reti in questa Serie A. Mentre in Conference ha già stabilito un nuovo record: con la rete realizzata contro il Lech Poznan nel 4-1 dell’andata in Polonia è diventato il miglior realizzatore della competizione.

Nella competizione europea in stagione ha segnato 6 gol in 11 partite, con ancora possibilità di incrementare il proprio score.

“Mi vedo a lungo qui, anche se io penso sempre al prossimo allenamento, alla prossima partita. La mia testa funziona così. Sono concentrato su questo campionato perché si possa fare la storia di questa società. Vogliamo tanto andare a Roma per la finale del 24 Maggio. Ma abbiamo prima due grandi partite contro la Cremonese e puntiamo anche sulla Conference che una grande competizione, senza tralasciare il campionato. Difficile perché abbiamo tante partite, ma abbiamo una grande squadra. Possiamo finire bene questa stagione”.

Arthur Cabral nell’intervista rilasciata a “La Nazione

Cabral è sicuramente un elemento in più per il finale di stagione della Fiorentina, che in questo grande periodo di forma è ancora in corsa per due titoli.

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Le curiosità sulla 26ª giornata di Serie A

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Tommaso Baldanzi, calciatore della Roma e della nazionale italiana (Italia). Romelu Lukaku, calciatore della Roma e del Belgio - Serie A, Europa League, Coppa Italia, EURO2024

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – Sta per cominciare la 26 giornata di Serie A, e come di consueto torna il nostro approfondimento sulle curiosità e le statistiche più interessanti del prossimo turno. Scopriamo le curiosità della 26ª giornata di Serie A.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – BOLOGNA-VERONA

Il Verona non ha perso nessuna delle ultime quattro sfide contro il Bologna in Serie A (2V, 2N), anche se, più in generale, ben cinque degli ultimi nove incroci tra queste due formazioni sono terminati in parità. Completano il parziale due successi a testa.
 
Il Bologna è imbattuto da cinque incontri interni consecutivi contro l’ Hellas Verona in Serie A (3V, 2N), anche se nei quattro più recenti ha realizzato appena un centro a partita. L’ultimo successo esterno dei gialloblù sui rossoblù nella competizione risale al 4 aprile 2016, un 1-0 firmato da Samir.
 
Il Verona ha vinto solo due delle sei gare giocate in Serie A di venerdì (4P), proprio nelle due occasioni in cui ha affrontato in questo giorno della settimana il Bologna: 2-1 sia il 21 gennaio 2022, che il 21 aprile 2023.
 
Il Bologna ha vinto ciascuna delle ultime quattro gare di campionato. L’ultima volta che ha registrato una serie più lunga di successi consecutivi in Serie A risale al maggio 1967 (6).

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – SASSUOLO-EMPOLI

L’Empoli ha perso ciascuna delle ultime due sfide di Serie A contro il Sassuolo, dopo che aveva vinto tre delle quattro precedenti (1P). In particolare, dopo il ko per 3-4 nella gara d’andata di questo campionato, i toscani potrebbero trovare la sconfitta in entrambe le gare stagionali nel torneo contro i neroverdi per la prima volta dal 2016/17.
 
Quella tra Empoli e Sassuolo è la sfida che si è verificata più volte nella storia della Serie A senza mai vedere un pareggio. In 13 precedenti sono otto i successi per i neroverdi contro cinque a favore degli azzurri.
 
L’Empoli ha perso solo due delle ultime sette trasferte di Serie A (2V, 3N) e in particolare ha vinto la più recente, contro la Salernitana. L’ultima volta in cui i toscani hanno trovato il successo in due gare esterne di fila nella competizione risale a ottobre 2021.
 
Nessuna squadra ha ottenuto meno punti in Serie A rispetto al Sassuolo da inizio dicembre ad oggi: appena cinque (come Frosinone e Salernitana). Tuttavia, considerando solo gli incontri casalinghi, i neroverdi hanno evitato la sconfitta in quattro delle ultime sei gare di campionato (1V, 3N).

