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Ad un passo dalla storia: 10 calciatori alla caccia del record di reti in Nazionale

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Ad un passo dalla storia: 10 calciatori alla caccia del record di reti in Nazionale

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I campionati nazionali sono momentaneamente fermi. Protagoniste, dunque, sono tornate le squadre Nazionali, impegnate negli ultimi match dei vari gironi di qualificazione ad Euro 2020 o per il Campionato del Mondo del 2022 in Qatar. E allora noi di Numero Diez abbiamo deciso di andare all’ardua ricerca di quei giocatori ad un passo dalla gloria, quei calciatori che si trovano ad una manciata di gol dal record di reti della propria Nazionale. Tra nomi esotici, attaccanti mai esplosi e vecchie glorie ecco i dieci calciatori pronti a scrivere la storia.

SHINJI OKAZAKI-GIAPPONE

Il primo nome di questa speciale classifica è quello dell’attaccante giapponese Shinji Okazaki, classe 1986, attualmente in forza all’Huesca. Il giapponese è l’attaccante in attività con il maggior numero di reti segnate in Nazionale, ben 50, e si trova a sole cinque marcature dalla coppia di testa formata da Kamamoto, ritiratosi nel lontano 1977 e dall’indimenticabile ex Genoa Miura. A 33 anni Okazaki, che vanta anche 119 presenze con la Nazionale del Sol Levante, ha ancora a disposizione un paio di stagioni ad alto livello per rubare lo scettro di recordman del Giappone. Di imprese, del resto, Okazaki ne ha vissute tante. Nel 2016 ha vinto da assoluto protagonista la trionfale cavalcata del Leicester City di Claudio Ranieri, formando un tandem d’attacco affiatatissimo con Jamie Vardy. Di tempo ne rimane poco, vedremo se il Samurai, come viene chiamato Okazaki, riuscirà a portare a casa anche questa impresa.

(Immagine contrassegnata per essere riutilizzata)

ARMANDO SADIKU-ALBANIA

Il giocatore con più reti nella storia della nazionale dell’Albania è una vecchia conoscenza del calcio italiano: Erjon Bogdani, attaccante di provincia che con le Aquile ha realizzato 18 reti in più di 70 presenze. Chi, però, sta cercando di scalzarlo dal trono è Armando Sadiku, 28 anni, attaccante del Malaga e a quota 12 gol totali. Non si parla, ovviamente, di cifre esorbitanti. Ma è bene tenere a mente il peso di una squadra che ha conosciuto il vero successo soltanto negli ultimi anni. Sadiku, che ha vissuto i suoi migliori anni in Svizzera tra Locarno e Lugano, è entrato nel cuore dei tifosi albanesi quando il 19 giugno 2016 ha realizzato la rete decisiva durante Romania-Albania, conclusasi 0-1. La prima rete di un giocatore albanese in una competizione continentale e soprattutto la prima vittoria delle Aquile in un campionato europeo. Vittoria poi inutile ai fini della qualificazione, sfumata per questioni di differenza reti, ma che ha un nome e un cognome ben preciso: Armando Sadiku.

ERAN ZAHAVI-ISRAELE

Eran Zahavi è uno di quei giocatori che è sempre stato ricoperto da un alone di mistero. Come è possibile che un giocatore così tecnicamente valido non sia riuscito ad esplodere fino in fondo? Una domanda che sorge sempre più spontanea riguardando i numeri del fantasista israeliano con la maglia della propria nazionale: 49 presenze, 18 gol e a meno sette da Mordechai Spiegler, 25 reti totali segnate tra il 1964 e il 1977. Le sue stagioni migliori le ha vissute in patria tra Apoel e Maccabi Tel Aviv, nel mezzo una deludente esperienza al Palermo e ora gioca e dà spettacolo in Cina con la maglia del Guangzhou, dove pare aver trovare l’elisir della giovinezza. Non a caso, dopo aver annunciato il ritiro dalla Nazionale nel 2017, un anno dopo è ritornato sui suoi passi ed ha avuto un’impennata di rendimento assurda: nelle ultime 9 partite giocate con l’Israele, Zahavi è andato a segno in 8 di queste realizzando la bellezza di 12 gol, di cui due triplette consecutive rifilate all’Austria e alla Lettonia, nelle gare valide per le qualificazioni ad Euro 2020. Ha praticamente segnato il triplo rispetto a quanto abbia fatto nei precedenti sette anni.

