Calciomercato Inter, occasione in Serie A: Marotta sfida la Juventus

Fonte: Veriinteristi

 

Diciamocelo subito: il mercato di gennaio, a meno di eventuali colpi di scena, non dovrebbe regalare grandi acquisti o innesti clamorosi come quelli visti negli anni passati. Perché? Il motivo è molto semplice e solo a pronunciarlo fa venire la nausea. COVID-19, il mostro che con uno dei suoi molteplici tentacoli è riuscito a colpire anche il mondo del pallone. Quello che apparentemente sembrava il più potente e robusto, ma che ha dovuto fare i conti con pochi incassi e una crisi non indifferente. La sessione estiva aveva già preannunciato certi problemi, con la Serie A che segnalava spese crollate del 50% rispetto al 2019 e le perdite non hanno fatto altro che aumentare, complice la chiusura degli stadi.

Dimentichiamoci quindi i 215 milioni spesi in acquisti lo scorso Gennaio e trattative in stile Kulusevski ed Eriksen. La stagione 2020-21 è ben diversa, basti guardare il portafoglio dei club e gli ultimi nome di cui si vocifera. Siamo distanti dagli standard, eccome se siamo distanti.

Lo scorso 4 Gennaio la sessione invernale ha preso il via e i primi giorni di mercato hanno subito confermato quelle che erano le aspettative. Si spenderà poco, si cercherà di piazzare colpi in uscita e di liberarsi di ingaggi troppo alti, ormai un peso per le società (vedi Khedira). La crisi ha infatti colpito anche le potenze del calcio italiano, le quali non hanno potuto far nulla se non ingegnarsi e riflettere su come migliorare le proprie rose alla luce dei mezzi a disposizione. Fatti che trovano conferma nelle parole dell’ad nerazzurro Beppe Marotta, che nel pre-partita di Inter-Crotone ha affermato ai microfoni di Sky:

“Abbiamo delineato le linee guida: non ci permetteranno di fare investimenti, dobbiamo garantire un equilibrio economico finanziario. Tutte le società non faranno operazioni rilevanti.”

Chiaro, molto chiaro, a meno che qualche squadra non voglia peggiorare ulteriormente il proprio bilancio. Situazione che riguarda tutte le società a detta del dirigente nerazzurro e che in effetti non lascia scampo nemmeno a colei che negli ultimi anni è stata regina del mercato in Italia. Da Ronaldo a De Ligt, passando per investimenti come Kulusevski, la Juve non si è di certo tirata indietro nelle ultime stagioni. Ma ora va fatto un passo indietro, Paratici lo sa e i nomi che ruotano intorno all’ambiente bianconero nelle ultime giorni ne sono la testimonianza.

 

NON SONO PIU’ ADOLESCENTI

Llorente, Giroud, Pellè, Quagliarella e persino Pavoletti. Non proprio giovincelli, per usare un eufemismo; ma allo stesso tempo fattibili sul piano economico. Ovvio, nomi di questo genere un anno fa avrebbero lasciato più di una perplessità, anche se i tifosi ormai comprendono il momento difficile. Mancano risorse economiche e trovare innesti adatti in questa finestra di mercato non è compito facile per le dirigenze del nostro campionato. E i nomi sopra elencati non sono nemmeno sinonimo di trattative già chiuse, anzi.

La ricerca del quarto attaccante bianconero è un must per Pirlo, il quale aveva confermato l’interesse per Giroud nei giorni scorsi; il francese sembrerebbe però non voler lasciare i Blues ed ecco che allora gli ultimi sondaggi vedono Quaglia e Il Re Leone sul tavolo delle trattative. Giocatori che conoscono l’ambiente bianconero, ma anche qui i nodi da sciogliere non sono pochi. Il 27 della Samp ha dichiarato amore alla sua Doria, quindi l’affare può dirsi sfumato. Più fattibili il ‘cinese’ Pellè, svincolato, e il 30 del Cagliari Pavoletti. Giovani? No. Economici? Sì. Anche se nelle ultime ore la Vecchia Signora avrebbe preso in considerazione profili come quelli di Gianluca Scamacca ed Eldor Shomurodov, forze fresche del Grifone.

Non diversi gli obiettivi di Conte e della sua Inter. Anche il tecnico pugliese gradirebbe una punta in entrata, una sorte di vice-Lukaku. Con Perisic non in grande spolvero e Pinamonti ritenuto non sufficientemente pronto, il tecnico vuole nuove soluzioni. Anche qui si vociferano nomi che rimandano ad orizzonti asiatici, come Eder e il già citato Pellè, già a disposizione di Conte allo scorso europeo.