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – SALERNITANA-MONZA

Il Monza ha vinto ben quattro delle ultime cinque gare di campionato contro la Salernitana (1P) e in ognuno di questi successi ha realizzato esattamente tre reti. Tuttavia, il successo dei granata in questo parziale è arrivato proprio nell’unica gara esterna disputata dai brianzoli in Serie A contro i campani.
 
Il Monza ha vinto contro la Salernitana sia in Serie A, in Serie B che in Serie C. In particolare, con un successo, quella campana può diventare la prima avversaria contro cui i brianzoli registrano almeno tre vittorie sia nel massimo campionato che in cadetteria.
 
La Salernitana non ha vinto nessuna delle ultime sei gare casalinghe di campionato (1N, 5P) e nel parziale ha subito sempre almeno due reti. Nella sua storia nella Serie A, non ha mai incassato più di una rete in più incontri consecutivi in casa.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – GENOA-UDINESE

L’Udinese è rimasta imbattuta nelle ultime 13 gare contro il Genoa nel massimo campionato (6V, 7N). Si tratta della striscia di imbattibilità più lunga in assoluto per i friulani contro una singola avversaria in Serie A.
 
Il Genoa non ha vinto nessuna delle ultime 13 sfide di Serie A contro l’Udinese (7N, 6P), pareggiando tutte le quattro più recenti. L’ultima serie più lunga di incontri consecutivi per il Grifone senza trovare il successo è stata contro la Roma, tra il 2014 e il 2022 (16). Non pareggia cinque gare di fila contro una singola avversaria nella dal 1990, contro la Fiorentina.
 
L’Udinese non ha vinto nessuna delle ultime cinque trasferte giocate in Serie A contro avversarie nel lato destro della classifica a inizio giornata (3N, 2P). L’ultimo successo fuori casa contro queste squadre risale all’11 marzo 2023, 1-0 contro l’Empoli, grazie a una rete di Rodrigo Becão.
 
Il Genoa ha perso solo una delle ultime 10 gare di campionato (3V, 6N). Si tratta dell’1-4 contro l’Atalanta lo scorso 11 febbraio.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – JUVENTUS-FROSINONE

Il Frosinone ha perso tutte le nove gare di Serie A giocate contro avversarie presenti nelle prime due posizioni in classifica a inizio giornata di campionato, con un punteggio aggregato di 25-1.
 
Dopo una serie di cinque successi consecutivi, la Juventus non ha vinto nessuna delle ultime quattro gare di campionato (2N, 2P). Solo una volta i bianconeri hanno giocato cinque partite di fila in Serie A senza trovare alcun successo negli ultimi 14 anni: tra aprile e maggio 2019, a Scudetto già vinto.
 
Il Frosinone ha ottenuto 23 punti in questo campionato (6V, 5N, 14P), due in meno rispetto a tutta la sua precedente stagione giocata in Serie A (25 nel 2018/19). Tuttavia, da inizio dicembre, quella ciociara è la formazione che ha perso più partite (9) e quella che ha incassato più reti (31).
 
La Juventus ha subito 7 reti su 17 con tiri da fuori area quest’anno: il 41% del totale, la percentuale più alta nel torneo in corso. Dall’altro lato, due degli ultimi sei gol del Frosinone nella competizione sono arrivati proprio dalla distanza, entrambi su calcio di punizione diretto.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – CAGLIARI-NAPOLI

Il Napoli conta 29 punti in meno rispetto allo stesso punto dello scorso campionato. Nessuna squadra campione in carica aveva mai avuto una tale differenza negativa dopo 24 gare giocate rispetto alla stagione precedente nella storia della Serie A a girone unico. Il record apparteneva al Milan 1957/58 (-26 punti, contando 3 punti a vittoria da sempre).
 
Cagliari e Napoli hanno entrambe segnato solo un gol nei primi 15 minuti di gioco in questa Serie A, record negativo al pari del Monza.
 
Il Cagliari ha guadagnato 11 punti da situazione di svantaggio. Solo il Bologna e lo stesso Napoli (12) hanno fatto meglio in questo campionato.
 