ARTEM DZYUBA-RUSSIA

Artem Dzyuba se lo vedesse qualcuno penserebbe che si tratti di un ottimo giocatore di basket, al massimo di un buon pallavolista. Ma non il più probabile candidato a diventare il giocatore con il record di reti della Nazionale russa. Dzyuba è un omone di quasi due metri che oltre al fisico, al colpo di testa e alle sportellate in area di rigore, ci mette anche tanto altro: cattiveria sotto porta, qualità nel far salire la squadra e una discreta padronanza tecnica senza la quale segnare 23 reti in appena 39 presenze con la maglia della Nazionale sarebbe stato impossibile. Dzyuba è un attaccante centrale in forza allo Zenit che quando veste la casacca rossa della Russia si trasforma in una belva d’area di rigore. Il primatista di reti è un altro ex Zenit, ritiratosi nel 2016, Aleksandr Kerzhakov, autore di 30 gol in 91 presenze. Ma la sensazione è che Dzyuba, che di anni ne ha comunque 31, possa superarlo nel giro di un anno, massimo due. Basti pensare all’impatto devastante che il centravanti dello Zenit ha avuto nel corso dei Mondiali di casa della scorsa estate: inizialmente riserva di Smolov, Dzyuba si è guadagnato il posto da titolare con prestazioni sontuose e ben 3 reti nell’arco della competizione, tra cui quella pesantissima rifilata alla Spagna durante gli ottavi di finale.

Il gol di Dzyba all’Arabia Saudita, partita inaugurale dei Mondiali 2018

KOLBEINN SIGTHÓRSSON-ISLANDA

All’inizio della propria carriera Kolbeinn Sigþórsson era considerato uno degli attaccanti più interessanti dell’intero panorama europeo. E infatti le sue prime stagioni all’Ajax rimangono, ancora oggi, le migliori dal punto di vista realizzativo e personale. Con Nantes, Galatasaray e ora AIK, invece, il feeling non sembra essere mai sbocciato. O comunque si tratta di un feeling distante anni luce da quello che il centravanti classe ’90 ha instaurato con la maglia della propria nazionale. Sigþórsson, infatti, si ritrova a 29 anni ad un solo gol dal record dell’intramontabile Guðjohnsen, fermo a quota 30 reti. I gol di Sigþórsson sono spesso risultati decisivi: indimenticabile il gol, con l’aiuto di Hart, che ha regalato all’Islanda una clamorosa qualificazione ai quarti di finale dell’Europeo del 2016 a discapito della più quotata Inghilterra.

(Fonte: profilo Twitter Sightorsson)

ALEXSANDR MITROVIC-SERBIA

Difficile trovare un calciatore, o meglio un attaccante, più controverso di Alexsandr Mitrovic. Da sempre è considerato un centravanti forte, potente, esplosivo, destinato a fare grandi cose. In realtà le ultime annate si sono rivelate deludenti, al di sotto le aspettative: lo scorso anno non è riuscito a evitare la retrocessione del suo Fulham, nonostante le 11 reti in campionato, ed ha comunque deciso di rimanere a Londra. Nettamente meglio, però, se la cava quando veste la maglia della Serbia. In Nazionale Mitrovic, come tanti altri suoi colleghi, sente la carica, il prestigio e l’onore di rappresentare il proprio paese e diventa una macchina da gol. Ne sono arrivati 6 nelle ultime 4 ufficiali, 29 in totale per la precisione, che lo collocano al secondo posto di questa speciale classifica alle spalle di Savo Miloševic, attuale allenatore del Partizan e autore di 37 reti con la Serbia. Mitrovic, che pure ha vissuto da titolare – con un gol – i Mondiali della scorsa estate, ha “solo” 25 anni: tempo per scrivere la storia ce n’è eccome.

