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Caleb Okoli, un centrale per il futuro

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Italia

Il vivaio dell’Atalanta ogni anno “sforna” giovani talenti molto interessanti. Da Kessié a Kulusevski, passando per Amad Diallo, Barrow e molti altri ancora; il settore giovanile rappresenta indubbiamente un fattore determinante per ciò che riguarda la grande crescita fatta dalla squadra bergamasca negli ultimi anni. Tra i giovani calciatori che la Dea ha mandato in prestito in questa stagione, figura un difensore centrale che sta impressionando per personalità e rendimento. Il suo nome è Caleb Okoli.

NEL SEGNO DELLA DEA

Caleb Okoli è un ragazzo italiano nato a Vicenza il 13 Luglio 2001 da genitori nigeriani. Ha iniziato a giocare a calcio nel settore giovanile del Vicenza per passare poi in quello dell’Atalanta. Da quando è a Bergamo, Caleb ha sempre rappresentato un punto fermo in tutte le categorie in cui ha giocato. Tra i protagonisti della fortissima Primavera, allenata da mister Brambilla, Okoli ha catturato anche l’attenzione di Gasperini che lo ha chiamato con la prima squadra in più occasioni.
Nel corso della stagione 2019/20, Okoli ha anche giocato tutte e sette le gare di UEFA Youth League disputate dalla primavera della Dea. I ragazzi di mister Brambilla in quell’occasione sono prematuramente usciti agli ottavi di finale contro l’Olympique Lione, ai calci di rigore.

LA B COME TRAMPOLINO DI LANCIO

Lo scorso anno è stato il primo tra i professionisti per Okoli. Il giovane difensore centrale è stato mandato in prestito alla S.P.A.L. per farsi le ossa ma ha faticato non poco a ritagliarsi il proprio spazio. Difatti la prima presenza da titolare è arrivata solamente alla 25esima giornata. Nonostante ciò, Caleb ha comunque chiuso la stagione in crescendo, collezionando 16 presenze totali nella serie cadetta.
Quest’anno per Okoli è arrivata una nuova opportunità dalla B, per poter crescere ancora e fare esperienza. Alla porta dell’Atalanta ha bussato la Cremonese che lo ha prelevato in prestito insieme al portiere Marco Carnesecchi, guardiano dei pali dell’under-21 azzurra, e all’attaccante Luca Vido.
L’inizio di stagione in maglia Cremonese per Okoli è stato, fin qui, molto positivo. Con il difensore centrale in campo, i grigiorossi hanno vinto ben cinque gare su cinque, subendo un solo gol. Caleb, insieme a Lorenzo Lucca del Pisa, rappresenta indubbiamente una delle sorprese più piacevoli di questa serie B 2021/22.

PRIME VOLTE IN AZZURRO

Okoli si sta facendo indubbiamente notare, tant’è che per il difensore centrale classe 2001 sono arrivate le prime chiamate con la selezione under-21, allenata da Paolo Nicolato. L’esordio è arrivato il 7 settembre, nel match contro il Montenegro, mentre nel corso dell’ultima sosta, appena terminata, è anche arrivata la prima marcatura. Nel match contro la Bosnia, vinto dagli azzurrini 2-1, Okoli ha aperto le danze con un potente colpo di testa su assist, da corner, di Sandro Tonali.
Caleb dal 2019 giocava in pianta stabile con la selezione under-19, con la quale aveva collezionato dieci presenze.

PERSONALITÀ E STRAPOTERE FISICO

Okoli è un difensore centrale molto prestante fisicamente, essendo alto 187 cm. Destro naturale, fa della capacità di anticipo e dell’intensità in fase di marcatura due grandi punti di forza, costringendo spesso gli attaccanti a giocare spalle alla porta. Nonostante la stazza è anche dotato di una notevole capacità di corsa, grazie alle potenti gambe che gli permettono di competere in velocità con tutti gli attaccanti che affronta. Inoltre Okoli è molto forte nel gioco aereo, anche in area avversaria.
Presenta invece qualche lacuna dal punto di vista tecnico. In fase d’impostazione, con il pallone tra i piedi, risulta ancora poco disinvolto, limitandosi a semplici passaggi in orizzontale. Ciò che impressiona sono però i miglioramenti esponenziali fatti in poco più di un anno di serie B.

UN CENTRALE MODERNO PER IL FUTURO

Nonostante la giovanissima età, e la poca esperienza, Okoli sembrerebbe poter essere quel prototipo di difensore centrale moderno di cui la nazionale maggiore ha bisogno. Un difensore in grado di abbinare fisicità, intensità e rapidità, adatto per giocare al fianco di un regista difensivo dai piedi buoni. Sicuramente si deve lasciare tempo al ragazzo di crescere tranquillamente, senza mettergli troppe pressioni addosso, ma la nostra impressione è che tra non molti anni potremo contare su Caleb Okoli come un’importante pedina da schierare al centro della difesa della nostra nazionale.