Francesco Calzona è il terzo allenatore a guidare il Napoli nel 2023/24. La squadra partenopea non aveva tre diversi tecnici nella stessa stagione dal 1997/98, quando si alternarono sulla panchina Bortolo Mutti, Carlo Mazzone, Giovanni Galeone e Vincenzo Montefusco. Inoltre non era mai successo che tre allenatori diversi sedessero sulla panchina della squadra campione in carica in Serie A in una singola stagione.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – LECCE-INTER

Il Lecce è rimasto imbattuto in tre delle ultime quattro gare casalinghe contro l’Inter in Serie A (1V, 2N), anche se la sconfitta è arrivata nell’ultimo incrocio al Via del Mare, perso le 2-1 nella prima giornata dello scorso campionato.

L’Inter ha vinto le ultime due partite in Serie A segnando quattro reti. I nerazzurri non realizzano almeno quattro gol per tre match di fila in campionato da gennaio 1972. Inoltre non lo fanno abbinando la vittoria dal periodo tra settembre e ottobre 1947 (in quel caso successi contro Alessandria, Sampdoria e Juventus).
 
L’Inter vanta 63 punti in classifica, con soli 12 gol subiti e 15 clean sheet. Dopo 24 gare giocate in una stagione di Serie A, solo nel 2006/07 ha raccolto più punti (66), mentre l’unica annata migliore sia sotto l’aspetto delle reti incassate che dei clean sheet è stata la 1988/89 (rispettivamente 11 e 16).
 
L’Inter ha trovato la rete per 19 trasferta di fila in Serie A (come era già successo solo tra febbraio e dicembre 2021) e nella sua storia non è mai arrivata a 20 gare fuori casa consecutive a segno nella competizione.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – MILAN-ATALANTA

L’Atalanta ha vinto tre delle ultime nove sfide contro il Milan in Serie A (2N, 4P), inclusa la gara di andata (3-2). Durante la gestione di Stefano Pioli, solo l’Inter (quattro) ha battuto più volte i rossoneri rispetto alla Dea nella competizione.
Il Milan ha perso la gara di andata contro l’Atalanta (3-2). Non perde entrambe le sfide stagionali contro la Dea in Serie A dal 2007/08.
 
Il Milan ha vinto le ultime due gare casalinghe contro l’Atalanta in Serie A, senza subire gol, e solo una volta ha ottenuto tre successi in casa di fila contro i bergamaschi con annessi clean sheet sotto la guida dello stesso allenatore, riuscendoci tra il 1992 e il 1995 con Fabio Capello.
 
Nonostante la sconfitta nell’ultimo turno, il Milan ha conquistato almeno 52 punti dopo 25 gare giocate per la terza volta nelle ultime quattro stagioni. Tante volte quante nelle precedenti 16 partecipazioni dei rossoneri al torneo dopo altrettante partite disputate.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – ROMA-TORINO

La Roma ha segnato almeno due reti in ciascuna delle cinque gare di campionato con Daniele De Rossi in panchina. Un solo allenatore nella storia della Serie A ci era riuscito: Rudi Garcia nel 2013 (8/8 nel suo caso).
 
Il Torino è una delle tre squadre (al pari di Inter e Atalanta) a non avere perso alcuna partita di campionato nel 2024 (3V, 3P). Nel nuovo millennio, soltanto una volta la squadra piemontese è rimasta imbattuta nelle prime sette sfide di un anno solare in Serie A. Successe nel 2015, con Giampiero Ventura, quando la sconfitta arrivò alla 10ª gara, sul campo del’Udinese (3-2).
 
Il Torino ha collezionato 12 clean sheet in questo campionato (al pari della Juventus e meno soltanto dell’Inter, a quota 15). L’ultima volta in cui la squadra granata ha tenuto più volte la porta inviolata dopo le prime 25 sfide giocate di un campionato di Serie A risale al 1991/92. In quell’occasione, furono 14 le gare senza subire gol.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – FIORENTINA-LAZIO

Nessuna squadra conta tanti marcatori diversi in questo campionato quanti può vantarne la Fiorentina (15).

La Lazio è la squadra che ha segnato meno gol di testa in questo campionato. La compagine biancoceleste è a quota uno, realizzato da Valentín Castellanos contro il Frosinone. Nei cinque maggiori tornei europei in corso, solo il Rayo Vallecano ha fatto peggio dei biancocelesti con questo fondamentale (0).