ENNER VALENCIA-ECUADOR

C’è, poi, chi questo record di reti in Nazionale è destinato a raggiungerlo. Vedi Enner Valencia, quasi 30 anni, l’attaccante dell’Ecuador che si trova a tre reti dal primatista Augustin Delgado. Con le sue 28 reti Valencia, che vanta anche diverse stagioni in Premier League tra West Ham e Everton, è il secondo miglior marcatore nella storia della Tri. Valencia è salito alla ribalta per un fatto molto curioso che ha fatto parlare di sé: nella partita Ecuador-Cile valida per le qualificazioni al Mondiale 2018 ha finto un malore per uscire dal campo e scappare dalla polizia, che lo voleva arrestare perché non pagava gli alimenti alla sua ex-moglie. Valencia tornerà a far parlare di sé, in positivo, quando supererà il record di Delgado.

TOSAINT RICKETTS-CANADA

Tra quelli presenti in questa lista Ricketts è probabilmente il nome meno noto di tutti. Ha 32 anni ed è a sei gol dal diventare top scorer della Nazionale canadese. La sua carriera, tuttavia, è stata poco soddisfacente a livello di club. Oggi gioca con il Vancouver, in MLS, ma in passato ha girovagato per le mete più esotiche d’Europa: Norvegia, Turchia, Lituania, Romania e Israele. Con 16 gol Tosaint Ricketts può ancora ambire a scalzare dal primo posto Dwayne de Rosario, fermo a quota 22. C’è da dire, però, che la next gen canadese sta sfornando diversi ragazzi che in futuro potrebbero facilmente battere questo record: parliamo di Alphonso Davies, del Bayern Monaco, o di altri giovani come David e Larin, rispettivamente di 19 e 24 anni, già punti fermi della squadra del Canada.

ISLAM SLIMANI-ALGERIA

A stretto giro di posta è probabile che anche Islam Slimani, che di mestiere fa l’attaccante, diventi il miglior marcatore della storia della Nazionale dell’Algeria. Un traguardo storico per il centravanti trentunenne, che di gol ne ha sempre fatti tanti in carriera: Sporting Lisbona, Leicester, Fenerbache e ora al Monaco, dove ha iniziato benissimo con 4 centri nelle prime sei giornate. In Nazionale, per certi versi, va ancora meglio: 28 reti dal 2012, anno del suo esordio, quando Slimani incantava con i suoi gol in patria al Belouzidad. Negli anni si è migliorato, tecnicamente e tatticamente, diventando un attaccante abile nell’uno contro uno e nella propria trequarti campo, una seconda punta di manovra che gli ha permesso di avvicinarsi a Tasfaout, primo in classifica dal 2002 con 34 reti totali. L’algerino, tra l’altro, è reduce dalla storica vittoria in Coppa d’Africa di quest’estate, kermesse durante la quale, però, ha patito un problema fisico che lo ha costretto alla panchina. Poco male, il record è sempre lì, ad un passo.

(Fonte: profilo Twitter AS Monaco)

CHEICK DIABATÉ-MALI

Concludiamo questa speciale top 10 con un calciatore che abbiamo conosciuto ed ammirato in Italia con la maglia del Benevento: Cheick Diabaté. Il gigante maliano, oggi in Arabia Saudita all’Esteghlal, è al secondo posto della classifica cannonieri della nazionale maliana. 36 presenze e 15 reti il suo bottino, a meno due dal primatista Frédéric Kanouté, uno che di gol se ne intendeva parecchio. In Spagna, con il Siviglia, il maliano ha segnato 89 gol in più di 200 presenze: uno degli attaccanti più forti della sua generazione e che in coppia con O Fabuloso, Luis Fabiano, ha fatto sognare migliaia di tifosi. Diabaté non sarà Kanouté, ma a livello realizzativo parliamo di un attaccante che la porta la sente, la fiuta. I suoi anni migliori li ha vissuti in Ligue 1, al Bordeaux – 66 reti in 152 presenze -, al Metz e con l’Ajaccio. In Italia ha giocato per soli sei mesi, agli ordini di De Zerbi, con la maglia del Benevento. E il suo impatto con la Serie A è stato devastante: 8 reti in appena cinque mesi, tre doppiette consecutive e l’orgoglio di chi sa che al calcio deve tutto. Soprattutto per chi a 13 anni ha perso il proprio migliore amico in Mali, per Diabaté che qualche anno dopo si è ritrovato senza la madre, il padre e il fratello, scomparsi per mali incurabili. Diabaté non gioca in Nazionale dal 2016 ma in Mali sanno tutti che quell’omone grande e grosso, è in realtà un gigante buono che non ha smesso di sognare di battere il record di reti di Kanouté, l’ultimo traguardo della propria modesta ma sorprendente carriera.