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Flash News

Il giornalista terrorizza la Juventus: “Situazione pericolosa come quella del 2006”

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Juventus

Il terremoto in casa Juventus ha destabilizzato il mondo bianconero. A seguito di un rapidissimo Cda straordinario, tutte le cariche più importanti della dirigenza si sono dimesse dai propri ruoli. La motivazione è ancora sconosciuta ufficialmente, anche se alcune voci ipotizzano dei guai seri a bilancio. In molti, quindi, si stanno chiedendo i reali motivi che si celano dietro la vicenda e diversi tifosi cercano risposte sui social.

“COME NEL 2006”

In questo senso, le risposte provenienti dal web non sono rassicuranti, anzi. Farà scalpore un Tweet del noto giornalista Tancredi Palmieri che preoccupa tutto l’ambiente bianconero. In poche righe, Palmieri terrorizza il tifo Juventino con le seguenti parole.

Secondo il direttore di Sky Italia, la situazione della Juventus potrebbe essere pericolosa come quella del 2006, qualcosa di enorme sta per scoppiare”.

Ricordiamo che nel 2006 la compagine bianconera venne retrocessa in Serie B a seguito dello scandalo Calciopoli.

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Calcio Internazionale

Gomez carica l’Uruguay: “Contro il Ghana una finale”

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Maximiliano Gomez, attaccante dell’Uruguay, ha parlato ai microfoni di Teledoce dopo la sconfitta contro il Portogallo.

L’attaccante ha caricato i suoi per la sfida contro il Ghana, decisiva ai fini della qualificazione:

“Dobbiamo già pensare alla prossima sfida col Ghana. Giocheremo l’ultimo incontro della fase a gironi come se fosse una finale e ci auguriamo di riuscire a vincerla”

Gomez ha anche analizzato il match di stasera:

“Sono contento di aver avuto l’opportunità di scendere in campo, ma al tempo stesso mi dispiace per il risultato perché abbiamo disputato un grande secondo tempo. Il Portogallo è una grande squadra e sapevamo di trovarci di fronte degli ottimi calciatori”.

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Calcio Internazionale

Messico, tegola Guardado: stop di 10 giorni

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Tata Martino

Tegola in casa Messico, a 2 giorni dal match clou contro l’Arabia Saudita.

Il centrocampista Andres Guardado, infortunatosi nel match contro l’Argentina, dovrà stare fermo ai box 10 giorni stando a quanto riportato da L’Equipe. I messicani, fermi ad un punto in classifica, sono obbligati a vincere, per tenere vive le chances di qualificazione in un girone super equilibrato. L’altra sfida vedrà di fronte Argentina e Polonia, con i primi a quota 3 e i polacchi in testa al gruppo con 4 punti, frutto di una vittoria e un pareggio proprio contro il Messico.

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Flash News

La lettera di addio di Andrea Agnelli ai dipendenti della Juventus

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Agnelli

Andrea Agnelli, prima delle dimissioni arrivate in serata, ha rivolto una lunga lettera di addio a tutti i dipendenti del club.

“Cari tutti,
Giocare per la Juventus, lavorare per la Juventus; un unico obiettivo: Vincere. Chi ha il privilegio di indossare la maglia bianconera lo sa. Chi lavora in squadra sa che il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. La Juventus è una delle più grandi società al mondo e chi vi lavora o gioca sa che il risultato è figlio del lavoro di tutta la squadra.

Siamo abituati per storia e DNA a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari: lo Stadium, 9 scudetti maschili consecutivi, i primi in Italia ad aver una serie Netflix e Amazon Prime, il J|Medical, 5 scudetti femminili consecutivi a partire dal giorno zero. E ancora, il deal con Volkswagen (pochi lo sanno), le finali di Berlino e Cardiff (i nostri grandi rimpianti), l’accordo con Adidas, la Coppa Italia Next Gen, la prima società a rappresentare i club in seno al Comitato Esecutivo UEFA, il JMuseum e tanto altro.

Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti. Ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escénico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Geōrgios Karaiskakīs, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno.

Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale. In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni: stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita“.

La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus.

Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”.

Ricordate, ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve!

Fino alla fine…“.

LA FINE DI UN’ERA

Questo il toccante saluto di Andrea Agnelli al suo popolo, quello bianconero. Una storia iniziata nel lontano maggio del 2010, quando fu eletto presidente, diventando il quarto esponente della famiglia Agnelli alla guida del club.

19 titoli complessivi: 9 Scudetti, 5 coppe Italia e altrettante Supercoppe Italiane.

Andrea Agnelli, nel bene e nel male, ha segnato indelebilmente, 12 anni di storia del calcio. Dallo stadio di proprietà al progetto Superlega, l’ormai ex presidente bianconero ha rivoluzionato il gioco.

Agnelli è stato capace di riportare la Juventus sul tetto d’Italia, provando a ripetersi, non riuscendoci del tutto, in Europa. 12 anni di successi e di tonfi clamorosi, di gioie e dolori, di esultanze e liti con i tifosi.

 

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