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Gaetano D’Agostino: “Nessuno come Folorunsho in A, De Rossi scelta intelligente”

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Folorunsho

ESCLUIVA D’AGOSTINO – Gaetano D’Agostino ha giocato molti anni in Serie A, vestendo le maglie di Roma, Messina, Udinese, Fiorentina, Siena e Pescara, e in Serie B, con il Bari nei primi anni di carriera. Ora ha intrapreso la strada da allenatore ed è intervenuto ai nostri microfoni per parlare di Michael Folorunsho, giocatore dell’Hellas Verona che ha avuto al Virtus Francavilla, in Serie C, nella stagione 2017-2018. L’ex centrocampista ha fatto anche il punto sul percorso di alcune delle sue ex squadre. Di seguito le sue parole.

Lei è stato il primo allenatore di Michael Folorunsho tra i professionisti. Cosa si ricorda di lui? Che giocatore è?

“Ho tanti ricordi perché incontrai il suo procuratore a Roma convincendolo a portarlo da me. Alla Lazio, Simone Inzaghi non lo voleva perché Folorunsho aveva un caratterino: era difficile da gestire. Più dicevano così, più volevo accettare la sfida, dunque lo portai a Francavilla. Lo misi anche fuori rosa, perché non riuscivo a domarlo inizialmente. Un giorno lo chiamai personalmente e feci un patto con lui. Questo patto portò poi alla sua completa evoluzione caratteriale e anche come giocatore. Mi convinse che non avrebbe più fatto cavolate e messo a repentaglio l’equilibrio dello spogliatoio. Dopo quella promessa non ha più avuto un comportamento scorretto e inadeguato. Si concentrò molto su sé stesso e c’è stata una continua evoluzione. Ci siamo tolti delle belle soddisfazioni”.

“A livello tecnico? Quando lo presi io, si notava già lo stra-potere fisico, doveva però un po’ domarlo: metteva sempre la forza nel passaggio, nel cambio di gioco e nel tiro, senza curare il dettaglio e il gesto tecnico che aveva. Aveva talmente tanta irruenza nel farlo, che spesso sbagliava. È andato ad aggiustare il tiro e ad essere sempre più elegante palla al piede e a stare più tranquillo. Ha le qualità da mezz’ala e io gli dicevo sempre che quando partiva palla al piede sembrava Mark Lenders di Holly&Benji, è devastante come lui. In Lega Pro infatti fece un altro anno e poi fece il salto di categoria”.

Nelle scorse stagioni in Serie C e in Serie B ha fatto molto bene, quest’anno si sta mettendo in luce in Serie A. Dove può arrivare Folorunsho?

“Credo che non deve porsi limiti, perché quel prototipo di giocatore in Serie A non c’è. Lui abbina fisicità, una grande forza senza palla nell’attaccare gli spazi e qualità. Inoltre ha un tiro micidiale, infatti ha realizzato un grandissimo gol con la Juventus, secondo me il più bello visto fino ad ora in campionato. Il Verona può essere un piccolo bivio tra giocare in Serie A da giocatore normale e ambire a diventare un grande giocatore, e questo lui lo può fare. Ha margini di crescita importanti”.

Come valuta l’avvio sulla panchina della Roma e la proposta di calcio di Daniele De Rossi? Dove possono arrivare i giallorossi in Serie A e in Europa?

“Secondo me è stato un cambio inaspettato quello di Mourinho e altrettanto inaspettata è stata la chiamata di De Rossi. Si sta però verificando una scelta, anche involontariamente, intelligente. Daniele è un ragazzo molto intelligente e con grande carisma, che sta portando anche da allenatore. Ha principi importanti, anche etici. Mi sta piacendo la proposta di gioco e tratta tutti alla stessa maniera nello spogliatoio. Se la Roma dovesse raggiungere il quarto posto o quantomeno migliorare la classifica rispetto a quando l’ha presa, al nono posto, credo che Daniele potrà rimanere anche l’anno prossimo”.

