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Il nuovo Cagliari di Rolando Maran sta prendendo forma tra le montagne del Trentino, dopo una parte iniziale di ritiro svoltasi invece ad Aritzo, in Sardegna. Allenamenti al fresco, qualche goleada in amichevole e consolidamento di un gruppo che ha dimostrato di essere già molto unito nella parte finale della passata stagione, con una salvezza conquistata in extremis.

Ci sono anche alcune facce nuove, a partire dall’allenatore Maran, che ha portato con sé il pupillo Castro. Per altri invece si tratta di un ritorno, come per Cerri o per alcuni ragazzi rientrati dal prestito.

Il ritiro nel Nord Italia terminerà tra quattro giorni: è giunto dunque il momento di fare un primo bilancio su questo inizio di stagione rossoblù.

PIANIFICAZIONE

La novità più importante è rappresentata sicuramente dall’allenatore Rolando Maran. Se si esclude Zeman, che non trova paragoni con i suoi colleghi, per la prima volta nel corso della sua gestione il Presidente Giulini ha deciso di affidarsi ad un tecnico esperto, che conosce il campionato e che ha saputo imprimere la propria idea di calcio al Chievo. Sembra dunque che con questa scelta il Cagliari sia davvero pronto ad aprire un ciclo; non è stato così nel caso di Rastelli (due anni e mezzo praticamente sempre in bilico, ne parlavamo qui) e nemmeno con Diego Lopez.

Il mister trentino si è detto orgoglioso di poter allenare il Cagliari, di essere arrivato ad un punto cruciale della sua carriera da allenatore, e di aver trovato il contesto giusto dove poter fare il salto di qualità. È quello che vogliono anche i tifosi, che dopo aver assistito a due anni anonimi in Serie A, ora si aspettano quanto meno di vedere una squadra solida, con un’identità precisa, che possa togliersi alcune soddisfazioni nel corso della stagione. Insomma, in Sardegna il compitino non sarà più sufficiente.

Così il nuovo tecnico sta cercando in questi primi allenamenti di dare la sua impostazione ad una squadra che, come detto prima, non ha mai avuto un centro nevralgico attorno al quale ruotare. L’idea è quella di tornare alle origini – come aveva fatto Lopez nelle ultime tre gare della passata stagione – impostando la squadra su una difesa a quattro, un metodista, un trequartista e due punte: il 4-3-1-2 tanto caro alla storia recente del Cagliari, in cui le mezzali spesso l’hanno fatta da padrone (da Lazzari ad Ekdal, da Nainggolan a Barella).

I NUOVI

Di fatto mister Maran non ha dovuto salutare nessun uomo chiave della rosa dell’anno scorso: se si esclude la fine del prestito di Castan e il ritiro dal calcio di Cossu, finora l’unica cessione – per altro indolore – è stata quella di Senna Miangue allo Standard Liegi. Qualcosa si è mosso invece in entrata, con il Ds Carli – alla prima sessione di mercato con i sardi – che sta provando a colmare le lacune palesate dalla squadra nell’ultima stagione.

Innanzitutto mancava una valida alternativa a Pavoletti. Con la cessione, a malincuore ma doverosa, di Melchiorri al Perugia, il Cagliari ha deciso di puntare forte su Alberto Cerri, vecchia conoscenza rossoblù, che torna in Sardegna dopo una prima parentesi in Serie B nella stagione 2015-16 (24 presenze e 3 gol quando aveva solo 19 anni). La Juventus ha accettato l’offerta del Cagliari di prestito con obbligo di riscatto fissato a 10 milioni, operazione simile a quella fatta per Pavoletti l’anno scorso. L’attaccante emiliano sarà inizialmente il vice del Pavo, ma avrà sicuramente le sue occasioni per dimostrare alla società di valere l’investimento fatto.

A inizio sessione era arrivato un po’ a sorpresa il trentaseienne Darijo Srna, che se a molti può ricordare l’operazione fatta un anno fa con Van Der Wiel, in realtà ha un curriculum più affidabile dell’olandese. Esperienza internazionale sì, ma anche professionalità e doti tecniche non indifferenti.

A centrocampo, come si diceva prima, il Ds Carli ha piazzato un gran colpo con il Pata Castro, fedelissimo di Maran e tra i migliori nel suo ruolo negli ultimi anni di Serie A. Il gran feeling con il mister, unito alla novità per entrambi dell’esperienza in Sardegna, saranno di grande aiuto per una squadra che necessitava sicuramente di un titolare affidabile in quel ruolo.

Per finire, sono tornati dal prestito a Perugia il terzino sinistro Pajac e il regista Colombatto, due giovani interessanti che, se confermati, potranno dire la loro nel massimo campionato dopo un’ottima stagione in Serie B. Anche questi innesti sono stati mirati: il difensore croato sostituisce Miangue, il classe ’97 argentino colma l’assenza di un vice Cigarini all’interno della rosa.

La squadra che affronterà il campionato sarà dunque in gran parte quella che si sta allenando a Pejo, con l’aggiunta di Joao Pedro che, squalificato, si sta allenando da solo a Cagliari. Le ultime settimane di mercato serviranno dunque a limare ulteriormente la rosa, mettendo ordine tra cessioni di calciatori che non rientrano nel progetto e acquisti volti a dare ampiezza alla rosa. Probabilmente arriverà un altro centrocampista (si parla del ritorno di Ekdal e di un’offerta per Bradaric), che andrà a rafforzare un reparto di tutto rispetto, formato già da Cigarini, Colombatto, Barella, Castro, Ionita, Padoin, Deiola. Il giovanissimo Caligara invece dovrebbe essere girato in prestito. Da sciogliere poi le questioni legate a Dessena e Sau, senatori di questa squadra che però non hanno trovato spazio nella passata stagione, complice uno stato di forma non ottimale.

SALTO DI QUALITÀ

Come detto prima, c’è grande attesa intorno al nuovo Cagliari di Rolando Maran. Difficile dire se il salto di qualità avverrà quest’anno, quel che è certo è che la società ha aperto un ciclo. La valutazione della stagione passerà poi ovviamente dal rendimento dei giocatori. L’attenzione alla fase difensiva da parte del nuovo allenatore potrebbe dare solidità alla coppia Romagna-Ceppitelli, che già nell’ultima parte di stagione aveva dato garanzie.

Potrebbe essere anche l’anno della definitiva conferma di Nicolò Barella, la cui stagione è stata offuscata da un’annata negativa da parte di tutta la squadra. Se la società riuscirà a trattenerlo, anche a lui potrà sicuramente giovare avere un allenatore esperto come Maran. Davanti poi sarà da scoprire la presenza in zona gol di Pavoletti, spesso costretto a prestazioni negative a causa di un gioco improvvisato nella passata stagione. Infine, se dovesse rimanere, sarà interessante valutare la stagione del nordcoreano Han Kwang Song, utilizzato pochissimo dopo il suo ritorno dal prestito avvenuto a gennaio.

La squadra ha dunque un buon organico e un allenatore nuovo a cui la società sta cercando di fornire una rosa completa in ogni reparto. I numeri per far bene ci sono, ma i discorsi sul calcio di luglio lasciano il tempo che trovano.

I calciatori si preparano al nuovo campionato con un entusiasmo rinnovato, la società programma per il futuro, i tifosi attendono con la solita passione.

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