Dunque il leitmotiv di Gennaio sembra essere chiaro, almeno per le due rivali di sempre. Calciatori con esperienza, già inseriti nel calcio italiano e soprattutto che non necessitino grandi spese.  Conte e il suo staff conoscono sicuramente il valore del giovane Pinamonti  e quanto egli possa essere utile alla causa nerazzurra. Ovvio, le 32 presenze della stagione scorsa col Genoa non bastano per essere paragonato a un campione come Romelu Lukaku, ma forse il ragazzo meriterebbe più fiducia.

 

GIOVANI E INDIAVOLATI

Il Milan pesca il Ligue1: da Simakan e Koné, a che punto sono le due trattative

Fonte: 90min.com

Di fiducia nei baby ne ha parecchia il Milan di Pioli: squadra più giovane e soprattutto testa della Serie A. Gennaio per il club di via Aldo Rossi è un buon motivo per continuare ad investire in un progetto ambizioso in cui la dirigenza crede. Una rosa giovane, compatta, arricchita dall’esperienza di giocatori come Ibrahimovic, Calhanoglu e possiamo dirlo, anche Gigio Donnarumma, che per personalità e prestazioni è ormai un leader dei Diavoli. Ecco che, diversamente da Inter e Juve, i rossoneri anche in questa finestra di mercato sembrerebbero voler incrementare l’asset di giovani talentuosi in squadra: Simakan, difensore 20enne del Strasburgo, potrebbe essere il profilo perfetto per rinforzare una difesa che vede in uscita Musacchio e Duarte. Il baby francese vuole il Milan ma i nodi da risolvere riguardano le cifre .Tutto qui?

Altroché. Maldini & co avevano puntato gli occhi su un altro talentino d’oltralpe, Kouadio Konè. Centrocampista classe 2001, in forza al Tolosa, il quale sarebbe potuto essere un regalo a mister Pioli; così il tecnico si sarebbe ritrovato con un ventaglio di scelte più ampio in mediana, senza dover adattare giocatori come accaduto con Calabria nel match con la Juve. Peccato che, stando a quanto scritto da la Gazzetta Dello Sport, il ragazzo sembrerebbe essere in direzione Borussia Moenchengladbach, con il Milan che tuttavia non ha alcuna fretta di comprare, visti anche risultati e condizioni di mercato.

“Faremo mercato solo se potremo migliorare questa squadra, non è facile. I giovani? Quest’anno ci ha dato molta credibilità, siamo la squadra più giovane d’Italia. Lavorare per il Milan è un vantaggio, quando rappresenti un club così i giovani sentono la storia.”

Le parole del dt Maldini nel post-partita di Milan-Juve confermano di fatto ciò già espresso dal “cugino” Marotta; intanto proprio in occasione del match di mercoledì scorso ha fatto il suo ingresso in scena anche il figlio d’arte Daniel. Non la prima apparizione, ma comunque minuti importanti per famigliarizzare con l’ambiente delle grandi notti per un 19enne come lui.

SERVE CORAGGIO

Esclusiva: Pinamonti, il Benevento insiste. Il Crotone si defila | Alfredo Pedullà

Fonte: Alfredopedulla.com

Notti che Milan, Inter e Juve aspettano con ansia, per dare un nuovo volto al campionato, tornato ad essere palcoscenico d’altri tempi e e non solo un’egemonia a tinte bianconere. Manca però qualcosa, soprattutto per ciò che riguarda il ruolo dei giovani italiani nelle rose delle big. Se club non protagonisti per la lotta scudetto schierano spesso giocatori italiani alle prime armi, ciò accade con meno frequenza tra i team più prestigiosi, con le sue eccezioni. Se il Milan sembra aver adottato una mentalità che giovi anche alla crescita dei baby talenti azzurri, Inter e Juve in particolare paiono essere ancor distanti da ciò. Poca fiducia? Qualità insufficiente? Società e mister avranno le loro motivazioni, ma l’impressione è che a mancare sia il coraggio.

Optare per calciatori over35 quando in rosa si hanno ragazzi pronti a mettersi in mostra con voglia e determinazione pare illogico. In Italia, perché all’estero lo scenario è completamente diverso, anche se con Mancini in Nazionale qualcosa di nuovo sta prendendo piede. E’ dunque tempo di riflettere, non solo sugli obiettivi di mercato, ma sul futuro del calcio, specialmente italiano. I nomi che negli ultimi giorno sono stati accostati a Inter e Juve, tra le altre, sono un segnale di come investire sul Young and made in Italy, nel nostro paese, non sia così scontato. I dubbi sorgono e le domande anche. Pellè o Pinamonti? Va bene l’esperienza, ma…

(Fonte immagine in evidenza: calciomercato.com)