“In Europa? Giovedì sarà una partita molto impegnativa con il Feyenoord, si riparte da una situazione di pareggio e la Roma, che gioca in casa, deve vincere. Vincendo si potrebbero aprire scenari importanti. È una squadra che in Europa ha sempre dimostrato di fare bene. La proposta di gioco di De Rossi è molto europea: propositiva e non fa partite di attesa. Daniele ha una proposta sempre offensiva, con anche un buon equilibrio. Credo che possa far bene, e glielo auguro. In Europa la Roma può giocarsela con tutti”.

La Fiorentina sta vivendo una stagione di alti e bassi. Un posto in Champions League è ancora possibile? La squadra di Italiano può tornare in finale di Conference League?

“La Conference League è il torneo più facile rimasto ai viola e la Fiorentina ci può arrivare. Onestamente non la capisco molto bene come squadra, fino a 5 giornate fa era lì che lottava per il quarto posto e poi ha il rovescio della medaglia in negativo e va in confusione. Non capisco quale è la realtà della Fiorentina. Vive molto dell’umore dell’allenatore. Non c’è un equilibrio di risultati e prestazioni e questo disequilibrio ti porta a non avere quella costanza per ottenere punti importanti e rimanere lì in lotta. Questo ti destabilizza nel giudizio perché non capisci il potenziale”.

Quest’anno l’Udinese sta facendo più fatica e la zona retrocessione è a soli 3 punti. Come si spiega le difficoltà bianconere? La squadra di Cioffi può raggiungere la salvezza con un po’ di anticipo o sarà in lotta fino alla fine?

“Sono 7 o 8 anni che soffre e che è lì. A questa squadra manca un’ossatura italiana, che ti dà un senso di appartenenza. Vedo giocatori forti fisicamente e qualcuno carino, ma non grandi giocatori. Allora devi avere un grande spogliatoio. A Udine si è superata quella linea sottile che ti fa giocare sia per ottenere risultati con la squadra sia per ambire poi singolarmente in un grande club. Quella per ottenere risultati passa secondo me in secondo piano: vedo giocatori che vogliono apparire e mettersi in mostra per andare in una grande squadra, senza però che si passa anche dai risultati di squadra”.

“Quando c’eravamo noi avevamo quell’ossatura dove cercavamo di mantenere l’equilibrio nel momento dell’esaltazione o in alcune situazioni più difficili. L’Udinese vive anche la partita a tratti: ci sono momenti in cui attacca, altri in cui sbaglia molto, vedo una squadra che lavora bene in fase difensiva, ma poi si allunga e subisce contropiedi. Io non credo che l’Udinese si salverà con 3-4 giornate di anticipo, non mi sta dando quell’impressione”.

Dopo aver sfiorato la Serie A, il Bari non sta riuscendo a ripetere il cammino dello scorso anno. I biancorossi si sono presentati al cancelletto di partenza con diversi cambiamenti in rosa e durante la stagione hanno cambiato allenatore 3 volte. Iachini può essere l’uomo giusto per risollevare le sorti dei Galletti? I playoff sono un obiettivo concreto?

“La squadra del Bari è molto buona. Puntavo molto su Marino, sia per una questione affettiva sia perché ha sempre fatto un calcio propositivo, ma è andato calando dopo l’esperienza a Udine. Iachini è il lottatore e l’allenatore grintoso che lavora bene anche tatticamente. Al Bari serviva un sergente che portasse disciplina, concentrazione e umiltà e Iachini lo sta dimostrando, vincendo le sue prime due partite. Se prende consapevolezza dei suoi mezzi e si fa pilotare dal proprio tecnico, credo che il Bari può essere una mina vagante”.

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Europa League

Pronostico Rennes-Milan, statistiche e consigli per la partita

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Giroud

PRONOSTICO RENNES-MILAN, STATISTICHE E CONSIGLI PER LA PARTITA – La difficile stagione del Milan, dopo il brusco stop col Monza di domenica sera, prosegue in terra francese, più precisamente in casa del Rennes, che anche dopo la partita d’andata non intende deporre le armi. La partita di ritorno tra le due squadre, valida per i playoff di Europa League, andrà in scena giovedì alle 18:45 al Roazhon Park.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

La batosta ricevuta a San Siro settimana scorsa non ha avuto strascichi immediati per il Rennes, che battendo tra le proprie mura il Clermont ha esteso a 9 la propria striscia di vittorie consecutive sul fronte interno, tra Ligue 1 Coupe de France. La squadra allenata da Julien Stéphan, dopo un inizio di stagione decisamente deludente, ha nettamente invertito la rotta negli ultimi due mesi, riuscendo a portarsi a soli 5 punti dal terzo posto (che in Francia garantisce l’accesso diretto alla Champions League, a cui il Rennes partecipò soltanto nel 2020-21, senza rimediare delle belle figure).