(Fonte immagine in evidenza: archivio)

 

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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Il Cagliari si aggrappa a Luvumbo al 96′: 1-1 con un Napoli che non riesce più a vincere

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Luvumbo, giocatore del Cagliari, Serie A, Coppa Italia

Per una Juventus che torna alla vittoria, c’è un Napoli che, invece, manca ancora il ritorno al successo. Contro un Cagliari ben schierato in campo è 1-1 il punteggio finale. Incredibile l’epilogo finale, con Luvumbo che pareggia i conti al 96′ dopo il gol iniziale di Osimhen. Un pareggio amarissimo per Calzona, che nelle prime due panchine azzurre ha racimolato un pareggio col Barcellona e un pareggio in campionato che fino a un minuto dalla fine era una vittoria.

Il gol di Osimhen per il Napoli è il primo in trasferta dopo 527′ di digiuno. Tutto nasce da un errore di Augello in disimpegno: prontissimo il recupero di Raspadori e il cross dalla destra verso il nigeriano. Troppo facile, poi, per uno come lui buttare la palla in rete. Al 96′, sull’ultima palla buona per il Cagliari, ecco il lancio lungo di Dossena dalla difesa verso l’area del Napoli. Male, malissimo la difesa azzurra (in particolare Juan Jesus) che non riesce a spazzare e Luvumbo riesce poi a bucare Meret.

Niente da dire al Cagliari, che ha rischiato di perdere la partita per l’unica vera disattenzione in 90‘. La squadra di Ranieri è rimasta compatta per tutta la durata del match, ma non ha saputo pungere quando necessario. In fin dei conti il pareggio è un risultato giusto per ciò che si è visto per tutto l’arco della sfida. Ricordiamo che, però, è stato annullato un gol al Cagliari nel primo tempo per fuorigioco di Lapadula sugli sviluppi di un calcio di punizione. Rrahmani aveva involontariamente messo la palla in rete di testa.

Con questo pareggio gli uomini di Calzona rimangono molto lontani dalla zona Champions (il Bologna quarto dista undici punti), ma potranno riavvicinarsi nella sfida di mercoledì contro il Sassuolo. Il Cagliari invece rimane dentro la zona retrocessione, ma solo per gli scontri diretti. Ora Cagliari, Hellas Verona e Sassuolo sono a parimerito a 20 punti, con Sassuolo 17esimo.

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[FOTO] Retegui sblocca Genoa-Udinese in rovesciata: 2-0 all’intervallo

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Retegui Genoa Gudmundsson

RETEGUI GENOA UDINESE – Primo tempo avvincente al Ferraris tra Genoa e Udinese. Occasioni, corsa e anche un gol spettacolare.

L’andazzo della gara si capisce già dal primo minuto, con Giannetti che dopo pochi secondi stende Retegui e si prende il giallo. Dopo i tentativi, vanificati, di Ehizibue e Walace, Lucca colpisce di testa in area, venendo però fermato dalla traversa. Subito dopo, al 27′, Okoye si supera sul tentativo a botta sicura di Vasquez, che dopo sei minuti, di testa, trova anche il palo a impedirgli la gioia del gol. Poi il momento della serata: cross in mezzo, Giannetti devia ma la palla s’impenna, servendo a Mateo Retegui l’occasione perfetta per coordinarsi e colpire in rovesciata. Palla sul palo e vantaggio Genoa. I rossoblu aumentano i giri e, sette minuti dopo, trovano anche il raddoppio con Bani, che devia in rete un cross perfetto di Gudmundsson.

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