Nonostante la seria ipoteca messa sulla qualificazione agli ottavi di finale, il Milan non può permettersi di farsi sopraffare dai letali cali di tensione che fin qui ne hanno a più riprese minato la stagione. La sopracitata partita col Monza ne è un esempio perfetto, a partire dal mega-turnover operato da Pioli (scelta francamente incomprensibile, pur essendo ormai chiaro che le sorti dell’allenatore del Diavolo dipendano esclusivamente dal percorso in Europa League), fino agli errori marchiani che hanno portato i rossoneri a subire 4 reti da uno degli attacchi più sterili della Serie A. Il gap qualitativo tra le due formazioni si è già ampiamente visto giovedì scorso, e rimane indiscutibile: a fare la differenza saranno soprattutto i nervi.

PRONOSTICO RENNES-MILAN, STATISTICHE E CONSIGLI PER LA PARTITA

La partita di domani sera potrebbe sembrare una semplice formalità per il Milan, ma per i motivi di cui sopra occorre a tutti costi non sottovalutare l’impegno e l’avversario. La sensazione è che la friabile retroguardia dei rossoneri (addirittura all’11°posto tra le migliori difese del campionato dati alla mano) concederà almeno un gol al Rennes, disposto a vendere cara la pelle. D’altro canto, un Pulisic in grande spolvero potrebbe trovare la sua seconda rete in campo europeo con la maglia del Diavolo, dopo quella segnata in casa del Newcastle a dicembre.

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Calcio Internazionale

Dove vedere Roma-Feyenoord in tv e streaming

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Lukaku, giocatore della Roma, Serie A, Europa League, Coppa Italia

DOVE VEDERE ROMA-FEYENOORD IN TV E STREAMING – Il match tra Roma e Feyenoord andrà in scena giovedì 22 febbraio alle ore 21. A scontrarsi due squadre in forma: i giallorossi, che dall’arrivo di Daniele De Rossi sembrano avere una marcia in più in ogni match, e gli olandese, che ormai non perdono da oltre due mesi tra campionato e coppe. In palio il passaggio del turno, in un play-off di Europa League che all’andata è terminato 1-1, con Lukaku che ha risposta al vantaggio di Paixao.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

La Roma di Daniele De Rossi si trova in un buon stato di forma, con l’arrivo del nuovo allenatore che ha dato linfa al gioco e ha portato a casa diversi risultati. Dall’arrivo di De Rossi 12 punti su 15 disponibili, con in Europa League un pari all’andata con gli olandesi, col ritorno tutto da giocare. 

Il Feyenoord di Arne Slot è al contempo una squadra solida e ostica. L’ultima sconfitta risale addirittura al 13 dicembre 2023, quando nell’ultima dei gironi di UEFA Champions League, gli olandesi furono sconfitti 2-1 dal Celtic. Da lì in poi solo risultati utili, tra cui il pari, dopo essere andati in vantaggio, contro la Roma

DOVE VEDERE ROMA-FEYENOORD IN TV E STREAMING

Il match tra giallorossi e olandesi sarà visibile su Sky Sport Uno, Sky Sport 4K e Sky Sport, oltre che su TV8. La partita sarà anche trasmessa su DAZN. Per quanto riguarda la visione in streaming, sarà possibile seguirla su Sky Go, NOW e DAZN.

PROBABILI FORMAZIONI

ROMA (4-3-2-1): Svilar; Karsdorp, Mancini, Llorente, Spinazzola; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, El Shaarawy; Lukaku. All. De Rossi

FEYENOORD (4-3-3): Wellenreuther; Nieuwkoop, Beelen, Hancko, Hartman; Stengs, Zerrouki, Wieffer; Minteh, Ueda, Paixao. All. Slot

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